
L’Onore e il Rispetto
4
luglio
PALINSESTI MEDIASET AUTUNNO 2009, CANALE5: UN’EDIZIONE MONSTRE DEL GRANDE FRATELLO, CHECCO ZALONE A SANREMO, BARBARA D’URSO ALLA DOMENICA E PAOLA PEREGO SOPRAVVIVE IN UNA TRIBU’
luglio 4th, 2009 16:37 Mattia Buonocore

In quel di Cologno Monzese, la parola d’ordine era una sola: evitare di ripetere l’autumnus horribilis dello scorso anno di Canale 5. Nulla di più semplice, per tenere fede all’imperativo, che puntare su programmi e/o volti consolidati. Detto, fatto. Ad arricchire le prime serate autunnali dell’ammiraglia del Biscione, infatti, ci penseranno Paola Perego, Maria de Filippi, Grande Fratello e Paolo Bonolis.
Per quest’ultimo, sono in programma, da metà ottobre, otto nuovi appuntamenti, in prime time, con il redivivo Chi ha incastrato Peter Pan?. Una novità, mezza, è, invece, rappresentata da cinque speciali one man show targati Zelig, affidati ai comici più popolari. Una valida trovata, questa, che potrebbe dare ottime soddisfazioni, anche se sussiste qualche dubbio sulla capacità dei comici di reggere un’intera serata. Ad accendere i telespettatori si alterneranno, infatti, Checco Zalone, Ale e Franz ed Enrico Brignano (addirittura due puntate per quest’ultimo). Cosa singolare è che mentre Brignano e Ale e Franz andranno in onda da Milano, rispettivamente dal Teatro della Luna e dallo Strehler, Zalone andrà in onda dal Teatro Ariston di Sanremo.
Altra novità, se così si può chiamare, è un nuovo adventure game di Triangle, ispirato al format Lost in Tribe, probabilmente ambientato in India (come DM anticipato) e condotto da Paola Perego. Dopo il flop della Fattoria, dunque, un ennesimo reality per l’ex signora della domenica, nella speranza che l’avventura non sia mentita spoglia per il trash. Il reality della Perego farà da preludio a quella che sarà un’edizione monstre di Grande Fratello 10, che sprezzante del “pericolo usura” sarà in onda da fine ottobre a febbraio a cavallo delle due garanzie, strenne incluse. Confermato, poi, l’appuntamento del sabato sera con Maria de Filippi e il suo C’e’ posta per te, che quest’anno dovrà vedersela con il competitor di Raiuno Affari tuoi.
2
ottobre
RISTRETTO DI POLIZIA

Non ne potevo più!
Questa benedetta puntata evento che avrebbe dovuto cambiarci la vita e sconvolgere gli animi degli italiani c’è stata!
Finalmente ci siamo tolti questo dente. Il Commissario Belli è morto!
La cosa imbarazzante, per la mia amata Canale5, sarà stata comunque l’aver “sprecato” questa puntata, annunciata da mesi, spostandola alla domenica per far concorrenza alla fiction su Giovanni Falcone che, comunque, ha vinto la serata con 7.195.000 ascoltatori ed uno share del 27.59. Impressionanti i contatti, 17.602.000.
Se, per una volta, si fosse usato il buon senso e si fossero evitate le ormai ben conosciute battaglie a colpi di controprogrammazioni selvagge, probabilmente queste puntate cult di Distretto di Polizia (la seconda andrà in onda domani) sarebbero state guardate da un pubblico decisamente più vasto. (Da questi dati, il titolo del post).
Non è un caso che la seconda parte della prima puntata sia stata più seguita della prima : numerosi ascoltatori si sono spostati, dopo la fine della fiction di RaiUno, su Canale5, sintomo dell’innegabile fascino che riscuote il Commissario Ardenzi e il Suo Distretto.
Stasera il duello è ancora più forte : ultima puntata de L’Onore e il Rispetto contro l’ultima di Giovanni Falcone. A dar fastidio alle due fiction ci sarà La Pupa e il Secchione, da stasera in onda ogni lunedi. A favore de L’Onore e il Rispetto c’è il forte traino di Striscia la Notizia che secondo me stasera terminerà verso le 22 per garantire la vittoria di Gabriel Garko & Co.
