18
maggio

MIKA A DM: L’UNICA COSA CHE DA’ ARMONIA A X FACTOR E’ LA VOLONTA’ DEI GIUDICI DI ESSERCI. X FACTOR ITALIA? 10 VOLTE MEGLIO DI THE VOICE ITALIA

Mika

Ormai è diventato un veterano di XFactor. Arrivato nel 2013, come una specie di scommessa, Mika è diventato un caposaldo del talent show targato Sky Uno. E nell’edizione numero 9 troverà una grossa novità a “consolarlo”:

“Quest’anno non sarò il peggiore a parlare italiano! Non lo so però, non ho parlato ancora con Skin. Stasera (venerdì 15, ndDM) prendiamo un drink insieme, voglio parlare solamente italiano e vedere la sua reazione...”.

Scherzi a parte, forse il vero sospiro di sollievo la popstar l’ha tirato quando ha saputo dell’assenza di Morgan. Il cantante, pur stimando il Castoldi, ha dichiarato apertamente che la scorsa edizione non è stata facile per via del clima teso che si respirava dietro (e davanti) le quinte:

L’unica cosa che dà un senso di armonia a questo programma è quando tutti i giudici vogliono veramente essere lì, perchè questa cosa non si può falsificare. Morgan sta facendo il suo tour, io sono suo fan, è un grande in tanti sensi, e anche una persona vera, complicata ma credibile e con tanto talento. Come dicevo l’anno scorso per Elio: Elio non è morto, Elio è Elio, non era lì l’anno scorso ma adesso è di ritorno, forse ci sarà Morgan l’anno prossimo o dopo. Chi lo sa...”.

Quel che è certo, è invece che Mika per il terzo anno consecutivo dovrà conciliare i suoi impegni in giro per il mondo con l’esperienza tricolore da talent scout:

“Tre anni sono tanti per me. In questi ultimi 2-3 anni non mi sono fermato per più di 3 giorni, è una cosa abbastanza crudele nel senso del planning. Tra due giorni inizio il mio tour in Asia, è un po’ difficile conciliare tutto anche con The Voice France e il nuovo album che esce a giugno. Ma una cosa che ho imparato è che l’isolamento può bloccare la creatività (…) Tutti questi impegni mi danno un senso di energia che provoca creatività. Mi piace dire: ‘Ho fame’. Mi danno appetito questi impegni”.

E a proposito di The Voice France, Mika si è dovuto beccare le critiche che Simon Cowell, nel corso della conferenza stampa milanese di X Factor e Italia’s got talent, ha rivolto al formato:

“Cowell ha criticato The Voice? Ovviamente. Cowell è Cowell, è proprietario di questo format se lui non critica The Voice, chi lo farà? Allora non siamo stupidi, ogni show ha un significato diverso in ogni paese: in Francia c’è The Voice, X Factor è stato un disastro totale, non ha funzionato, ma qua in Italia il miglior programma è X Factor, 100%. (…) In Italia c’è The Voice ma X Factor è meglio, 10 volte meglio; anche The Voice France è 10 volte meglio di X Factor (…)”.

Nessuna differenza, invece, riguardo il suo modo di lavorare e partecipare ai due talent concorrenti:

“Sono a mio agio con tutti e due, perché sono libero”.

Allo stesso tempo, “l’uomo dai due talent” non teme che l’immagine da personaggio televisivo possa ledere quella da cantante:

“Paura di essere etichettato? Chissenefrega, il lavoro parla per il lavoro. Le etichette sono cose temporanee, il lavoro è per sempre“.

