
Brontolo
10
gennaio
PAOLO VILLAGGIO A RAI3: “I SARDI SI ACCOPPIANO CON LE PECORE” (VIDEO). BUFERA SUL COMICO

Paolo Villaggio, Brontolo
Quando si dice una tv al limite del ‘pecoreccio’. Stamattina su Rai3 è andato in onda un siparietto niente male che ha avuto come protagonista Paolo Villaggio. Il comico era ospite di Brontolo, il programma condotto da Oliviero Beha, dove si parlava di una questione di stringente attualità: l’occupazione femminile ai tempi della crisi. Ad un tratto ha preso la parola e ha fornito una sua personalissima spiegazione al motivo del ridotto tasso di natalità in Sardegna.
Occhio alla teoria: “Perché in Sardegna ci sono meno bambini? Io penso che molti pastori abbiano delle relazioni con le pecore…” dice Villaggio. Alessandra Mussolini, presente in studio, se la ride mentre il conduttore – che in un primo momento resta zitto – si affretta a cambiare subito argomento. Ma ormai è andato tutto in vacca, anzi in pecora, e il pasticcio in diretta tv non si può più risolvere. A seguito delle parole dette dal comico a Brontolo sono infatti arrivate piogge di critiche da ogni dove.
Il primo a scagliarsi contro il comico (e contro la trasmissione di Rai3) è stato il governatore della Sardegna Ugo Cappellacci.
“Il servizio pubblico, pagato dai cittadini, non può essere ridotto a veicolo di stupidità, volgarità e ignoranza (…) Se il livello culturale offerto da certe trasmissioni scende così in basso, lo Stato farebbe bene a considerarle tra le voci soggette a tagli” ha detto.
Da parte loro, i pastori sardi sono già sul piede di guerra e una loro rappresentanza ha minacciato di intraprendere azioni giudiziare.

28
marzo
IL BRONTOLO DI OLIVIERO BEHA: VI FIDERESTE DI UN POLITICO MASCHIO CHE SI TINGE I CAPELLI?

Brontolo, Oliviero Beha
‘Avete abituato la gente a parlare di sciocchezze’. E’ questo il giudizio critico verso il giornalismo di Achille Occhetto, lontano dalle ribalte che contano ormai da anni, e oggi resuscitato per un intervento nella trasmissione Brontolo, condotta da Oliviero Beha, dedicata al rapporto tra immagine, comunicazione e successo politico. Nonostante la bacchettata dell’ultimo leader del Pci la trasmissione corre sul binario previsto, una riflessione a tutto tondo che parte dalla denuncia di Pierluigi Bersani lamentatosi non molto tempo fa della classe politica più giovane del Pd, incapace di bucare lo schermo.
Quale migliore termometro dell’immagine della politica allora se non una capatina nella barberia dei deputati? Una carrellata sui cartelli che regolano i flussi degli onorevoli nei giorni di seduta parlamentare all’interno del salone di bellezza al maschile, una veloce intervista all’uomo che mette mano alle teste dei nostri rappresentanti, una sottile ironia di fondo coerente con l’indignazione anti-casta già del libro di Gian Antonio Stella. A volo di uccello si indaga sull’evoluzione ‘pilifera‘ dei politici: look, gusti, cambiamento, prodotti. C’è chi è dovuto scappare con la testa bagnata per andare a votare – racconta il barbiere della Camera - aneddoto che non ci stupisce considerati i trasformismi politici, i salvataggi e le fiducie all’ultimo voto.
Ma soprattutto il domandone finale: ci sono parlamentari che si fanno la tinta? Con tanto di rapido sondaggio popolare in studio presso una mini-platea di televotanti dotati di elmetto luminoso. Beha chiede: ‘Vi fidereste di un politico maschio con i capelli tinti?’ Il verdetto che arriva dagli spalti, come riassume lo stesso conduttore, fa capire una certa indifferenza al problema. Gli italiani hanno paura di dimostrarsi frivoli e vanitosi o i meccanismi di persuasione sono così inconsci che sfuggono a tutti?

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