
Sky
25
gennaio
PREMIUM GALLERY : FINE DEL “MONOPOLIO” PER SKY?

Joi, Mya e Steel sono diventati realtà.
L’offerta di Mediaset Premium e Premium Gallery insieme ad Iris e Bis ha contribuito a dare un nuovo assetto e un volto nuovo al Digitale Terrestre.
E lo ha fatto per un semplice motivo. Mediaset ha portato sull’ancòra troppo snobbata e sottoutilizzata DTT la qualità.
Perchè di questo si tratta. Tanti canali, di cui 2 gratuiti, che offrono un ventaglio di scelta vasto, innovativo, interessante ma soprattutto alternativo.
Alternativo a chi detiene (o forse deteneva) una specie di monopolio nel campo di film, serie tv e fiction in anteprima assoluta. Per dirla in breve nel campo dei “diritti”.
Uno smacco per SKY che vede adesso un forte concorrente in Mediaset Premium che può contare sulle library di Warner e Universal per i propri canali a pagamento Joi, Mya e Steel.
E stupisce come di fronte a novità senza dubbio apprezzabili come queste, possa esserci chi non condivida l’incalzante “dualismo biscioniano” che vede da una parte Canale5, Italia1 e Rete4 e dall’altra l’offerta digitale del gruppo.
Un malcontento dettato dalla convinzione che, con le “new entry”, ”gli scarti“ sarebbero destinati alle reti generaliste di Viale Europa (e dunque ai più) mentre la qualità e il “lusso” sarebbero riservati alle reti a pagamento del Digitale Terrestre Premium.
In realtà ritengo che la nascita dei nuovi canali del DTT Mediaset abbia lodevolmente e finalmente messo in atto una necessaria diversificazione tra il vecchio e il nuovo, e cioè televisione generalista da una parte e digitale terrestre dall’altra. Una diversificazione opportuna e sicuramente vantaggiosa.
Opportuna perchè, da un lato, agevola lo sviluppo di quella che sarà la naturale e obbligata evoluzione della televisione tradizionale; dall’altro avvicina e abitua il telespettatore, sia da un punto di vista tecnico che contenutistico, all’imminente switch off e all’”accensione definitiva” del digitale terrestre.
Vantaggiosa, invece, perchè crea una concorrenza con la piattaforma satellitare di Murdoch che si risolverà quasi certamente in un giovamento, soprattutto economico, per i fruitori dei servizi.
Se proprio volessimo trovare un aspetto negativo, diciamo che lo si potrebbe rinvenire nell’ossessionante battage pubblicitario che sta letteralmente invadendo le tv generaliste del gruppo di Cologno Monzese, costrette a far pubblicità contro se stesse per invogliare i telespettatori a passare dall’ “altra parte”!
Dal 1° Febbraio anche il porno arriva sul Digitale Terrestre. Non è naturalmente un nuovo canale Mediaset ma una novità di Digitalia Broadcast Services S.r.l. che lancerà Glamour Plus, un servizio pay per view per adulti disponibile ogni notte dalle 24 alle 3,30.

29
settembre
MOMENTI DA (NON) DIMENTICARE : UNA GAFFE… SATELLITARE!

Non pensiate che le gaffe e/o i fuorionda siano prerogativa esclusiva della tv generalista.
Il video che sto per proporvi viene direttamente dal satellite e protagonista è Riccardo Cresci, uno dei volti di SkyMeteo24.
Un divertente fuori onda proprio nel giorno del suo compleanno, il 12 settembre, durante l’edizione notturna del Meteo della piattaforma di Murdoch, quando la stanchezza iniziava a farsi sentire.
Il video non è propriamente un fuori onda. E’, infatti, realmente andato in onda in DVB-H (cellulari) e internet mentre, in seguito, è stato correttamente tagliato per l’edizione televisiva.
Bisogna cercare di capire cosa abbia voluto dire il caro Riccardo con quello strano versetto simile all’ammaraggio di un piccolo velivolo.
