
Tag: ‘flop’
18
novembre
IL LIBRO NERO DEI FLOP 2009/2010

Pensavate di poter floppare di nascosto? Vi sbagliavate di grosso! Anche quest’anno, torna a grande richiesta il Libro Nero dei Flop, l’unico libro in cui nessun protagonista dello showbiz vorrebbe essere citato.
Portatore di patemi d’animo per gli addetti ai lavori, capace di far rizzare i capelli anche alla più cotonata delle conduttrici, così temuto da far sbiancare il più lampadato dei conduttori, nonché corsia preferenziale per l’assegnazione dei tenerissimi Teleratti, il Libro Nero è pronto per una nuova edizione.
Tre terribili ”compilatori” si sono messi all’opera: Marco Bosatra, Michele Codenotti e Maurizio Demasi. Affilata la tastiera e spremute le meningi, forti di un infallibile fiuto, hanno girovagato negli orari più disparati per il piccolo schermo. E possiamo assicurarvi che anche quest’anno nessuno sarà risparmiato dall’imdelebile marchio a fuoco del Libro Nero dei Flop, che si tratti di una giovane esordiente o del più rispettato volto televisivo. E i “colpevoli” si preparino a ricevere una bella tiratina d’orecchie, come avrebbe detto il buon Mike.
Prima di scoprire i primi malcapitati, qualche precisazione sui criteri che ci aiutano a compilare le pagine del Libro. Non è, infatti, il solo dato Auditel a contare, per quanto ci riguarda, nel Libro Nero, ma nel decretare un flop abbiamo ritenuto opportuno, in alcuni casi, tener conto anche degli investimenti fatti e dalle conseguenti aspettative riposte nel programma. Per questo, potrete trovare dei programmi inspiegabilmente (anche se solo all’apparenza) floppanti e, al contrario, non trovare alcune trasmissioni che, pur avendo registrato ascolti deludenti, non trovano spazio nel nostro “breviario” degli italici fallimenti catodici. C’è di più: in alcuni casi, quando il giudizio diventa complesso, il Libro Nero si rimetterà al vostro parere, favorendo, in questo modo, il volere del pubblico che, tramite un sondaggio, decreterà o meno l’inserimento del programma “in bilico” all’interno del Libro.
Tra chi aspira a diventarne testimonial e chi una citazione se la cerca in tutti i modi, vi avvisiamo da subito che la lista è già lunga. Ovviamente i commenti sono aperti alle vostre segnalazioni. E voi, popolo dei floppanti, non provate a nascondervi, perché armati di telecomando e dati auditel alla mano, vi verremo a scovare nel più remoto angolo del tubo catodico!
Prima di rendere noti i primi programmi finiti nel Libro Nero, apriamo contestualmente il primo sondaggio relativo ad XFactor e al Processo a XFactor. Trovate tutto dopo il salto:

27
aprile
RELATIVISMI: QUANDO UN 12% DI SHARE E’ UN FLOP (BELLISSIMA) E QUANDO E’ UN SUCCESSO (XFACTOR)

Non è stata una sorte “bellissima” quella toccata al varietà del sabato sera di Canale 5, chiuso in anticipo e accompagnato da una pioggia di critiche, tutt’altro che esaltanti. E’ così che il Bagaglino è stato costretto ad archiviare lo show che ha registrato la peggiore performance in termini di ascolti della sua storia: un’impietosa media di poco superiore al 12% che ha bollato come un grandissimo flop l’ennesima produzione di Pier Francesco Pingitore.
Ma a guardar bene quel dato, viene in mente un altro programma che proprio su quella percentuale di share ha viaggiato per tante settimane: X Factor. Già, proprio quella che è stata spesso definita una trasmissione di successo, un fiore all’occhiello per la Rai e uno dei vanti di Simona Ventura. Perchè allora osannare il successo del talent di Rai Due e allo stesso tempo massacrare la debacle dello show di Pingitore?
E’ noto che gli obiettivi di rete siano diversi, che Rai 2 non possa permettersi di avere gli stessi ascolti di Canale 5, ma esistono altri fattori che vanno oltre questa semplice logica. Primo fra tutti è l’investimento economico alla base dello show, perché sarebbe troppo facile per un programma rispettare gli obiettivi in termini di share quando, per la sua realizzazione, venga richiesta una somma di denaro superiore alla media. A questo si aggiunga il battage mediatico, il cast, la disponibilità di eventuali ospiti e tutti quei “valori aggiunti” che trasformano una produzione da “seconda rete” in una da ammiraglia.
4
ottobre
CRIMINI BIANCHI SPOSTATO SU ITALIA1, IN SECONDA SERATA

