televisione



18
gennaio

DA ALBERTO MANZI AD ENZO E CARLA. TV MAESTRA O STRUMENTO DI PERSUASIONE?

Alberto Manzi - Carla Gozzi e Enzo Miccio

C’era una volta il maestro Alberto Manzi, intento ad insegnare ai tanti analfabeti le nozioni più basilari della lingua italiana, ci sono ora Enzo Miccio e Carla Gozzi, pronti a rifare il look e dettare lezioni di stile a ragazzi sciatti e trasandati. I due padroni di casa di Ma come ti vesti? e Shopping Night, sono solo due dei tanti volti di punta di Real Time, il canale del gruppo Discovery nato nel 2005 su Sky e approdato con grande successo sul digitale terrestre (canale 31) a partire da settembre 2010.

Un palinsesto, quello di Realtime, dominato dal factual entertainment, nel quale è possibile risolvere ogni dubbio o necessità che la vita quotidiana comporta. C’è chi, come Paola Marella (qui una nostra intervista), aiuta a comprare e vendere casa e chi, come Barbara Gulienetti (qui una nostra intervista), offre consigli su come trasformare vecchi oggetti in curiosi pezzi d’arredamento. Che dire poi del trio composto da Alessandro Borghese, Roberto Ruspoli e Chiara Tonelli, impegnati con Cortesie per gli ospiti ad istruire in materia di galateo, arredamento e cucina?!

Ed è proprio la cucina a farla da padrona in tv, dal digitale ai canali generalisti: le proposte e i consigli su piatti e pietanze da servire in tavola riempiono l’intera giornata. C’è chi consiglia piatti veloci e di facile realizzazione come Benedetta Parodi, e chi addirittura come Patrizia Rossetti insegna al pubblico più volenteroso i segreti per fare il pane in casa. Se poi tra le torte del boss Buddy Valastro e i manicaretti preparati dallo chef Simone Rugiati, si prende qualche chilo in più, tranquilli, c’è  un esercito di dietologi e nutrizionisti pronti a proporre i rimedi giusti per riacquistare il giusto peso.

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27
ottobre

LE ANOMALIE DELLA TV ITALIANA

tv rotta

di Andrea Bianco (White)

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Che la televisione italiana sia piena di problemi non è un mistero, ma che in molti casi questi problemi creino dei punti di non ritorno è palese, soprattutto dopo un piccolissimo tentativo di analisi.

Nel tentativo di elencare alcune cause, sicuramente ci si rende conto che l’Italia rappresenta una anomalia nel sistema televisivo quantomeno europeo. L’anomalia è l’enorme importanza che la politica ha, e ha avuto, negli equilibri televisivi. Ovviamente il riferimento non è solo al cosiddetto conflitto di interessi, che per lunghi periodi ha comportato (e comporta tutt’ora), almeno apparentemente, che la gestione delle due aziende televisive principali si trovi nelle mani di uno stesso individuo. L’esasperazione dello spoil system all’americana ha comportato delle vere e proprie crisi di sistema. Santoro è diventato un personaggio grazie alla politica che lo ha accusato e additato come nemico; nuovi conduttori sono stati imposti in base al vento politico del momento (con danni economici soprattutto per la Tv di Stato), e alcuni professionisti si sono trovati nella situazione di dover rinunciare al mezzo televisivo. Dirigenti televisivi che tutto potrebbero fare nella vita, tranne dirigere una TV!

Ma sarebbe troppo riduttivo accusare solo la politica. In Italia non c’è concorrenza. Manca lo strumento fondamentale per accrescere la qualità, in qualunque campo. Un duopolio che duopolio non è. La Rai cerca di non infastidire Mediaset,mentre magari Mediaset produce anche programmi per la Rai (tramite Endemol); una strategia dei palinsesti sempre più sulla difensiva e quasi mai offensiva. E solo ultimamente ci si rende conto che un’altra TV è possibile, grazie al terzo incomodo La7 che rosicchia e, a volte addirittura scippa telespettatori alle altre reti.

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23
marzo

DAVIDEMAGGIO.IT STA CERCANDO NUOVI BLOGGER TELEVISIVI!

Recruiting DavideMaggio.it

State comodi sulla vostra poltrona ma guardando la televisione siete presi da un’improvvisa voglia di rendere pubblici al pianeta i vostri pensieri su ciò che “scorre” davanti ai vostri occhi?

Volete condividere con migliaia di utenti la vostra critica ad un programma televisivo o raggiungere direttamente gli addetti ai lavori per suggerire delle “variazioni sul tema” per un nuovo programma che ritenete “confezionato” male?

Volete sottolineare un buon momento televisivo o massacrarne uno pessimo?

Siete educati?

Siete rispettosi?

Avete il tempo necessario per scrivere?

