
Tag: ‘Taodue’
2
febbraio
GERRY SCOTTI “AFFILATO” E SODDISFATTO DEL SUO “IO CANTO”. PRESTO GIUDICE DI ITALIA’S GOT TALENT, SOGNANDO SANREMO

E’ un fiume in piena Mr. Scotti. I modi di fare sono sempre pacati e garbati, ma l’aspetto pacioso non deve ingannare: lo zio Gerry la televisione la sa fare e la capisce, e anche lui all’occorenza tira le sue “stilettate” a sfavor di avversario. L’occasione è la vittoria di misura del suo Io canto su Ballando con le stelle, e in un’intervista a Il Giornale Scotti fa un po’ il punto su questa tortuosa avventura canterina e si candida ad essere prepotentemente uno dei volti televisivi più ricorrenti dei prossimi mesi.
Per quanto riguarda “Io canto” lo Scotti-pensiero è affilato. Certificato che il baby talent show è una trasposizione nitida del format di Ti lascio una canzone, una differenza c’è ed è proprio lui: “Penso che in poche puntate una differenza si sia rivelata: il conduttore che da un’impronta diversa. E poi faccio tv da 26 anni, credete che non abbia valutato i pro e i contro? I primi mi sembravano più validi“. Scotti afferma inoltre che il suo è uno spettacolo fatto con i bambini e per i bambini, che non è una fabbrica di illusioni “come accade in molti reality e talent show” (se poi qualche suo cantante si candida al prossimo Sanremo, sarà ovviamente tutto frutto della casualità) e che la televisione più in generale dovrebbe stare attenta ai contenuti trasmessi in orari di fascia protetta (compresi quelli delle osannate “Iene” di Italia 1), perchè sono proprio quelli gli esempi più deleteri per i piccoli che stanno davanti lo schermo.
Insomma Gerry ha abbandonato ogni timore reverenziale, e il low profile iniziale ha ceduto il posto ad una convinta sicurezza di aver fatto la scelta giusta. Confermato con ogni probabilità a metà aprile il suo ritorno come giudice di Italia’s got talent, Scotti si sente inoltre maturo anche per approdare sul palco dell’Ariston (Mediaset permettendo). “Fare nuovamente le scarpe alla Clerici” quindi? Non proprio, però gli piacerebbe del resto a lui “è sempre piaciuto presentare show musicali“.
13
novembre
I LICEALI 2 ARRIVANO SU CANALE 5 DI VENERDI. SARA’ LO SLOT GIUSTO?

“Sarà un anno pieno di ansie e dubbi: rifletterete per la prima volta seriamente sul vostro futuro, sentirete la paura, l’horror vacui“. Con queste parole il professor Cicerino sceglie di dare il benvenuto ai suoi alunni, in procinto di iniziare l’ultimo anno scolastico. Ebbene sì, per I Liceali più famosi d’Italia è giunto il momento della tanto sospirata maturità. Ritorna dopo un anno e mezzo, malgrado fosse previsto per settembre “in perfetta sintonia con il nuovo anno scolastico” (Mediaset dixit), il teen drama di Canale 5, I Liceali.
La serie riprende con gli episodi inediti della seconda stagione (di cui già ci eravamo occupati in occasione della messa in onda su Joi) nel prime time del venerdì. Una collocazione di palinsesto, questa, che se da un lato appare interessante, in un’ottica di diversificazione dalla concorrenza (su RaiUno ci sono I Migliori anni, varietà nostalgico), dall’altro potrebbe penalizzare il prodotto in quanto il venerdì è un giorno della settimana in cui tradizionalmente i giovani, pubblico a cui si rivolge la fiction, non sono davanti al piccolo schermo. Ma il giorno di programmazione potrebbe non essere l’unico handicap, almeno secondo quanto dichiarato polemicamente, qualche mese fa,da Tirabassi a Mattino cinque. A ostacolare il successo della serie, per l’attore protagonista, ci potrebbe essere il passaggio su Joi, con conseguente peer to peer della serie su internet da parte dei giovani spettatori.
