29
aprile

RAI, CAMPO DALL’ORTO: LA POLEMICA SUGLI ESTERNI NON E’ RILEVANTE, L’INFOTAINMENT E’ IL SETTORE PIU’ DELICATO

Antonio Campo Dall'Orto

Il servizio pubblico deve “trovare negli ascolti un riscontro, ma non un fine“. Parola di Antonio Campo Dall’Orto. Il DG Rai, che nei giorni scorsi aveva elogiato gli ascolti di Rischiatutto addirittura con un comunicato ufficiale, ieri ha affrontato il tema durante l’audizione in Commissione di vigilanza Rai. Nell’occasione, il top manager di Viale Mazzini ha presentato il nuovo piano editoriale approvato dal CdA la settimana scorsa, ed ha parlato a tutto campo.

Nel suo intervento in Vigilanza, il DG ha definito il nuovo canone Rai “un cambiamento epocale ed ha derubricato le polemiche sulle figure professionali esterne arruolate di recente, bollando la querelle come “poco rilevante“. Come riporta Prima Comunicazione, il top manager ha poi rilanciato il concetto di trasparenza quale pilastro dell’azienda pubblica ed ha ribadito la propria convinzione sulla necessità di dotare la Rai “di tutti i talenti che servono, dentro o fuori, per dare un futuro“.

Tra i temi affrontati da Campo Dall’Orto spicca quello dell’informazione, reputata “l’elemento più rilevante, il centro del servizio pubblico“. Al riguardo, il DG ha espresso la necessità di un team che supporti Carlo Verdelli, il responsabile editoriale dell’informazione di Viale Mazzini. All’incarico di vice direttore del team sarebbe destinato la new entry Francesco Merlo, per il quale – ha spiegato Dall’Orto – “l’ufficio legale Rai ha dato indicazioni su quale tipo di ruolo può avere“.

Per riuscire ad avere un rapporto coordinato da un lato e attento al pubblico dall’altro, serve un team” ha ribadito il top manager, auspicando un atteggiamento di interlocuzione e non censorio. Il primo step prevede il posizionamento dei tg entro metà giugno, poi a settembre sarà affrontato il capitolo infotainment, settore in cui – ha paventato il DG – “è più facile che ci possano essere punti delicati“.

La novità del piano editoriale, ha proseguito Campo Dall’Orto, consiste nell’intervenire su un’azienda “troppo a lungo rimasta ancorata solo alla televisione“.

Si tratta della capacità di mettere tutti i servizi a disposizione di chi paga il canone. Qualunque cosa pensiate proiettatela nei prossimi 5-10 anni, non sull’oggi. Questo è stato l’errore dell’azienda fino ad ora” ha dichiarato, precisando che occorre “avere un mandato chiaro“.

Tra i primi obiettivi della nuova Rai ci sarà dunque il “recupero dell’idea di ‘servizio pubblico universale’, che vuol dire riuscire a parlare a tutti”. La fascia sotto i 34 anni, ha infatti dichiarato il DG, “oggi non ci frequenta più. Siamo invece molto forti dai 55 in poi”. “Dobbiamo fare in modo che sia sempre meno un fatto generazionale e diminuire questo malefico digital divide” ha promesso il top manager di Viale Mazzini.



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