
CdA
5
novembre
SANREMO 2011, INTERVIENE IL CDA RAI: NO A BRANI POLITICI AL FESTIVAL. E MORANDI: FIDATEVI DI ME
novembre 5th, 2010 11:25 Marco Leardi

Elisabetta Canalis conduttrice di Sanremo 2011
Erano meglio le banane e il lampone, oppure quel ragazzo che amava i Beatles e i Rolling Stones. Gianni Morandi andava a 100 all’ora quando si trattava di sfornare canzonette dagli arrangiamenti irresistibili. Anche adesso, che gli è stata affidata la conduzione del Festival di Sanremo 2011, l’artista cerca di mettere in gioco quel suo estro, ma per il momento l’effetto non sembra essere il medesimo. Delle sue proposte, infatti, una su mille ce la fa. Solo l’altro ieri il cantante suggeriva, assieme al direttore artistico Gianmarco Mazzi, che a Sanremo si eseguissero Bella Ciao e Giovinezza nella serata dedicata ai 150 anni dell’Unita’ d’Italia (maggiori info qui). Bene, a 24 ore di distanza il Cda Rai ha chiuso la questione bocciando il progetto: niente brani dalla spiccata connotazione politica all’Ariston.
In una nota il Consiglio d’Amministrazione ha rilevato che sarebbe ”utile evitare di affrontare, in modo troppo superficiale, questioni così delicate che riguardano la storia del nostro Paese” e invitato il Direttore Generale ad intervenire con il Direttore di Rai1 “affinché nell’organizzazione della serata dedicata ai 150 anni dell’Unità d’Italia si proceda in modo serio e responsabile, con criteri diversi“. Da parte sua il conduttore della kermesse canora 2011 ha rivendicato assieme a Mazzi “l’autonomia artistica nella scelta delle canzoni della serata del giovedi” e ha proprosto nuovi brani, dall’Inno di Mameli alla Canzone del Piave.
La presa di posizione del Cda Rai appare ragionevole di fronte a una trovata singolare e inadeguata rispetto al contesto in cui è sorta. Che c’azzeccano Bella Ciao e Giovinezza con il palco dell’Ariston? Queste canzoni appartengono a periodi storici che le hanno connotate e intrise di ideologia oltre al significato letterale dei loro testi; una indentifica la Resistenza partigiana, l’altra il Ventennio fascista. La parentesi festivaliera non sembra l’occasione migliore per proporre brani del genere, che meritano particolari accortezze storiche e culturali. E poi va benissimo celebrare l’Unità di Italia, ma ci si ricordi anche che i telespettatori chiedono a Sanremo buona musica e intrattenimento, non liturgie in bianco e nero.

27
ottobre
RAI, ANNULLATO IL CDA DI DOMANI CON LE NUOVE NOMINE. E GARIMBERTI MINACCIA LE DIMISSIONI

Nomine Rai: Mauro Masi, Paolo Garimberti
A Viale Mazzini tira un’arietta pesante e la colpa non è certo di Bruno Vespa che crea corrente tra Porta e Porta. Tutt’altro. I nuvoloni di tempesta sono addensati ai piani alti e non promettono nulla di buono. La prima notizia, giusto per assaggiare il clima, è che il Consiglio d’amministrazione di domani è stato annullato e fatto slittare a giovedì prossimo 4 novembre. Al centro della riunione ci sarebbe stato un pacchetto di nuove nomine molto criticato dai consiglieri d’opposione, che già si erano dichiarati pronti a non partecipare al voto per fare scudo. Un’ennesimo strappo col DG Mauro Masi a seguito del quale – secondo il Corriere- martedì sera il Presidente della Rai Paolo Garimberti avrebbe minacciato le dimissioni. Chiamalo se vuoi, tsunami.
Il nuovo giro di nomine messo a punto da Masi prevederebbe innanzitutto lo spostamento di Corradino Mineo da Rainews24. Il giornalista (considerato una delle voci di sinistra dell’informazione Rai) potrebbe essere spedito in ‘grande madre’ Russia come corrispondete da Mosca, oppure a dirigere la Rai Parlamento attualmente guidata da Gianni Scipione Rossi. Al posto di Mineo, come si vocifera ormai da mesi, dovrebbe andare Franco Ferraro, caporedattore di Sky in area Lega. A sostegno delle battaglie di Masi potrebbe arrivare la nomina di Guido Paglia, tecnico stimato da Berlusconi, a quinto vicedirettore generale dell’azienda pubblica.
Raidue sotto i riflettori. La direzione della seconda rete Rai potrebbe passare da Massimo Liofredi a Susanna Petruni. Indiscrezioni a riguardo si susseguono ormai da mesi, ma anche ora c’è chi sostiene che la giornalista sia già pronta al nuovo incarico e chi invece è convinto che si debba ancora aspettare. Di certo quello di Raidue è un nodo delicato infatti Liofredi potrebbe anche far causa alla Rai qualora, dopo l’eventuale rimozione, non gli fosse affidato un ruolo di egual peso.