Avete uno smartphone, un pc (o un mac) e una connessione ad internet veloce?

Avete passione per la tv?

Studiate ma lasciate la televisione accesa?

Lavorate ma non potete fare a meno di tenervi aggiornati visitando DM?

Quando comprate un giornale, andate subito alla pagina spettacoli?

“Sfogliate” ossessivamente DavideMaggio.it perchè affamati di indiscrezioni ed anteprime sul piccolo schermo nostrano?

Siete lungimiranti?

Pensate che, come un bravo studente di Harvard, è meglio creare una professione nuova piuttosto che farne una vecchia?

Pensate che i soldi siano un aspetto secondario ma non vedete l’ora di guadagnare?

Ritenete che chi la dura la vince?

Sapete commentare un dato auditel senza limitarvi a “top” e “flop“?

Siete in grado di definire Maria De Filippi in maniera diversa da Sanguinaria o Regina di Canale5?

Riuscite a pensare al mondo dello spettacolo senza doverlo necessariamente legare ad una raccomandazione e puntando, al contrario, su quanto siete cazzuti?

Sapete valutare un programma televisivo senza essere legati al dato auditel?

Sapete cos’è un meter?

Sapete che il Palatino, oltre ad essere un colle, è anche qualcos’altro?

Sapete cosa c’è al numero 5 di via Cinelandia?

Sapete che attualmente l’ingresso di Viale Mazzini della RAI e’ chiuso per ristrutturazione?

Avete mai pensato che DM e i suoi redattori siano degli adorabili stronzi?

Siete consapevoli che Davide Maggio è un capo insopportabile?

Avete mai fatto caso alla qualità di un post senza fermarvi al titolo?

Vorreste chiedere direttamente ad un conduttore una cosa che vi frulla per la testa da parecchio tempo?

Avete voglia di “produrre” e scrivere un BOOM senza dovervi limitare a leggerlo?

Bene! Se la risposta ad ognuna di queste domande è “si”, allora fate al caso nostro.

Come ogni sacrosanta festività, DavideMaggio.it cercherà nuove impentinenti penne che passino al setaccio ciò che viene dato in pasto al telespettatore ogni giorno. In tempo re-a-le!

Inviaci un tuo articolo inedito* (max 4000 battute) in cui si privilegi il lato critico, rispetto a quello meramente descrittivo, allegando il tuo CV, due foto (max 200Kb), e una breve descrizione di ciò che, a tuo parere, contraddistingue DM nella blogosfera italiana. Le candidature incomplete verranno cestinate.

Le condizioni economiche verranno discusse direttamente con il blogger candidato, qualora il profilo dovesse risultare di nostro interesse.

(*): è possibile, unitamente all’articolo inedito, inviare anche un’intervista già pubblicata.

Potete inviare il tutto a candidature@davidemaggio.it

In bocca al lupo!





25
gennaio

TELEVISIONE DI QUALITA’, TELEVISIONE SCRITTA: FLOP, LOW BUDGET, INFOTAINMENT, WEB E CROLLI D’ASCOLTO

Monoscopio

Per qualche mese è stato “latitante”. Ma lo è stato per una giusta causa: dedicarsi anima e corpo alla seconda edizione di ‘Io Canto’. Adesso Massimo Dorati torna a deliziarci con qualche tele-riflessione. E noi, gli diamo il bentornato.

Crollo preoccupante degli ascolti, avvento del digitale terrestre, il web che avanza implacabile, un’offerta oceanica di contenuti sempre più targetizzati per tutti i gusti e i palati, tv on demand, tv satellitare, nano share che assommati cominciano a dare risultati sempre più consistenti, total audience (somma effettiva degli ascolti di un dato contenuto proposto in multiprogrammazione, in replica o su media differenti: telefonini, tv satellitare, digitale terrestre, web).

Queste sono alcune delle motivazioni che dotti massmediologi tendono a dare per giustificare la sempre più clamorosa disaffezione ed emorragia di ascolti della cosiddetta televisione generalista. Un esempio? Oggi con un 19% di share in prima serata, ai piani alti si festeggia stappando champagne e profondendo comunicati stampa che celebrano il successo, scindendolo, tra l’altro, per aree geografiche, target commerciali o anagrafici. Diciamocela tutta: sono giganteschi artifizi, clamorosi “pipponi” creati ad hoc da quella macchina da guerra che si chiama “Marketing” per giustificare ascolti deficitari che non possono non preoccupare seriamente chi, forse, aveva preso “alla leggera” un fenomeno così tsunamicamente devastante per la sopravvivenza della gallina dalle uova d’oro (la tanto celebrata televisione generalista portatrice sana di miliardi di euro di investimenti pubblicitari). E’ una visione esageratamente esasperata, ma riteniamo esserci un fondo di oggettiva verità.

