Giovanni Minoli



14
dicembre

LO SCANDALO AGRODOLCE E L’ASSORDANTE SILENZIO DELLA RAI

Agrodolce

Agrodolce

C’è una domanda che più di qualche telespettatore si sarà posto in passato: che fine ha fatto Agrodolce? La soap opera che doveva “rilanciare” Termini Imerese, dopo una prima stagione con ascolti tutto sommato buoni per lo slot delle 20 – orario in cui il pubblico è in gran parte sintonizzato sui tg nazionali – è misteriosamente scomparsa dagli schermi della terza rete pubblica. Il progetto era stato fortemente voluto da Giovanni Minoli, allora Direttore di Rai Educational e anche ideatore di Un Posto al Sole, e l’intenzione era chiara: sviluppare un prodotto cinematografico con un budget ristretto. Una missione forse un po’ troppo avventata, come sottolineato da più parti, e troppo coraggiosa.

A metter luce su una situazione piuttosto curiosa è una lunga inchiesta de Il Fatto Quotidiano che ha cercato di ricostruire tassello per tassello tutte le vicende che hanno caratterizzato la produzione Rai e Einstein dall’avvio del progetto alla sua misteriosa conclusione, con l’aiuto di fonti ufficiali e di registrazioni ambientali ad opera del Presidente di Einstein Luca Josi che, dopo i primi problemi riscontrati, ha registrato tutte le conversazioni con le figure chiave della produzione, tra cui Giovanni Minoli. Visto l’assordante silenzio che ha fatto seguito all’inchiesta del quotidiano di Padellaro, abbiamo pensato di ‘rilanciare’ anche noi la questione Agrodolce, così come analizzata dal Fatto.

Partiamo dai costi. L’intenzione di Giovanni Minoli era chiara: mettere in piedi una produzione cinematografica con il budget di una soap opera. Una missione impossibile per Luca Josi, proprio per una questione di costi. Se una fiction come Capri è costata 12 mila euro a minuto e un film per il grande schermo come Baaria è costato 166 mila euro a minuto, come si può pensare di avviare una produzione cinematografica per il piccolo schermo con il budget di una soap opera? Per Minoli era un’assoluta priorità, ma il contratto tra Rai e Einstein poneva dei limiti chiari.




23
settembre

DM LIVE24: 23 SETTEMBRE 2011. PARPIGLIA IN UN ANGOLO, LADY GAGA NON VA DA FIORELLO, MINOLI VERSO IL PRIME TIME, GORDON RAMSAY ALLA QUARTA

Diario della Televisione Italiana del 23 Settembre 2011

>>> Dal Diario di ieri…

  • Parpiglia ha un angolo tutto suo a Domenica Cinque

PierVivaCanale5 ha scritto alle 11:34

Durante Mattino5 si scopre che Gabriele Parpiglia avrà uno spazio tutto suo che condurrà da solo a Domenica5.

  • Lady Gaga non va da Fiorello

Marco Carrara ha scritto alle 11:42

Tramite il proprio account Twitter, Fiorello smentisce la notizia di oggi che vorrebbe Lady Gaga ospite nel suo nuovo show Rai; e aggiunge testualmente ‘Perlomeno io non ne so niente’.

  • Minoli verso il prime time di Rai2

AnTo ha scritto alle 12:35

Potrebbe anche sconfinare nella prima serata di Rai Due, Giovanni Minoli. Per ora e’ solo un’ipotesi, ma ci sono gia’ stati dei contatti tra Pasquale d’Alessandro, direttore di Rai Due e il giornalista, al momento responsabile della programmazione dei 150 anni. Lo ha riferito il direttore di Rai2, a margine della 63ma edizione del Prix Italia, che si conclude domani a Torino. A Minoli “una delle presenze importanti della rete”, D’Alessandro ha chiesto: “Ti va di riaffacciarti in prima serata quando c’e’ qualcosa di appetibile?” . Tra le ipotesi allo studio c’e’ anche una “sorta di telaio tra prima e seconda serata, con un fil rouge che racconta il Paese” ha riferito D’Alessandro. “Mi pare piu’stimolante che fare una tv a compartimenti stagni” ha concluso il direttore di rete.