4
ottobre
ANTONIO VERRO CONTRO TUTTE: NEL MIRINO DEL CONSIGLIERE DEL CDA RAI LA CLERICI E LA SETTA

Antonio Verro vs Antonella Clerici & Monica Setta
Ne ha per tutti il consigliere di amministrazione Rai Antonio Verro, intervistato da La stampa. Anzi per tutte, perchè si è scagliato soprattutto verso le conduttrici donne dell’azienda. Un nome su tutte? Antonella Clerici. Alla padrona di casa de La Prova del cuoco, ”rea” di percepire uno stipendio altissimo (ma in linea con i suoi colleghi), Verro non perdona il calo di ascolti di Ti lascio una canzone:
“E’ sceso il pubblico di Ti lascio una canzone (meno 10 punti) e persino della Prova del cuoco. Le sue lamentazioni sono tutte orientate verso la difesa dei privilegi. I suoi contratti sono al di fuori d’ogni logica. Guardi che La prova del cuoco con la brava Isoardi faceva gli stessi ascolti e lei prendeva il 90% in meno. Da sola“.
Continuano, dunque, le polemiche di Verro su cachet e ascolti, anche se il consigliere non ha ben presente i dati auditel. Se è vero che il baby talent ha subito un calo di ascolti è allo stesso tempo vero che il prime time del sabato è ben diverso da quello del mercoledi; ma è il discorso relativo agli ascolti de La prova del cuoco a non reggere: lo show del mezzogiorno di Rai1 cresce di oltre 2 punti percentuali rispetto alla gestione Isoardi (ieri al 21.9% con il debutto a Linea Verde). Chiuso il capitolo Clerici, Verro non le manda a dire neppure a Simona Ventura (“ha perso smalto e ascolti ma è pur sempre brava“) e a Monica Setta, orfana del day time e in procinto di sbarcare in prime time a dicembre con Solo per amore:
«La sua trasmissione fu criticata in cda; falsi scoop, abbigliamento non consono e superficialità nel trattare argomenti delicati. Condivido l’idea di tagliarla, molto meno quella di darle un programma di prima serata. Spero sia più sobria».

