
televisione
16
gennaio
DOMENICA CINQUE E LA TELEVISIONE DEGLI ANNI ‘80. CHI L’HA DETTO CHE SOLO LITI E GIEFFINI POSSONO POPOLARE IL DI DI FESTA?

Domenica Cinque
Magari non farà il picco d’ascolto, e forse per questo è stato strategicamente posizionato quando Rai1 è più debole, ma la tavolata sulla televisione anni’80 della nuova Domenica Cinque è un momento da 10 e lode, o quasi. Uno spazio semplice e che passerebbe inosservato se in questi anni non fosse passato il messaggio che la domenica pomeriggio Mediaset dovesse essere sempre e solo sinonimo di gieffini, ring e facce contrite.
E, invece, ecco la riprova che qualcos’altro può esserci, anche quando non ci sono grandi budget, come in passato. Seguire la novella padrona di casa Federica Panicucci che modera i vari Predolin, Falcetti, Bonaccorti, Messaggio e Del Santo, introdotti in studio dalla indimenticata Raffaella Bragazzi, voce di Ok il prezzo è giusto, è un piacevolissimo momento di intrattenimento che non infastidice o annoia.
Oltre a “distendere” la domenica, il revival anni’80 è stata una giusta occasione anche per dare nuova linfa ad un modello di televisione meritevole ma che se riproposto oggi, in quei modi e quelle maniere, avrebbe ben poco senso. Bis, il Gioco delle Coppie, Drive In e gli stessi Predolin e Bonaccorti erano, infatti, figli del proprio tempo; ciò malgrado è sempre proficuo solleticare la nostalgia, o trarre insegnamenti e fare un salto nel passato rispolverando ciò che accadeva un tempo (anche se non crediamo, come asserito in studio, che ci sia una totale ignoranza sulla tv e i volti del passato da parte delle nuove generazioni).
18
dicembre
OSSI DI SEPPIA: FENOMENOLOGIA DELLA TV DEI LIMONI SPREMUTI

Gerry Scotti
«Non domandarci la formula che mondi possa aprirti, / sì qualche storta sillaba e secca come un ramo. / Codesto solo oggi possiamo dirti, / ciò che non siamo, ciò che non vogliamo». Così si esprimeva, desolato, Eugenio Montale davanti al triste spettacolo del mondo di quasi un secolo fa. Lo stesso triste senso di vuoto pervade di tanto in tanto la mente dello spettatore di una tv generalista sempre meno brillante e sempre più esasperata, che vive il caos profondo di una transizione culturale verso un sistema più complesso di comunicazione.
La sindrome del limone spremuto fino al midollo, che qualche giorno fa Gerry Scotti e Antonio Ricci hanno denunciato, ha tutti i tratti della necessità e rappresenta uno step di autoconsapevolezza fondamentale. Bisogna individuare alcuni nodi di riflessione da cui ripartire per dare respiro alla programmazione. Dati alla mano la fidelizzazione del pubblico al piccolo schermo è crollata verticalmente nel settore dell’intrattenimento fino a far emergere con sempre maggior frequenza gli ottimi risultati dell’approfondimento che meno ammicca alle strategie mainstream. Basti solo vedere l’enorme riduzione della forchetta tra inchiesta e fiction, analisi e melodramma.
Vieni Via con me, a prescindere delle valutazioni politiche, ha avuto il merito di far riaccendere apparecchi spenti ormai da tempo in prima serata. Il suo miglior pregio? Avere qualcosa da dire, e avere qualcuno di autorevole a cui farlo dire. Un format dunque che nella sua semplicità d’impianto è riuscito a riportare il problema della rappresentazione nelle dinamiche comunicative del piccolo schermo, una trasmissione capace di restituire dialettica all’interno dei gruppi che lo hanno scandagliato con sensazione di piacevolezza. Tutto il resto vive più o meno con stanchezza la fase di passaggio. Se si mettono al riparo le piccole nicchie disseminate nella miriade di canali che il nuovo orizzonte sta preparando, il profilo medio delle reti attorno alle quali si concentrano più spettatori risulta per lo più dominato da esasperazioni autoriali e un voyeurismo che lancia il sasso ma ritira la mano, non appena l’immagine cruda della realtà può far scaturire riflessioni amare e destabilizzanti.
8
maggio
TELERATTI 2010: RASSEGNA STAMPA, RADIO E TV.

