
Sigla
4
ottobre
AMARCORD, Che Fine Hanno Fatto…LE CONDUTTRICI DI…NONSOLOMODA?

Esistono programmi che in maniera garbata e mai invadente ci fanno compagnia ormai da anni. Senza troppi clamori proseguono il loro cammino, mantenendo inalterate le loro caratteristiche. Un’evoluzione, la loro, dettata dalla necessità di portarsi al passo con i tempi, senza per questo rinunciare al proprio appeal.
Pochi tra questi possono essere descritti con queste parole. In alcuni casi si tratta di trasmissioni nate recentemente ed in poche altre dei programmi più longevi della tv italiana: Forum, La Domenica Sportiva ma soprattutto Nonsolomoda.
Un programma che non sempre ha ricevuto l’attenzione che meritava forse per la collocazione oraria infelice e più sicuramente per la sua natura particolare. Non un programma di informazione, nè di intrattenimento. Un magazine dal taglio giornalistico, in cui la moda diventa solamente un pretesto per parlare di molto altro: architettura, arte, viaggi, cinema, pubblicità, motori ed una certa attenzione al sociale.
Il rotocalco di Canale 5 nato da un’idea di Fabrizio Pasquero ed andato in onda per la prima volta nel 1983 era inizialmente condotto da Daniele Sassi, straordinaria voce fuori campo (già voce ufficiale di RDS), ancora oggi presente nel programma.
Successivamente nel tentativo di restituire un’immagine più calda alla trasmissione, la produzione ha pensato di introdurre una conduttrice che con le sue parole facesse da collante ai vari servizi.
La vera e propria rivoluzione però è avvenuta grazie al regista Alessandro Baracco (che oggi cura i collegamenti dall’Honduras per L’Isola dei Famosi), che grazie alla direzione di Target ha offerto a Nonsolomoda validi spunti per rivoluzionare il suo impianto.
A questo ha fatto seguito più recentemente una piccola modifica del titolo del programma che è diventato: Nonsolomoda E’ Contemporaneamente. Giusto per rimarcare il carattere di un programma all’avanguardia sia nella forma che nel contenuto.
E non è tutto. Perchè Nonsolomoda ha avuto anche il merito di dare una svolta alla carriera di tutte coloro che lo hanno condotto. Tutte, nessuna esclusa, dopo aver partecipato al programma hanno visto le loro quotazioni salire, talvolta riuscendo ad ottenere risultati sorprendenti ed inaspettati.
Vediamo quindi che fine hanno alcune di loro.
AFEF JNIFEN

Figlia di un politico e dal carattere piuttosto irruento, a soli 14 anni ha sposato il suo vicino di casa, per ripicca nei confronti dei genitori. Ha intrapreso gli studi a Parigi dove ha iniziato a lavorare come modella, lanciata da Jean Paul Goude. Quest’attività l’ha portata in Italia. Negli anni 90 ha sposato l’avvocato Marco Squattriti: da quest’unione è nato Samy. Qualche tempo dopo ha iniziato a farsi notare grazie alla sua partecipazione al Maurizio Costanzo Show. Nel 1996 fresca di separazione, ha conosciuto Marco Tronchetti Provera (che ha sposato nel 2001), proprio nel corso di un’intervista rilasciata a Nonsolomoda, che ha condotto a partire dall’anno successivo, per due stagioni (1997/1999). L’anno dopo è stata la volta del programma Scomettiamo che? al fianco di Fabrizio Frizzi ma anche di eventi come La Partita del Cuore per la Pace, Montecarlo Night Hit ed il Gran Galà di Montecarlo. E’ stata nominata Ambasciatrice per la Pace dalla Croce Rossa Italiana e ha collaborato per un lungo periodo con il Telefono Azzurro. Ancora oggi fa parte del comitato Fondazione Enfants en danger patrocinato dall’UNESCO. L’anno scorso ha affiancato Gene Gnocchi nel programma La Grande Notte. A breve compirà 44 anni.
Scopri le altre conduttrici di Nonsolomoda e il bellissimo video della sigla del programma del 1984 :
19
settembre
NUOVO TG1 : TANTO RUMORE PER… NULLA!