Ad ogni modo, anche se un tantino bistrattata, l’operazione che Canale 5 e Taodue fanno con I Liceali è assolutamente pregevole. La fiction è, infatti, un perfetto esempio di teen drama all’italiana, un genere pericoloso e che non sempre paga in ascolti, ma che è indispensabile in una televisione che guarda ai giovani e alla sperimentazione. Non a caso è già in produzione la terza serie che vedrà un cast rivoluzionato dall’ingresso di nuovi liceali e due nuove protagoniste. Nei panni delle professoresse, nella prossima stagione, troveremo due volti ben noti al piccolo schermo: Christiane Filangeri e Lucia Ocone. A loro l’arduo compito di non farci rimpiangere le già annunciate defezioni di Tirabassi e Pandolfi.
13
novembre
CLAUDIA PANDOLFI TORNA A DISTRETTO DI POLIZIA: GIULIA CORSI DI NUOVO AL X TUSCOLANO

Stasera il ritorno fra i banchi di scuola con “I Liceali 2″, in futuro il ritorno alla serie più longeva del piccolo schermo nostrano. E’ ufficiale, Claudia Pandolfi indosserà nuovamente i panni del commissario Giulia Corsi in Distretto di Polizia.
Lo ha reso noto in un comunicato il produttore della fiction, Pietro Valsecchi, che ha definito il ritorno della Pandolfi al X Tuscolano un vero e proprio regalo a tutti gli appassionati della serie, che negli anni sono rimasti fedeli al distretto nonostante i numerosi, e inevitabili, cambiamenti avvenuti nella composizione del cast. Giulia Corsi torna così dopo quattro anni di assenza; era infatti rimasta a capo del distretto dalla terza alla quinta stagione, affermandosi come uno dei personaggi più amati e indimenticabili della serie. Ma che cosa accadrà al commissario, e come sarà giustificato il suo ritorno?
I lettori più fedeli al telefilm ricorderanno, infatti, che la Corsi aveva lasciato i suoi colleghi, e il suo incarico, per trasferirsi a Trieste, dove avrebbe vissuto con il capitano dei Carabinieri Rea, interpretato da Giampaolo Morelli. A prendere il suo posto fu proprio Roberto Ardenzi, interpretato da Giorgio Tirabassi, oggi suo compagno di avventura nella classe de “I Liceali 2″. Stando alle parole di Valsecchi, comunque, l’attrice avrebbe subito accettato l’incarico, dimostrando entusiasmo per la linea narrativa che riporterà il personaggio di Giulia nuovamente sulle scene: “Con questa scelta Claudia Pandolfi dimostra grande maturità nel suo rapporto con il pubblico” – spiega il produttore Taodue – “Abbiamo deciso insieme il suo percorso. Non c’è stato bisogno di convincerla. Le ho raccontato la sua linea in ‘Distretto’ e lei si è subito entusiasmata“.
22
settembre
INTELLIGENCE: AZIONE E ADRENALINA RIVOLUZIONANO LA SERIALITA’ ITALIANA
Oggettive irreali spettacolari, ritmi vorticosi con delle buonissime dinamiche di montaggio, punteggiatura filmica all’insegna di una multimedialità avvolgente. Azione e adrenalina a tutto spiano, anche a costo di infrangere le barriere della verosimiglianza. Intelligence in effetti rispetta tutte le aspettative che ne annunciavano la rivoluzionarietà rispetto al canone seriale italiano, sia per quanto riguarda le dimensioni dell’investimento sia per le modalità narrative.
Taodue si conferma come casa di produzione di avanguardia nell’innovazione del linguaggio televisivo proseguendo nella direzione, già introdotta con Ris, della convergenza nella regia delle dinamiche di interattività dei new media digitali. Nonostante ci siano meno riferimenti diretti alla semiotica del videogame rispetto alle indagini della polizia scientifica, permane comunque un’esperienza immersiva e una velocità di scorrimento che tanto richiama la logica dei più coinvolgenti giochi d’avventura per consolle.
Intrigante il labirinto di false piste in cui è intrappolato il personaggio tragico di Raoul Bova, suggestivo l’intreccio dei segreti, spettacolari ma troppo avvenieristici gli environment dell’azione (troppi loft e palazzi di vetro che ammiccano più ad un paesaggio manhattiano per supereroi Marvel), positiva la scelta di produrre in formato panoramico 16:9.

21
settembre
INTELLIGENCE: ANCHE L’ITALIA AVRA’ I SUOI AGENTI SEGRETI IN FICTION. A SETTEMBRE CON RAOUL BOVA
E’ la serie più attesa dell’autunno: Intelligence – Servizi e segreti aprirà la stagione delle fiction di casa Mediaset, inaugurando allo stesso tempo il filone della spy story. Sei puntate in onda da lunedì 21 settembre su Canale5 per una delle fiction più costose della storia della produzione seriale Mediaset: dichiarati venti milioni di euro (anche se c’è chi parla di oltre 30 mln). Ma pare che l’ingente somma di denaro sia stata spesa bene, come affermano i fortunati che hanno potuto vedere le prime immagini.