CARTA STAMPATA
Per una rassegna stampa completa sui TeleRatti 2010, visita > questa pagina <
RADIO
Proclamazione dei primi 5 vincitori all’Alfonso Signorini Show (RMC)
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Nominations all’Alfonso Signorini Show (RMC)
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Apertura dei Teleratti 2010 all’Alfonso Signorini Show (RMC)
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TV
Proclamazione dei vincitori a Festa Italiana (Raiuno)
Commento della vittoria del TeleRatto della Critica da parte degli ausiliari del TG1 a Parla con Me (Raitre)
26
marzo
LE AVVENTURE DELLA NINA, LA WANDA E LA SANTA TV

Protagonista di questa storia dai contorni a volte surreali ma nella sostanza di totale verità (alias, è una storia vera) è la Nina, 102 anni, vedova lucidissima, autosufficiente con badante peruviana, fidanzata con un 93enne ex architetto, vedovo pure lui, ma questa è un’altra storia. I due, in realtà, si vedono solo nel periodo estivo, 15 giorni all’anno in agosto, in un elegante albergo 4 stelle sul lago Maggiore, mentre durante l’anno hanno deciso, di comune accordo, di non frequentarsi perchè sia Lui che Lei non vogliono far sapere a parenti e al mondo esterno che tra loro c’è un rapporto intimo e speciale. “La gente è cattiva” sostiene la Nina, così il loro rapporto si limita a quei 15 giorni d’estate; ma in quelle due settimane “di fuoco”, i due fidanzatini sembrano i protagonisti del “Tempo delle mele numero 18” e si comportano proprio come fossero una coppia: sguardi complici, qualche tenero bacio fugace, mano nella mano. In albergo sanno tutto ma vige una totale omertà a loro tutela, nessuno parla e anzi tutti aspettano l’anno successivo per poterli, forse (data la veneranda età), riabbracciare e riempirsi nuovamente gli occhi, guardandoli, di tenerezza e speranza.
L’altra protagonista è la Wanda di anni 88. Gran Signora, cervello sopraffino, voce squillante, vedova di un industriale, due figli, con problemi deambulatori e, da poco tempo, una leggera, diciamo leggera, sordità che le crea non pochi problemi pratici nel suo vissuto quotidiano. Lei però, da donna tosta quale è, per ogni difficoltà trova sempre un rimedio: telefonino a tracolla con suoneria che più che una suoneria sembra la sirena di un traghetto in partenza per Golfo Aranci; volume della tv alto ma così alto che, a parole, è difficile a spiegarsi; quando mette sul fuoco la macchina del caffè, se l’ aroma non si propaga nell’aria in modo che lei possa percepirne il profumo, 3/4 del contenuto fuoriesce come lava incandescente galleggiando sul piano cottura. Come potrete capire, tanti piccoli inconvenienti che, però, a Lei, donna ancora autosufficiente, arguta e assolutamente informata su tutto, le creano un sottile e mai ammesso (a se stessa) fastidio (in realtà, vivendo col figlio che lavora in televisione, ha cercato di mascherare questo problemuccio fino a che ha potuto, poi però ha dovuto alzare bandiera bianca ed ammettere a malincuore l’esistenza del problema. E se per caso qualcuno le consiglia l’utilizzo dell’Amplifone, Lei, la Wanda, bruciandolo con gli occhi, afferma stizzita: “l’Amplifoneeeee… mamma mia è cosi cheap” ).
Terza protagonista assoluta è la Televisione che con i suoi programmi, i suoi personaggi, il gossip, gli amori dei Vip, le coppie che si formano, quelle che scoppiano, è il vero grande e fondamentale elemento che lega le due arzille amiche, file rouge di un rapporto ormai quasi indissolubile e necessario per entrambe.
27
novembre
ANCHE GLI UOMINI PIANGONO: LA TV DEI SENTIMENTI OLTRE LE BARRIERE DI GENERE