Ho aspettato con ansia le ore 20 del 17 settembre per “toccare con mano” il tanto atteso restyling del principale telegiornale italiano.
Il susseguirsi di indiscrezioni, mormorii e voci di corridoio sulle novità che il TG1 avrebbe offerto ai suoi telespettatori aveva destato la mia attenzione.
D’altronde, si sa, i restyling dei telegiornali rappresentano dei piccoli eventi televisivi che capitano di rado.
Quello del TG1 si preannunciava come una specie di piccola rivoluzione dell’informazione.
La pubblicazione, alcuni giorni prima, delle immagini che mostravano in anteprima la nuova veste grafica sembravano confermare gli ottimi propositi di Riotta & Co : uno studio dall’aria futuristica, una grafica accattivante, un grande mappamondo “rivisitato” e un tecnologico grigio al posto dell’obsoleto giallo.
Entusiasmo! Questa è stata la prima reazione di chi ha potuto apprezzare, in anteprima, le novità.
Ma la realtà è venuta a galla con la prima edizione “post restauro” dello scorso lunedi e l’entusiasmo ha ceduto il posto allo sgomento.
Una sigla uguale alla precedente, uno studio molto meno avvenieristico rispetto a come si presentava nelle foto, spazi decisamente meno ampi di come apparivano nelle immagini e l’unica novità interessante è risultata la musica di sottofondo che accompagna il lancio delle notizie.
Certo, a fare un telegiornale ci sono ovviamente le notizie e la grafica unitamente allo studio fa solo da corredo.
Questo nuovo “corredo”, però, poteva essere decisamente migliore.
Prossima tappa : restyling del TG5 ad ottobre (si spera).
Per quanto mi riguarda la migliore sintesi telegiornalistica la offre questo tg dall’aria americaneggiante. E per Voi, invece, qual è il miglior tg del belpaese?
21
luglio
MOMENTI DA (NON) DIMENTICARE : LA SIGLA DI RISCHIATUTTO

Questo blog e i Suoi lettori sembra abbiano una naturale passione per i quiz/game show.
Per questo motivo, non poteva non trovare spazio nei Momenti da (NON) Dimenticare un vero e proprio cult che è, di diritto, archiviato nella memoria storica dei telemaniaci più veraci.
Alcuni, davvero pochi, avranno avuto occasione di vederla durante la messa in onda, altri, la maggior parte, si accontenteranno di vederla in differita
Parlo della sigla del “Rischiatutto” che dal 5 febbraio 1970, per cinque anni, ha tenuto compagnia agli italiani il giovedi sera prima sul Secondo Programma, l’attuale RaiDue, per passare successivamente al Primo Programma (RaiUno).
Una sigla che, proprio negli ultimi anni, è tornata alla ribalta nello spot pubblicitario di Infostrada che vede protagonista quella che si è autodefinita come la nuova coppia comica della nostra tv, Mike Bongiorno e Fiorello.
Ecco la sigla.
28
giugno
AMARCORD: C’ERA UNA VOLTA “OK IL PREZZO E’ GIUSTO”…