  • Gordon Ramsay alla quarta


30
agosto

PASQUALE D’ALESSANDRO PUNTA SU CABELLO E FACCHINETTI: “SANTORO E VENTURA SONO DUE ASSENZE PESANTI. MINOLI E PARAGONE IN PRIMA SERATA”

Simona Ventura, Victoria Cabello, Francesco Facchinetti e Michele Santoro

Non sarà facile per Pasquale D’Alessandro, neodirettore di Rai2, raccogliere l’eredità di Massimo Liofredi: la sua rete affronterà la nuova stagione senza due jolly come Michele Santoro e Simona Ventura a trainare gli ascolti della prima serata. Da sempre divisa tra linguaggi innovativi e l’istituzionalità del servizio pubblico, la nuova Rai2 riparte da Francesco Facchinetti e Victoria Cabello: il primo proverà a rilanciarsi con Star Academy, al via il 27 settembre in diretta concorrenza con Baila di Barbara D’urso:

Sarei ipocrita se non dicessi che mi dispiace non aver ritrovato Santoro e la Ventura, due assenze pesantiha dichiarato Pasquale D’Alessandro all’Ansa. Ma sono stato felicissimo di aver trovato Facchinetti e la Cabello. Li avrei scelti anch’io. (Star Academy, ndr) è il papà di tutti i talent, una sorta di Operazione trionfo riveduta e corretta, con esibizioni collettive ed eccellenti ospiti musicali, italiani e stranieri. Ne abbiamo posticipato la partenza perché con Endemol stiamo riflettendo sulla giuria, che avrà un ruolo diverso rispetto a X Factor“.

L’ex vj di Mtv, invece, dovrà dimostrare di saper tenere il timone di Quelli che il calcio. Per lo storico contenitore domenicale di Rai2 si parla di un ritorno allo stile di Fabio Fazio, meno “caciarone” rispetto alle ultime edizioni condotte da Simona Ventura. La regia sarà affidata a Paolo Beldì, in omaggio alla tradizione, e per i collegamenti dagli stadi il programma si servirà non solo di inviati famosi, ma anche di gente comune.





30
agosto

MAURO MASI A VALANGA DA CORTINA: SANTORO CI SARA’ MA NON SO CON CHE PROGRAMMA, MINZOLINI E’ UN INNOVATORE, VESPA A SANREMO? VALUTIAMO

Mauro Masi

Forse perché i detrattori lo dipingono come lo ‘Yeti’ della tv pubblica, l’abominevole uomo dei palinsesti. Sarà per questo che Mauro Masi ha deciso di ritornare all’attacco proprio dalle alte cime delle Dolomiti. Ospite della rassegna culturale “Cortina Incontra”, ieri il Direttore Generale della Rai si è raccontato in un’intervista di Giovanni Minoli, nella quale ha parlato a tutto campo della prossima stagione televisiva. Il rompicapo Santoro, la mina vagante Dandini, l’accoppiata Fazio-Saviano, l’obiettività di Minzolini e altro ancora: l’aria di montagna ha ispirato Mauro Masi, l’ha reso più loquace del solito. Da Cortina il DG è tornato a ruggire.

Il primo macigno nella scarpa, quello che riguarda Michele Santoro, se l’è tolto subito. Sul futuro in video del giornalista, Masi ha dichiarato:”La sentenza dice che Santoro deve fare un programma, non quale programma”. Non è detto che ritorni l’Annozero che tutti conosciamo, in poche parole. E ancora:”Il suo è un caso peculiare, regolato da una doppia sentenza. Ho già firmato le carte che servono per avere un incontro costruttivo con lui, la stima per la persona e per il professionista è fuori discussione”. Solo allora potremo sapere con esattezza quale collocazione avrà Santoro all’interno del palinsesto.  In attesa del vis-à-vis con l’arcangelo Michele, Masi ha ricevuto Serena Dandini. “Ero molto perplesso, ma mi ha convinto che farà un programma con caratteristiche un po’ diverse, sempre quattro sere a settimana” ha raccontato il DG Rai.