Chi la farà franca?
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29
settembre
LA SOAP OPERA DEI PALINSESTI IMPAZZITI
Non ho mai scritto un post che si limitasse a riportare pedissequamente gli scritti di qualche altro autore.
Avete presente, però, quando, leggendo un giornale, un blog o qualsiasi altra fonte di notizie condividi un articolo al punto tale da dire a Te stesso : “Ecco. Esattamente ciò che avrei scritto io“?
Una sensazione grazie alla quale Ti sembra che ciò che stai leggendo sia la materializzazione dei Tuoi pensieri!
Bene! A me è capitato con l’articolo di Aldo Grasso (nella foto) che sto per riportarVi, pubblicato ieri sul Corriere della Sera.
Lungi da me il paragonare i semplici scritti di questo blog ad una penna elegante qual è quella del noto critico televisivo! Ci mancherebbe altro!
Parlo, fondamentalmente, dei contenuti, non della forma e non Vi nascondo che l’aver trovato, nell’articolo di Grasso, delle affinità di interpretazioni e di vedute con quanto ho scritto alcuni giorni fa e con ciò che penso su questa ”scostumata” questione, mi ha inorgoglito un po’!
Oggetto di analisi è l’ormai infinita “soap opera dei palinsesti impazziti”.
Buona Lettura
Un sinistro scricchiolio sta allarmando i custodi del palazzo televisivo. Da dove proviene? Chi l’ha provocato? Lo scricchiolio è causato dalla follia dei palinsesti. Che ormai oscillano come trottole, mappe impazzite. Da tempo, sui giornali, l’inizio della prima serata di Canale 5 e Raiuno è segnalato alle 21. In realtà, non inizia mai prima delle 21.20.
Perché questo inganno? La seconda serata non esiste più, è slittata a mezzanotte. Gli show finiscono all’ una di notte, con buona pace di chi la mattina deve alzarsi. Un telefilm di successo come Dr. House viene brutalmente spostato causando la ribellione dei telespettatori; il programma di Bonolis va in prima serata, poi in seconda, poi viene collocato nella fascia preserale; Reality circus dal lunedì passa alla domenica, dalla domenica al mercoledì: una giostra. Le anomalie non finiscono qui, anzi paiono ben più profonde. Joe Petrosino vince ampiamente la serata di domenica 24 settembre con quasi sei milioni di spettatori, favorito dal clamoroso flop del reality di Canale 5 (3.104.000 spettatori, 16,38% di share, 5/6 punti sotto gli obiettivi della rete). Lunedì 25 Petrosino perde duecentomila spettatori e quasi il 5% di share, andando contro una logica sempre rispettata: ovvero che la seconda puntata di una fiction di successo va meglio della prima, per l’effetto valanga e per l’effetto persistenza, degli spettatori che hanno visto la prima. Ma qui entra in gioco la contro- programmazione de L’Onore e il rispetto, coi suoi 5.656.000 spettatori (22%), già accumulati nelle 4 puntate precedenti. Altri flop da palinsesto. Le quattro serate di Miss Italia, a dimostrazione di come ormai la manifestazione non sia più vissuta come evento. O l’inatteso insuccesso di Luca Barbareschi: Giorni da Leone 2, il seguito di una fiction in onda nel 2002. Allora fece il 20% di share, ma il seguito non funziona. La prima puntata (5 settembre) ha uno share di appena il 12,16 per cento, ridicolo per Raiuno. Tanto che si decide di sfilarla subito per sostituirla con una replica di Bartali.Ma la situazione più clamorosa riguarda Paolo Bonolis. Fattore C, un format così collaudato e sperimentato da sembrare un plagio, floppa clamorosamente in prima serata: domenica 10 settembre supera il 23% di share ma la domenica successiva crolla al 17,61. Spostato nel preserale non fa di meglio, meno del 18% di share.
