
Paolo Garimberti
3
giugno
DM LIVE24: 3 GIUGNO 2010

>>> Dal Diario di ieri…
- Complimenti per la trasmissione
lauretta ha scritto alle 18:07
Da Garimberti, via ANSA, i complimenti a Giovanni Floris: “Impeccabile conduzione” per la puntata di ieri di Ballarò.
- Restyling
lauretta ha scritto alle 20:34
Il 10 giugno il Tg1 cambia: nuova sigla e nuova veste grafica ”per continuare ad essere il Tg più visto in Europa” ha sottolineato il giornalista Romiti durante il Tg1 delle 20.
-
Ah, la notorietà
lauretta ha scritto alle 20:47
Ai Soliti Ignoti il giornalista Aldo De Luca viene scambiato dal concorrente per un ‘contabile di un consorzio’. E gli è andata anche bene perchè il concorrente stava per dargli del ‘rappresentante di prosciutti’!
25
maggio
SANTORO ROMPE (LE TRATTATIVE) E RESTA IN RAI. MICHELE, PER TE ANNOZERO… CONTINUA?
maggio 25th, 2010 19:17 Thomas Tonini
Michele Santoro ci ripensa. Tra comunicati, fughe di notizie, voci di corridoio, il rapporto tra il giornalista e la Rai si fa sempre più complicato. L‘accordo milionario per lasciare l’azienda e collaborare a progetto per i prossimi due anni sembrava vicino, ma le ultime dichiarazioni di Santoro aprono un nuovo scenario:
“Le continue fughe di notizie hanno violato l’impegno di riservatezza indispensabile per un possibile accordo con la Rai favorendo interpretazioni fantasiose lesive della mia immagine“. (Dagospia titola: “Il puzzone vuole la legge bavaglio sulle sue trattative milionarie con la Rai!”).
La “colpa” sarebbe del quotidiano La Stampa che in un pezzo apparso questa mattina ha svelato l’accordo nei dettagli. Ed ora Santoro potrebbe rimanere un dipendente Rai e Annozero potrebbe continuare ad andare in onda (per la “gioia” di Raidue). La questione, oltre che televisiva, è sempre più politica: le battaglie di Santoro e della sua squadra, spine nel fianco per il centrodestra, non si fermeranno e le polemiche pure.
Nel frattempo la Commissione di Vigilanza ha convocato la prossima settimana il direttore generale Masi sui casi Santoro e Busi, e il Presidente Paolo Garimberti, dal canto suo, vuole che Santoro resti un volto Rai (“Non voglio influenzare in alcuna maniera ma resto dell’opinione che Santoro deve restare in Rai, nella formula consueta o in un’altra che sara’ definita“).

16
aprile
RAI, POLEMICHE SUGLI ASCOLTI DEL TG1: MINZOLINI TRASCINA SUL RING ANCHE GARIMBERTI

Se va avanti così, questi si menano. Una cosa epica alla Rocky Balboa vs Ivan Drago, con i corridoi di Saxa Rubra come ring. Stavolta l’oggetto del contedere sono i dati d’ascolto del Tg1: da una parte abbiamo il direttore della testata Augusto Minzolini, ultimamente piuttosto rissoso, dall’altra il presidente della Rai Paolo Garimberti. La notizia è che tra i due pesi massimi della tv di Stato ci sia aria di bufera, con repliche e controrepliche, dopo che un consigliere Rai aveva accusato il Tg1 di perdere clamorosamente ascolti. Il giornalista, che certi affronti non li accetta proprio, ha indossato i guantoni. E giù botte.
In realtà tutto è nato dalla lettura dei giornali, momento che procura comprensibili ansie al direttore Augusto Minzolini. La scintilla è stata un articolo comparso su Repubblica, nel quale il consigliere Rai Nino Rizzo Nervo rendeva pubblici una serie di dati che documentavano un crollo degli ascolti del Tg nell’edizione delle 20. Auditel a picco: dal 32,79 per cento del 2006 con Riotta, al 32,69 nel 2007, al 29,64 nel 2008 al 28,12 da marzo 2009. E ad aprile lo share sarebbe del 27,5 per cento. Rizzo Nervo, consigliere d’opposizione, ha poi annunciato l’intenzione di sottoporre questi dati al Cda della Rai di lunedì, dichiarandosi preoccupato perché il Tg1 non sarebbe più “un riferimento” per gli italiani.
Augusto Minzolini, che su certi attacchi ormai ci ha fatto il callo, non ha aspettato a replicare. “È in atto una campagna denigratoria da parte di Nino Rizzo Nervo, che parla male dell’azienda Rai. Io ho contenuto il calo di ascolti proveniente dalla gestione Riotta, pagando il prezzo dello switch off e in presenza dell’aumento dei canali del digitale terrestre. Nonostante tutto, ho avviato un circolo virtuoso aumentando la distanza in termini di ascolto con il Tg5”. In sostanza il direttore ha invitato a rivedere i dati da un’altra prospettiva, forse quella giusta. Poi ha assestato un destro su muso del sinistrorso Rizzo: “è fazioso, un uomo ridicolo”.
27
marzo
MAURO MASI VUOLE IL LICENZIAMENTO DI MICHELE SANTORO

