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	<title>DavideMaggio.it &#187; Avanguard</title>
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	<description>La Televisione italiana, in anteprima!</description>
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		<title>AMARCORD, Che Fine Ha Fatto&#8230;LUANA COLUSSI?</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Feb 2008 14:10:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Avanguard</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Spesso si discute del concetto di meteora e soprattutto di tutti quei personaggi che tentano ogni via al solo fine di non essere inseriti in questa categoria. Se quest&#8217;ultimo comportamento sembra predominare, c&#8217;è chi pur avendo raggiunto il grande successo, ha preferito defilarsi senza nessuna paura di andare ad assumere questa carica, sicuramente non piacevole.
Pochi sono [...]]]></description>
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<p align="justify">Spesso si discute del concetto di <strong>meteora</strong> e soprattutto di tutti quei personaggi che tentano ogni via al solo fine di non essere inseriti in questa categoria. Se quest&#8217;ultimo comportamento sembra predominare, c&#8217;è chi pur avendo raggiunto il grande successo, <strong>ha preferito defilarsi senza nessuna paura di andare ad assumere questa carica</strong>, sicuramente non piacevole.</p>
<p align="justify">Pochi sono gli artisti che possono vantare un percorso di questo tipo e con orgoglio rivendicano questa scelta. Uno di questi è senza dubbio alcuno, <strong>Luana Colussi</strong>.</p>
<p align="justify">Nata ad <strong>Udine nel 1965</strong>, negli anni 80 ha iniziato a muovere i suoi primi passi nel mondo dello spettacolo, <strong>facendosi le ossa nelle radio private</strong>. Dopo una piccola parentesi come <strong>indossatrice</strong>, per Luana è arrivato il momento del <strong>grande debutto in tv, al fianco di Raimondo Vianello,</strong> nel programma<strong> Il gioco dei 9</strong>. Sempre con Vianello, Luana ha condotto poco dopo il programma<strong> Il Motivetto</strong>.</p>
<p align="justify">L&#8217;immagine fresca, l&#8217;ironia e la capacità di reggere il confronto con un grande uomo di spettacolo come Raimondo Vianello, le hanno così permesso di farsi amare dal grande pubblico. Per lei sono arrivate in seguito altre esperienze come <strong>Una Rotonda sul Mare, Calcio Mania e la sit-com Andy e Norman</strong>, con Zuzzurro e Gaspare.</p>
<p align="justify">Un momento di grande successo, confermato anche dalla trasmissione <strong>Bellissima</strong>, concorso di bellezza che ha condotto per tre anni consecutivi e di cui è stata anche <strong>testimonial</strong>.</p>
<p align="justify">Per Luana però questo non era ancora abbastanza. La conduttrice, ha così deciso di <strong>abbandonare le Reti Mediaset</strong> per tentare nuove strade professionali. Per la Tv di Stato ha condotto programmi come <strong>Paese che Vai</strong> e ha esordito come attrice, partecipando alla <strong>fiction Occhio di Falco</strong>.</p>
<p align="justify">Dopo un momento di silenzio, dovuto al cambio di network e di immagine ma anche alla fine della storia con Fiorello, Luana è tornata alla conduzione di un programma affiancando Carlo Conti, nello show <strong>Va ora in onda</strong>.</p>
<p align="justify">A questo hanno fatto seguito numerose televendite, la conduzione di eventi ma soprattutto la partecipazione ai <strong>cortometraggi Toilette e Sinfamolle, alla fiction Don Matteo</strong> e qualche piece teatrale di discreto successo, nonchè una collaborazione saltuaria ma continuativa con il <strong>programma Quelli che il calcio, iniziata già nel periodo Fazio</strong>.</p>
<p align="justify">Dopo questo il nulla. Almeno televisivamente parlando. Negli ultimi anni Luana si è concentrata sulla sua vita privata che le ha saputo dare grandi soddisfazione. Oggi è una <strong>donna felicemente sposata e madrei di due bambine</strong>. Non ha dimenticato però il suo amore per lo spettacolo. Ha continuato a condurre eventi, comparendo in svariate pubblicità e rendendosi testimonial di prodotti legati allo sport, lavorando per radio e tv private, senza mai svendersi. Al tempo stesso ha continuato a coltivare la passione per il cinema.</p>
<p align="justify"><strong>Le sono stati proposti reality show</strong> che lei ha gentilmente declinato, rimanendo così fedele a quel personaggio che il pubblico ha tanto amato.</p>
<p align="justify">A spiegarlo è stata lei stessa nel corso di un&#8217;<strong>intervista che segue, rilasciata qualche tempo a Friuli.It</strong>. Parole che spiegano meglio delle mie, il percorso di un&#8217;artista e di una donna che non si è fatta divorare dall&#8217;esigenza di apparire. Un bell&#8217;esempio oggi come oggi.</p>