Condivi questo articolo:
  • Facebook
  • Twitter
  • Digg
  • Wikio IT
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • Netvibes

, , ,



Articoli che potrebbero interessarti


Stefano Accorsi
Stefano Accorsi: «In un certo senso con 1993 abbiamo fatto I Promessi Sposi del 2000. Mai incontrato Berlusconi ma ho sognato che era mio padre»


miriam leone 1993
Miriam Leone a DM: in 1993 mi spoglio, ma metto a nudo l’anima non il corpo – Video


Francesca Senette e Renata Centi, Yo Yoga!
Francesca Senette, conduttrice di Yo Yoga, a DM: «Lo yoga dovrebbe essere obbligatorio per i nostri politici». Video


the show
I theShow a DM: Prank and the City si propone di fotografare il cuore dell’Italia inquadrandone il culo (video)

19 Commenti dei lettori »

1. carlo ha scritto:

18 maggio 2015 alle 20:01

In Italia c’é Amici, altro che The Voice o X-factor



2. Miki ha scritto:

19 maggio 2015 alle 03:25

Meglio Amici e The Voice 10 100 mille volte!!!!!



3. Giusi ha scritto:

19 maggio 2015 alle 09:57

Meglio xfactor italia centomila volte. per carità, amici non si può nè guardare nè sentire….pessimo…



4. Giusi ha scritto:

19 maggio 2015 alle 10:00

E comunque, ognuno guarda quello che più gli piace, c’è molta scelta e quindi ce n’è per tutti i palati….io guardo xfactor perchè mi piace molto ed è fatto benissimo, poi ognuno guarda quello che gli pare, e giustamente come dice Mika, siamo liberi…….



5. telecrisi ha scritto:

19 maggio 2015 alle 10:57

x factor è il talent più bello della tv italiana. La giuria è una bomba, peccato che al posto di Elio non sia stato preso qualche big della canzone italiana!



6. IL MIO REALITY ha scritto:

19 maggio 2015 alle 11:29

Ogni paese ha il suo pubblico e i suoi gusti, ma non solo.

In Italia il talent migliore è senza dubbio “X Factor”, format che ha acquisito paradossalmente uno “spessore” maggiore da quando ha traslocato su Sky, dove nonostante una platea televisivamente ridotta (ma pregiata pubblicitariamente), ha potuto esprimere delle potenzialità impensabili rispetto alle prime stagioni sulla tv generalista.
Se vi ricordate, in Rai lo stesso programma (adesso incensato da critica, pubblico e addetti ai lavori) si stava “spegnendo”, tant’è che la peggiore edizione è stata la quarta, complice tra l’altro una scelta dei giudici sicuramente sbagliata oltre che un ostracismo da parte della dirigenza di allora, ostica verso talent e reality show.
“The Voice” a me non piace, ma credo che anche questo format (sebbene successivo a X Factor, e in qualche modo “secondario”) se sviluppasse tutte le sue potenzialità (leggesi, se traslocasse – cosa alquanto improbabile – su Sky, o se andasse su Mediaset), sarebbe un prodotto migliore, meno prevedibile e noioso, più spettacolare. Chissà.
Su “Amici” devo dire che, mutuando un po’ di qua un po’ di là, si è riusciti a produrre un talent godibile, gradevole, nonostante la presenza di certi meccanismi defilippiani poco “chiari” e da sempre presenti nelle produzioni Fascino (l’alternanza di vittorie tra le due squadre bianca e blu nelle manches del gioco è fin troppo scontata o “sospetta”, giusto per dirne una).

In Francia, il sistema televisivo per certi versi è simile a quello italiano, ma per altri no. E tra l’altro la collocazione su un canale piuttosto che un altro fa un’enorme differenza, come d’altronde accade in Italia.

“The Voice France” va in onda su TF1, il principale canale nazionale, tra l’altro privato, una sorta di Canale 5 “raiunizzata”, che – unico caso in Europa tra le major – continua di gran lunga a dominare gli ascolti con percentuali superiori al 20% di share, mentre l’x factor francese veniva trasmesso da W9-M6, una sorta di Italia 1 d’oltralpe (M6). Già questo la dice lunga.



7. ellen ha scritto:

19 maggio 2015 alle 11:33

@IL MIO REALITY: …”una platea televisivamente ridotta (ma pregiata pubblicitariamente)”

Ma cos’è un taglio di prosciutto?