Negli anni 80 Fininvest era sinonimo di sperimentazione. Dai risultati spesso imprevedibili, talvolta kitsch, altre volte a dir poco eccellenti.
A questa seconda categoria appartiene a pieno titolo uno dei quiz più longevi del Biscione nonché il primo format straniero ad essere acquistato dall’azienda: Ok Il Prezzo è Giusto.
Il quiz, andato in onda per la prima volta su Italia 1, il 21 dicembre 1983 con la conduzione di Gigi Sabani, è stato tratto dal più celebre The Price Is Right, un vero e proprio cult della tv americana.
A caratterizzare il programma otto giochi, qualche siparietto comico ad opera del conduttore, un po’ di musica, tre vallette e un centinaio di concorrenti, pronti a tutto pur di partecipare al quiz ma soprattutto successo immediato.
In breve tempo Ok Il Prezzo è Giusto accresce la sua popolarità diventando un piccolo fenomeno di costume. Già nel 1984 esce il gioco in scatola della trasmissione, messo in commercio dalla Editrice Giochi e sempre nello stesso anno il quiz si aggiudica un Telegatto (a cui seguirà quello del 1985).
Il 1987 è l’anno della prima grande svolta. Gigi Sabani lascia ed al suo posto arriva Iva Zanicchi che definirà il programma “il trionfo del consumismo”. La cantante che fino a poco tempo prima aveva condotto su Canale 5 “Facciamo un Affare?”, programma molto simile a Ok Il Prezzo è Giusto, diventerà il volto storico del trasmissione, portandola alla consacrazione definitiva. Sempre nello stesso anno il programma approda su Rete 4.
Ok Il Prezzo è Giusto si evolve anche grazie ad Iva. Non solo quiz ma anche programma d’intrattenimento grazie agli ospiti e agli intermezzi musicali proposti dalla conduttrice.
Il crescente successo convince i dirigenti a promuovere ancora una volta il quiz, che passa su Canale 5 nella fascia preserale con una formula sostanzialmente invariata.
Arrivano gli anni 90’ ed è trionfo, prime serate, ascolti record, puntate domenicali della durata di due ore e speciali. Ok Il Prezzo è giusto pare inarrestabile.
Nel 1996 qualcosa inizia ad andare male. Ok Il Prezzo è Giusto non viene più considerato adeguato al pubblico di Canale 5 e torna su Rete 4.
Arriva in qualità di disturbatore Carlo Pistarino che in passato aveva già collaborato con il programma come scaldapubblico e autore.
Nel maggio del 1999 Iva Zanicchi si candida alle Europee e non potendosi mostrare in video, viene sostituita da Emanuela Folliero. Questa si rivela una scelta tutto sommato vincente ma non sufficiente a riportare il programma ai fasti di un tempo.
Nella stagione successiva la cantante fa il suo ritorno ma per poco tempo. Il 30 giugno del 2000, dopo aver condotto più di 3000 puntate Iva Zanicchi da il suo addio definitivo al programma.
L’anno successivo viene sostituita da Maria Teresa Ruta. Nonostante la nuova conduzione e qualche altro cambiamento apportato al programma, Ok Il Prezzo è Giusto ottiene comunque ascolti considerevoli. In Mediaset però c’è voglia di cambiamento ed il programma viene chiuso (quasi inspiegabilmente) il 13 aprile 2001, dopo diciotto gloriosi anni di messa in onda.
Un programma che ha caratterizzato vent’anni di programmazione della tv commerciale e che ha saputo lanciare piccoli tormentoni e personaggi ormai diventati mitologici per ogni buon teledipendente.
Impossibile non ricordare Raffaella Bragazzi, Voce Misteriosa del programma dal suo esordio fino al 1999 (con una piccola pausa nel 1997 causa maternità). La mitica speaker ha partecipato anche alle trasmissioni Ciro, il figlio di Target e Markette. In particolare nel corso di quest’ultima partecipazione televisiva si è lanciata in una simpatica parodia del suo stesso ruolo all’interno dello quiz, presentando i libri degli ospiti intervenuti durante il talk show, proprio come faceva ad Ok Il Prezzo è Giusto.
E ancora l’attore e doppiatore Matteo Zanotti, Voce Misteriosa del programma nella stagione 1999/2000 ma anche Alessandro Rigotti (attore e doppiatore – in questo periodo possiamo sentire la sua voce in Tempesta D’Amore) che ha ricoperto questo delicato ruolo nell’ultima stagione di Ok Il Prezzo è Giusto.
E non solo. Tanti sono anche i personaggi che sono stati lanciati dalla trasmissione. Tra questi ricordiamo Alba Parietti (presente in alcune puntate della prima edizione), Nadia Bengala (Miss Italia 1988), Ana Laura Ribas, valletta storica del programma, Annallisa Gambi (ex velina), Barbara Favale, Milena Martelli (ballerina in numerose trasmissioni), Daniela Bello (ex letterina), Ilaria Galassi (ex Non è la Rai), Alessia Ventura (ex letterina) e Riccardo Sardonè oggi tra i protagonisti di Incantesimo.
Detto questo vi lascio a :
Un vero cult della televisione italiana.
[Per tante curiosità su OK, Il Prezzo è Giusto visita il sito dei nostri lettori Alessandro Giannotto e Maikol Garbin all'indirizzo http://www.okilprezzoegiusto.tv/]
E’ stato risolto il problema relativo all’impossibilità di commentare questo post. Sbizzarritevi pure!
26
aprile
AMARCORD, Che Fine Hanno Fatto…i protagonisti di FAME?

