
Tag: ‘Milano’
28
gennaio
IL TG1 APPRODA A MILANO E IL TGR INSORGE.

“Guerra civile” in casa Rai. Sembrano esserci, infatti, novità nella sede lombarda. E si sa, quando avvengono dei cambiamenti, non sempre sono tutti contenti. A generare la tensione è la creazione di una “succursale” milanese del Tg1 presso la sede regionale della TV di Stato. Tale decisione era già stata resta nota la scorsa estate alla presentazione del piano editoriale, approvato dal Cda e dalla redazione (con il tacito assenso della Commissione di vigilanza Rai), ed ora che sta diventando operativa con i primi incarichi affidati ai giornalisti inviati ad hoc a Milano (Elena Fusari scelta per seguire a Bologna il caso del sindaco dimissionario e Federica Balestrieri incaricata di curare un servizio sul Giorno della Memoria) l’insurrezione dei colleghi del Tgr non si è fatta attendere.
Questi ultimi, infatti, vedono la mossa come un atto di sfiducia nei loro confronti e di “valutazione negativa nei confronti della professionalità dei colleghi di Milano, che da anni, al contrario, hanno fornito una puntuale, rigorosa ed esaustiva copertura informativa”. Sospetto, questo, seguito dalle critiche al direttore del Tgr Alberto Maccari, colpevole a parer loro di aver tenuto “una posizione debole nella vicenda, pur avendo manifestato contrarietà al progetto”. La cosa che inasprito ulteriormente gli animi è stata la dinamica degli eventi: una stanza fatta sgomberare in fretta e all’improvviso, per cedere il posto ai colleghi del TG1. Afferma un comunicato (via La Stampa):
“È sconcertante innanzitutto che i colleghi della Tgr di Milano, caporedattore in testa, si siano trovati di fronte al fatto compiuto senza nessuna possibilità di confronto e che abbiano dovuto subire un’ennesima scelta che di fatto snatura e ridimensiona in maniera drastica il ruolo delle sedi regionali come terminali delle testate nazionali sul territorio”.
La ferma contrarietà della testata giornalistica regionale ha trovato la solidarietà di tutti i Cdr nazionali:

16
ottobre
SCALO 76 CHIUDE IN ANTICIPO, ACADEMY NON REPLICA, ITALIA SUL 2 DIMEZZATA, NIENTE PRIMA SERATA PER LA BIGNARDI: FLOP E “CAMBI DI ROTTA” DI RAIDUE METTONO IN CRISI GLI STUDIOS MILANESI

