23
giugno

NELL’UFFICIO DI SEBASTIANO LOMBARDI, DIRETTORE DI RETE4

Batman e altri supereroi ci osservano da dietro, schierati su un ripiano. Siamo al sicuro. “Sono qua perché esprimono forza pura” spiega Sebastiano Lombardi, che non a caso li ha collocati proprio accanto alla sua scrivania. Il direttore di Rete4 ci ha aperto le porte del suo ufficio a Cologno Monzese, il luogo dove nascono molte delle intuizioni che poi vedete in onda. Approfittando di un faccia a faccia riservato con il numero uno del canale, abbiamo cercato di capire in quale direzione esso stia andando. A raccontarcelo è stato lo stesso Lombardi:

Rete4 sta andando in una direzione molto precisa, nel senso che vorrei che fosse sempre più una rete con una vocazione informativa. Ma non intendo dire una rete di news, bensì una rete che racconta la realtà e per farlo bisogna avere gli strumenti delle news e la capacità di racconto del cinema. Quindi il cinema continuerà ad esserci, così come i grandi programmi di approfondimento e un po’ di spettacolo, ma tutto sempre all’interno di una dimensione di racconto.

Hai parlato della narrazione come filo conduttore del palinsesto. Puoi spiegarci meglio?

La narrazione è ciò di cui tutti abbiamo bisogno. Diceva una grande regista hollywoodiano che le persone hanno bisogno di racconto ed è per questo che il cinema, i romanzi e i racconti a casa sono così importanti. Io credo nel racconto come nella dimensione fondamentale dello stare assieme, anche quando bisogna raccontare dei conflitti, quindi per me ci sarà sempre più questo elemento. Anche se ci fosse un concerto, ci sarà dentro il racconto, e pure nel cinema sceglieremo dei cicli che esprimono un punto di vista. Nelle trasmissioni lavoreremo sempre più su una dimensione narrativa, perché il rapporto degli individui tra di loro e con la società è la cosa più interessante da raccontare.

Fino a che punto arriva la tua libertà come direttore di rete e quando invece devi consultarti con qualcuno?

Io mi consulto sempre, per fortuna, e lo dico perché sopra di me e accanto a me ci sono delle persone che sono molto più competenti di quanto non lo sia io. Se mi domandi qual è il limite, ti devo rispondere che in realtà non c’è, nel senso che ho avuto un mandato di totale libertà, con un’enorme severità nella valutazione dei risultati ma anche un’enorme disponibilità nel fare le cose. In un comitato, che è la riunione ricorrente che si fa con l’editore, non ho mai sentito bocciare un’idea buona mentre ho sentito bocciare in continuazione idee scarse. Ma i soldi o altri aspetti come i temi politici sono solo una scusa di quando o non ci sono le idee o non si sanno raccontare le cose.

Nella tua carriera provieni dal marketing e pare tu sia soprannominato “il mago degli ascolti”. Qual è il filo conduttore che lega queste due materie e una direzione di rete?

Il marketing è semplicemente un filtro per le cose. Ti aiuta a capire, magari più rapidamente di altri, quando un programma non è andato bene, il perché, e ad avere un po’ di visione, cioè a saper immaginare le direzioni da prendere o le direzioni che le cose stanno prendendo. In questo senso il marketing è uno strumento straordinario ma non deve diventare una prigione che ti impedisce di pensare liberamente; piuttosto, ti dà degli strumenti per capire quello che senti e sintonizzare le tue sensazioni con quello che realmente accade, con i comportamenti del pubblico.

C’è qualcosa del palinsesto che non avresti mandato in onda o di cui ti sei pentito?

Pentito, per ora, no. Ci sono delle cose di cui sono molto orgoglioso, come lo speciale per il 25 aprile, e sono convinto che tutte le cose che stiamo facendo – con qualche eccezione – possono essere fatte meglio, ed è la cosa più bella del lavoro che faccio.

Particolare dell'ufficio di Sebastiano Lombardi, direttore di Rete4

Siamo nel tuo ufficio a Mediaset e alle nostre spalle, su una libreria, ci sono dei supereroi dei fumetti: come mai? E qual è la prima cosa che hai portato qui quando sei stato nominato?

La prima cosa che ho portato è stata una carezza di mia moglie, che non si può vedere ma è quello che c’è. E questi supereroi sono qua perché esprimono forza pura, quella di cui ogni tanto hai bisogno quando hai dei dubbi. E allora ti giri, guardi questi personaggi con ciò che esprimono.

Quale ti rappresenta di più in questa tua direzione di rete?

Nessuno di questi mi rappresenta particolarmente, sono tutti dei compagni di viaggio. Sono molto affezionato a quel Batman gigante che ho messo al centro perché me l’ha regalato mia moglie per il mio compleanno. In realtà io non sono certo un super eroe e non assomiglio a nessuno di loro.

Quale programma ti ha dato sinora più soddisfazioni?

Il programma consolidato che mi ha dato più soddisfazioni è sicuramente Quarto Grado, perché è un programma che ha un livello e una qualità di costruzione e di conduzione straordinari. Mi han dato enormi soddisfazioni anche Quinta Colonna e Dalla Vostra Parte, perché sono due prodotti totalmente anti-congiunturali, nel senso che in un’informazione di prime time o di access che si sta contraendo essi hanno dato – grazie a Del Debbio e a Mario Giordano – un segno di forza.

Cosa ti auguri per la prossima stagione?

Nella prossima stagione non vedo l’ora di entrare in studio per il Costanzo Show e spero di riuscire a far dare il meglio a La Strada dei Miracoli, che è un programma con un grande potenziale.

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2 Commenti dei lettori »

1. ellen ha scritto:

23 giugno 2015 alle 21:00

Miracolato, come tutti i miracolati non si capacita neanche lui della sua stessa fortuna.

E fu così che il miracolato miracolò anche la di lui compagna Elonoire… Amen!



2. ellen ha scritto:

23 giugno 2015 alle 21:05

dimenticavo di dire…

E’ direttore di rete ma, come tutti i direttori di rete Mediaset, non comanda NIENTE, perchè a Mediaset comanda SOLO e SOLTANTO Pubblitalia.



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