Spesso i grandi successi nascono per caso e ancora più frequentemente incontrano grandi difficoltà prima di ricevere la definitiva consacrazione. Questo è quello che è successo al telefilm Saranno Famosi (Fame), nato grazie al grande successo ottenuto dal film omonimo nel 1980 e destinato a diventare cult e fenomeno di costume a livello mondiale.
Il telefilm andato in onda in America dal 1982 al 1987 (6 stagioni – 136 episodi) e in Italia a partire dal 1983 su Rai Due, in un primo momento si è rivelato un vero e proprio flop.
Dopo un anno di messa in onda, Saranno Famosi, è stato chiuso e cancellato dalla rete che lo mandava in onda, la NBC. Solo l’intervento della MGM Television ha salvato la serie dalla propria fine e ne ha decretato il definitivo successo.
Un successo imperituro che ancora oggi trova la sua manifestazione attraverso la realizzazione di fiction, telefilm, pièce teatrali e reality show che si ispirano alla serie più amata dai teenager degli anni 80.
Vediamo che fine hanno fatto alcuni dei protagonisti.
GENE ANTHONY RAY – LEROY JOHNSON
Il mitico interprete di Leroy, prima di dare vita al personaggio che avrebbe segnato la sua carriera, ha davvero frequentato la New York High School of the Performing Arts. Dopo solo un anno è stato allontanato dalla scuola perchè giudicato “troppo selvaggio”. Senza perdersi d’animo Gene si è iscritto alla Julia Richman High School, dove ho potuto sottoporsi al provino che gli ha permesso di partecipare al film e al telefilm. Dopo la conclusione di “Saranno Famosi”, Gene ha continuato a lavorare in maniera discontinua: ha preso parte al film Out of Sync, diretto dalla sua ex collega Debbie Allen e alla commedia Austin Powers e ad altre pellicole di minor successo. In Italia è stato ospite della trasmissione Saranno Famosi e per un periodo ha fatto parte del cast di Buona Domenica. Si è spento nel 2003, a causa di complicazioni cardiache. Aveva 41 anni ed era sieropositivo.
DEBBIE ALLEN – LYDIA GRANT

Attrice, cantante, ballerina, coreografa e regista: una carriera davvero all’insegna dell’espressione artistica, nel senso più ampio del termine quella di Debbie Allen. L’attrice dopo la conclusione della serie, ha recitato indistintamente per televisione, cinema e teatro. In un secondo tempo ha deciso di diventare regista e, oltre a film per il cinema, ha diretto alcuni episodi della serie Raven. Ha fondato una scuola di danza: la Debbie Allen Dance Accademy ed è attualmente impegnata in una serie televisiva. Ha condotto anche il reality show Fame. In Italia è stato ospite della trasmissione Moda Mare Positano, andata in onda su Rai Uno nel luglio del 2003. Oggi ha 57 anni.
LORI SINGER – JULIE MILLER

L’attrice ha preso parte anche ad un altro grande cult: Footloose. Dopo la fine della serie ha proseguito la sua carriera, dividendosi tra teatro, cinema e televisione e non rinunciando mai alla grande passione che l’ha resa una musicista molto apprezzata: il violoncello. Oggi ha 49 anni.
LEO CURRERI – BRUNO MARTELLI