<p align="justify"><strong>Per leggere l&#8217;intervista, clicca su &#8220;Leggi il resto del post</strong>&#8221; : <span id="more-1705"></span></p>
<p align="justify"><strong>MAMMA A TEMPO PIENO</strong></p>
<p align="justify">Due iene, oggi sono due iene”, dice, con tutto l’amore di una mamma. Le due piccole, Marianna e Chiara, le gironzolano attorno. Lei, Luana Colussi, le tiene d’occhio con un sorriso che si vede anche attraverso la cornetta del telefono. Nel tono della voce, nelle inflessioni, si può notare pure il luccichio degli occhi.</p>
<p align="justify"><strong>Partiamo proprio da qui, dalle sue bambine&#8230;</strong></p>
<p align="justify">“Sono contenta. Loro hanno saputo darmi una serenità che, se lavori e basta, non puoi conoscere. Ora sono consapevole del fatto che ci vuole qualcosa di così grande per essere felici. Certo, ci sono anche state le notti in bianco contro cui lottare (le piccole dormivano poco), ma mi piace averle dedicate a loro”.</p>
<p align="justify"><strong>Però la professione è passata in secondo piano&#8230;</strong></p>
<p align="justify">“E’ vero, ho dovuto lasciare un po’ andare la professione. Ma quando vedi che ti ascoltano, che col tempo crescono in tutti i sensi&#8230; Chiara, la più discola, ha due anni, e fa tutto quello che fa l’altra, che ne compie quattro a giugno”.</p>
<p align="justify"><strong>Le è pesato?</strong></p>
<p align="justify">“Non tanto. Amo molto la casa, anche prima che loro nascessero mi piaceva fare la spesa e da mangiare. Soprattutto dolci. La vita è questa”.</p>
<p align="justify"><strong>E prima?</strong></p>
<p align="justify">“Prima era completamente diverso. Mi piaceva. Amavo il mio lavoro e la mia indipendenza. Sapevo che tutto sarebbe cambiato, ma non mi aspettavo di essere così contenta. Pensi che quando stavo con il mio compagno, ora mio marito, dicevo di non voler avere figli perché stavo troppo bene”.</p>
<p align="justify"><strong>E cosa le manca?</strong></p>
<p align="justify">“Un po’ di tempo per me stessa. Piccole cose, come fare il bagno anziché la doccia. Amo nuotare, mi sono iscritta a un circolo e quando le due sono all’asilo, approfitto per fare un tuffo. Ho imparato a organizzarmi”.</p>
<p align="justify"><strong>Lasciamo la famiglia e parliamo della sua professione. Lei ha lavorato accanto a molti comici, come Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, Gene Gnocchi, Carlo Conti. Che persone sono, al di là della scena?</strong></p>
<p align="justify">“Adoro come persone Sandra e Raimondo, con i quali ho mantenuto i rapporti. Ho bellissimi ricordi di quella coppia, della loro ironia sottile e intelligente. Mi trovo molto bene anche con Gene Gnocchi, che ha una comicità più moderna, almeno nel lessico. Conti è simpatico, ma è più una spalla&#8230;”.</p>
<p align="justify"><strong>Vianello e la Mondaini, nella vita privata, sono come in tv?</strong></p>
<p align="justify">“Sono proprio così. Quello che mettono in scena è la verità. Si riprendono l’un l’altro e si fanno i dispetti”.</p>
<p align="justify"><strong>E’ difficile entrare in televisione?</strong></p>
<p align="justify">“Per me non tanto. All’epoca ero modella e avevo fatto una pubblicità per una nota marca di shampoo. Gli autori del Gioco dei nove lo videro e si misero in contatto con la mia agenzia. Cercavano una ragazza dall’aspetto mediterraneo e senza esperienza. Io non volevo andare al provino (mi piaceva fare la modella), ma mi convinsero”.</p>
<p align="justify"><strong>E poi cosa successe?</strong></p>
<p align="justify">“C’erano tantissime persone che aspettavano il proprio turno per fare il provino. Io ero l’ultima in lista. Ho aspettato per ore e avevo una gran paura. Ascoltavo i discorsi delle altre, che raccontavano di aver fatto questo e quello in televisione, mentre io non avevo esperienza. L’agenzia mi aveva raccomandato di indossare i tacchi alti. Io ero stanca e intimidita. Tirai fuori dalla borsa le scarpe basse e poco dopo mi chiamarono”.</p>
<p align="justify"><strong>Chi le fece il provino?</strong></p>
<p align="justify">“C’erano gli autori del programma assieme a Raimondo Vianello. Fu una grande emozione. Per me, lui era ancora il Tarzan del sabato sera, quello che faceva andare a sbattere Jane-Mondaini sull’albero. Non avevo nulla da raccontare a livello professionale. Raimondo, che conosceva bene Grado e Trieste per motivi di studio, mi chiese di raccontare del mio paese d’origine. Mi richiamarono dopo una settimana per dirmi che ero stata presa”.</p>
<p align="justify"><strong>Oggi, però, non è così semplice andare in video&#8230;</strong></p>