I Servizi segreti targati Taodue, da sempre garanzia in termini di qualità e modernità, per la regia di Alexis Sweet, mescolano azione, spionaggio, colpi di scena e un uso delle tecnologie più avanzate per una fiction che si allontana dai canoni delle produzioni nostrane, su cui Canale5 punta il tutto per tutto per un brillante inizio d’autunno, come dimostrano i promo bombardanti di queste settimane. Se tutto questo non bastasse, un motivo in più per seguire Intelligence è dato dal personaggio chiave della storia, Raoul Bova, maestro di fascino e bravura. Di ritorno alla fiction di casa nostra (indimenticabile “Ultimo”), Bova si cimenta in un ruolo d’azione ispirato ai celebri personaggi dello spionaggio internazionale come James Bond e il protagonista di Mission impossible.
Del resto i numeri della fiction che vi riportiamo non hanno nulla da invidare alle grandi produzioni cinematografiche: 36 settimane di riprese, 500 stuntman, 5000 comparse e partecipazioni speciali, 320 location distribuite tra Italia, Tunisia, deserto dello Yemen, Romania, Svizzera e Siria, 1000 tra automobili, moto e mezzi speciali e 30 elicotteri.
22
luglio
LA SCELTA DI LAURA: FLOP PER L’AUDITEL, SUCCESSO PER I SUOI TELESPETTATORI
Si avvia verso la conclusione, questa sera in prime time, La Scelta di Laura, il medical drama dell’estate di Canale 5; e lo fa con un pubblico di telespettatori, per lo più donne, fidelizzato, che seppur poco numeroso ha dimostrato di gradire la serie, al pari della critica. Lo share medio (16% circa) registrato dalla fiction, difatti, non deve trarre in inganno sulla qualità del prodotto che seppur non esente da limiti, è superiore per storylines, recitazione e sceneggiatura a molte altre produzioni del Belpaese. D’altronde, per una serie nata sotto una cattiva stella (prima, la messa in onda rimandata all’ estate, periodo poco adatto ad un medical, poi l’abbandono del vecchio titolo Chirurgia d’urgenza in favore di un altro, di matrice soappistica, per sfuggire alla crisi e all’inflazione medical italiana) il flop era quasi inevitabile.
Ma le cause dell’insucesso vanno oltre la pessima strategia di lancio e la programmazione messa in atto da Mediaset, e sono adducibili alle connotazioni della fiction che, anelando a modelli americani irragiungibili, la rendono ”sperimentale” e, in quanto tale, incapace di far presa su una larga fetta di pubblico. La Scelta di Laura, infatti, ha scontato il fatto di essere poco sofisticata per gli amanti del medical drama, abituati alla pregiata fattura della serialità americana, e troppo sofisticata per i più numerosi fan della fiction italiana medical, le cui preferenze, in tema di serialità, sono ancorate a trame semplici, prevedibili e a personaggi stereotipati (alla Dottoressa Giò, per intenderci). Il gradimento dell’italiano medio, probabilmente, sarebbe stato assicurato se il telefilm, anzichè La Scelta di Laura, si fosse chiamato e avesse seguito le vicende de “La misericordiosa dottoressa Laura” e se, magari, la protagonista, al posto dell’aspra Michelini fosse stata una Manuela Arcuri, tanto monoespressiva quanto scollaciata.
Il verdetto negativo emesso dall’auditel non lascerebbe speranze per una seconda stagione, eppure, a parer nostro, il buon livello qualitativo della serie e la fidelizzazione del pubblico dovrebbero essere “patrimoni” da salvaguardare, in casa Mediaset. La soluzione potrebbe essere quella di proporre una seconda stagione su Italia1, rete meno ambiziosa dal punto di vista dell’auditel e maggiormente aperta a prodotti “innovativi”. Sulla rete giovane del Biscione la fiction potrebbe, altresì, fungere da apripista per eventuali produzioni seriali (ad oggi inesistenti) che, analogamente a La Scelta di Laura, prendano a riferimento i modelli americani.