8. IL MIO REALITY ha scritto:

19 maggio 2015 alle 11:37

@ellen

è un linguaggio da e per “addetti” ai lavori.

Ma poi, scusa, di “pregiato” c’è solo il prosciutto? ahahahah



9. ellen ha scritto:

19 maggio 2015 alle 11:43

A me sembra un linguaggio per prendere per i fondelli gli inserzionisti pubblicitari.



10. IL MIO REALITY ha scritto:

19 maggio 2015 alle 11:50

@ellen

bhè, non è proprio così. Il potere di spesa di un telespettatore (che si basa su una serie di dati “psicografici” e altro) è alla base dei ragionamenti di editori e canali tv.
La pensionata del sud di 70 anni ha un potere d’acquisto inferiore rispetto a un laureato del nord di 40 anni, tanto per estremizzare un concetto molto molto più complesso e articolato.
Ergo, uno spettatore Sky, che paga un abbonamento pay, costituisce mediamente un pubblico di maggior valore agli occhi degli inserzionisti rispetto a uno spettatore tipo di Rete 4.

E’ business, quindi altro che se non fanno le dovute differenze!



11. ellen ha scritto:

19 maggio 2015 alle 12:10

Ma chi ti dice che un abbonato SKY abbia un potere di spesa maggiore? Magari proprio perchè spende per un abbonamento pay taglia su altre spese e quindi è tutt’altro che appetibile agli occhi degli inserzionisti. Ricordati inoltre che oggi come oggi, nel 2015 in piena crisi economica, un laureato ha lo stesso stipendio di un operaio o poco più.

La platea dei telespettatori di una generalista free, come Rete 4 da te citata, oltre ad esserere sicuramente molto più numerosa di quella SKY raccoglie proprio per i suoi numeri elevati un numero maggiore di telespettatori con potere di spesa elevati.
E’ una semplice regola matematica e statistica, si chiama proporzione.



12. ellem ha scritto:

19 maggio 2015 alle 12:15

…”La pensionata del sud di 70 anni ha un potere d’acquisto inferiore rispetto a un laureato del nord di 40 anni”…

E’ esattamente il contrario, sei fuori dalla realtà. Questo poteva essere vero prima della crisi economica, ovvero prima del 2007 – 2008.



13. IL MIO REALITY ha scritto:

19 maggio 2015 alle 12:22

@ellen

scusami ma dici inesattezze che giustifichi con luoghi comuni. Ma chi ti dice che un abbonato Sky taglia altre spese per pagare l’abbonamento? è un delirio, un tuo erratissimo convincimento supportato dal…nulla, men che meno da studi statistici.

Inoltre, che cosa c’entra il fatto che un laureato oggi guadagni meno o più? non sei tu che hai inventato o parametrato indici psicografici scientifici che stabiliscono come la scolarizzazione sia direttamente correlata al reddito, crisi o non crisi.

Inoltre, cosa c’entra il numero assoluto dei telespettatori che – ovviamente – spesso per Rete 4 sono naturalemente maggiori, rispetto a un canale pay.
Un conto è parlare di numeri assoluti, un altro conto è parlare di cluster, target, valore commerciale di un segmento specifico di pubblico. Si tratta di due concetti diversi e complementari.

Insomma, informati e motiva in modo sensato le cose.

Ciao ciao



14. ellen ha scritto:

19 maggio 2015 alle 12:34

Allora i termini come target commerciale, pubblico pregiato e altro sono stati creati proprio con l’arrivo della crisi economica per intortare gli inserzionisti pubblicitari quando i numeri reali deagli ascolti languono.
Informati tu.

Quando un inserzionista vuole fare una pubblicità, mirata o non che sia, ti assicuro che guarda solo e soltanto i numeri reali (quelli che tu chiami assoluti). Credimi, con la crisi che c’è in Itala in questo periodo, stanno tutti molto attenti a fare investimenti su numeri molto concreti.