Ci si aspettava la quiete dopo la tempesta, ma non è propriamente così. Il Direttore Generale della Rai Mauro Masi non ha affatto gradito l’evento-manifestazione organizzato da Michele Santoro al Paladozza di Bologna, Raiperunanotte, dove, tra l’altro, è stato “protagonista della scena” visti i dibattiti sull’ inchiesta di Trani, che vede coinvolti anche il Premier Silvio Berlusconi e il commissario dell’AgCom Giancarlo Innocenzi, relativa alla chiusura di alcune trasmissioni, tra cui Annozero.
Mauro Masi ha inviato una lettera formale al Presidente della Rai Paolo Garimberti e al Consiglio di Amministrazione chiedendo una riunione straordinaria del CdA per valutare se il comportamento di Michele Santoro danneggi la “credibilità dell’azienda” e se quindi il suo contratto “al di là di ogni giudizio di merito, travalica i limiti della gestione ordinaria e dei poteri del Direttore Generale”. In altre parole, viene richiesto il licenziamento del giornalista dalla Rai (come auspicato anche da Bruno Vespa).
Il Presidente ha risposto con un laconico “Vedremo”, informando il Direttore Generale che “il carattere d’urgenza lo decido io”. Tanti comunque i dubbi nei corridoi di Viale Mazzini. I consiglieri di area PD difendono a dentri stretti il giornalista consci che, qualora venisse licenziato, verrebbe riammesso come di consueto dal Tribunale del Lavoro: “Non si fa braccio di ferro con una risorsa della Rai” dichiara Van Straten. Ma le perplessità sembra attanaglino anche i consiglieri di area PdL-Lega convinti che sarebbe una strategia del tutto deleteria per l’azienda pubblica.
16
marzo
IL CDA RAI CONFERMA LO STOP AI TALK SHOW: LA PALLA PASSA ALLA COMMISSIONE DI VIGILANZA
marzo 16th, 2010 15:00 Daniele Pasquini

Nulla da fare. Il Consiglio di Amministrazione della Rai ha confermato, nella riunione d’urgenza convocata ieri dal Presidente Paolo Garimberti, la delibera approvata il 1° marzo scorso: tutti i talk show politici resteranno sospesi fino alla conclusione del periodo elettore. La decisione, votata a maggioranza (5 voti contro 4) nonostante l’auspicio di Garimberti nel trovare un “punto di incontro” e la lettera del Presidente dell’AgCom Corrado Calabrò, cozza con la sospensione del Tar del Lazio del provvedimento varato dall’AgCom per le emittenti private, anch’esso basato sul regolamento predisposto per la Rai dalla Commissione di Vigilanza.
In altre parole, mentre Sky, Mediaset e Telecom Italia Media potranno proporre regolarmente programmi di approfondimento politico conformi alla legge sulla par condicio, la Rai sarà l’unica a doversi affidare alle sole tribune elettorali. Il CdA ha comunque dato mandato al Direttore Generale della Rai Mauro Masi di illustrare la situazione alla Commissione di Vigilanza (il cui Ufficio di Presidenza è convocato per oggi alle 13.30), a cui spetta quindi la “decisione” finale.
Il Presidente della Rai Paolo Garimberti rispetta la decisione della maggioranza ma si dichiara amareggiato “per la divisione” in Consiglio di Amministrazione e per la “mancata ripresa dei talk show”. Il Presidente della Vigilanza Sergio Zavoli, che insieme a Mauro Masi avrà il compito di trovare urgentemente una strada alternativa, ha espresso tutta la sua contrarietà alla delibera: “Si attendeva una scelta diversa in ordine all’invito di ripristinare i programmi d’approfondimento nel periodo elettorale, per i quali era gia’ stata ritenuta non obbligata la loro soppressione”.
Dura anche la reazione di Giovanni Floris:

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15
marzo
IL TAR DEL LAZIO BOCCIA LO STOP DEI TALK SHOW POLITICI PER LE TV PRIVATE. IL CDA RAI CONVOCATO D’URGENZA

