
Miniserie
5
gennaio
NEL BIANCO: ISABELLA FERRARI NELLA MINISERIE ISPIRATA AL ROMANZO THRILLER DI KEN FOLLETT

Prendete un romanzo di successo come Whiteout di Ken Follett, un’attrice di primo piano come Isabella Ferrari e una storia thriller tra virus letali e pericolose minacce: ecco la nuova miniserie intitolata Nel bianco, in onda questa sera e giovedì in prima serata su Canale5. Diretto dal regista austriaco Peter Keglevic e girato in Scozia e nei dintorni di Berlino, il film per la tv è una produzione italotedesca che ha come protagonisti Isabella Ferrari, l’attore tedesco Heiner Lauterbach e un cast variegato di cui fanno parte Massimo Poggio e Serena Autieri.
Come spesso accade nei libri di Ken Follett, tocca alla protagonista femminile, coraggiosa e astuta, risolvere il giallo. La Ferrari e’ un ex poliziotta di origini italiane, responsabile della sicurezza degli impianti in un laboratorio farmaceutico, che durante una tempestosa notte di Natale deve trovare i criminali che hanno rubato una fiala del virus Madoba, evoluzione del terribile Ebola.
“Non avevo letto prima i libri di Follett. Non sono un amante di quel genere di narrativa - racconta la Ferrari. Quando ho letto il thriller mi sono ricreduta anche sul genere. Con Follett ci siamo incontrati a cena. E’ stato fantastico. Ho amato il suo humor e la sua freschezza, il suo amore per la vita. Follett e’ una persona libera e mi ha fatto piacere che abbia detto che ogni personaggio femminile che scrivera’ pensera’ a me“.
25
ottobre
LE SEGRETARIE DEL SESTO: GERINI, RAMAZZOTTI, LISKOVA E D’AQUINO PER LA NUOVA MINISERIE DI RAIUNO

Claudia Gerini (Agnese), Micaela Ramazzotti (Giovanna), Antonia Liskova (Miranda) e Tosca D’Aquino (Costanza): sono loro Le segretarie del sesto, le quattro protagoniste della nuova miniserie di Raiuno in onda questa sera e domani. Nevrotiche, spietate e ambiziose, le segretarie di una compagnia assicurativa al sesto piano di un grande palazzo, si dividono tra vita privata e lavoro, mettendo in luce le molte sfumature dell’universo femminile.
Dopo le miniserie più classiche andate in onda le scorse settimane con ottimi ascolti, arriva una fiction decisamente più attuale e moderna che strizza l’occhio alla realtà, come piace al direttore di Rai Fiction Fabrizio Del Noce. Il binomio donne e potere sarà al centro della storia che vedrà le protagoniste femminili acquisire sul lavoro i peggiori difetti del mondo maschile. Prodotta da Edwige Fenech per la regia di Angelo Longoni, Le segretarie del sesto è stata scritta dalla grande signora della fiction italiana Laura Toscano, scomparsa lo scorso marzo, appena finite le riprese della fiction: «Già con Commesse, ricordava Toscano, avevamo fatto fatica a rappresentare un mondo di donne, a introdurre l’autentica normalità degli omosessuali. Adesso è molto più difficile far passare temi sociali».
Definita lo spin off della serie “storica” Commesse, che aveva consacrato attrici come Sabrina Ferilli e Veronica Pivetti, nella nuova fiction di Raiuno troveremo proprio il personaggio di Romeo, gay dichiarato e interpretato da Franco Castellano, a far da collante tra i due prodotti. Nel cast figurano anche Fabio Troiano, Marco Falaguasta, Fabio Sartor e Sofia Bruscoli. Ma per Le segretarie del sesto la sfida dell’auditel non sarà facile: questa sera si scontrerà con Distretto di polizia e domani con la premiere di Grande Fratello 10.
19
ottobre
UNA SERA D’OTTOBRE, CI ASSOPIMMO.

Nuda sotto la doccia ad insaponarsi, insaponarsi e poi, di nuovo, insaponarsi, spiata dal buco della serratura dai Pierino di turno. E’ così, giovane e pulita, che ci sarebbe piaciuto ricordare Edwige Fenech. Ma, invece, siamo costretti a fare i conti con Una sera d’ottobre, l’ennesima produzione seriale dell’ex signora Montezemolo, ennesimo trionfo della banalità per la fiction di RaiUno.
Una sera d’ottobre, infatti, si basa sul più semplice degli assiomi: prendete una bella e brava ragazza di sani principi in crisi con il suo ragazzo, trafitta da un colpo di fulmine per un tenebroso e affascinante uomo, aggiungete, ma tanto per fare gli originali, un pizzico di giallo e… il successo è assicurato! Ben 5.600.00 gli spettatori che hanno seguito la première, attratti dalla disarmante semplicità della miniserie. La mancanza di originalità, però, appare un microscopico difetto dinnanzi alle altre, ben più gravi, nefandezze della fiction.
A cominciare dalla sceneggiatura, pessima, e proseguendo con dialoghi ai limiti dell’assurdo. Tra battute che rasentano un’offesa per il telespettatore (“Siccome ho dovuto convincere la mamma a lasciarti vivere a Firenze per frequentare medicina vorrei essere sicuro di non aver sbagliato”), o che sembrano tratte dal peggior film di Moccia (“Non ho nessuna, ma voglio avere te”) ne spuntano persino alcune di “alta funzione civica e morale” (“Ti proibisco di scaricare film perchè è vietato dalla legge”).
17
agosto
IL FALCO E LA COLOMBA: LA NUOVA MINISERIE DI CANALE 5 SARA’ L’EREDE DI ELISA DI RIVOMBROSA?

