
Miriam Leone
Viso dolce, ma occhi accesi e vispi. Movenze delicate ma carattere da gladiatore. Siciliana doc e reginetta della bellezza italiana nel 2008, è una delle poche Miss Italia ad aver spalancato le porte che le sono state aperte dal concorso, fiondandosi a capofitto nel mondo dello showbiz. Ed ora, dopo soli 4 anni, Miriam Leone è una conduttrice apprezzata e, soprattutto, amata dal pubblico. Si racconta su queste pagine, durante una pausa del nuovo show di Rai 2, Wikitaly, che presenta insieme ad Enrico Bertolino.
Allora Miriam, dietro quel visino dolce, si nasconde un carattere spigoloso?
Il carattere è una cosa bella, positiva. Ti fa lottare per i tuoi ideali, i tuoi desideri, per i tuoi sogni. Altrimenti stai a poltrire sul divano.
Tu per cosa hai lottato?
Innanzitutto per conoscermi. La lotta più difficile è quella con se stessi per eliminare limiti, barriere e sovrastrutture che magari utilizzi per accontentare gli altri ma che non fanno realizzare se stessi…
Ci sono la velina bionda e la velina mora. Le rosse sono delle emarginate?
Io sono cresciuta con le novelle di Verga, da buona catanese. E c’era una novella di Rosso Malpelo che, poveretto, veniva maltrattato per via dei suoi capelli rossi. Si pensava che il color rosso fosse il colore del demonio. Spero che oggi non sia più cosi, che non si ammazzino più i gatti neri. Non siamo nel medioevo!
Ora sei impegnata televisivamente a Roma con Guardì e a Milano con Wikitaly. Roma o Milano?
Non posso scegliere.
Devi scegliere…
Se potessi avere un pezzo di Acireale, col mare, sarei la persona più felice del mondo.
Possibile che siate tutti paraculi?!?
Si lo siamo.
Hai un consenso importante. Non un caso unico ma decisamente raro. Qual è la ricetta?