Programmi dislocati, orari oltraggiati, soppressioni improvvise, sforamenti abituali. Il palinsesto (dal greco palímpsèstos, «raschiato di nuovo», a significare l’originale programmazione trimestrale fatta di tanti fogli sovrapposti) è ormai inattendibile. Rispetto ai corrispettivi francesi (grille) e inglesi (schedule), il termine italiano sottolinea l’incessante lavoro di perfezionamento, ridefinizione, correzione cui è sottoposta la programmazione. Che può essere infatti continuamente rielaborata in rapporto agli obiettivi della rete (proprio come le antiche pergamene venivano continuamente corrette e riutilizzate). Ma la sensazione è che la nostra programmazione venga raschiata ogni giorno, senza sosta, da una mano insensata. Ciò che vediamo sul piccolo schermo corrisponde raramente a ciò che è riportato dalle guide ufficiali.
«Il palinsesto è matematica», sostiene Alba Parietti. Ha ragione. Ma il suo reality sa contare solo fino al 7 (di share). Gli esempi si sprecano, giusto per fornire una sismografia del terremoto in atto. Per Raiuno e Canale 5, come detto, il ritardo è cronico, e francamente anche un po’ ridicolo.
Non va molto meglio sulle altri reti, la litania dello sforamento si ripete. Il telefilm su Raidue e The Oc su Italia 1 iniziano con cinque minuti di ritardo, il film su Retequattro con quindici. Raitre è in orario, e anche La7 non sgarra. Però il programma di Giuliano Ferrara e Ritanna Armeni sfora volentieri. Nel maggio scorso ha ceduto la linea a Gad Lerner solo alle 21.43. Che non l’ha mollata prima delle 24.00. Per la disperazione di Piero Chiambretti, previsto con Markette alle 23.30. Siccome non è un caso isolato, il conduttore ha pensato di ribattezzare il suo programma Uno mattina Markette.
L’altra sera ha bevuto il calice amaro anche Bruno Vespa battuto da Enrico Mentana che aveva in studio Luciano Moggi (Moggi è la variabile impazzita del palinsesto: una volta era chiamato per rispetto adesso per alzare l’audience). Ma Vespa è stato costretto dal film di Raiuno a partire molto tardi. Da cosa dipende questa debolezza intrinseca della tv generalista, questa assurda partita a scacchi che denota mancanza di rispetto nei confronti dello spettatore? Alcuni impazzimenti sono dovuti alle logiche perverse dei palinsesti.Il ritardo della prima serata è stato «inventato» da Striscia la notizia per fare il pieno d’ascolto. Da questo «male» ne discende un altro ancora più grosso. Per non avere concorrenza in quell’ ora topica, Mediaset è stata costretta a riportare Bonolis all’ovile, a peso d’oro. Ma Bonolis è tornato con tutto il clan di Lucio Presta (Paola Perego, Amadeus, Panicucci) imponendo alcuni programmi rivelatisi poi dei fallimenti (Amadeus è già sparito dal video).
Visto che parliamo di clan, la disarticolazione dei palinsesti dipende anche dal fatto che in troppi ci mettono le mani. Ormai personaggi come Lucio Presta, Bibi Ballandi, Lele Mora, Beppe Caschetto contano più dei direttori di rete. Non a caso a dirigere Raiuno c’è Fabrizio Del Noce, un giornalista che non si era mai occupato di programmazione. A dirigere Canale 5 ci sarà Massimo Donelli (tanti auguri!), la cui unica esperienza tv consiste nell’ aver diretto Sorrisi e canzoni (dove spesso si è lamentato dell’infedeltà dei palinsesti!). Qualcuno imputa la follia della programmazione alla crisi imprevista dei reality (difficoltà che coinvolge persino un campione d’ascolti come L’isola dei famosi) o all’esplosione del satellite, di Sky (è il caso di Lost, laserie di culto, che in onda il lunedì regala share record a Fox). Qualcun altro, più addentro, la spiega con la difficoltà delle reti ammiraglie (specie Canale 5) a raggiungere gli obbiettivi promessi agli investitori pubblicitari; di qui gli spostamenti, le protezioni, i traslochi, le cancellazioni apparentemente inspiegabili. Tutto questo mina due meccanismi su cui si fonda, o si dovrebbe fondare, il patto comunicativo della tv: l’abitudine e la fedeltà. Il pubblico è consuetudinario e affezionato ai programmi preferiti. Perché svilire così il palinsesto? Gli orari dei treni non sono sufficienti per garantire a un Paese una rete efficiente di trasporti, ma senza orario i treni non si muovono, e se si muovono creano solo caos.
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