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maggio

Cucine da Incubo 4: Cannavacciuolo alla Trattoria Davis di Milano. Ecco com’è oggi

Antonino Cannavacciuolo

Un ristoratore abituato all’élite e ora costretto in una trattoria; una moglie esasperata dall’insoddisfazione del marito e dalla sua incapacità di adattarsi alla nuova condizione; due coniugi che litigano in continuazione e obbligano la clientela a siparietti di cattivo gusto; un ristorante le cui chance di recupero diminuiscono di giorno in giorno. Questi gli ingredienti dell’ultima puntata di Cucine da Incubo 4, in onda questa sera su Nove.

Cucine da Incubo 4: la Trattoria Davis

La Trattoria Davis è nata nel 2010 all’interno di un circolo sportivo di Milano. Il titolare è Nino, che per anni ha lavorato in uno dei più rinomati ristoranti della “Milano da bere”. Ed è in questo passato glorioso che Nino continua a vivere, tanto da vedere come un “ripiego” la Trattoria Davis che ha inaugurato insieme ai suoi familiari 6 anni fa, senza alcun entusiasmo e sentendosi anzi frustrato per la “caduta di stile”. Sentimenti che continuano ad accompagnarlo, peggiorati dai risultati scarsi della trattoria. A risentirne è stata, ovviamente, anche la serenità familiare: il figlio Max, responsabile di sala, per evitare la rottura col padre, per un periodo ha deciso di andar via e ha deciso di tornare a lavorare al locale solo recentemente, mentre la moglie Tina, aiuto cuoca, è protagonista, insieme al marito, di continui siparietti imbarazzanti. I due, infatti, in cucina sono come cane e gatto: litigi, grida e insulti sono diventati il loro unico modo di comunicare e spesso, a coprire le loro urla, c’è solo la musica ad alto volume. La situazione del ristorante appare, giorno dopo giorno, sempre più difficile e la stessa famiglia è divisa ormai in due fazioni: da un lato ci sono Tina e Max (sostenuti anche da Maurizio, cameriere e genero dei due coniugi), stanchi del carattere lunatico e dell’insoddisfazione di Nino, dall’altro c’è Nino, che non riesce a nascondere la sua demoralizzazione e che non si sente compreso e capito dai suoi familiari, nei quali, invece che confidarsi, trova solo una valvola di sfogo. Peraltro, a dispetto dei desideri dei familiari, Nino vuole portare avanti il trend del suo vecchio, amato, ristorante di pesce. Vorrebbe, insomma, un ristorante di lusso, che, però, poco si adatta al contesto “sportivo” – un tennis club – in cui la trattoria è inserita. Tina riconosce la bravura del marito nel cucinare, ma non sopporta il fatto che voglia decidere tutto lui e non riesce a imporsi neanche un po’. Capisce la sua demotivazione ma non la sua incapacità di adattarsi alla nuova condizione. La clientela, negli anni, è andata scemando inesorabilmente. Bisogna intervenire prima che sia troppo tardi.

Cucine da Incubo 4: la Trattoria Davis dopo l’intervento di Cannavacciuolo

Prima dell’avvento di Cannavacciuolo il problema più grave della Trattoria Davis non era tanto il menù quanto l’atteggiamento dello staff. Come testimoniano le recensioni su Trip Advisor, alcuni clienti non erano soddisfatti del modo in cui venivano trattati e dell’organizzazione generale.

“Raramente ho avuto modo di conoscere del personale cosi maleducato…sembra quasi che gli si faccia un favore ad andare a mangiare li…il cibo poi non è nulla di che, spesso molto inferiore ai locali che si trovano nei dintorni”

“Cibo mediocre, alle 13.30 già terminato tutto, personale estremamente scortese. Evitare assolutamente”

Le cose, però, sembrerebbero ora migliorate.

“Personale gentile e cordiale. Piatti ottimi, punto di forza i piatti di pesce. Molto soddisfatta, tornerò sicuramente”

“Tornata per l’ennesima volta, non si smentisce mai. Pochi piatti ma fatti come dio comanda. Lo consiglio soprattutto in estate dove si può mangiare in un gradevolissimo giardino spazioso e accogliente. Ottimo il fritto e gli spaghetti allo scorfano, ma tutti i piatti sono davvero buoni, prezzo molto onesto!”



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1 Commento dei lettori »

1. novy ha scritto:

5 giugno 2016 alle 16:26

Intelligentissimo preparato bravissimo,ci sono tanti complimenti da fare a questo splendido sceff ANTONINO CANNAVACCIUOLO



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