L’attore ha abbandonato quasi subito la recitazione in favore della musica. E’ diventato infatti uno stimato compositore nonchè produttore di veri e propri talenti come Natalie Cole e Norah Jones. Ciò nonostante non disdegna di tanto in tanto, qualche partecipazione televisiva a show e serie televisive. Oggi ha 46 anni.
ALBERT HAGUE – BENJAMIN SHROROFSKY

Attore e compositore già prima di quest’esperienza, dopo la fine di Saranno Famosi, ha ripreso la sua attività di musicista, firmando molte colonne sonore celebri. E’ morto nel 2001 all’età di 81 anni.
QUALCHE CURIOSITA’
-
In Italia nel corso della prima messa in onda sono stati trasmessi i primi 134 episodi della serie. I due rimanenti sono stati trasmessi da La7 nel 2002;
-
Il reality show Amici di Maria De Filippi in un primo momento si chiamava Saranno Famosi. Il titolo, il logo e la sigla sono stati modificati a seguito della richiesta dei detentori del copyright del telefilm.
Per ovvie ragione, mi sono occupato solo di una piccola parte dei protagonisti. Se volete che questo post abbia un seguito, potete segnalarlo nei commenti.
Per i nostalgici, la sigla del telefilm
[Per gli altri Amarcord, clicca qui]
16
aprile
E SE RISERVISSIMO IL PRANZO?

Abbiamo avuto modo di parlare tempo fa dello scarso successo che riscuote il mezzogiorno di Canale5 che non è mai riuscito a battere la concorrenza della Rai nonostante i tentativi che si sono succeduti negli anni.
A ben guardare, però, l’ammiraglia del Biscione un successo l’ha prodotto e l’ha trasmesso per ben 10 anni, dal 1982 al 1992.
Parliamo de Il Pranzo è Servito, format storico condotto da Corrado e, negli ultimi due anni di programmazione, da Claudio Lippi e Davide Mengacci (quest’ultimo lo condusse per un solo mese prima di testare la versione serale, La Cena è Servita).
Ebbene! C’è chi questo programma vorrebbe riproporlo con un’edizione nuova di zecca.
Considerando che in questo periodo in televisione oltre a medici, avvocati e forze dell’ordine, a farla da padrona c’è la cucina, ho pensato che potesse essere il momento giusto per dar voce ad un gruppo di fedelissimi del programma che ha addirittura realizzato un sito pieno zeppo di notizie, curiosità e…
una petizione per dar voce a chi, come loro, vorrebbe che si “servisse nuovamente il pranzo” su Canale5.
Qualora anche Voi siate dei nostalgici del programma firmatela pure. Vedremo cosa si riuscirà a fare.
Nel frattempo Vi lascio alla sigla de “Il Pranzo è Servito” e subito dopo ad una scheda dettagliata del programma.
“Il Pranzo è Servito” nasce nel 1982, in seguito ai molteplici contatti tra il grande Corrado e il patron della allora giovane Canale 5 Silvio Berlusconi, che in un incontro privato con il presentatore gli fa una proposta: “Sto cercando un presentatore che abbia una buona idea per un programma da lanciare all’ora di pranzo”.
Inutile dire che quell’idea si rivelò ben presto la carta vincente di Canale 5 per ben 10 anni!
Corrado condusse la trasmissione fino al 1990 quando per sua volontà cedette lo scettro del suo storico programma ad un giovane Claudio Lippi che lo portò quasi fino alla sua chiusura, lasciandolo per l’ultimo mese di conduzione nelle mani di Davide Mengacci.
L’ultima puntata è datata 12 Settembre 1992.
Nel Marzo del 1993 torna a grande richiesta ma lo smalto non è più quello di prima… Tanto è che il 19 Giugno 1993 l’amato programma del mezzogiorno chiude i battenti.
Durante il mese di Giugno 2006 Canale 5 Plus (digitale terrestre) ripropone le repliche dell’edizione estiva del Pranzo ed. 1992.
A “Il Pranzo è Servito” prendono parte sempre due concorrenti, e il loro obiettivo finale è di completare un simbolico pranzo, composto da 5 portate tradizionali di un pranzo italiano: un piatto di spaghetti per il primo, un secondo di pollo, un piatto di formaggio, una fetta di dolce, e per finire, la frutta. Ad ognuna di queste portate viene assegnato un valore calorico, utile al gioco, e un valore monetario, per costituire il bottino dei concorrenti. Per aggiudicarsi il diritto di un giro di ruota, i concorrenti sono sottoposti a una serie di prove: le 5 prove al pulsante, la prova pratica e le domande finali. Le prime 5 prove al pulsante sono una serie di indovinelli, giochi di parole, memorizzazione di figure, semplici domande, stima di pesi e prezzi e per rispondervi i concorrenti si devono prenotare con il pulsante oppure dare entrambi una risposta scrivendola su una lavagnetta.
Dopo le 6 prove, che variano in ogni puntata, c’è la fase delle domande finali, sostanzialmente tre domande che danno al concorrente la possibilità di guadagnarsi fino a 3 giri di ruota per completare il suo “Pranzo”, o quantomeno incrementare la sua raccolta di portate e… conquistare il montepremi finale!
4
febbraio
SE TORNANO I PUFFI … C’E’ UN PERCHE’!!!