Il destino di Crimini Bianchi era già segnato dopo il debutto di mercoledi 24 settembre, quando la serie totalizzò uno scarsissimo 13.99% di share. Il colpo di grazia è, però, arrivato con la seconda puntata, trasmessa lo scorso 1 ottobre, che ha registrato un ulteriore calo che ha visto scendere lo share al 13.78%. Risultati non accettabili per una rete ammiraglia che deve vedersela con un’inossidabile Raffaella Carrà e il suo Carramba che Fortuna.
Lo stop è arrivato ieri, nella consueta riunione settimanale per la “manutenzione” dei palinsesti del Biscione. Crimini Bianchi non proseguirà, con le restanti 4 puntate, su Canale5.
Dopo una settimana di pausa, sembrerebbe che Daniele Pecci, Ricky Memphis e Christiane Filangieri siano destinati a riprendere le indagini da lunedi 13 ottobre alle 22.05, su Italia1, dopo Grey’s Anatomy. Su Canale5 prenderà il posto della sfortunata serie tv Sabrina Ferilli che raddoppierà l’appuntamento con Anna e i Cinque che, perciò, andrà in onda martedi e mercoledi prossimi, alle 21.10 su Canale5.
9
settembre
ALLARME “DAY FLOP” PER RAIDUE: ESORDI PREOCCUPANTI PER LE NOVITA’ IN PALINSESTO

Doveva essere il giorno della svolta e invece la giornata di ieri si è trasformata in un lunedì nero per Raidue. Il tanto atteso restyling del day time della seconda rete di Viale Mazzini ha deluso le aspettative. I dati parlano chiaro: nessuno dei tre nuovi (nuovi?!?) programmi esce a testa alta.
Partiamo da Insieme sul 2: un sudatissimo Milo Infante ce l’ha messa tutta, ha interagito al meglio con le giornaliste in cattedra, ha dato voce alla gente di un piccolo paese di provincia ed è perfino riuscito a non far arrabbiare quel vecchio volpone di Michele Guardì, ma il pubblico ha bocciato il programma (6.49% di share) e ha preferito seguire il ritorno di Forum che ha stracciato senza possibilità d’appello qualsiasi concorrente con un sonoro 28.52%. La trasmissione non si è allontanata molto dalla “vecchia” Piazza grande: sono sì spariti i giochi, ma è stato confermato lo spazio della rassegna stampa, che alle 11 di mattina può rivelarsi fine a sè stessa. Unica nota positiva la scenografia, curata da Gaetano Castelli, moderna e luminosa ma che poco si addice a un programma dal sapore antico.
Nulla di nuovo neanche per quanto riguarda Italia allo specchio: alla presentazione del programma si era parlato di un rotocalco per rileggere pacatamente i fatti del giorno, per dare una fotografia del nostro paese con collegamenti e ospiti mirati. Purtroppo solo tante belle parole. Italia allo specchio è la fotocopia dell’Italia sul 2, con meno ospiti chiaccheroni (si poteva evitare di chiamare Mara Maionchi a parlare di alimentazione e diete) e con una nuova conduttrice, Francesca Senette. Una Senette visibilmente emozionata, con la voce spezzata, che si è concessa qualche pausa di troppo. Ma avrà sicuramente modo di migliorare, anche se gli ascolti non sono incoraggianti: la prima puntata ha ottenuto appena il 7.36% di share.
Al termine del post, dopo il salto, le dichiarazioni di Mara Maionchi e Federico Russo a DM:

5
agosto
ALL’IMPROVVISO… JACKPOT!

Jackpot ha chiuso i battenti lo scorso venerdi 1 agosto. Anzi no! Qualora vi foste sintonizzati su Canale 5, quest’oggi, per assistere alle annunciate puntate di Everwood, partite ieri 4 agosto alle 19, vi sareste ritrovati ad assistere ad una nuova puntata di… Jackpot.
Si, non c’è niente da fare. Canale5, tra le 18.50 e le 20, è come una gallina che non si riesce a fare l’uovo. Si sforza, cercando di sperimentare, ma qualunque tentativo risulta vano. E così, dopo essere passati per 1 Contro 100 e Fifty Fifty, si è sprofondati nel baratro con Jackpot. Come d’abitudine, alle buone intenzioni non è corrisposto un riscontro di pubblico tale da giustificare un eventuale riproposizione di quanto sperimentato e, con altrettanta puntualità, si è dovuto fare un passo indietro proprio verso quel quiz per il quale si cerca un valido sostituto “Chi Vuol Essere Milionario“.
Ma se qualcuno pensava che non si potesse far peggio di Jackpot (in termini d’ascolti), si sbagliava. E si sbagliava di grosso.
29
ottobre
GUERRA E PACE? UN MEZZO FLOP!