Forse non tutti sanno che un punto di share equivale, sul mercato pubblicitario, a 50 milioni di euro l’anno. Capite bene che la perdita di sette, otto o addirittura di 10 punti può produrre una perdita secca di 500 milioni di euro (mica cotica!). E se tutto questo fiume di danaro finisse per essere veicolato su altre forme di media, non sarebbe un dato drammatico? Sicuramente sì! Ed aggiungiamo inoltre: se questo trend dovesse proseguire, che tipo di smottamento tellurico provocherebbe (in realtà, in qualche modo, sta già provocando)? Una catena senza fine di effetti devastanti: contenimento parossistico dei costi a scapito della qualità, budget ridotti all’osso, totale assenza di sperimentazione, tagli dei compensi a pioggia, riduzione sistematica delle risorse umane e strutturali necessarie, figure professionali destinate a perdere dignità e peso specifico (autori, orchestre, corpi di ballo, truccatori, parrucchieri) ritenute inutili e troppo costose in rapporto a queste nuove logiche di contenimento dei costi con la conseguente nascita di nuove figure professionali denominate realizzatori, videomakers, stagisti, figli di “Youtube”, “Google” e “Facebook”, giovani con contratto a progetto, iperutilizzati, con tanta buona volontà ma carenti di esperienze specifiche di “vissuto produttivo”.

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16
gennaio

DOMENICA CINQUE E LA TELEVISIONE DEGLI ANNI ‘80. CHI L’HA DETTO CHE SOLO LITI E GIEFFINI POSSONO POPOLARE IL DI DI FESTA?

Domenica Cinque

Magari non farà il picco d’ascolto, e forse per questo è stato strategicamente posizionato quando Rai1 è più debole, ma la tavolata sulla televisione anni’80 della nuova Domenica Cinque è un momento da 10 e lode, o quasi. Uno spazio semplice e che passerebbe inosservato se in questi anni non fosse passato il messaggio che la domenica pomeriggio Mediaset dovesse essere sempre e solo sinonimo di gieffini, ring e facce contrite.

E, invece, ecco la riprova che qualcos’altro può esserci, anche quando non ci sono grandi budget, come in passato. Seguire la novella padrona di casa Federica Panicucci che modera i vari Predolin, Falcetti, Bonaccorti, Messaggio e Del Santo, introdotti in studio dalla indimenticata Raffaella Bragazzi, voce di Ok il prezzo è giusto, è un piacevolissimo momento di intrattenimento che non infastidice o annoia.

Oltre a “distendere” la domenica, il revival anni’80 è stata una giusta occasione anche per dare nuova linfa ad un modello di televisione meritevole ma che se riproposto oggi, in quei modi e quelle maniere, avrebbe ben poco senso. Bis, il Gioco delle Coppie, Drive In e gli stessi Predolin e Bonaccorti erano, infatti, figli del proprio tempo; ciò malgrado è sempre proficuo solleticare la nostalgia, o trarre insegnamenti e fare un salto nel passato rispolverando ciò  che accadeva un tempo (anche se non crediamo, come asserito in studio, che ci sia una totale ignoranza sulla tv e i volti del passato da parte delle nuove generazioni).





18
dicembre

OSSI DI SEPPIA: FENOMENOLOGIA DELLA TV DEI LIMONI SPREMUTI

Gerry Scotti

«Non domandarci la formula che mondi possa aprirti, / sì qualche storta sillaba e secca come un ramo. / Codesto solo oggi possiamo dirti, / ciò che non siamo, ciò che non vogliamo». Così si esprimeva, desolato, Eugenio Montale davanti al triste spettacolo del mondo di quasi un secolo fa. Lo stesso triste senso di vuoto pervade di tanto in tanto la mente dello spettatore di una tv generalista sempre meno brillante e sempre più esasperata, che vive il caos profondo di una transizione culturale verso un sistema più complesso di comunicazione.

La sindrome del limone spremuto fino al midollo, che qualche giorno fa Gerry Scotti e Antonio Ricci hanno denunciato, ha tutti i tratti della necessità e rappresenta uno step di autoconsapevolezza fondamentale. Bisogna individuare alcuni nodi di riflessione da cui ripartire per dare respiro alla programmazione. Dati alla mano la fidelizzazione del pubblico al piccolo schermo è crollata verticalmente nel settore dell’intrattenimento fino a far emergere con sempre maggior frequenza gli ottimi risultati dell’approfondimento che meno ammicca alle strategie mainstream. Basti solo vedere l’enorme riduzione della forchetta tra inchiesta e fiction, analisi e melodramma.

