Pékin Express



10
febbraio

DMLIVE24: 10 FEBBRAIO 2014. PECHINO EXPRESS, FERMATO IN INDIA DALLA POLIZIA IL CAST DELL’EDIZIONE FRANCESE

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Pechino Express: fermato dalla polizia il cast dell’edizione francese

(ANSA) Brutta avventura, del tutto fuori copione, per il cast del Pechino Express francese fermato dalla polizia nel nord-est dell’India per possesso illegale di telefonini satellitari, un reato che è punito con una pena fino a due anni di prigione secondo le normative anti terrorismo indiane. Circa 50 stranieri del famoso reality show sono bloccati da ieri in un hotel ai piedi dell’Himalaya orientale e tra di loro c’è anche un italiano che risiede in Francia. “Sono in corso accertamenti e per ora nessuno è stato arrestato” ha detto all’ANSA una fonte che sta seguendo la vicenda e che non è in grado di confermare la nazionalità degli stranieri coinvolti. Secondo notizie stampa, oltre 30 sono francesi (tra cui ci sono anche i concorrenti), poi ci sono una decina di belgi, uno spagnolo, un tedesco e appunto un italiano. Il folto gruppo che è accompagnato da una trentina di indiani di supporto per la logistica era arrivato a Chalsa, una cittadina turistica nel nord del West Bengala, circondata da piantagioni di tè e foreste con elefanti e rinoceronti unicorno, per una nuova puntata dell’adventure game, di cui esiste anche la versione italiana trasmessa da RaiDue negli ultimi due anni. Da quanto si è appreso, i servizi segreti militari hanno intercettato il segnale dei satellitari e la polizia locale ha quindi fatto irruzione nell’albergo pensando che si trattasse di uno dei tanti gruppi guerriglieri separatisti che sono attivi lungo il confine nord-orientale dell’India. Dopo le stragi di Mumbai del 2009 avvenute con il sostegno di collegamenti satellitari dal Pakistan, le autorità indiane hanno proibito il possesso e l’uso di questi telefoni sul territorio nazionale. Nel nord-est ci sono diversi corpi paramilitari schierati per la minaccia dei maoisti e di altri ribelli che operano lungo le porose frontiere con Bhutan, Nepal, Bangladesh e Myanmar.