15. marcko ha scritto:

19 maggio 2015 alle 20:36

il mio reality

ma che c’entra platea “televisivamente ridotta (ma pregiata pubblicitariamente)”

ma chi guarda un programma tv pensi gliene freghi che sia pregiato o meno?

l’importante è il prodotto,
e farlo arrivare a piu’ persone possibili PUNTO.
il resto sono solo strategia per giustificare successi disattesi,
aria fritta per intenderci.



16. IL MIO REALITY ha scritto:

20 maggio 2015 alle 10:58

@marcko

quando si parla di qualcosa, tutto dipende dal punto di vista.
E’ tautologico, ovvio, sottolineare che il telespettatore dal suo p.d.v. segue cio’ che più gradisce in tv.

Se pero’ ci spostiamo dal p.d.v. dell’inserzionista, di chi acquista uno spazio pubblicitario spendendo centinaia di migliaia di euro o dal p.d.v di colui che commissiona e finanzia un programma per avere un tornaconto economico, il tipo di pubblico – il target – fa la differenza, e importa. Eccome. Dunque, secondo questo aspetto (cinico, opportunista, di mercato – definiamolo come vogliamo) i telespettatori non sono tutti uguali, il pubblico viene segmentato e valorizzato in modo diverso secondo degli indici e dei parametri.
Fatevene una ragione.

In realtà, SEMPLIFICANDO PER FARE COMPRENDERE IL CONCETTO per gli addetti ai lavori e gli inserzionisti, avere 1 milione di telespettatori su Sky vale come averne 3 su Retequattro.

Di conseguenza, X Factor si è spostato da Rai 2 a Sky Uno perdendo ascolto in valore assoluto ma acquisendo fasce di pubblico (pubblicitariamente) più “importanti”, ottenendo dunque dei riscontri economici di tutto rispetto (che fanno in modo che Sky continui con entusiasmo a trasmetterlo). Inoltre, guarda caso, il gradimento è pure aumentato. Chissà…

Se poi l’agettivo pregiato ti (vi) spiazza, utlizzate un altro cercando un sinonimo sul dizionario.
Se poi vogliamo fare polemica sterile, io me ne esco.
:-P

Bye



17. Daniele ha scritto:

20 maggio 2015 alle 14:03

Ma tutto quello che va in onda su Sky ha necessariamente un pubblico inferiore rispetto a quello delle generaliste e quindi i parametri per misurare il successo di un programma sono diversi. E secondo questi parametri X Factor è stato un enorme successo. Se così non fosse perchè Sky dovrebbe continuare ad investirvi così grandi denari? Evidente è che i numeri di Canale 5 sono necessariamente più grandi ma se andiamo a vedere poi la capacità di penetrazione dei prodotti (dischi, streaming, I-tunes) e dei personaggi ad esempio da una parte Cattelan, Mika, Fedez, Fragola, Michielin, Galiazzo e dall’altra Dear jack, Iurato, Moreno, Emma, Bosè, queste sono equivalenti (non cito la De Filippi perchè ha già una popolarità assodata e radicata nel pubblico ormai da due decenni)
Dico anche che Canale 5 senza la De Filippi e Il Segreto oggi avrebbe una seria crisi di identità e di target mentre Sky non punta su programmi e personaggi identitari ma sui format e per questo potrebbe continuare ad avere il suo pubblico anche senza X-factor. Ecco perchè ha senso parlare di pubblico pregiato o di nicchia se preferite. Da notare anche come la televisione generalista vampirizza i personaggi Sky. Masterchef docet. Ma se Sky non lo guarda nessuno come fa una casalinga settantenne a sapere chi è Carlo Cracco?