Sulla messa in onda della coppia Fabio Fazio e Roberto Saviano, che nei mesi scorsi già aveva fatto discutere di sè con dichiarazioni tanto risentite quanto prevenute, Masi ha ammesso: “Possono essere un punto importante del palinsesto autunnale. E’ una scelta prestigiosa che condivido”.  E sulle solite critiche a Minzolini, “Non è vero che il Tg1 sia di parte, Minzolini è un giornalista di punta, un innovatore con i pregi e i difetti degli innovatori”.  Ma il Masi a valanga, da Cortina fino a Viale Mazzini, non si è fermato qui.


24
giugno

GIANFRANCO FINI ACCENDE LE TELECAMERE SULLA CAMERA DEI DEPUTATI: ALLO STUDIO IL PROGETTO DI UN NUOVO CANALE TV

Gianfranco Fini TV

Gianfranco Fini ha sempre più la testa nella tv. E così, tra impegni istituzionali e dichiarazioni al vetriolo, trova il tempo anche per definire progetti che sfruttino al massimo la funzionalità pubblica e sociale del mezzo televisivo. Dopo l’idea di Babel tv (leggi qui per maggiori info) si profila all’orizzonte, come rivelato quest’oggi dal quotidiano Libero,  una nuova scommessa per il nostro Presidente della Camera, che questa volta coinvolge direttamente gli interessi di Montecitorio.

Pare, infatti, che presto il canale satellitare della Camera dei deputati non si limiterà solo a trasmettere le lunghe sedute parlamentari ma si trasformerà in un vero e proprio canale televisivo la cui programmazione sarà disponibile anche sul web. Proprio in questi giorni Fini avrebbe chiamato a definire il nuovo progetto una schiera di consulenti pronti a costruire “un palinsesto organico che preveda trasmissioni anche nelle ore serali, nel fine settimana e nei giorni di sospensione dei lavori, mediante la produzione di contenuti aggiuntivi”, così come riportato nel progetto di bilancio che sta per essere approvato.

Quali saranno questi “contenuti aggiuntivi” è presto detto: documentari storico culturali, sintesi dei lavori parlamentari, filmati divulgativi da utilizzare anche su altri canali. Ma non solo. Sembra, infatti, che per la costruzione di questo nuovo palinsesto siano stati presi accordi con alcuni produttori televisivi e cinematografici. In pratica la Camera darà il suo assenso alla realizzazione di fiction e documentari al suo interno solo se questi verranno poi trasmessi, previo passaggio sulle reti generaliste, anche sul nuovo canale. Non avendo, dunque, forze produttive interne sufficienti (come è plausibile in una tv allo stato aurorale) il nuovo canale si avvarrà di produzioni esterne che andranno ad arricchire la nuova programmazione.





7
aprile

UN POSTO AL SOLE: LA SOAP DI RAITRE FESTEGGIA LE 3000 PUNTATE

Era il 21 ottobre 1996 quando partì su RaiTre l’esperimento ideato da Giovanni Minoli (con Wayne Doyle, Adam Bowen e Gino Ventriglia) per risollevare il Centro di Produzione Rai di Napoli. Basata sul format australiano Neighbours, la soap di RaiTre Un posto al sole è riuscita incredibilmente ad entrare nel cuore degli italiani creando negli anni un appuntamento imprescindibile per oltre due milioni di telespettatori.

