6
settembre

QUARTO GRADO RAFFORZA LA PROPRIA IDENTITA’. NECESSARIE LE DOCU FICTION?

Quarto Grado - Alessandra Viero e Gianluigi Nuzzi

Quarto Grado - Alessandra Viero e Gianluigi Nuzzi

Non è un segreto né, tantomeno, un delitto: Quarto Grado ha fatto tesoro della propria esperienza e ieri sera, al debutto di una nuova stagione, si è presentato al pubblico con una veste rinnovata, perfezionata ed attinta dal proprio spin off estivo. L’analisi del dna televisivo ha confermato tale contaminazione: lo storico corredo genetico del programma non è cambiato e, anzi, ne è risultato potenziato. L’approfondimento di Rete4, condotto per il secondo anno da Gianluigi Nuzzi ed Alessandra Viero, ha infatti integrato alcuni elementi appartenuti a Segreti e Delitti, apportando delle variazioni che hanno rafforzato l’identità del programma. Un antidoto all’effetto déjà vu.

Quarto Grado: lo studio rinnovato

Prima tra le novità, l’ampliamento dello studio. Quest’anno Quarto Grado ha avuto a disposizione due spazi, che hanno meglio distinto – anche visivamente – le componenti di informazione ed approfondimento scientifico. A fronte di un esordio, quello della passata stagione, piuttosto formale, stavolta Gianluigi Nuzzi è apparso sin da subito a suo agio, capace di attribuire il giusto ritmo alla narrazione e al confronto tra gli opinionisti. Degno di nota, il garbo con cui il conduttore ha sostenuto le interviste alla madre di Federica Mangiapelo, la giovane trovata morta nel lago di Bracciano, e a quella della piccola Kicca Loffredo, gettata da un balcone dopo aver subito violenze. Un commovente e rispettoso faccia a faccia con due ergastolane del dolore, irrorato da lacrime e sospiri.

Quarto Grado: le docu fiction

Sul fronte dell’approfondimento, apprezzabile l’apporto puntuale di Alessandra Viero, in tandem con il Generale Luciano Garofano. Tra le novità introdotte ed attinte da Segreti e Delitti, l’unica a lasciarci perplessi è stata la necessità di ricostruire i principali casi di cronaca con docu-fiction che riportano i dialoghi e le gesta dei loro protagonisti. Tale scelta, di indiscutibile impatto televisivo, da una parte incuriosisce il pubblico ma dall’altra rischia di contaminare quello stile giornalistico asciutto e rigoroso che caratterizza il nuovo corso del programma.

Per intenderci, di Massimo Bossetti bastava l’originale, ormai sbattuto sugli schermi a tutte le ore: era proprio indispensabile arruolare un attore suo sosia per ricostruirne le deposizioni?

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3 Commenti dei lettori »

1. lorenzo ha scritto:

6 settembre 2014 alle 20:38

A me mi piace molto come hanno impostato Quarto grado quest’anno.Bella l’idea di due studi separati. Rete 4 dovrebbe puntar di più sulla cronaca anche in daytime



2. fill ha scritto:

6 settembre 2014 alle 21:24

le docu-fiction sono inguardabili e non si possono sentire. addirittura con l’inflessione dialettale…ma x favore se proprio si vuole emulare chi l’ha visto, almeno non si scada nella macchietta!
il programma e’ utile se serve a dar voce alle brutture che rischierebbero l’insabbiamento, ma non bisogna strafare.



3. iki ha scritto:

7 settembre 2014 alle 02:20

Non mi pare che CLV abbia mai fatto ricostruzioni come fanno a quarto grado.
Quest’ultimo nasce come approfondimento di cronaca nera.
Il programma di Rai3 invece come mezzo per rintracciare persone scomparse(essendo stati anche molto utili) con la collaborazione della Polizia di Stato.
Un vero programma di servizio pubblico che ha peccato peró nel virare nella cronaca nera quando è iniziato il programma di Rete4.
Quindi chi dice che Mediaset abbia copiato la Rai dice una grande fesseria



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