Vieni Via con me, a prescindere delle valutazioni politiche, ha avuto il merito di far riaccendere apparecchi spenti ormai da tempo in prima serata. Il suo miglior pregio? Avere qualcosa da dire, e avere qualcuno di autorevole a cui farlo dire. Un format dunque che nella sua semplicità d’impianto è riuscito a riportare il problema della rappresentazione nelle dinamiche comunicative del piccolo schermo, una trasmissione capace di restituire dialettica all’interno dei gruppi che lo hanno scandagliato con sensazione di piacevolezza. Tutto il resto vive più o meno con stanchezza la fase di passaggio. Se si mettono al riparo le piccole nicchie disseminate nella miriade di canali che il nuovo orizzonte sta preparando, il profilo medio delle reti attorno alle quali si concentrano più spettatori risulta per lo più dominato da esasperazioni autoriali e un voyeurismo che lancia il sasso ma ritira la mano, non appena l’immagine cruda della realtà può far scaturire riflessioni amare e destabilizzanti.


8
maggio

TELERATTI 2010: RASSEGNA STAMPA, RADIO E TV.

CARTA STAMPATA

Per una rassegna stampa completa sui TeleRatti 2010, visita  > questa pagina <

RADIO

Proclamazione dei primi 5 vincitori all’Alfonso Signorini Show (RMC)

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Nominations all’Alfonso Signorini Show (RMC)

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Apertura dei Teleratti 2010 all’Alfonso Signorini Show (RMC)

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TV

Proclamazione dei vincitori a Festa Italiana (Raiuno)

 

Commento della vittoria del TeleRatto della Critica da parte degli ausiliari del TG1 a Parla con Me (Raitre)


26
marzo

LE AVVENTURE DELLA NINA, LA WANDA E LA SANTA TV

Protagonista di questa storia dai contorni a volte surreali ma nella sostanza di totale verità (alias, è una storia vera) è la Nina, 102 anni, vedova lucidissima, autosufficiente con badante peruviana, fidanzata con un 93enne ex architetto, vedovo pure lui, ma questa è un’altra storia. I due, in realtà, si vedono solo nel periodo estivo, 15 giorni all’anno in agosto, in un elegante albergo 4 stelle sul lago Maggiore, mentre durante l’anno hanno deciso, di comune accordo, di non frequentarsi perchè sia Lui che Lei non vogliono far sapere a parenti e al mondo esterno che tra loro c’è un rapporto intimo e speciale. “La gente è cattiva” sostiene la Nina, così il loro rapporto si limita a quei 15 giorni d’estate; ma in quelle due settimane “di fuoco”, i due fidanzatini sembrano i protagonisti del “Tempo delle mele numero 18” e si comportano proprio come fossero una coppia: sguardi complici, qualche tenero bacio fugace, mano nella mano. In albergo sanno tutto ma vige una totale omertà a loro tutela, nessuno parla e anzi tutti aspettano l’anno successivo per poterli, forse (data la veneranda età), riabbracciare e riempirsi nuovamente gli occhi, guardandoli, di tenerezza e speranza.

L’altra protagonista è la Wanda di anni 88. Gran Signora, cervello sopraffino, voce squillante, vedova di un industriale, due figli, con problemi deambulatori e, da poco tempo, una leggera, diciamo leggera, sordità che le crea non pochi problemi pratici nel suo vissuto quotidiano. Lei però, da donna tosta quale è, per ogni difficoltà trova sempre un rimedio: telefonino a tracolla con suoneria che più che una suoneria sembra la sirena di un traghetto in partenza per Golfo Aranci; volume della tv alto ma così alto che, a parole, è difficile a spiegarsi; quando mette sul fuoco la macchina del caffè, se l’ aroma non si propaga nell’aria in modo che lei possa percepirne il profumo, 3/4 del contenuto fuoriesce come lava incandescente galleggiando sul piano cottura. Come potrete capire, tanti piccoli inconvenienti che, però, a Lei, donna ancora autosufficiente, arguta e assolutamente informata su tutto, le creano un sottile e mai ammesso (a se stessa) fastidio (in realtà, vivendo col figlio che lavora in televisione, ha cercato di mascherare questo problemuccio fino a che ha potuto, poi però ha dovuto alzare bandiera bianca ed ammettere a malincuore l’esistenza del problema. E se per caso qualcuno le consiglia l’utilizzo dell’Amplifone, Lei, la Wanda, bruciandolo con gli occhi, afferma stizzita: “l’Amplifoneeeee… mamma mia è cosi cheap” ).

Terza protagonista assoluta è la Televisione che con i suoi programmi, i suoi personaggi, il gossip, gli amori dei Vip, le coppie che si formano, quelle che scoppiano, è il vero grande e fondamentale elemento che lega le due arzille amiche, file rouge di un rapporto ormai quasi indissolubile e necessario per entrambe.


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