Poichè ho la “sfortuna” di averlo come amico, ora gli preparo uno scherzetto del quale vi darò conto prestissimo!
Ma siete curiosi di vedere il look pre-Sky di Riccardo Cresci?
27
giugno
STELLA : IL NUOVO PROGRAMMA DI MAURIZIO COSTANZO

Per la serie… chi ben comincia è a metà dell’opera!
Maurizio Costanzo è (finalmente) approdato alla piattaforma satellitare di Murdoch.
Il debutto avverrà il prossimo 2 Luglio su SkyVivo con Stella, il suo nuovo talk show.
Nonostante le premesse siano assolutamente interessanti (poichè sperimentali dei più moderni canali d’interazione), c’è da dire che esperimenti come quelli che Costanzo sta per mettere in atto sono a mio avviso ancora prematuri per una serie di ragioni che mi accingo a spiegarVi.
Innanzitutto vediamo di cosa si occuperà Stella.
Come tutti i programmi del più famoso anchorman italiano, si parlerà di attualità e di cronaca (con la speranza che non si arrivi, come consuetudine, a parlare di ”prima volta”, “sesso a 50 anni”, ”scambismo”, “doppia vita di segretarie di giorno, lapdancer di notte” e via discorrendo ) ma questa volta si cercherà di creare una vera e propria community coinvolgendo insieme ai due ospiti in studio anche 4 famiglie italiane che saranno osservate real-time durante il programma da alcune webcam piazzate nelle case delle rispettive famiglie.
A fare il resto ci penserà il pubblico da casa (che stando alle ultime rilevazioni auditel sulle tv satellitari è stimabile in poche, pochissime migliaia di telespettatori) che potranno intervenire tramite internet, sms e telefono.
L’idea, di per sè, è innovativa e come tale incontra il mio favore. Ma per innovare bisogna poter contare innanzitutto su un pubblico tecnologicamente maturo.
Personalmente non ritengo che il telespettatore italiano medio sia interessato a tali sperimentazioni e soprattutto non penso sia in grado di potersi confrontare con un’interattività come quella che cerca Costanzo.
Sulla base di questi presupposti si sarebbe dovuta trovare una collocazione strategica in maniera tale da “accalappiare” quella fascia di pubblico che avrebbe potuto cercare di rispondere a questi nuovi stimoli costanziani.
A quanto pare, però, i destinatari di questo nuovo programma non potranno rientrare nella categoria dei “desiderosi di sperimentazione”.
Stella andrà, infatti, in onda in diretta (per la prima volta su Sky) dalle 12 alle 14 e nutro dubbi che quello stesso pubblico che guarda “La Prova del Cuoco” abbia voglia di sorbirsi due ore di Maurizio Costanzo e la Sua voglia di sperimentare. Vi immaginate la massaia (come la chiamerebbe il caro vecchio Mike) tutta intenta a mandare un sms per interagire con MCS quando magari sta preparanzo il pranzo?
Se poi deve farlo con la gradevole temperatura che affligge il nostro paese in questo periodo, l’entusiasmo sarà alle stelle.
Il nuovo talk di Costanzo verrà trasmesso, infatti, dal 2 al 27 luglio.
Non trovate che per raggiungere il target ideale per una sperimentazione così tecnologica sarebbe stata necessaria qualche idea leggermente diversa?!?
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CURIOSITA’
Stando a quanto ha affermato lo stesso conduttore durante la conferenza stampa di presentazione, qualche dubbio in realtà c’è.
Non credo sia un caso che alla scadenza del contratto con il Biscione manchi un tempo sufficiente a provare nuove strade senza abbandonare definitivamente quelle vecchie in assenza di certezze.
Com’è ormai noto, infatti, il Maurizio Costanzo Show andrà regolarmente in onda su Canale 5 durante il prossimo autunno.
Gli accordi attuali parlano di una programmazione sino a dicembre e, non a caso, è prevista la possibilità di proseguire sino al termine della stagione (giugno 2008).
