8
luglio

ANTONIO RICCI VIRA VERSO LA RADIO?

Antonio Ricci

Non sentiamo spesso la sua voce perchè di solito fa parlare per sé i suoi programmi, lanciando irriverenza e provocazioni specie attraverso la più famosa delle sue creature, Striscia la notizia. Ma adesso per Antonio Ricci potrebbero aprirsi nuovi orizzonti, che figurativamente di voce ci vivono.

Antonio Ricci interessato alle quote Rcs in Finelco

Ci riferiamo alla radio, settore al quale l’autore di Albenga si starebbe interessando, stando a quanto annunciato da Il Sole 24 Ore: Antonio Ricci sarebbe infatti nella cordata italiana, azionista della società milanese Blue Ocean srl, per la quale l’avvocato d’affari Mario Miscali starebbe trattando l’acquisto delle quote Rcs in Finelco. Un’ipotesi al momento, ma che è ancor più interessante se si tiene conto del quadro d’insieme e del momento televisivo che il papà del tg satirico sta vivendo.

Antonio Ricci verso la radio: un nuovo inizio?

Che Striscia non sia più quella di una volta è abbastanza palese; e non ci riferiamo soltanto agli ascolti – per quanto ormai i bei tempi in cui le Veline dettavano moda e la battaglia dell’access prime time veniva puntualmente vinta sono abbastanza lontani. Ci riferiamo soprattutto ai contenuti che hanno sempre meno il sapore della denuncia fine a se stessa e dell’impegno sociale che hanno reso il programma famoso e caro al pubblico.

Basti pensare al non quantificabile spazio che il programma ha dedicato quest’anno a rompere le uova nel paniere a Masterchef, rovinando al pubblico la sorpresa del vincitore ed insistendo ad oltranza sui trascorsi di Stefano Callegaro, ora “finalmente” citato in giudizio da Magnolia; o alle energie impiegate per l’estremo botta e risposta con il competitor Affari tuoi e Flavio Insinna in primis, di cui vi abbiamo anche fornito un documento esclusivo.

Se uniamo a questa offerta a tratti ripetitiva la sospensione degli inviati Fabio e Mingo, i risultati di Paperissima Sprint e ancor prima il flop di Giass, ecco che un ipotetico interesse di Antonio Ricci per un settore comunicativo diverso dalla tv assume un altro sapore. E più che un semplice investimento potrebbe essere un vero rilancio, per sperimentare ancora e stupire come non accade più da tempo.

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9 Commenti dei lettori »

1. Groove ha scritto:

8 luglio 2015 alle 18:32

Il caso di Masterchef lo trovo inutile anche io, al pubblico non interessa e poi gli hanno dato troppo spazio. Per quanto riguarda Affari Tuoi, il fatto che sia stato (e che forse continui ad essere) un programma non del tutto chiaro è assodato, ma Striscia dovrebbe smetterla di dedicare ogni giorno un servizio, i telespettatori si stancano e Affari Tuoi da questa guerra risulta avere la meglio. Striscia ha bisogno di un’evoluzione, meno satira, più denuncia (come era in origine) e un linguaggio più attuale, ci sono influssi del passato che al programma non fanno bene.



2. griser ha scritto:

8 luglio 2015 alle 22:43

Se lasciasse la tv io non lo rimpiangerei



3. Fabrizio ha scritto:

9 luglio 2015 alle 07:44

Questo sta semplicemente investendo una piccola parte del suo patrimonio (notevole) che in anni si è creato, e voi ci trovate un cambio epocale nella direzione lavorativa con Striscia in crisi.
Ma per piacere…..
E’ solo una operazione finanziaria che nulla ha a che vedere con la parte “artistica” di Ricci.
Crisi di Striscia a parte.
A volte si vuole trovare quello che in realtà non c’è.
Ci deve essere sempre dietro qualcosa…
Mah!



4. Marcomare ha scritto:

9 luglio 2015 alle 11:05

scusa davide, ma perché vuoi che ricci smetta di fare tv e si dedichi alla radio? mi sembra ci siano molti altri personaggi del mondo televisivo che dovrebbero dedicarsi ad altre attività…



5. Davide Maggio ha scritto:

9 luglio 2015 alle 11:10

Marcomare: e chi ha mai detto una cosa del genere.



6. re sole ha scritto:

9 luglio 2015 alle 11:11

Striscia avrà perso anche lo smalto, ma resta comunque uno dei due programmi che dominano l’access prime time



7. ellen ha scritto:

9 luglio 2015 alle 12:13

Ci libereremo mai di certa brutta gente come Ricci? Se ci fosse stata una testa pensante a Mediaset, sarebbe dovuto accadere già molto tempo fa…



8. Lucas ha scritto:

9 luglio 2015 alle 12:56

Non sarà una battaglia impegnata come quella di Vanna marchi, ma fortuna che c’è striscia che smaschera i furbetti come Stefano di Masterchef



9. Maximo ha scritto:

9 luglio 2015 alle 13:57

@Ellen nel bene o nel male Ricci ha fatto una trasmissione nella quale si prendeva una posizione. A volte sicuramente sbagliando e attaccando persone sbagliate o che sono state coinvolte in fatti risibili. A volte prendendoci e facendo licenziare persone disoneste o addirittura scoperchiando truffe che hanno smosso le autorità, scuotendole a volte dai loro tempi biblici, e facendo finire in galera diverse persone.
Tutto questo con una visuale e una obiettività che non può essere a 360 gradi (nemmeno i più quotati giornali o telegiornali ce l’hanno) ma che sicuramente ha colpito bene nel mucchio, parlando spesso di truffe, accordi sottobanco, notizie censurate, sprechi milionari e così via, portando a conoscenza i telespettatori di notizie che spesso nessun telegiornale aveva mai dato. Può non piacere, ci mancherebbe: capitan ventosa per esempio meriterebbe il rogo dentro un altoforno ma ti assicuro che l’italia sarebbe potuto essere un paese migliore se quello che ha fatto Ricci, e cioè a volte un giornalismo di inchiesta con i contro*oglioni, fosse stato il pane quotidiano dell’informazione tutta. Non abbiamo editori puri, gli editori che fanno informazione hanno mille interessi nella cosa pubblica e privata: tutte le notizie sono quindi più o meno addomesticate (anche semplicemente omettendo qualche riga, non per forza dicendo falsità) in modo da non disturbare i “potenti”, in modo da favorire gli amici, in modo da mettere in cattiva luce i nemici. Hai mai letto su Il Giornale una critica a Berlusconi? Hai mai letto su Repubblica o l’Espresso una critica a De Benedetti? Così va il mondo, ce ne sarebbero volute 100 di trasmissioni come Report, Iene, Striscia (e poche altre) per avere un italia migliore. Pur con tutte le loro inevitabili forzature, partigianerie, difetti e a volte anche errori grossolani. Non ti dimenticare mai che Wanna Marchi o Mafia Roma Capitale, per citarne solo due, sono state portate allo scoperto da Striscia e Iene.
E non dal Corriere o dal Tg1. Preferisci i pacchi? Bene, cambia pure canale, nessuno te ne farà una colpa. Poi non lamentiamoci se tutti rubano, truffano o fanno quel che vogliono. Striscia è stata una piccolissima diga contro l’oceano del malaffare. Può non piacere per niente, per carità, tutto più che legittimo. Potrebbe essere migliore, avoglia se potrebbe esserlo. Ma avercene!
(poi, oh, intendiamoci, da qui a dire che Ricci mi sta simpatico ce ne vuole…. e pure parecchio)



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