Per concludere, ecco, per gli accaniti fan che si staranno chiedendo come andrà a finire la serie, le trame degli episodi finali:
14
luglio
FABRIZIO CORONA SARA’ UN BOSS IN “SQUADRA ANTIMAFIA – PALERMO OGGI”

Le vicende giudiziarie di Vallettopoli che lo hanno visto protagonista, e l’appellativo di “padrino” guadagnotosi durante la sua permanenza al reality brasiliano “La Fattoria” rappresentano probabilmente la giusta gavetta per poter interpretare un boss mafioso nella prossima stagione di “Squadra Antimafia – Palermo Oggi“.
Stiamo parlando, per chi non lo avesse ancora capito, di Fabrizio Corona, nel quale Pietro Valsecchi ha intravisto il talento necessario per una carriera di attore. “Fabrizio sarà uno dei protagonisti della fiction oltre a Claudio Gioè, Simona Cavallari e Giulia Michelini” – spiega il produttore di Taodue a Chi – “Lo so che è un personaggio fin troppo esposto e spesso criticato, ma ha delle qualità. Nella fiction sarà il Catanese, un boss siciliano. Punteremo molto sulla sua fisicità artistica“. A far conoscere i due sarebbe stato Matteo Garrone, divenuto famoso dopo aver filmato la regia del film “Gomorra“; il regista starebbe lavorando proprio ad un film sulla vita di Corona, che dovrebbe vedere Kim Rossi Stuart nei panni del protagonista.
Sembra dunque che Valsecchi abbia già trovato, con largo anticipo sulla messa in onda della serie, un modo per fare pubblicità a questo ritorno sugli schermi della “Squadra Antimafia” di Canale 5, con la scelta di un non-attore la cui personalità, vita privata e lavorativa, sono da (troppo) tempo sotto le luci della ribalta. E così, mentre la trattativa che porterebbe la sua fidanzata Belen Rodriguez sul set del nuovo film comico di Massimo Boldi sembra essere ad un buon punto, anche il re del gossip è pronto per la carriera da attore, dopo un provino che gli ha immediatamente spalancato le porte della fiction. “Alle prove mi sono presentato senza aver letto nemmeno le prime due pagine del testo – rivela Corona – Ho improvvisato ed è andata benissimo“.
9
maggio
I LICEALI 2, PRESENTATA AL TELEFILM FESTIVAL LA SECONDA SERIE DELL’UNICO TEEN DRAMA ITALIANO

“Raccontare una storia che ci appartenesse, raccontare cos’è la scuola, raccontare le forti contraddizioni all’interno di un’istituzione così importante“. Queste le parole con cui Pietro Valsecchi spiega le ragioni che lo hanno spinto, ne I Liceali, ad esplorare anche il mondo giovanile. Nel corso della conferenza stampa di presentazione della seconda stagione della fiction, tenutasi ieri al Telefilm Festival, il produttore non ha perso occasione per rimarcare il fatto che la serie, pur parlando della (e alla) nuova generazione, è allo stesso tempo rivolta anche agli adulti desiderosi di conoscere il mondo dei propri figli.
La fiction, forte del successo della prima serie, torna in onda dal 24 maggio, su Joi, con i dodici episodi inediti della seconda serie, che vedremo poi, in chiaro, a partire da settembre su Canale 5. I Liceali grazie ad un ascolto medio del 20% di share sul totale individui e del 23% sul target commerciale (33% tra i 15 -34) unitamente all’appartenenza ad un genere, quello del teen drama, poco presente nel panorama della fiction italiana, è riuscito a colmare, come asserito da Giancarlo Scheri direttore fiction Mediaset, un vuoto strutturale del palinsesto Mediaset.
La scelta di mandare in onda la serie in onda in anteprima pay su Joy è a detta di Federico Di Chio, direttore di Mediaset Premium, dovuta all’assoluta coerenza tra fiction, il target (giovane) e la programmazione della rete fatta di serial americani, modello a cui I Liceali si avvicinano per molti versi. Sulla seconda stagione, ai nastri di partenza, si esprime il regista Lucio Pellegrini: “In questa nuova stagione abbiamo pensato di distribuire meglio il peso tra le vicende dei ragazzi e quelle degli adulti, mantenendo quindi un migliore equilibrio; inoltre si potranno notare una recitazione più naturale, i caratteri dei personaggi vengono sempre più adattati a quelli degli attori, e l’utilizzo di un linguaggio visivo vitale”.
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12/3/2010: Davide Maggio è in copertina sul 