Siete proprio sicuri che il pubblico che guarda regolarmente le soap o che si dedica alla comprensione delle dinamiche emotive dei people show a carattere sentimentale sia solo un insieme di casalinghe disperate e non troppo istruite? Gli ultimi dati smentiscono questa falsa supposizione e distruggono soprattutto gli stereotipi di genere, portando alla luce un fenomeno che già la psicologia aveva fatto emergere da tempo: il meccanismo di identificazione tanto della ritualità televisiva, quanto della lunga e media serialità, travalica le barriere di età, classe sociale e genere sessuale.
Come leggere altrimenti il dato sorprendente di C’è posta per te, capace con le sue storie di avere uno zoccolo duro di pubblico maschile: un significativo 23,5 % che non ha tradito la De Filippi nemmeno se la contropartita fosse un anticipo succulento di serie A o un match della nazionale di Lippi. Risultato fino a qualche anno fa inimmaginabile, verità profonda che la dice lunga sull’evoluzione della televisione e del pubblico.
Più passa il tempo, infatti, e più padri di famiglia, restii a farsi vedere in lacrimoni per la lettera di turno, cedono regolarmente alla suggestione della cerimonia della busta, esattamente nella stessa misura in cui il pubblico delle soap e delle serie tv diventa sempre più variegato in termini di composizione sociale.

31
luglio
CASTING: CONCORRENTI E FIGURANTI E’ IL VOSTRO MOMENTO
luglio 31st, 2009 00:08 Eugenio Viterbo

D’estate la televisione va in vacanza, è vero. Lo show-biz no, però. Tutte le nuove produzioni, in partenza in autunno, sono alla ricerca di concorrenti, figuranti, attori, ballerine e… chi più ne ha più ne metta. Oggi, in considerazione della quantità industriale di richieste giunte in redazione nelle ultime settimane, vogliamo fornirvi una panoramica dei casting attivi e delle relative modalità di partecipazione.
Affari Tuoi. Per il viaggio della speranza catodica, sono aperte le selezioni per il classico dell’access time di RaiUno. Chiamare il call center della RAI al numero a pagamento 199123000. Entro: il 31 luglio per Lazio, Campania, Puglia, Lombardia, Sicilia; entro il 31 agosto per Calabria, Toscana, Piemonte, Sardegna, Emilia Romagna, Veneto, Umbria, Marche, Liguria, Abruzzo; entro il 30 settembre per Valle d’Aosta, Friuli, Molise, Trentino Alto Adige, Basilicata.
Affari Tuoi – Speciale per Due. Altra chance, invece, per coppie e coppiette in vista di un matrimonio ma già con due mutui sulle spalle e le rate dell’assicurazione dell’utilitaria da pagare. Chiamare sempre il numero a pagamento 199 123000, ma nel periodo che va dal 23 luglio al 31 agosto.
America’s Got Talent. Massimo Donelli dà quasi per certo l’arrivo di questo nuovo reality per la primavera del 2010 su Canale 5: gli servono, infatti, solo 150 talentuosi. Allora, casalinghe di Voghera e pompieri di Viggiù se la vostra ambizione è quella di diventare i nuovi Susan Boyle all’amatriciana? Chiamate il numero 06 3725727.
Amici 9. Il grosso è già stato fatto: ufficialmente i casting sembrerebbero chiusi. Ma il meccanismo lo conosciamo tutti: c’è speranza fino all’ultima puntata prima del serale per buttare fuori dalla scuola il povero disgraziato di turno, farsi odiare un po’ da tutti e salire quanto basta in classifica. Contattate, allora, per mari e per monti la De Filippi (telefono: 06 37351854; fax: 06 72293685; e-mail: amicidimariadefilippi@jumpy.it).
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29
luglio
LE PREMIAZIONI ESTIVE IN TV: FENOMENOLOGIA E SIMBOLOGIA