[link esterno : Video-presentazione di Stella su SkyLife]
[link esterno : estratto della conferenza stampa odierna di Stella]
[link esterno : sito ufficiale di Stella]
31
gennaio
PAR CONDICIO E’ FATTA! ACCANTO ALL’UOMO PERFETTO ARRIVA LA SPOSA PERFETTA!

Se è vero che la televisione è lo specchio della nostra società, quanto sta per accadere nei palinsesti televisivi ci rivela una grande verità: abbiamo finalmente raggiunto la tanto agognata parità dei sessi!
Perchè se Sky sta per lanciare un nuovo reality dal titolo “L’Uomo Perfetto“, RaiDue non sta a guardare e risponde annunciando l’imminente arrivo de “La Sposa Perfetta“, che dovrebbe partire intorno al mese di aprile, occupando la prima serata del mercoledì.
Del primo si sta facendo un gran parlare. C’e’ chi pronostica a chi sarà affidata la conduzione, chi ne pubblicizza i casting, chi ammette un proprio “coinvolgimento” e chi è indeciso sul da farsi.
L’Uomo Perfetto si propone, sostanzialmente, di cercare un uomo che risponda ai requisiti del “Bachelor” nostrano.
Mancano ancora, in realtà, informazioni ufficiali che svelino il meccanismo vero e proprio del programma.
Qualcosa in più invece è stato reso noto riguardo al progetto di RaiDue, “La Sposa Perfetta” che potrebbe essere condotto da Ambra o da Veronica Pivetti.
Il nuovo reality-comedy così come è stato definito dalla casa di produzione (Magnolia), va alla ricerca di una promessa sposa che non solo raccolga il gradimento del futuro marito ma anche di tutta la famiglia (della suocera, in particolare)!
Due progetti decisamente soft e sensibilmente diversi nell’obiettivo che si prefiggono di raggiungere ma in fondo molto simili nella struttura.
Un reality per lui ed uno per lei. Cosa potevano chiedere di più i sostenitori dell’emancipazione femminile?
Nell’attesa che questa domanda trovi una risposta, si accettano scommesse sulla conduzione e sui personaggi che andranno a comporre il cast di due programmi tanto simili. Si avvicineranno più allo sfortunato “Bachelor” di Cristina Parodi, al trash “Uomini e donne” o al genere comico sdoganato da “La Pupa e il Secchione”?
E se, alla fine, si decidesse di trovare un giusto compromesso affidando la conduzione di entrambi i programmi a Cristiano Malgioglio visto che, nel belpaese, l’essere al centro di uno scandalo sembra che abbia come unica conseguenza il rafforzamento della popolarità dei personaggi coinvolti?
Qui di seguito troverete i contatti utili per partecipare alle selezioni di entrambe le trasmissioni.
L’UOMO PERFETTO
1. Telefonare allo
0423 402868
2. Inviare un email :
CLICCANDO QUI
LA SPOSA PERFETTA
1. Telefonare allo :
02 37009172
2. Inviare un email :
CLICCANDO QUI
15
dicembre
SKY Show CHIAMA!

A gennaio partirà sul neonato canale di SKY, SkyShow, un nuovo talk show.
A questo riguardo sono stato contattato dalla società che produrrà il programma, NeoNetwork, che gradirebbe reperire anche tra i lettori di davidemaggio.it il “pubblico parlante” che prenderà parte alla trasmissione.
Per questo, qualora vogliate partecipare come pubblico al nuovo talk di Sky ed abbiate un’età compresa tra i 30 e i 50 anni
contattate la redazione (Silvia Trovato) tramite email
- AGGIORNAMENTO del 15 dicembre 2006, h. 17:03
Adnuntio vobis che la conduzione del talk show è stata affidata a Geppy Cucciari di Zelig.
Il programma si chiamerà GEPPY HOUR!
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20
novembre
MAI DIRE … SKY

Che Sky fosse un’ottima, valida alternativa alla TV generalista penso sia fuori discussione.