<p align="justify">“Un tempo le cose procedevano in modo più lineare e c’era più serietà, più professionalità. Io mi occupavo dello sponsor e dovevo parlare. Accanto a me c’erano gli uomini di Publitalia che mi correggevano e mi spiegavano come dovevo fare. Oggi, invece, c’è troppa voglia di andare in video e troppa faciloneria”.</p>
<p align="justify"><strong>E’ stato difficile passare dal ruolo di modella a quello di volto televisivo?</strong></p>
<p align="justify">“Per fortuna, all’inizio della mia carriera avevo lavorato per Radio Fantasy (all’epoca la sede era ancora a Grado) e quell’esperienza mi aiutò molto. Mi aveva insegnato a colmare i vuoti, a parlare al momento giusto e non farsi prendere dal panico, a essere fredda. Inoltre, all’epoca vivevo con una ragazza che lavorava al Piccolo di Milano e mi facevo aiutare da lei”.</p>
<p align="justify"><strong>Che ricordo ha delle trasmissioni radiofoniche?</strong></p>
<p align="justify">“La radio è un amore che non può essere sostituito. Mi occupavo sia di programmi di dediche musicali (mi è sempre piaciuto lavorare a contatto con la gente), ma avevo anche una trasmissione durante la quale, tra una canzone e l’altra, parlavo al microfono per un’ora seguendo un mio filo conduttore. Ripensandoci, ho un po’ di nostalgia, di dolce malinconia”.</p>
<p align="justify"><strong>A un certo punto della sua carriera, lei ha abbandonato Mediaset per approdare in Rai. Perché fece questa scelta?</strong></p>
<p align="justify">“Mi ero un po’ stufata di rimanere in Mediaset. Dopo gli inizi, non arrivavano proposte di lavoro interessanti. Ero disillusa e delusa. Ora che sono più matura e mi riguardo indietro, mi rendo conto che non capivo i meccanismi. Mi aspettavo che, avendo fatto un buon lavoro, il mio impegno venisse ripagato. Da buona friulana, non riuscivo a propormi nel modo giusto. Mi mancava quella sfacciataggine necessaria per essere ascoltata. Così mi spostai a Roma. Non mi sono limitata alle trasmissioni Rai. Ho fatto anche teatro. Ho trovato tanti attori bravissimi, più di quelli che lavorano in tv”.</p>
<p align="justify"><strong>Oggi, le sue apparizioni in video sono sporadiche&#8230;</strong></p>
<p align="justify">“Ogni tanto mi piace tornare davanti alla telecamera. Per me si tratta di qualche pillola di respiro. Comunque, da quando ho incontrato mio marito, ho imparato a guardare le cose nella giusta prospettiva. Ho capito che l’amore è fatto di cose fragili e di tanta attenzione”.</p>
<p align="justify"><strong>Ogni tanto lei è ospite di Quelli che il calcio. A tifare Udinese siete soltanto lei e Mal. Non si sente un po’ confinata in una riserva indiana?</strong></p>
<p align="justify">“L’Udinese non è solamente una squadra che non dà fastidio, ma suscita anche simpatia. Andando allo stadio, poi, ci si rende conto che il tifoso bianconero è più contenuto e rispettoso degli altri. Certo è che la squadra potrebbe essere trattata un po’ meglio”.</p>
<p align="justify"><strong>Navigando su Internet, ci si imbatte nelle sue fotografie. Che effetto le fa essere ‘sbirciata’ dagli internauti?</strong></p>
<p align="justify">“Per lo più si tratta di foto di posa e l’effetto è lo stesso di quando si esce sui giornali. Mi è sempre piaciuto posare davanti all’obiettivo. Tuttavia, non ho mai fatto calendari e nemmeno serate in discoteca (mi sembra di portare via i soldi alla gente). Non voglio apparire per il solo gusto di essere vista. In questo sono fin troppo friulana”.</p>
<p align="justify"><strong>E le fotografie rubate dai paparazzi?</strong></p>
<p align="justify">“Quelle sono davvero immagini rubate da chi, fastidiosamente, invade la tua vita privata. A differenza di tanti, che vogliono far parlare di sé, non ho mai chiamato i paparazzi per dire loro dove andavo a cena e con chi. Se ci bada, nelle foto pubblicate sulle riviste, i vip appaiono stranamente perfetti. E’ un meccanismo simile a quello dei reality”.</p>
<p align="justify">Hubert Londero</p>
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		<title>AMARCORD, Che Fine Ha Fatto&#8230; SILVIO ODDI?</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 13:51:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Avanguard</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
In più occasioni ci siamo ritrovati a parlare della tv che non c&#8217;è più, spesso caratterizzata dal varietà, quella particolare miscela costituita da una conduzione garbata e soprattutto da uno show in grado di intrattenere anche attraverso un piacevole intermezzo musicale e &#8220;ballettistico&#8221;. Tutti elementi oggi dimenticati dalla televisione, tranne qualche rara eccezione.