Che Raidue sia oramai un cantiere aperto, pieno di lavori e buche, ve ne avevamo già parlato (qui le anticipazioni sul nuovo programma della Setta, qui i rumors di un probabile ritorno di Paolo Limiti), ma non avevamo idea dell’ “effetto domino” televisivo ed economico della direzione di Massimo Liofredi.
A far chiarezza e’ stato l’Avvenire che non parla solo di cambi di palinsesto e di questioni prettamente televisive, ma di un trend che ha messo in allarme le RSU della Rai e le segreterie territoriali di Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Snater e Silar, per via del forte ridimensionamento delle produzioni milanesi dopo la fine della direzione “leghista” di Antonio Marano.
Sono le stesse sigle sindacali a “spifferare” i machiavellici piani di Liofredi per i prossimi mesi: “E’ pressochè certo che Scalo 76 Talent, produzione interna Rai, verrà tagliato forse anche prima della sua scadenza prevista per il 23 gennaio, e che Italian Academy 2, coproduzione Endemol, non verrà riproposta (ndDM: sonoramente bocciati quindi i progetti creati per la new entry Lucilla Agosti) [...] Si prospetta inoltre un ridimensionamento iniziale di circa mezz’ora de L’ Italia sul 2, a cui potrebbe seguire un trasferimento definitivo del programma nelle sedi di Roma (gennaio).”
Leggi dopo il salto tutte le altre novità previste per il 2010.
3
ottobre
TV MODA: UNA PUNK ROCKER ALLA CORTE DI RE GIORGIO
Se fosse nata qualche decennio prima dei favolosi anni Sessanta, Jo Squillo sarebbe stata la pupa di Filippo Tommaso Marinetti, il gran visir del Futurismo italiano: lui, nel 1910, lanciava volantini su piazza San Marco gridando contro il vecchiume di Venezia; lei, nel 1980, lanciava Tampax macchiati di rosso su piazza Duomo scandalizzando i proto-yuppies di una Milano da bere agli albori. Lui fece la storia dell’avanguardia in Italia; lei, che vi piaccia o no, quella del punk nostrano.
Perché a vederla adesso, la Jo Squillo, che declama le proprietà terapeutiche dello chiffon inguainata in un tripudio di lycra, proprio non la si può immaginare che canta “Violentami, violentami/ piccolo/ Violentami, violentami/ sul metrò”. Eppure, prima delle passerelle, e prima ancora di “Siamo donne”, l’al secolo Giovanna Coletti cambiò il suo nome da prof. di matematica in favore di quello più grintoso con cui a tuttoggi s’aggira leggiadra tra Montenapoleone, la Madison Avenue e i Campi Elisi à Paris (ma con cui allora capitanava le Kandeggina Gang dedicandosi occasionalmente alla decontestualizzazione dell’uso dell’assorbente interno). Comunque sia, pace all’anima loro – delle Kandeggina, s’intende -, dal momento che oggi Jo veste stabilmente i panni meno aggressivi di notista fashion, madre matrona di quel Tv Moda nato dieci anni fa su Retequattro e diventato persino un canale satellitare a sua immagine e somiglianza dedicato allo stile – e all’ego stesso della conduttrice, che imperversa dalla sigla di testa a quella di coda di ciascun benedetto programma.
Nella prima puntata della nuova stagione, in onda da questa mattina il sabato alle 11.20 su Italia1, Tv Moda è stata a Milano sotto i riflettori dell’appena conclusa tornata di prêt à porter femminile per la prossima primavera. Con il suo barocchissimo eloquio, Jo Squillo ha presentato le collezioni di Giorgio Armani, Byblos, Just Cavalli, Krizia, Prada, VDP – non mancando ovviamente di decantare le proprietà terapeutiche dello chiffon, come s’è detto -, e ha braccato i vip di turno a bordo passerella per porre loro quesiti illuminanti del tipo “Cosa indossi oggi?” – e cento volte su cento se siamo da Armani la risposta sarà “Armani!”; da Cavalli, “Cavalli!”; da Dior, “Dior!”, e così via, di sfilata in sfilata.
19
agosto
CORONA, CHI ERA COSTUI? FABRIZIO CORONA RINFRESCA LA MEMORIA A SIMONA VENTURA (E LA INVITA PER UN CAFFE’ RIPARATORE)
“Cara Simona, sono passate due settimane dal nostro litigio al Sottovento, ma soltanto ora ho trovato il coraggio di scriverti”: così esordisce, con un’insolita sobrietà, Fabrizio Corona, in una lettera indirizzata alla Ventura e pubblicata nel numero di Chi in edicola da oggi. Sul settimanale diretto da Alfonso Signorini, il reuccio delle paparazzate dà la sua versione riguardo i fatti accaduti quella fatidica sera in costa Smeralda, ma soprattutto chiede piccato alla presentatrice: “perchè hai dichiarato ai giornali di non conoscermi?”.
Difatti, all’indomani della ben nota scaramuccia nel celebre locale di Porto Cervo – scatenata, a dire di Corona, da un “prostituta” di troppo indirizzato a una sua collaboratrice da Domenico Zambelli, storico factotum della Mona -, sui giornali fioccarono le (inverosimili) parole della Ventura: “Corona? Non so chi sia”. Inverosimili perché per anni li sapevamo insieme nella scuderia di Lele Mora: gioco forza una cena di Natale, un aperitivo occasionale, non dico per un massaggio ai piedi del capo a bordo piscina, ma almeno per un caffè si saranno incrociati ’sti due. E invece: “Corona? Non so chi sia”. Punto.
E allora “grazie a Chi ti rinfresco un pò la memoria. Quanti pranzi e quante cene abbiamo condiviso in dodici anni di frequentazione, che entrambi abbiamo avuto, con Lele Mora? Quanti?” scrive il Nostro lanciandosi in un impetuoso rondò mnemonico, non senza condire il tutto conA un retrogusto che sa quasi di minaccia mal celata, “Potrei scrivere un libro sulla «Simona segreta», e tu lo sai bene, molto bene”. A detta di Corona, poi, i rapporti tra loro non sarebbero mancati nemmeno dopo le vicende giudiziarie che spinsero la Ventura a lasciare l’agenzia di Lele Mora. Anzi. “Come fai a non ricordare quello che è successo lo scorso dicembre, esattamente due giorni prima di Natale?”, la incalza Corona.
14
maggio
TELERATTI 2009: QUESTA SERA FESTA DI CHIUSURA AL THE CLUB, MILANO