L’idea di offrire i migliori contenuti televisivi nazionali ed internazionali viene quotidianamente assicurato dalla piattaforma digitale via satellite nata nel 2003.
Non è un caso che, ad oggi, si contino oltre 3 milioni e 830 mila abbonati.
Abbonati chiaramente esigenti che scelgono una tv di qualità sulla quale poter guardare, come e quando si vuole, ciò che si desidera e soprattutto SENZA ALCUNA INTERRUZIONE PUBBLICITARIA!
Fu questa peculiarità a decretare, anni addietro, il successo della PayTv.
Non riesco, però, a spiegarmi una cosa!
Sin dallo scorso ottobre, doveva vedere la luce un nuovo programma curato dalla Gialappa’s Band.
Una trasmissione sportiva che, come tutte le produzioni Sky, avrebbe dovuto rappresentare un’interessante alternativa a programmi ormai storici che ogni domenica soddisfano una delle passioni più forti e radicate nel belpaese : il calcio!
Nonostante la puntata di prova, lo show non è partito nemmeno la prima domenica di novembre, data scelta, dopo un primo rinvio, per la messa in onda.
Fin qui, nulla di strano : scelte commerciali e valutazioni che, di sicuro, non sono sindacabili nè da chi Vi scrive, nè da qualunque altro telespettatore.
Il punto, però, è un altro.
Secondo indiscrezioni giunte a questo blog, Sky avrebbe giustificato allo staff del programma che la mancata partenza della trasmissione era dovuta a RACCOLTA PUBBLICITARIA INSUFFICIENTE.
Una PayTv che non realizza un programma per “raccolta pubblicitaria insufficiente”?
E l’assenza di “consigli per gli acquisti” che caratterizza(va) un’emittente come Sky dove è andata a finire?
Che il crescente successo della piattaforma di Murdoch (si ritiene che nel 2008 la quota di Sky Italia nel mercato tv salirà al 29% e sarà solo due punti sotto quella della Rai) possa mettere a rischio quei punti fermi (come l’assenza di pubblicità all’interno dei programmi) che hanno conquistato una “platea” stimata in 12 milioni di telespettatori?
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6
ottobre
SKYTG24 IN CHIARO, PER TUTTI!

Da ieri, è disponibile per tutti, abbonati e non, il telegiornale di SKYTV, SKYTG24.
La finestra informativa diretta da Emilio Carelli, trasmessa sul canale 500 di SKY, è, infatti, offerta gratuitamente in simulcast sul nuovo portale della tv satellitare all’indirizzo www.skylife.it
24 su 24, 7 giorni su 7, dall’Italia e dall’estero saranno, disponibili in chiaro e senza alcuna interruzione pubblicitaria, le news della paytv italiana di Rupert Murdoch.
Che il magnate australiano abbia voglia d’ “allargarsi” non è un mistero. Non a caso, infatti, SkyTg24 viene offerto sul neonato portale SkyLife (online da settembre) che si propone di avvicinare un pubblico sempre più vasto alle allettanti proposte della piattaforma digitale via satellite nata nel 2003.
Pensate che, secondo quanto scritto da Marco Mele in un articolo de Il Sole 24 ore, nel 2008 la quota di Sky Italia nel mercato tv salirà al 29% e sarà solo due punti sotto quella della Rai. Lo prevede un rapporto della ItMedia Consulting che stima in Italia per la fine del 2006 un mercato di 8 miliardi: + 8,2% sul 2005.
[Cliccando sull'immagine si verrà reindirizzati su SkyLife]
[Le notizie sul citato articolo di Marco Mele sono state reperite via DagoSpia]
29
settembre
LA SOAP OPERA DEI PALINSESTI IMPAZZITI
Non ho mai scritto un post che si limitasse a riportare pedissequamente gli scritti di qualche altro autore.
Avete presente, però, quando, leggendo un giornale, un blog o qualsiasi altra fonte di notizie condividi un articolo al punto tale da dire a Te stesso : “Ecco. Esattamente ciò che avrei scritto io“?