C’è grande fermento nei corridoi di Viale Mazzini. Non solo per la vicenda che riguarda Santoro, Minzolini, Berlusconi e l’AgCom ma soprattutto per la decisione del Tar del Lazio sui talk-show politici delle emittenti private, sospesi giorni addietro dall’Autorità per la garanzia delle comunicazioni varando un provvedimento-costola del regolamento predisposto per la Rai dalla Commissione di Vigilanza.
La terza sezione del Tribunale Amministrativo Regionale presieduta da Maria Luisa De Leoni ha accolto il ricorso di Sky e Telecom Italia Media in relazione alla sospensione del regolamento varato dall’AgCom. Ne consegue che tutte le tv private (in primis Mediaset, Sky e Telecom Italia) potranno riprendere le trasmissioni di qualsivoglia talk show politico, purchè conforme alle canoniche norme sulla par condicio.
Grande soddisfazione per Sky Italia e, in particolar modo, per il direttore di SkyTG 24 Emilio Carelli, da sempre estimatore dei “faccia a faccia” politici in periodo elettorale. Anche Mediaset si è dichiarata appagata dalla sentenza e deciderà “responsabilmente” (a causa della ristrettezza degli spazi a disposizione) nei prossimi giorni come posizionare i propri programmi di informazione.
C’è chi, intanto, è nel caos più totale. Parliamo del Consiglio di Amministrazione della Rai, convocato oggi d’urgenza (alle 12) dal Presidente Paolo Garimberti.
2
marzo
IL CDA RAI SOSPENDE TUTTI I TALK SHOW POLITICI, I PROTAGONISTI PROTESTANO

Caos totale nella giornata di ieri. Il Consiglio di Amministrazione della Rai ha infatti votato, a maggioranza, la sospensione temporanea, per tutto il periodo di campagna elettorale, della messa in onda dei talk show politici quali Porta a Porta, Annozero, L’ultima parola e Ballarò che, per un maggiore equilibrio politico, verranno sostituiti dalle classiche tribune elettorali.
La rigida applicazione del Regolamento della Commissione di Vigilanza (non era prevista, infatti, la sospensione della messa in onda ma un maggiore rispetto della par condicio in base a delle specifiche regole) ha scatenato l’ira di tutti i diretti interessati, pronti a combattere in nome della libertà d’espressione. In prima fila il Presidente del CDA Rai Paolo Garimberti che ha fatto il possibile affinchè non si arrivasse a tale soluzione, tentando per giunta la strada dell’interpretazione formale dalla Vigilanza.
Duro Giovanni Floris, conduttore di Ballarò, che sottolinea il danno per l’azienda, per gli abbonati e per il sistema parlando pertanto di “trionfo del silenzio sull’informazione”. Lo segue a ruota Milena Gabanelli che, per quanto Report (come Presa diretta) non rientri nei “bersagli” del CDA, ha parlato (fonte: Radio Capital) di norma che “viola il principio democratico del diritto di essere informati e ci costringe a calpestare ciò in cui crediamo”.
Ma la decisione del CDA ha dato vita anche ad una guerra interna tra Bruno Vespa e Michele Santoro:
10
luglio
ANTONELLA CLERICI ORA IN LIZZA PER “LA PROVA DEL CUOCO FLASH”? MA SE S’ACCONTENTASSE DEI SUCCESSI IN PRIME TIME E LA PIANTASSE DI AMMORBARCI CON INCREDIBILE COSTANZA?

Antonella Clerici mi ha rotto le palle. Per la verità ha cominciato a rompermele da quando l’animatore al quale s’accompagna ha iniziato a comparire timidamente nei titoli di coda dei suoi programmi in veste d’autore. Ma quanto meno ad Eddy Martens si deve la segnalazione del format Tutti Pazzi per la Tele che, grazie a lui, sarebbe arrivato in Italia. Ma questa è un’altra storia.
Sfortuna ha voluto, però, che l’amore tra la conduttrice e l’animatore sia culminato in quella che dovrebbe essere la gioia più grande per una coppia affiatata: la nascita di un bambino. Ma, ahinoi, la maternità della Clerici anzichè essere motivo di gioia per la coppia, è stata la causa prima per ammorbare gli osservatori del piccolo schermo che hanno dovuto subire passivamente, negli ultimi mesi, un’infinita querelle tra l’epurata – causa maternità – dalla Prova del Cuoco e l’ex Direttore di Raiuno, Fabrizio del Noce. Il motivo? Stranoto! Antonella non ha digerito che Elisa Isoardi le abbia soffiato la poltrona del mezzogiorno della prima rete di Viale Mazzini.
Il problema è che non solo ne abbiamo decisamente abbastanza delle lamentele della Clerici, che sembra l’ultima delle Parietti incazzate per il mancato ritorno di Grimilde, ma ci siamo anche stancati di dover assistere a quelli che qualcuno chiama, giustamente, ”segnali di fumo”. Se avessimo dovuto dar credito a tutte le offerte che la “cuoca degli Italiani” avrebbe ricevuto negli ultimi mesi e agli innumerevoli contatti presi con la concorrenza, avremmo allo stesso tempo dovuto esser pronti ad etichettare Antonella Clerici come la star più in vista del piccolo schermo italiano. D’altro canto, non è un caso che il buon Maurizio Costanzo ci abbia costruito su uno dei suoi “gialli dell’estate” che impazzano su TV Sorrisi e Canzoni.













Ogni venerdi Davide Maggio è ospite di 