23
settembre
PARLA CON ME, SLITTA IL CONTRATTO DI SERENA DANDINI: NEL CDA ASSENTI CINQUE CONSIGLIERI

Serena Dandini
Per Serena Dandini è l’imprevisto che non ci voleva, quello che Michele Santoro era riuscito a dribblare nei giorni scorsi. Ora la conduttrice di Parla con me dovrà pazientare, ferma ai box per qualche giorno. Nella seduta del Cda di oggi, 23 settembre, è infatti mancato il numero legale per rendere valida la votazione a causa della mancanza in aula di cinque consiglieri legati alla maggioranza parlamentare. Si tratta di Verro, Rositani, Gorla, Petroni, Bianchi Clerici. Per ora non è quindi stato rinnovato il contratto alla Dandini e al suo programma serale. La presentatrice di Raitre, secondo i palinsesti, dovrebbe tornare in onda martedì 28 settembre. Ora quella data sarebbe tutta da confermare, anche perchè dalla redazione di Parla con me fanno già sapere: “Senza contratto non possiamo andare in onda“.
Le prime avvisaglie che l’esordio della trasmissione non sarebbe stato così liscio si erano avute nei giorni scorsi, quando la Rai aveva deciso di non mandare in onda lo spot in cui la Dandini scherzava con un finto Augusto Minzolini (nell’imitazione del comico Max Paiella). In quell’occasione anche il Presidente Garimberti aveva rimproverato la conduttrice, auspicando un “gioco di squadra” all’interno della tv pubblica. Poi c’erano state le dichiarazioni della stessa presentatrice, che in stile Santoro aveva annunciato l’intenzione di non rispettare le norme del DG Mauro Masi sui talk. “Ospiti, argomenti e composizione del pubblico spettano al conduttore” aveva detto.
Intanto Antonio Verro ha ridimensionato e giustificato l’accaduto: “Abbiamo scelto di non partecipare alla riunione di oggi, perché nell’ultima seduta del Consiglio si era deciso di non esserci questa settimana per solidarietà a Rositani che per motivi di salute non avrebbe potuto partecipare“. Da parte sua, il consigliere d’opposizione Giorgio Van Straten ha bollato l’episiodo odierno come “molto grave” e ha chiesto all’azienda di rendere note le sue intenzioni nei confronti di Parla con me, visto che lunedì mattina è prevista una conferenza stampa di presentazione.

28
luglio
RAI: LE NOMINE SLITTANO A DOMANI. IN FORSE LA CONDUZIONE DI “IN MEZZ’ORA” DELL’ANNUNZIATA

Lucia Annunziata nello studio di In mezz'ora con Berlusconi
Siamo in piena estate ma in Rai si lavora alacremente per preparare la prossima stagione tv. Dopo molto rinvii, oggi era il giorno fissato dal Cda per stabilire le nuove nomine. Ma tutto è nuovamente rimandato a domani mattina. Tra le nominepiù attese quelle relative ai nuovi direttori di Raidue e Rainews, con Susanna Petruni e Franco Ferraro rispettivamente al posto di Massimo Liofredi e Corradino Mineo, secondo le proposte che sarebbero state formulate dal direttore generale. Domani quindi potrebbeero essere annunciati i nuovi direttori.
Nomine a parte, in Rai si apre un nuovo caso, dopo i precedenti illustri di Santoro e Dandini. Questa volta tocca a Lucia Annunziata che afferma: “Anche il mio caso è aperto, non so se tornerò a condurre ‘In mezz’ora’ in Rai”. Fino ad ora nessun dubbio era trapelato riguardo la sua conferma alla guida della trasmissione nel pomeriggio domenicale di Rai3, ma stando alle sue parole (“Non si sa se vedremo ancora ‘In mezz’ora’. Almeno con me”) il programma di approfondimento politico potrebbe tornare in onda senza l’Annunziata.
Per il momento nessuna replica, ma un nuovo grattacapo si aggiunge sul groppone dei vertici Rai. A questo punto, solo col caldo agostano verranno svelati gli ultimi tasselli.
16
marzo
IL CDA RAI CONFERMA LO STOP AI TALK SHOW: LA PALLA PASSA ALLA COMMISSIONE DI VIGILANZA
marzo 16th, 2010 15:00 Daniele Pasquini

Nulla da fare. Il Consiglio di Amministrazione della Rai ha confermato, nella riunione d’urgenza convocata ieri dal Presidente Paolo Garimberti, la delibera approvata il 1° marzo scorso: tutti i talk show politici resteranno sospesi fino alla conclusione del periodo elettore. La decisione, votata a maggioranza (5 voti contro 4) nonostante l’auspicio di Garimberti nel trovare un “punto di incontro” e la lettera del Presidente dell’AgCom Corrado Calabrò, cozza con la sospensione del Tar del Lazio del provvedimento varato dall’AgCom per le emittenti private, anch’esso basato sul regolamento predisposto per la Rai dalla Commissione di Vigilanza.
In altre parole, mentre Sky, Mediaset e Telecom Italia Media potranno proporre regolarmente programmi di approfondimento politico conformi alla legge sulla par condicio, la Rai sarà l’unica a doversi affidare alle sole tribune elettorali. Il CdA ha comunque dato mandato al Direttore Generale della Rai Mauro Masi di illustrare la situazione alla Commissione di Vigilanza (il cui Ufficio di Presidenza è convocato per oggi alle 13.30), a cui spetta quindi la “decisione” finale.
Il Presidente della Rai Paolo Garimberti rispetta la decisione della maggioranza ma si dichiara amareggiato “per la divisione” in Consiglio di Amministrazione e per la “mancata ripresa dei talk show”. Il Presidente della Vigilanza Sergio Zavoli, che insieme a Mauro Masi avrà il compito di trovare urgentemente una strada alternativa, ha espresso tutta la sua contrarietà alla delibera: “Si attendeva una scelta diversa in ordine all’invito di ripristinare i programmi d’approfondimento nel periodo elettorale, per i quali era gia’ stata ritenuta non obbligata la loro soppressione”.
Dura anche la reazione di Giovanni Floris:

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15
marzo
IL TAR DEL LAZIO BOCCIA LO STOP DEI TALK SHOW POLITICI PER LE TV PRIVATE. IL CDA RAI CONVOCATO D’URGENZA

C’è grande fermento nei corridoi di Viale Mazzini. Non solo per la vicenda che riguarda Santoro, Minzolini, Berlusconi e l’AgCom ma soprattutto per la decisione del Tar del Lazio sui talk-show politici delle emittenti private, sospesi giorni addietro dall’Autorità per la garanzia delle comunicazioni varando un provvedimento-costola del regolamento predisposto per la Rai dalla Commissione di Vigilanza.
La terza sezione del Tribunale Amministrativo Regionale presieduta da Maria Luisa De Leoni ha accolto il ricorso di Sky e Telecom Italia Media in relazione alla sospensione del regolamento varato dall’AgCom. Ne consegue che tutte le tv private (in primis Mediaset, Sky e Telecom Italia) potranno riprendere le trasmissioni di qualsivoglia talk show politico, purchè conforme alle canoniche norme sulla par condicio.
Grande soddisfazione per Sky Italia e, in particolar modo, per il direttore di SkyTG 24 Emilio Carelli, da sempre estimatore dei “faccia a faccia” politici in periodo elettorale. Anche Mediaset si è dichiarata appagata dalla sentenza e deciderà “responsabilmente” (a causa della ristrettezza degli spazi a disposizione) nei prossimi giorni come posizionare i propri programmi di informazione.
C’è chi, intanto, è nel caos più totale. Parliamo del Consiglio di Amministrazione della Rai, convocato oggi d’urgenza (alle 12) dal Presidente Paolo Garimberti.
2
marzo
IL CDA RAI SOSPENDE TUTTI I TALK SHOW POLITICI, I PROTAGONISTI PROTESTANO

Caos totale nella giornata di ieri. Il Consiglio di Amministrazione della Rai ha infatti votato, a maggioranza, la sospensione temporanea, per tutto il periodo di campagna elettorale, della messa in onda dei talk show politici quali Porta a Porta, Annozero, L’ultima parola e Ballarò che, per un maggiore equilibrio politico, verranno sostituiti dalle classiche tribune elettorali.
La rigida applicazione del Regolamento della Commissione di Vigilanza (non era prevista, infatti, la sospensione della messa in onda ma un maggiore rispetto della par condicio in base a delle specifiche regole) ha scatenato l’ira di tutti i diretti interessati, pronti a combattere in nome della libertà d’espressione. In prima fila il Presidente del CDA Rai Paolo Garimberti che ha fatto il possibile affinchè non si arrivasse a tale soluzione, tentando per giunta la strada dell’interpretazione formale dalla Vigilanza.
Duro Giovanni Floris, conduttore di Ballarò, che sottolinea il danno per l’azienda, per gli abbonati e per il sistema parlando pertanto di “trionfo del silenzio sull’informazione”. Lo segue a ruota Milena Gabanelli che, per quanto Report (come Presa diretta) non rientri nei “bersagli” del CDA, ha parlato (fonte: Radio Capital) di norma che “viola il principio democratico del diritto di essere informati e ci costringe a calpestare ciò in cui crediamo”.
Ma la decisione del CDA ha dato vita anche ad una guerra interna tra Bruno Vespa e Michele Santoro:












Ogni venerdi Davide Maggio è ospite di 