La notizia, ormai, è nota ai più.
Dal prossimo lunedi, alle 7 su Italia1, tornano “I Puffi”, straordinario cartone animato a cui hanno avuto modo di affezionarsi milioni di persone, bambini e non!
Non Vi nascondo che mi è venuta una certa voglia di celebrare questo ritorno.
Un ritorno al passato, ad una televisione che, quanto meno secondo me, non è minimamente paragonabile a quella attuale… anche nei cartoni animati!
Questa volta non ho voglia di mettere a confronto la TV “vecchio stile” con quella attuale. Sono eventi come questo (nel loro piccolo) a far tornare alla mente la buona televisione di un tempo.
Ho voglia, invece, di condividere con Voi alcune notizie che sono riuscito a reperire in rete.
Mi sono chiesto, tra le altre cose, il perchè di questo ritorno e, forse, una spiegazione sono riuscito a trovarla.
Ma andiamo per gradi.
E’ curioso sapere che “I Puffi” sono nati, in realtà, come personaggi secondari di Johan & Peewit (in Italia, John e Solfamì -nella foto che segue), un fumetto nato nel 1948 ad opera del disegnatore Peyo sul giornale belga Le Soir. La pubblicazione fu spostata dal 1952 sul giornale “Spirou”.

L’idea, rivelatasi geniale, di inserire nel fumetto appena citato i piccoli ometti blu avvenne il 23 ottobre 1958, giorno di nascita dei Puffi!
Il successo fu strepitoso e presto (nel 1959) I Puffi da personaggi secondari diventarono i protagonisti di un autonomo fumetto.
A decretare il definitivo successo ci fu, nel 1976, un lungometraggio intitolato “La Flûte à six schtroumpfs” conosciuto in Italia come “Il Flauto a 6 Puffi” o “I Puffi e il Flauto Magico” (forma tradotta della versione americana del film arrivata negli USA nel 1983) con cui si portava sugli schermi il famoso episodio di John e Solfamì in cui esordirono i Puffi.
Fu nel 1981, però, che Hanna e Barbera iniziarono a lavorare alla celeberrima serie animata realizzata per la NBC che, per prima, dunque, ebbe l’onore di trasmettere il fortunato cartone animato.
Furono prodotti 256 episodi che, tutt’oggi, sono trasmessi (seppur saltuariamente) in 30 paesi!
Nello stesso anno Hanna & Barbera realizzarono anche una serie che aveva per protagonisti i personaggi grazie ai quali I Puffi furono creati, “John e Solfamì”. Questo cartone animato ebbe un successo e una durata decisamente minori!
In Italia l’arrivo dei Puffi (a parte qualche episodio dei Puffi versione fumetto pubblicata sul Corriere dei Piccoli tra gli anni 60/70) risale al 1982 e precedette di ben 3 anni il cartone animato “John e Solfamì” che trovò spazio anche nel nostro paese per luce riflessa!
Non Vi ho ancora svelato, però, il perchè di questo ritorno.
Curiosando in rete, ho scoperto che la Paramount Pictures e la Nickelodeon Movies hanno acquisito i diritti del cartone animato per la Kerner Entertainment che ha intenzione di produrre almeno 3 nuovi film sui Puffi. L’uscita del primo della saga è prevista per il 2008, anno in cui si celebrerà il 50° anniversario degli strani ometti blu alti due mele o poco più!