Quando i Telegatti non ci sono, i TeleRatti ballano. E’ stato questo il claim della terza edizione della manifestazione che premia il peggio della televisione ed ora è arrivato il momento di… ballare.
DavideMaggio.it, in collaborazione col Gruppo Papido, ha organizzato per giovedi 14 maggio, al The Club di Milano, una festa per celebrare tutti insieme la chiusura dei TeleRatti 2009.
Un’occasione per consentire a coloro che si incontrano quotidianamente nel web, di trascorre qualche ora insieme senza computer ma con un bel bicchiere del vostro cocktail preferito. L’ingresso sarà completamente gratuito (sino all’1 della notte) per qualunque lettore abbia voglia di prendere parte alla serata. Basterà presentarsi all’ingresso con l’invito che potrete scaricare di seguito o, ancora più semplicemente, far riferimento a “La Notte dei TeleRatti” una volta raggiunto il locale.
Si partirà alle 23.30 e non si sa quando si finirà!
Adesso scarica l’invito e… ci si vede giovedi al “The Club“. Milano, Corso Garibaldi 97.
Scarica l'invito per La Notte dei TeleRatti
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7
novembre
LE DONNE SOTTOVETRO DI ENRICO RUGGERI. SI PARTE CON LOREDANA BERTE’ E MAURIZIA PARADISO

Non chiedetemi perchè, ma chi vi scrive, strenuo sostenitore della teoria per la quale la tv dovrebbe esser fatta da professionisti del piccolo schermo, deve contraddirsi.
Sarà probabilmente l’eccezione che conferma la regola, ma Enrico Ruggeri, professionista si, ma in un settore diverso, quello della musica, mi piace nelle vesti di presentatore. Mi piace lo stile pacato ed educato che lo contraddistingue. Mi piace la sua conduzione che privilegia l’ascolto dell’interlocutore. Mi piace l’atmosfera un po’ tenebrosa dei suoi salotti in seconda serata. Mi piace il suo ”raccontare” le donne.
Ed è proprio di donne che si occuperà nel nuovo show in partenza il prossimo mercoledi in seconda serata su Italia1. Quello che le Donne Non Dicono, però, si occuperà di donne in maniera particolare. Il programma del noto cantante, infatti, avrà una location decisamente singolare, che pur togliendo un po’ di intimità e “riservatezza” al programma, è certamente interessante e originale da un punto di vista mediatico.
4
novembre
STUDIOMANIA: RAI MILANO, SEMPIONE E MECENATE

Torna “Studiomania” e, dopo aver visto i centri di produzione milanesi di Mediaset e l’ “indotto” di teatri di posa, studi televisivi, società di post produzione e realizzazioni scenografiche nato nell’aerea di Cologno Monzese, terminiamo la nostra indagine tra i CPTV milanesi parlando dei Centri di Produzione RAI del capoluogo lombardo.
Prima di procedere, è opportuno sapere che la tv di Stato ha sede legale e amministrativa a Roma in Viale Mazzini 14 e i propri centri di produzione sono dislocati a Roma, Milano, Napoli e Torino. In ogni Capoluogo di regione, inoltre, si trovano le sedi regionali (fatta eccezione per l’Abruzzo dove la sede Rai è a Pescara e non a L’Aquila) da cui vanno in onda le edizioni dei vari TGR.
A Milano, la Rai dispone attualmente di due centri di produzione: quello storico di Corso Sempione 27, in una zona elegante e residenziale e un altro in Via Mecenate 76, zona alla periferia nord-est del capoluogo lombardo, vicino all’aeroporto di Linate.
Partiamo dalla sede milanese della Rai di Corso Sempione. Forse non tutti sanno che il 3 gennaio 1954, fu proprio la sede milanese a dare il via alle trasmissioni ufficiali della televisione di Stato. Si trattava di un centro di produzione nato per la radiofonia e di conseguenza poco adatto alle nuove esigenze televisive, nonostante la costruzione del Teatro TV3 utilizzato per i grandi sceneggiati (da questo studio oggi va in onda, tra gli altri, “Che tempo che fa” con Fabio Fazio).
Il centro di Produzione di Corso Sempione, dispone di 5 studi:









Hollywood? Non ce n’è bisogno.. 


18/3/2010: Davide Maggio è sul palco dell'Ariston come membro dell'Academy che ha selezionato i finalisti del 