Un cumulo di menzogne e una fitta rete di intrighi tali da mettere a repentaglio la più forte delle passioni. Un sentimento capace di resistere agli obblighi e alle convenzioni sociali, di rinnovare costantemente la sua fiamma e travalicare gli anni che passano. Due giovani, una nobildonna e il figlio di brigante, così diversi eppure accomunati da una dolce desiderio, sono i protagonisti de Il Falco e La Colomba; miniserie di Canale 5, in 6 puntate da 100 minuti l’una, che vedremo a partire da settembre, probabilmente di martedì.
La fiction in costume, ispirata al romanzo di Stendhal La Badessa di Castro, è prodotta dalla stessa casa di produzione, la Dap di Guido De Angelis, di Elisa di Rivombrosa con l’intento palese di ripercorrerne i fasti. Forse, dunque, non è un caso che il protagonista maschile, Giulio Berruti, abbia ricoperto lo stesso ruolo in La Figlia di Elisa. Qui, invece, l’attore veste i panni di Giulio Branciforte, un capitano di umili origini al servizio del Cardinale Pompeo Colonna. Protagonista femminile è Cosima Coppola (in onda anche ne “L’Onore e il Rispetto 2″, sempre a settembre) che presta il volto a Elena Campireali, una ragazza che si trova a lottare strenuamente per vincere sulle ipocrisie sociali. Elena è figlia del Signore di Campireali: appena uscita dal convento di Castro è promessa sposa del Principe Savelli, un potente banchiere.
Il resto del cast, poi, annovera vecchie glorie quali Fabio Testi, Franco Oppini e Adriano Pappalardo, attori navigati come Anna Galiena e Enrico Lo Verso, e giovani di belle speranze come Alessandra Barzagli. Ma tra un falco e una colomba spunta anche un’ape regina. Parliamo di Sabina Began, recentemente salita agli onori della cronaca per il suo coinvolgimento nella vituperata inchiesta di Bari su Tarantini. Per la donna, un ruolo molto complicato e chiave, la madre di Elena. La Began si è resa altresì protagonista di un singolare episodio, nel corso della presentazione della fiction al Roma Fiction Fest: tra lo stupore generale ha, infatti, abbandonato la sala in lacrime, offesa per il poco spazio riservatole nel promo che avevano appena proiettato. Infine, nel ruolo di Lisetta, una popolana romana, amica di Giulio e da sempre innamorata di lui, troviamo, un nome da tenere bene a mente perchè a breve potrebbe spiccare il volo, Anna Safroncik, ex fidanzata, nella vita, di Giulio Berruti.
11
luglio
ROMA FICTION FEST, IN UN ECCESSO DI PREMIAZIONI LA FICTION ITALIANA RIMANE A BOCCA ASCIUTTA: FAVINO RIFIUTA IL PREMIO, PREMIATA SOLO “NON PENSARCI”. ALESSANDRA MASTRONARDI E GABRIEL GARKO I MIGLIORI ATTORI (PER I LETTORI DI SORRISI. E PER FORTUNA)

Si chiude stasera la terza edizione del Roma Fiction Fest, un’edizione segnata dal successo di pubblico (battuto ogni record di presenza con più di quarantamila spettatori) e dal trionfo, in qualità di miglior miniserie e prodotto in assoluto, di Burn up, thriller ambientalista della BBC. A tenere banco, però, a poche ore della cerimonia di chiusura, è il clamoroso gesto di Pierfrancesco Favino che, premiato nel corso della serata di ieri come migliore attore in una miniserie, per la fiction Pane e Libertà, nell’ambito del concorso Fiction italiana edita (qui tutti i vincitori), ha ringraziato ma ha rifiutato il premio, in segno di protesta per la scomparsa del Fondo Unico per lo Spettacolo. Un gesto forte, questo, ma compreso persino da Gesualdi, presidente della fondazione Lazio per lo Sviluppo dell’audiovisivo, vista la validità della motivazione addotta, e che siamo sicuri non mancherà di far discutere.
Ma Roma Fiction Fest è soprattutto sinonimo di premi e premiazioni, davvero un’infinità: più di cinquanta i riconoscimenti assegnati che, purtroppo, finiscono solo per nuocere, svilendo la manifestazione. Per quanta riguarda il Concorso Internazionale, quello più prestigioso, i cui premi saranno consegnati stasera, oltre a Burn up, a farla da padrone, con quattro premi, Buddenbrooks, coproduzione austriaca, tedesca e francese. Tre premi, invece, per Burn Up, e per il francese La Journee de la Jupe. A bocca asciutta o quasi la fiction italiana premiata solo con Non Pensarci, vincitore di un premio speciale.
Oltre ai suddetti riconoscimenti, stasera saranno assegnati i premi dei lettori di Tv Sorrisi e Canzoni che hanno scelto, udite udite, Alessandra Mastronardi e Gabriel Garko come migliori attori, I Cesaroni come miglior serie lunga, Belli Dentro e Un posto al sole, rispettivamente, come miglior sitcom e soap operas.
25
marzo
RAI: TUTTI PAZZI PER LA FICTION. ECCO TUTTI I TITOLI IN CANTIERE NEL 2009