Una sensazione grazie alla quale Ti sembra che ciò che stai leggendo sia la materializzazione dei Tuoi pensieri!
Bene! A me è capitato con l’articolo di Aldo Grasso (nella foto) che sto per riportarVi, pubblicato ieri sul Corriere della Sera.
Lungi da me il paragonare i semplici scritti di questo blog ad una penna elegante qual è quella del noto critico televisivo! Ci mancherebbe altro!
Parlo, fondamentalmente, dei contenuti, non della forma e non Vi nascondo che l’aver trovato, nell’articolo di Grasso, delle affinità di interpretazioni e di vedute con quanto ho scritto alcuni giorni fa e con ciò che penso su questa ”scostumata” questione, mi ha inorgoglito un po’!
Oggetto di analisi è l’ormai infinita “soap opera dei palinsesti impazziti”.
Buona Lettura
Un sinistro scricchiolio sta allarmando i custodi del palazzo televisivo. Da dove proviene? Chi l’ha provocato? Lo scricchiolio è causato dalla follia dei palinsesti. Che ormai oscillano come trottole, mappe impazzite. Da tempo, sui giornali, l’inizio della prima serata di Canale 5 e Raiuno è segnalato alle 21. In realtà, non inizia mai prima delle 21.20.
Perché questo inganno? La seconda serata non esiste più, è slittata a mezzanotte. Gli show finiscono all’ una di notte, con buona pace di chi la mattina deve alzarsi. Un telefilm di successo come Dr. House viene brutalmente spostato causando la ribellione dei telespettatori; il programma di Bonolis va in prima serata, poi in seconda, poi viene collocato nella fascia preserale; Reality circus dal lunedì passa alla domenica, dalla domenica al mercoledì: una giostra. Le anomalie non finiscono qui, anzi paiono ben più profonde. Joe Petrosino vince ampiamente la serata di domenica 24 settembre con quasi sei milioni di spettatori, favorito dal clamoroso flop del reality di Canale 5 (3.104.000 spettatori, 16,38% di share, 5/6 punti sotto gli obiettivi della rete). Lunedì 25 Petrosino perde duecentomila spettatori e quasi il 5% di share, andando contro una logica sempre rispettata: ovvero che la seconda puntata di una fiction di successo va meglio della prima, per l’effetto valanga e per l’effetto persistenza, degli spettatori che hanno visto la prima. Ma qui entra in gioco la contro- programmazione de L’Onore e il rispetto, coi suoi 5.656.000 spettatori (22%), già accumulati nelle 4 puntate precedenti. Altri flop da palinsesto. Le quattro serate di Miss Italia, a dimostrazione di come ormai la manifestazione non sia più vissuta come evento. O l’inatteso insuccesso di Luca Barbareschi: Giorni da Leone 2, il seguito di una fiction in onda nel 2002. Allora fece il 20% di share, ma il seguito non funziona. La prima puntata (5 settembre) ha uno share di appena il 12,16 per cento, ridicolo per Raiuno. Tanto che si decide di sfilarla subito per sostituirla con una replica di Bartali.Ma la situazione più clamorosa riguarda Paolo Bonolis. Fattore C, un format così collaudato e sperimentato da sembrare un plagio, floppa clamorosamente in prima serata: domenica 10 settembre supera il 23% di share ma la domenica successiva crolla al 17,61. Spostato nel preserale non fa di meglio, meno del 18% di share.
Programmi dislocati, orari oltraggiati, soppressioni improvvise, sforamenti abituali. Il palinsesto (dal greco palímpsèstos, «raschiato di nuovo», a significare l’originale programmazione trimestrale fatta di tanti fogli sovrapposti) è ormai inattendibile. Rispetto ai corrispettivi francesi (grille) e inglesi (schedule), il termine italiano sottolinea l’incessante lavoro di perfezionamento, ridefinizione, correzione cui è sottoposta la programmazione. Che può essere infatti continuamente rielaborata in rapporto agli obiettivi della rete (proprio come le antiche pergamene venivano continuamente corrette e riutilizzate). Ma la sensazione è che la nostra programmazione venga raschiata ogni giorno, senza sosta, da una mano insensata. Ciò che vediamo sul piccolo schermo corrisponde raramente a ciò che è riportato dalle guide ufficiali.