Qualora conosciate già curiosità e dettagli sul cartone del quale parliamo, la lettura di questo post può terminare qui. In caso contrario proseguite pure.
Rispolverando un vecchio archivio, ho ritrovato un disco di vinile con “La Canzone dei Puffi” cantata da Cristina D’Avena nel 1983 che, tra l’altro, ha vinto il disco d’oro.
E’ proprio riascoltando questa canzone che si può avere un quadro completo delle peripezie dei puffi che vivono “vicino al fiume blu” dove sorge una diga presso la quale lavora la maggior parte di loro. –br[Continua a leggere la storia de I PUFFI]–
Altri puffi invece si dedicano alla raccolta del cibo nella foresta (le famose puff-bacche) mentre i protagonisti principali della serie li ritroviamo nel villaggio o addirittura fuori poichè “in città amici hanno già e senza esitar, li vanno a trovar”.
Ebbene si, i puffi, contrariamente a quanto si possa pensare, hanno degli amici umani che ben conoscono la collocazione del loro villaggio (a differenza del malefico Gargamella e della sua Gatta Birba che vorrebbero catturare i puffi per trasformarli in oro e per mangiarli).
Per spostarsi dal villaggio il Grande Puffo si serviva di un airone e così facendo poteva raggiungere il mago Omnibus (col quale giocava a scacchi o scambiava formule magiche) e Madre Natura.
Continuando a riascoltare la canzone ( “il grande puffo però trasformare sa già, un puffo assai cattivo in un puffo che puffa bontà”) sveliamo, per chi non lo sapesse, il perché nell’intero villaggio ci sia una sola puffetta.
In realtà è stato il mago Gargamella a crearla (con la chioma nera) affinché fosse accolta nel villaggio per poi rivelarne l’esatta collocazione al mago. Tuttavia sarà l’anziano “Grande Puffo” (da non confondere con “Nonno Puffo”, vestito di giallo, che farà la sua comparsa negli anni ’90) a trasformare la “puffetta streghetta” nell’adorabile puffetta bionda.
Puffetta però non è la sola estranea del villaggio! Anche “Baby Puffo” è stato adottato dalla comunità blu (portando a 101 il numero iniziale dei puffi) senza che nessuno conoscesse la “provenienza” del piccolo Puffo dotato persino di poteri magici di cui solo il saggio Grande Puffo ne è a conoscenza.
Per dirla tutta, i “veri” Puffi sono quelli degli anni ’80; nel corso degli anni ‘90, infatti, sono state trasmesse varie serie in cui sono stati introdotti nuovi personaggi come i puffolini (Naturone, Sciccoso, Sciattone), Bontina (che è stata creata anche lei dai puffolini riutilizzando la stessa formula per creare Puffetta), il cane Puppy (donato dal mago Homnibus), l’aiutante di Gargamella Lenticchia , Buegrasso…
Per questa volta, ci fermiamo agli anni ‘80 e ci lasciamo con una delle tante sigle che hanno accompagnato negli anni uno dei più bei cartoni animati mai prodotti.
Si tratta della prima sigla, La Canzone dei Puffi, che ho usato come fonte per la stesura della seconda parte di questo post.













Ogni venerdi Davide Maggio è ospite di 