La fiction è ed è stata, negli ultimi anni, la principale core-competence che ha consentito alla Rai, in particolare a Raiuno, di prevalere sulla concorrenza. Non stupisce, dunque, che per il 2009 si continui a puntare su di essa con ben 40 titoli in cantiere e investimenti, in crescita, pari a 292 milioni di euro. Ventisei le fiction destinate al prime time di Raiuno, contro le sei di Raidue e le quattro di Raitre.
Malgrado ciò, le fiction di mamma Rai presentano spesso endemici limiti: si va dal provincialismo delle miniserie, alla scelta di attori non adeguati, a sceneggiature spesso imbarazzanti, al target di pubblico sempre più agè, ma è soprattutto la mancanza di originalità la principale falla responsabile dell’omogeneità dell’offerta negli anni (vedi il proliferare di Papi e “uomini straordinari”). Senza contare che le tanto vituperate miniserie, insignite a emblema di qualità, anche se spesso la qualità è solo un miraggio, sono costosissime, non creano indotto e al secondo passaggio vanno quasi sempre male. Le fiction in cantiere per il 2009, che vi andremo, brevemente, di seguito a presentare, sembrano confermare queste teorie, se non aggravarle.
Cominciamo dalle fiction più attese, da pubblico e listino Sipra: la nuova stagione di Un medico in famiglia e i nuovi episodi de Il Commissario Montalbano. La prima, prodotta da Publispei, è la capostipite della lunga serialità per famiglie, la seconda è il fiore all’occhiello della Rai, capace di battere ogni record di ascolti. Come molte altre produzioni di successo di Viale Mazzini, è “prodotta da Mediaset” via Endemol, s’intende, proprietaria di Palomar. La fiction con Luca Zingaretti è anche la più costosa in proporzione al numero di episodi, l’investimento per quattro puntate è pari a 12,5 milioni di euro ossia più di 3 milioni e 100 di euro per episodio.
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22
marzo
QUANDO I MIGRANTI ERAVAMO NOI: SCUSATE IL DISTURBO

L’inedita coppia veneto-pugliese formata da Lino Banfi e Lino Toffolo è protagonista della miniserie, prodotta da Rai Fiction e Grundy e diretta da Luca Manfredi, in onda questa sera e domani su Raiuno. “Scusate il disturbo”: questo il paradigmatico titolo di una commedia dal forte sentore agrodolce che, ambientata in un caratteristico microcosmo italiano in quel di Buenos Aires, affronta, alternando sapientemente pathos e scanzonata leggerezza, i temi dell’emigrazione e della senilità.
Nell’ambiente rassicurante e caratteristico del “Bar Italia”, del “Barbiere Figaro”, della piccola drogheria che, orgogliosamente, espone mozzarella e Chianti, retaggi di antiche radici che nessuno osa estirpare o rinnegare, si svolge la vita di Antonio (Lino Banfi), falegname pugliese ora, finalmente, in pensione e dell’inseparabile amico Peppino (Lino Toffolo). Un’esistenza serena, quella di Antonio, improvvisamente sconvolta dall’arrivo del figlio Guido , scavezzacollo irresponsabile e impenitente, che, con famiglia al seguito, a causa del fallimento della sua impresa edile, obbligherà Antonio a una convivenza forzata ogni giorno sempre più difficile e poco tollerabile. Un rapporto conflittuale, fatto di spinose incomprensioni e di ottusa incomunicabilità tra tre generazioni a confronto, che spingerà il povero Antonio a “togliere il disturbo” e a seguire le orme del fido amico Peppino trasferendosi in una casa di riposo per anziani.
L’amara consapevolezza delle difficoltà che costellano il complesso passaggio dalla maturità alla vecchiaia viene, brutalmente, alla luce attraverso quella crudele malattia, la sindrome di Alzheimer, che, d’un colpo, scippa a tanti arzilli vecchietti, (nel caso specifico Peppino), l’inestimabile bagaglio della propria memoria. Così Antonio, dopo aver risolto i guai esistenziali del figlio, può far ritorno all’indimenticata terra natia e dedicare gli ultimi anni della sua vita a una nobile missione fatta di umanità, altruismo e amore per il prossimo.













Ogni venerdi Davide Maggio è ospite di 



