27
giugno

SERENA BORTONE A DM: AD AGORA’ ESTATE PORTO CURIOSITA’ E PASSIONE POLITICA. I TAGLI? LA RAI NE USCIRA’ INDENNE

Serena Bortone, Agorà Estate

Niente vacanze: Agorà resta sul pezzo. Come da tradizione, l’approfondimento mattutino di Rai3 proseguirà nei mesi estivi con una versione speciale affidata a Serena Bortone. A partire da lunedì prossimo, 30 giugno, la conduttrice ed autrice storica del programma raccoglierà il testimone di Gerardo Greco per raccontare l’attualità anche sotto il solleone. E stavolta lo farà da sola. Dopo l’esperienza dell’estate scorsa, e con la nomina dell’allora co-conduttore Giovanni Anversa a capostruttura, quest’anno la Bortone avrà infatti il timone del talk show tutto per sé.

Una bella responsabilità…

In televisione, qualunque cosa tu faccia, devi sentire sempre la responsabilità, che è alla base del nostro mestiere. Non sei un buon giornalista se non sei responsabile, a maggior ragione in tv, perché usi un mezzo molto potente: puoi scrivere le parole più bieche, ma se le pronunci davanti ad una telecamera hai tutto un altro impatto. Quindi la responsabilità c’è, soprattutto in questo caso. Conteremo sul gruppo base di Agorà con degli innesti nuovi, speriamo di lavorare bene. L’importante è essere rigorosi e corretti, tutto il resto viene dopo.

Quale apporto personale darai al programma?

Bella domanda. Qualunque risposta rischia di essere presuntuosa. Penso che in tv bisogna sempre essere sé stessi, poi non sta a me dire se sono simpatica o antipatica, brava o meno. La mia cifra sarà ciò che sono io: una donna cresciuta in Rai con una grande curiosità – caratteristica fondamentale per un giornalista – e una grande passione politica. Penso che la realtà o la racconti o la cambi; i giornalisti la raccontano, i politici la cambiano, ma se fai il giornalista politico racconti il cambiamento, ed è il mestiere più bello del mondo. Queste saranno le mie peculiarità.

Ci saranno delle differenze rispetto all’edizione stagionale di Agorà?

Il programma vive sulla stretta attualità e parlare di format non avrebbe molto senso: siamo una grande piazza aperta in studio e all’esterno. Magari avremo un’attenzione maggiore all’estate vissuta dagli italiani, oltre che a quella trascorsa da Grillo, Berlusconi e Renzi. Anche se, in realtà, tra riforme, semestre europeo e processi di Berlusconi, escludo che l’agenda politica sarà meno densa. Capiremo inoltre se il cambio di stagione promesso dal premier si realizzerà.

Le recenti elezioni hanno spento il vento dell’antipolitica o la disaffezione è ancora forte?

Io credo che anche la disaffezione nei confronti dei partiti sia una forma di politica, perché tu sei deluso da qualcosa che ami. Noi italiani siamo animali politici: nei bar si parla di politica, anche quando se ne parla male. Siamo un popolo di allenatori e di segretari di partito. Abbiamo una soglia di astensionismo elevata, ma inferiore alla media europea. Anche il Movimento Cinque Stelle è un fenomeno politico, anzi è un risveglio dell’amore per la politica. E un’ulteriore conferma è il consenso di Renzi, che ha introdotto elementi di novità nel partito tradizionale.

Sul blog di Beppe Grillo Agorà fu definito un pollaio. Dopo quell’episodio si sono state tensioni con i grillini?I grillini sono liberi di dire ciò che pensano nella mia trasmissione, figuriamoci se non possono farlo sul loro blog. Tensioni col Movimento non ce ne sono, noi abbiamo buoni rapporti con chiunque, nei limiti delle rispettive competenze. Siamo liberi di fare le domande che vogliamo, e i politici di rispondere ed intervenire. Ultimamente la linea dei grillini è quella di non partecipare ai talk, ma quando lo hanno fatto per le Europee si sono trovati bene. Un’inviata di Agorà ha pure intervistato Grillo, il quale attacca spesso i giornalisti, ma è una sua arma politica che fa parte del gioco.

Non ti fanno paura questi attacchi?

Possono non far piacere, ma se mi spaventassi degli attacchi dei blog non farei questo mestiere. L’importante è non lasciarsi intimidire, poi ognuno dice quello che vuole.

Per buona parte del programma avrete come competitor Omnibus, su La7. Il confronto ti preoccupa?

Agorà è leader dell’informazione politica nella fascia mattutina, siamo la Rai ed è normale che sia così. Dopodiché  ci fa piacere che ci siano altri posti dove si fa buona informazione, come la fanno i colleghi di La7.

Agorà ha dodici autori. Qualcuno potrebbe obiettare: non sono troppi in tempi di spendig review?

Nell’edizione estiva saranno la metà. Viaggeremo su un budget molto ridotto, perché d’estate si investe meno, ma l’anno scorso abbiamo ottenuto ottimi ascolti anche con meno soldi. Ovviamente si può decidere di tagliare, come sta facendo l’azienda, e noi rispettiamo queste scelte e ci adattiamo. E’ ovvio che se investi di più hai un prodotto più ricco: se risparmio sulle troupe potrò girare un pezzo in meno e quindi avrò un racconto in meno. Tutto si può fare con meno soldi, ma se hai più risorse lo fai meglio. Quindi non bisogna demonizzare la spesa, perché i programmi si fanno anche con i budget. Un autore non è uno spreco, è una risorsa che arricchisce un racconto di due ore. E poi l’impegno quotidiano è tosto: svegliati tu tutte le mattine alle cinque (ridiamo, ndDM).

A tuo avviso Agorà sarebbe pronto anche per una collocazione stabile in prima serata?

Abbiamo fatto degli speciali in prime time e viviamo molto sulla diretta, dopodiché va bene che il programma vada al mattino.

Ballarò è stato confermato in palinsesto, nonostante Floris stia ancora trattando con la Rai per il rinnovo di contratto. Come giudichi questo suo atteggiamento?

Floris è un fiore all’occhiello di questa azienda, farà le sue valutazioni e la Rai farà lo stesso. Non entro nelle vicende personali, che sono affari suoi. Siamo in un libero mercato, in cui sia il professionista sia l’azienda sono liberi. Il socialismo reale è finito da un pezzo.

Cosa pensi dei tagli imposti alla Rai dal governo?

La Rai esiste da tanti anni e uscirà indenne anche da questo. Sull’argomento non voglio essere omertosa, ma non sta a me giudicare. Io sono una dipendente Rai e faccio sempre quello che  mi viene richiesto. La Rai ha resistito a tanti cambiamenti, ma alla fine sarà il servizio pubblico a vincere. Ce la faremo. Perché siamo bravi, no? (sorride, ndDM).

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1 Commento dei lettori »

1. tiziana ha scritto:

6 luglio 2014 alle 14:58

faccio presente alla conduttrice che la copertina di oggi (6 luglio) de Il Fatto Quotidiano non rappresenta Renzi-Cesare, come erroneamente detto, ma Renzi-Augusto, essendo riconoscibilissima la corazza indossata dalla statua del cosiddetto “Augusto di Prima Porta”



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