Per fare cultura, per divulgare valori e arrivare al cuore delle persone bisogna utilizzare la televisione? Forse si: ne è una dimostrazione Roberto Saviano. Se spesso il tubo catodico è stato visto con distacco e supponenza dai grandi intellettuali del nostro tempo, l’autore di Gomorra ha deciso di sfruttare a pieno le potenzialità del mezzo televisivo, consapevole che la coscienza collettiva nasce a volte proprio tra uno zapping e l’altro.
La sua storia e la sua missione sono oramai noti ai più: una vita in controtendenza, un affronto al sistema mafioso cha ha minato la sua libertà e la sua “normalità”. In televisione Saviano è magnetico, non solo per la sua storia, ma anche per la sua immediatezza e per il linguaggio chiaro e intenso. Ne sa qualcosa Daria Bignardi che quest’anno con la puntata de “L’Era Glaciale” a lui dedicata ha fatto il record di ascolti della sua personale stagione, così come lo conosce bene Fabio Fazio che lo ha già ospitato più di una volta a “Che Tempo che fa“.
Questa sera, in prima serata su Raitre, la coppia Fazio-Saviano si ricompone per uno speciale di Che tempo che fa: “Dall’inferno alla bellezza” . Il riferimento all’ultimo libro dello scrittore campano è evidente, ma non sarà la camorra il tema principale della serata, bensì la riproposizione di “storie” di libertà negata, che somigliano un pò a quella dello stesso Saviano. Si parlerà di Ken Saro-Wiva, autore nigeriano, impiccato a Lagos per la sua opposizione alle compagnie petrolifere che spogliano di risorse la sua terra; Anna Politkovskaja, uccisa per la sua opposizione alla guerra in Cecenia, Varlam T.Salamov e Miriam Makeba.
25 settembre 2009 alle 11:00 · Scritto da Pasquale Orlando· Archiviato in Infotainment, Televisione
Essere antipatici e un pò spocchiosi è “un’arte” che non è alla portata di tutti. “Gli antipatici” sono spesso persone intelligenti, argute, originali e con un’ottima dotazione di autostima. Un “antipatico” ottiene il gradimento del pubblico e buca lo schermo, nel momento in cui associa al suo “pensiero originale”, una naturale “televisività” pur facendo spesso di tutto per non essere televisivo. Sulla base di questi assunti, possiamo quindi tranquillamente affermare che Daria Bignardi (di recente avvistata ad X Factor) è “un’antipatica televisiva” doc.
Distaccata, arguta, saccente e con umorismo un pò “british“, la quarantottenne giornalista e conduttrice ferrarese è infatti una vera e propria “icona” di stile e antipatia, una delle poche in grado di coniugare glamour e nazionalpopolarità. Il suo modo di fare è sempre un pò schivo, mai urlato ma mai arrendevole; la Bignardi sorride (di solito) a denti stretti e nasconde dietro l’esile figura di “maestrina chic” una tempra inossidabile che viene fuori non appena qualcuno le “pesta i piedi” (come dimenticare l’alterco con il ministro Brunetta per la questione Brodolini/Brandolini?).
L’antipatica Daria torna da stasera in seconda serata su Raidue, con la nuova edizione del talk “L’Era Glaciale“. La prima serie del programma, andata in onda la scorsa primavera, non è stata accolta con il calore sperato, soprattutto in considerazione dell’ottima “eredità mediatica” lasciata dal format originale “Le invasioni barbariche“. Il passaggio in Rai infatti, pur facendo aumentare la caratura e i cachet di molti ospiti, ha “invecchiato” la struttura del programma nato su La7, rendendolo più lento nei passaggi e meno libero nel linguaggio. Questa seconda edizione de “L’era Glaciale” non annuncia particolari novità in termini di idee, contenuti e scenografie, anche se parte in un periodo dell’anno probabilmente più conciliante con le lunghe ed intense interviste della glaciale giornalista.
Due ore con il giovane scrittore napoletano, autore del best-seller Gomorra: in libreria dal maggio 2006 è, da allora, sempre in testa nelle classifiche di vendita con due milioni di copie vendute in Italia; tradotto in 50 paesi, affermandosi come un caso letterario in tutto il mondo con tre milioni e mezzo di copie diffuse dall’Australia all’Islanda, dalla Cina all’Arabia Saudita. Il libro ha ricevuto decine di premi in Italia e all’estero e da Gomorra è stato tratto uno spettacolo teatrale, insignito con gli Olimpici del Teatro 2008 ed un film per la regia di Matteo Garrone, candidato per l’Italia agli Oscar, candidato ai Golden Globes, Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes e miglior film all’ European Film Awards 2008 oltre che Hessische Filmpreis alla Fiera del Libro di Francoforte come miglior adattamento cinematografico di un’opera letteraria. Dal 13 ottobre 2006, Roberto Saviano vive sotto scorta: il 25 marzo saranno esattamente 895 giorni di vita negata, 21.480 ore di vita blindata.