26
maggio

JANE ALEXANDER A DM: LA FICTION ITALIANA E’ DI UN LIVELLO ALTO. ABBIAMO DECISO INSIEME CHE NON AVREI RIFATTO MISTERO

Jane Alexander

Attrice, conduttrice, doppiatrice, modella, mamma e tanto altro ancora. La carriera di Jane Alexander nel mondo dello spettacolo è iniziata sin da piccolina, in sala di doppiaggio con il padre, ed è proseguita poi negli anni al cinema e in tv, sia come attrice, con tanti ruoli che l’hanno fatta apprezzare dal pubblico, tra cui la perfida Lucrezia di Elisa di Rivombrosa, sia come conduttrice. Ultimamente, però, Jane Alexander è tornata in sala di doppiaggio per prestare la sua voce a un personaggio del jet-set internazionale: la modella Poppy Delevingne, guest star nell’episodio in onda stasera di I Live with models, la sitcom in onda su Comedy Central il martedì sera (qui la trama della serie). E, proprio come con Giorgio Borghetti, anche con Jane la nostra intervista inizia parlando del nuovo appuntamento telefilmico del canale satellitare.

Jane, puoi dirci qualcosa sull’episodio di I live with models a cui partecipa Poppy Delevingne?

E’ vittima di un furto da parte di Scarlet e Anna, le due modelle protagoniste della serie (le attrici Brianne Howie e Rebecca Reid, ndDM), coinquiline di Tommy ed Enrique (gli attori David Hoffman e Eric Aragon, ndDM). Le due ragazze le rubano la borsa e cercano degli escamotage per non farsi scoprire…

Cosa pensi di questa serie?

Mi è sembrata molto carina. Mi piace. Ha così tanto senso dell’humor che pensavo fosse inglese e, invece, è americana. Sai, io sono inglese e mi piace sguazzare nel senso dell’umorismo.

I tuoi genitori sono stati entrambi attivi nel mondo del doppiaggio e anche tu hai avuto delle esperienze in questo settore. Quando hai iniziato?

Mio padre era un direttore di doppiaggio inglese e la prima volta che ho doppiato qualcuno è stato perché lui aveva bisogno di una bambina che piangesse… è bastato strapparmi la bambola dalle mani (ride, ndDM). Tra le altre cose, ho doppiato la bambina sui pattini nel Don Camillo, interpretato da Terence Hill, e Mietta nella versione inglese de La Piovra. Ne ho fatto tanto di doppiaggio in inglese e, sempre in inglese, ho diretto anche il doppiaggio di alcuni cartoni animati.  Quando ho perso mio padre, per vari motivi, non ho più doppiato, né in inglese né in italiano. E poi è arrivata questa occasione. Sono molto contenta e mi piacerebbe che mi chiamassero ancora a doppiare. E’ nella mia natura, mi considero una doppiatrice e in sala di doppiaggio mi sento a casa.

Poppy è una modella e tu anche da giovanissima hai lavorato come modella. Questa serie ironizza molto sul mondo della moda. Tu oggi che rapporto hai con questo mondo?

Credo che si debba ironizzare su tutto e va benissimo ironizzare anche sul mondo della moda. E’ vero, un mondo che gira intorno all’immagine può essere un po’ ‘effimero’, ma è anche così splendido e meraviglioso… A quale donna non piacciono le sfilate, le scarpe, gli abiti? Mentre parliamo guardo il mio armadio e dentro c’è di tutto: da capi importanti ad altri acquistati nei mercatini. La moda è quello che ci rende noi stessi e a me piace viverla a modo mio.

Torniamo al tuo lavoro. Ti destreggi tra recitazione e conduzione. In quali vesti ti trovi più a tuo agio?

Non voglio scegliere, direi entrambe. Voglio fare tutto: attrice e conduttrice. Mi piace e mi diverto e fare tante cose. Perché scegliere?

Hai recitato in una delle fiction più seguite di sempre: Elisa di Rivombrosa. Cosa pensi della fiction italiana?

Penso che in Italia siano capacissimi di fare dei prodotti meravigliosi. Certo, dietro ci devono essere i giusti investimenti, bravi produttori, sceneggiatori che scrivono bene, registi bravi, ecc. Poi è ovvio che non può essere tutto di altissimo livello. Anche in America non è tutto fantastico. Non tutte le serie sono Breaking Bad. Anche lì ci sono livelli diversi. A me la fiction italiana piace, credo che sia di un livello alto e sono contenta che, ultimamente, grazie anche a certi prodotti, anche gli attori del nostro cinema si siano accorti che recitare in una fiction non vuol dire essere attori di serie B. In America nessuna attore si è mai posto il problema di fare fiction. In Italia, invece, prima gli attori di fiction venivano guardati male. Ora, per fortuna, c’è la fila per interpretarle. Sono contenta di questa apertura mentale.

Cosa manca alle serie italiane rispetto a quelle americane?

Non saprei. Ma sicuramente pure noi abbiamo fatto prodotti grandiosi, venduti anche all’estero. Quindi facciamo un applauso alla fiction italiana.

Hai partecipato anche alla web serie: “I Santhanas”. Pensi che il futuro della fiction passi anche per il web?

Purtroppo questa web-serie è stata bloccata alla seconda puntata. Io interpretavo un’attrice p0rno, mamma di figli attori p0rno. E’ andata così, ma è stata un’esperienza divertente. E sì, sicuramente il futuro della fiction passerà anche attraverso il web.

A breve, su Italia 1, dovrebbe tornare in onda Mistero ma tu non ci sarai (qui il nuovo cast). Come mai?

Lo abbiamo deciso insieme, va bene così. Quattro anni sono tanti ed è giusto fare altro. E’ stata un’esperienza meravigliosa. Abbiamo riso tantissimo e sono felicissima di aver lavorato con tutti loro. Per me sono come una famiglia. Mi hanno insegnato tanto e devo loro tantissimo. Sono amici e, infatti, ogni volta che vado a Milano stiamo insieme. L’esperienza più bella è stata quella nei sotterranei proibiti di Parigi. Pensavo di resistere 15 minuti lì sotto e invece ci sono stata 6 ore… Dico sempre che è stata la cosa più bella che mi è successa dopo il parto.

Qual è il ruolo che vorresti interpretare, al cinema o in tv, e il programma che vorresti condurre?

Come attrice, mi piacerebbe far ridere, una cosa che solitamente non faccio. Solo con Anna e i cinque mi sono avvicinata un po’, ma mi piacerebbe davvero fare qualcosa di comico e divertente. Poi, mi piacerebbe doppiare un cartone animato della Disney o della Pixar. A livello di conduzione, invece, mi piacerebbe condurre di nuovo un programma di notte, quando c’è più libertà di dire quello che si vuole. Vorrei trattare gli argomenti che mi piacciono: il sesso, la cucina, gli uomini, le donne, i vestiti… Insomma, un po’ come era Zengi. Ecco, mi piacerebbe un programma che mi desse la possibilità di essere me stessa.

Qualche giorno fa su Twitter hai scritto: “Sto trovando mille sogni nascosti. Erano tutti lì, ciancicati in fondo al cassetto”. Puoi dirci qualcuno di questi sogni?

Sto già arrossendo (ride, ndDM). Preferirei di no… diciamo che questi sogni ora sono fuori a prendere aria.

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2 Commenti dei lettori »

1. kalinda ha scritto:

26 maggio 2015 alle 20:49

Grande Jane la adoro.



2. marek ha scritto:

27 maggio 2015 alle 18:25

Jane, sei un mito.



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