E il prossimo 9 aprile, la soap coprodotta da RaiFiction, Grundy Italia e CPTV Rai di Napoli festeggerà con tutto il cast (e con i graditi ritorni di Angela Poggi, Filippo Sartori e Carmen Catalano rispettivamente interpretati da Claudia Ruffo, Michelangelo Tommaso e Serena Rossi) il traguardo delle 3000 puntate. Politica, cronaca nera, temi rosa e problematiche sociali: Un posto al sole è una delle poche soap italiane che è riuscita in 14 anni di programmazione ininterrotta a descrivere Napoli a 360 gradi,  con i suoi pregi e i suoi difetti, catturando, nonostante la marcata impronta “meridionale”, un pubblico eteorogeneo (ottimi i risultati nel target AA e tra gli uomini).

Media in share tra l’8 e il 10%, punte di oltre il 13%, 16 mila contatti quotidiani sul sito ufficiale e 46 milioni di contatti annui: UPAS, come viene simpaticamente definita dai fans, è un marchio ormai consolidato, rivelatosi un vero e proprio trampolino di lancio per diversi artisti nostrani (Lorenzo Flaherty, Serena Autieri, Laura Chiatti e Gabriele Muccino – per citarne alcuni).


11
gennaio

GIOVANNI MINOLI PORTA LA STORIA IN PRIME TIME: QUESTA SERA SU RAIDUE UNO SPECIALE SU BETTINO CRAXI

“Quando la TV fa cultura”: avevamo chiosato così parlando della messa in onda della nuova stagione de La storia siamo noi di Giovanni Minoli; a questo potremmo aggiungere che la tv, grazie a certi programmi, è in grado anche di trasmettere coscienza e memoria storica, e di assolvere ad un ruolo “pedagogico” affatto trascurabile. Qualche mese fa avevamo auspicato che format come “La storia siamo noi” passassero meno inosservati agli occhi del grande pubblico e magari trovassero maggiore spazio nei palinsesti televisivi. Oggi sembra proprio che questa richiesta-auspicio verrà accontentata.

La grande storia moderna sbarca infatti nella prima serata di Raidue e tra fiction e urlati reality, spunta un’iniziativa rischiosa (in termini di auditel) quanto apprezzabile, in grado di diversificare e completare l’offerta televisiva.

In occasione del decennale della morte del leader del Partito socialista Bettino Craxi, Giovanni Minoli (da sempre sensibile alla causa craxiana) dedicherà uno speciale monografico del suo programma normalmente trasmesso in seconda serata, proprio ad uno dei politici più potenti dell’Italia pre-tangentopoli.


30
ottobre

RAI STORIA: UN ASSET STRATEGICO DEL DIGITALE TERRESTRE, MA MINOLI RICORDA: “NON ABBIAMO UN CENTESIMO”

RAI STORIA

Il futuro della Rai, è sempre più nella sua storia. Continua infatti il “crescendo” dell’offerta di Rai Storia (in onda sul digitale terrestre e satellite Free) che è riuscita nel mese di settembre a raggiungere uno share medio pari allo 0,11% e oltre lo 0,12% durante il prime time. Oltre 26.000 spettatori, quindi, misurano il successo di un progetto valido e con ottime potenzialità (solo 11.000 quelli di History Channel, in onda su Sky, a pagamento).

Il vicedirettore Rai Antonio Marano si “sfrega le mani” e conferma che “Rai Storia è uno degli asset strategici del digitale terrestre che stiamo per completare e che sarà al cda entro il prossimo mese“. Ed è sempre Marano ad elogiare il direttore di Rai Storia e Rai Educational Giovanni Minoli e sottolinea: “L’attenzione che ci dedica il pubblico dimostra che c’è in giro una voglia pazzesca di sapere, di conoscere, soprattutto da parte dei giovani“.

Tutti felici e contenti quindi? Non proprio. In un periodo di forte razionalizzazione dei costi, la maggior parte delle risorse vengono comunque assorbite dalle grandi (e spesso “floppanti”) produzioni e, per la serie “poveri ma belli”, per Rai Storia, al momento, non esiste un budget da poter investire.


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