Di questi tempi imbattersi in un premio estivo a qualsiasi ora della notte o del giorno (il “Premio letterario Rapallo Carige”, è stato trasmesso da Raitre alle 10 di mattina) è facile come ascoltare in un Tg qualche servizio relativo al “ritorno del bikini” oppure “della granita alla menta”.
La TV, soprattutto quella pubblica, ci punta, o meglio li punta contro noi poveri spettatori che, impossibilitati dal partecipare alla nuova stagione del Billionarie, ci arrendiamo alla nuova edizione del premio “PincoPallino”. Per non soccombere allo stillicidio perciò, bisogna focalizzarsi sul “nemico” e studiarlo, perché in realtà, visti da vicino, tutti i premi estivi hanno una simbologia ricorrente che a pensarci sù due secondi, diventa quasi spassosa. Volete una prova?
IL PREMIO: tutte le manifestazioni che si rispettano omaggiano i loro ospiti con dei premi dalle forme assurde: una sfera di porcellana, un cigno stilizzato in dimensioni naturali, una targa in vetro grigio di Murano… insomma spazio all’estro! Spesso il peso dell’oggetto costringe il premiato ad uno sforzo degno di un body builder, tant’è vero che può capitare di sentire il rumore del palco che si sfonda, appena la telecamera stacca l’inquadratura. Sono in corso degli studi scientifici sull’utilizzo e la collocazione che gli artisti danno ai premi estivi ricevuti: al momento le opzioni più gettonate sono: “Lo uso come ferma-porta”, “l’ho regalato a mia zia per le sue nozze d’oro”, “premio? Quale premio?”.
15
settembre
SILVIO BERLUSCONI, LA GRANDE AVVENTURA! DA LUNEDI SU DM

Le scelte degli ultimi anni hanno spostato i dibattiti intorno a Silvio Berlusconi dalla televisione alla politica.
Fiumi di parole che hanno oscurato quello che è stato e rimane tutt’oggi il più grande “genio televisivo” che l’Italia abbia conosciuto.
Se, infatti, politicamente possono esserci estimatori o detrattori, da un punto di vista per così dire catodico credo che gli apprezzamenti non possano che essere unanimi.
Come sapranno i lettori più affezionati, DM non ha miti di alcun genere tranne uno : Silvio Berlusconi.
Un personaggio che è stato in grado di mandare in onda la “migliore televisione“ che, a mio parere, il nostro paese abbia mai conosciuto.
Un modello televisivo del quale, ahimè, oggi non c’è più traccia e che rimane, per quanto mi riguarda, imbattuto.
Per questo motivo ho pensato di scrivere una storia di quella che è la mia emittente preferita, Canale5, quando alla Sua guida c’era il suo creatore : dagli esordi sino alla “discesa in campo” del 1994.
Ho pensato di chiamarla La Grande Avventura prendendo spunto da uno show del 1995 celebrativo dei 15 anni dell’ammiraglia del Biscione e particolarmente scaramantico nei confronti dei referendum popolari dello stesso anno.
La storia sarà suddivisa in almeno 6 post settimanali (appuntamento ogni lunedi) accompagnati da vere e proprie video-chicche che faranno da “corredo” ai post.
Ringrazio sin d’ora tutti coloro che mi stanno sostenendo in questa ostica ricerca e un grazie particolare va a colui che è la mia “enciclopedia televisiva vivente”, sempre pronto a fugare qualunque dubbio e qualunque “incertezza televisiva”.
L’appuntamento con la 1^ puntata è per lunedi 17 settembre su DM.












Ogni venerdi Davide Maggio è ospite di 