18. Lucantonio Prezioso ha scritto:

21 maggio 2015 alle 11:46

Amici e il miglior talent della TV italiana altro che the voice e x factor. Daniele ad amici ci sono pure i the kolors ed Elisa e basta co sta storia che canale 5 ha il segreto o Maria de Filippi. Ad amici poi sono gli unici che vendono dischi.



19. Daniele ha scritto:

21 maggio 2015 alle 23:27

Ma infatti a me piacciono molto i The Kolors e dico che forse musicalmente sono i migliori di sempre tra tutti. Spero che vincano ma sarà difficile, vista la pochezza e l’arroganza dell’avversario e visto che proprio la sua pochezza viene premiata (ad Xfactor rifiutarsi di cantare sarebbe impossibile). Sul fatto che Amici sia il miglior talent ho i miei dubbi. Certamente quantitativamente è quello di maggior successo. Fortissima l’impronta pop data al programma dalla De Filippi anche se per mio gusto la sua conduzione è troppo fredda ma sarebbe stupido negare la sua forza di animale televisivo e che piace a molti proprio per quello. Azzeccatissima la scelta della Bertè che oscura gli altri due giudici e che mi diverte tantissimo. Ma mi lascia perplesso il fatto che si gareggi per squadre rischiando di portare a far tifo per i direttori e per la squadra offuscando i singoli talenti e si mescoli danza e canto (perchè non due gare?). Inoltre amo poco la presenza del reality, l’influenza massiccia del pubblico adolescente (opportuno sarebbe almeno una guida musicale, un racconto delle canzoni e degli autori vista l’ignoranza (musicale) dimostrata in alcuni casi). Non amo il particolarmente il televoto ma in Amici se ne sente molto l’assenza. Il meccanismo aggrovigliato dell’eliminazione è il suo punto più debole perchè le eliminazioni sembrano proprio pilotate. Xfactor invece permette di convogliare l’opinione del pubblico da tantissime fonti permettendo un voto allargato non solo televisivo ma anche social.
Tecnicamente il programma di Sky è superiore in ritmo, luci, costumi, regia, musica. Peparini a volte mi piace tantissimo a volte lo trovo mediocre e forse un po’ ripetitivo ma certamente ha nobilitato il programma. Io resto comunque affezionato ad Amici delle prime edizioni perchè era un puro talent.
Il fatto che solo quelli di Amici vendono dischi è falso; toglierei infatti il solo. A parte i fenomeni Emma e Amoroso che stanno durando, Dear Jack e Moreno hanno venduto solo al primo disco floppando o quasi al secondo. Annalisa, molto brava secondo me, purtoppo vendicchia così come Scanu e Carta. Ma anche X factor ha dato i suoi frutti. Se non ci fosse stato il fenomeno Giusy Ferreri con le 700.000 copie vendute il primo anno di Xfactor la De Filippi non avrebbe cambiato rotta per Amici aprendo allo stesso metodo di promozione dei dischi. Poi negli anni usciti da Xfactor sono andati bene i dischi di Noemi e Mengoni e quest’ultimo ormai si sta confermando come un big con una vittoria a freddo di Sanremo (mentre Carta Scanu ed Emma hanno vinto subito dopo la vittoria di Amici). Quest’anno Fragola sta andando bene e sono andate benino anche Chiara e la Michielin.
L’opinione sulla De Filippi e il Segreto la confermo. Se togliessimo questi programmi che farebbe Canale 5 vista la crisi della sua fiction? I sabati sera sono da Ottobre a Giugno tutti della De Filippi. Lo dico constatando un dato di fatto e riconoscendole tutti i meriti e sottolineando anche l’incapacità della Rai di contrastarla. Ma se non ci fosse lei che farebbero a Canale 5? Sette prime serate con Il Segreto?



RSS feed per i commenti di questo post

Lascia un commento


Se sei registrato fai il login oppure Connetti con Facebook

Per commentare non è necessaria la registrazione, tuttavia per riservare il tuo nickname e per non inserire i dati per ciascun commento è possibile registrarsi o identificarsi con il proprio account di Facebook.