Le attività di DM iniziano a tornare alla normalità…
Una prima considerazione da condividere con Voi riguarda quello che doveva essere un evento televisivo eclatante.
Sostenuto da un battage pubblicitario pressante che ha coinvolto persino internet oltre ai canali tradizionali, Guerra e Pace è stato annunciato come “qualosa di difficilmente ripetibile” nel breve periodo sul piccolo schermo.
Un countdown mediatico scandiva i giorni mancanti al debutto di questo prodotto straordinario. Questo era, quanto meno, ciò che pensava la RAI.
Eppure, sin dalla pubblicizzazione dell’ “evento”, sostenevo che avremmo assistito ad un piccolo flop rispetto alle megalomani previsioni.
Pensavo questo sulla base di poche, semplici, considerazioni.
In primis ho sempre pensato che sul piccolo schermo (soprattutto sul piccolo schermo generalista) prodotti “storici” non possano trovare, di per sè, un largo consenso di pubblico.
Il problema non risiede, come sostengono in molti, nell’overdose di fiction in costume ma nella storia che c’è sotto i… costumi!
Nel caso di Guerra e Pace sono stati tradotti in chiave televisiva interessi troppo settoriali per far breccia sul grande pubblico e il confronto con quello che è stato un capolavoro della letteratura non poteva non tradursi in termini negativi per la riproposizione televisiva con la conseguenza che il risultato sarebbe stato inevitabilmente deludente.
Obietterete : “ma la fiction è riuscita ugualmente a “portare a casa” quasi 6 milioni di telespettatori”.
Certo, ma se consideriamo che un prodotto frivolo e decisamente scarso come “Un Ciclone in Famiglia” ha quasi raggiunto i 4 milioni di telespettatori, il paragone è presto fatto.
Non sono in discussione, in questo caso, i valori assoluti relativi agli ascolti ma la presentazione della fiction come “evento televisivo straordinario”, cosa che sarà costata non poco a mamma Rai sia da un punto di vista pubblicitario che in termini di sforzi (economici) produttivi che facevano sperare in risultati altrettanto straordinari.
Risultati straordinari che, ahimè (anzi ahiloro), non sono arrivati.
E’ stata singolare la risposta geniale anche se assolutamente fuoriluogo di Mediaset che ha utilizzato la stessa formula pubblicitaria del countdown per proporre la fiction “Il Capo dei Capi“.
Un prodotto sicuramente meno costoso e decisamente più popolare che, grazie al tema sempreverde della criminalità organizzata, è riuscito a totalizzare ottimi ascolti. Probabilmente superiori alle aspettative!
12
maggio
CHIUSO VOTANTONIO. IN RAI E’ DI NUOVO BUFERA!
E’ la stagione dei flop, non c’è niente da fare.
Mai in vita mia avevo assistito ad susseguirsi così frequente di clamorosi insuccessi televisivi che hanno portato, conseguentemente, ad una programmazione instabile ed altalenante come quella di quest’anno.
Una soap opera dei palinsesti che non accenna a terminare.
La notizia dell’ultima ora è che il tanto atteso programma di RaiDue Votantonio è stato bruscamente stoppato nonostante sia stata già registrata una seconda puntata che non verrà mai mandata in onda.
Il programma di Fabio Canino si è rivelato un clamorosissimo flop e la chiusura era praticamente una scelta obbligata. Ma Votantonio un record l’ha segnato : l’ascolto più basso mai registrato nella storia del prime time della Rai. Un miserissimo 4,96% di share con 1.174.000 ascoltatori.
Lunedi prossimo gli spettatori di RaiDue potranno far affidamento su Voyager – Ai confini della conoscenza di Roberto Giacobbo.
Quello di Votantonio non è un flop da sottovalutare.
Questa chiusura, “consacrando” l’ennesimo insuccesso di Antonio Marano, direttore della seconda rete della TV pubblica e “espressione” della Cdl, ha alimentato l’annosa questione della composizione del Consiglio d’Amministrazione della RAI.
La RAI, si sa, è politica pura e segue le vicende politiche del paese (per chi non lo sapesse l’azionista di maggioranza è il Tesoro).
Per questo motivo, mal può essere sopportato da un governo di centrosinistra un “5 a 4 a favore dell’opposizione” nell’attuale Consiglio d’Amministrazione dell’azienda di Viale Mazzini.
La bufera è iniziata lo scorso 25 ottobre quando per la prima volta c’è stata una spaccatura tra i consiglieri che non hanno votato all’unanimità.
La questione si è protratta sino a ieri passando per diverse fasi (un’analisi dettagliata e ben fatta potete trovarla qui) e per seguirne l’evoluzione non resterà che aspettare le 10 di mercoledi 16 maggio quando si terrà un Consiglio d’Amministrazione convocato su richiesta del Ministro Padoa Schioppa.
All’ordine del giorno :
-
Convocazione dell’Assemblea Ordinaria dei Soci per la revoca di un amministratore e nomina di un nuovo amministratore della società.
Per la cronaca, l’amministratore che il Ministro vuole far fuori è Angelo Maria Petroni. Quest’ultimo è infatti il consigliere nominato direttamente dal Tesoro. La Sua nomina, però, è stata fatta dall’allora Ministro dell’Economia Siniscalco e, dunque, pur rappresentando il Tesoro è, in questo caso, espressione del Ministro dell’Economia del vecchio governo.













12/3/2010: Davide Maggio è in copertina sul 