«Il palinsesto è matematica», sostiene Alba Parietti. Ha ragione. Ma il suo reality sa contare solo fino al 7 (di share). Gli esempi si sprecano, giusto per fornire una sismografia del terremoto in atto. Per Raiuno e Canale 5, come detto, il ritardo è cronico, e francamente anche un po’ ridicolo.
Non va molto meglio sulle altri reti, la litania dello sforamento si ripete. Il telefilm su Raidue e The Oc su Italia 1 iniziano con cinque minuti di ritardo, il film su Retequattro con quindici. Raitre è in orario, e anche La7 non sgarra. Però il programma di Giuliano Ferrara e Ritanna Armeni sfora volentieri. Nel maggio scorso ha ceduto la linea a Gad Lerner solo alle 21.43. Che non l’ha mollata prima delle 24.00. Per la disperazione di Piero Chiambretti, previsto con Markette alle 23.30. Siccome non è un caso isolato, il conduttore ha pensato di ribattezzare il suo programma Uno mattina Markette.
L’altra sera ha bevuto il calice amaro anche Bruno Vespa battuto da Enrico Mentana che aveva in studio Luciano Moggi (Moggi è la variabile impazzita del palinsesto: una volta era chiamato per rispetto adesso per alzare l’audience). Ma Vespa è stato costretto dal film di Raiuno a partire molto tardi. Da cosa dipende questa debolezza intrinseca della tv generalista, questa assurda partita a scacchi che denota mancanza di rispetto nei confronti dello spettatore? Alcuni impazzimenti sono dovuti alle logiche perverse dei palinsesti.Il ritardo della prima serata è stato «inventato» da Striscia la notizia per fare il pieno d’ascolto. Da questo «male» ne discende un altro ancora più grosso. Per non avere concorrenza in quell’ ora topica, Mediaset è stata costretta a riportare Bonolis all’ovile, a peso d’oro. Ma Bonolis è tornato con tutto il clan di Lucio Presta (Paola Perego, Amadeus, Panicucci) imponendo alcuni programmi rivelatisi poi dei fallimenti (Amadeus è già sparito dal video).
Visto che parliamo di clan, la disarticolazione dei palinsesti dipende anche dal fatto che in troppi ci mettono le mani. Ormai personaggi come Lucio Presta, Bibi Ballandi, Lele Mora, Beppe Caschetto contano più dei direttori di rete. Non a caso a dirigere Raiuno c’è Fabrizio Del Noce, un giornalista che non si era mai occupato di programmazione. A dirigere Canale 5 ci sarà Massimo Donelli (tanti auguri!), la cui unica esperienza tv consiste nell’ aver diretto Sorrisi e canzoni (dove spesso si è lamentato dell’infedeltà dei palinsesti!). Qualcuno imputa la follia della programmazione alla crisi imprevista dei reality (difficoltà che coinvolge persino un campione d’ascolti come L’isola dei famosi) o all’esplosione del satellite, di Sky (è il caso di Lost, laserie di culto, che in onda il lunedì regala share record a Fox). Qualcun altro, più addentro, la spiega con la difficoltà delle reti ammiraglie (specie Canale 5) a raggiungere gli obbiettivi promessi agli investitori pubblicitari; di qui gli spostamenti, le protezioni, i traslochi, le cancellazioni apparentemente inspiegabili. Tutto questo mina due meccanismi su cui si fonda, o si dovrebbe fondare, il patto comunicativo della tv: l’abitudine e la fedeltà. Il pubblico è consuetudinario e affezionato ai programmi preferiti. Perché svilire così il palinsesto? Gli orari dei treni non sono sufficienti per garantire a un Paese una rete efficiente di trasporti, ma senza orario i treni non si muovono, e se si muovono creano solo caos.
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