Eccezioni chiaramente insufficienti [...]]]></description>
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<p align="justify">In più occasioni ci siamo ritrovati a parlare della <strong>tv che non c&#8217;è più</strong>, spesso caratterizzata dal varietà, quella particolare miscela costituita da una <strong>conduzione garbata</strong> e soprattutto da uno <strong>show in grado di intrattenere</strong> anche attraverso un piacevole<strong> intermezzo musicale e &#8220;ballettistico&#8221;</strong>. Tutti elementi oggi dimenticati dalla televisione, tranne qualche rara eccezione.</p>
<p align="justify">Eccezioni chiaramente insufficienti a mettere in evidenza tutti coloro che il varietà l&#8217;hanno reso grande negli<strong> anni 80 e 90.</strong> Tra questi è impossibile dimenticare, uno dei professionisti più apprezzati in quel periodo : <strong>Silvio Oddi</strong>.</p>
<p align="justify">Proveniente da una famiglia di avvocati e giornalisti, <strong>Silvio</strong>, sconvolgendo tutti, fin dalla più tenera età ha dimostrato un certo <strong>interesse per il mondo dello spettacolo </strong>ed in particolare per quello della recitazione. Gli amici, convinti che lui avesse uno <strong>spiccato talento per la danza</strong>, lo hanno convinto ad iscriversi allo <strong><a target="_blank" href="http://www.ials.org/">Ials di Roma</a></strong>, dove Silvio ha potuto scoprire le sue potenzialità di danzatore.</p>
<p align="justify">A soli <strong>17 anni</strong> il ballerino ha così superato un&#8217;audizione per il programma<strong> <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fantastico_(televisione)">Fantastico</a></strong>, lavorando così con Maestri come <strong>Franco Miseria e <a target="_blank" href="http://www.ginolandi.it/">Gino Landi</a></strong>. Nonostante ciò Silvio ha continuato a studiare terminando il liceo e iscrivendosi all&#8217;università. Contemporaneamente ha portato avanti la sua carriera di ballerino, anche grazie all&#8217;aiuto di una persona che ha creduto in lui : <strong><a target="_blank" href="http://www.davidemaggio.it/tag/lorella_cuccarini">Lorella Cuccarini</a></strong>. La conduttrice lo ha infatti voluto come <strong>primo ballerino di <a target="_blank" href="http://www.davidemaggio.it/tag/buona_domenica">Buona Domenica</a></strong>, programma che più di ogni altro ne ha consacrato il talento.</p>
<p align="justify">A questo hanno fatto seguito numerose trasmissioni e tutte di successo come Gran Premio, La stangata, <strong>30 ore per la vita</strong> e Campioni di Ballo, solo per citarne alcune.</p>
<p align="justify">Una volta giunto all&#8217;apice del successo, Silvio però ha avuto una sorta di <strong>tracollo psico-fisico</strong> che lo ha portato a capire che la danza si potesse vivere in maniera diversa, ancora più intensa ed artisticamente elevata. Ha deciso così di <strong>abbandonare il piccolo schermo</strong> per trasferirsi a <strong>Montecarlo</strong>. Lì si è sposato e ha avuto due bambini ma soprattutto ha aperto una scuola insieme alla moglie.</p>
<p align="justify"><strong>Scopri che fine ha fatto Silvio Oddi</strong> : <span id="more-1679"></span></p>
<p align="justify">Neanche questo però per Silvio poteva essere abbastanza. Qualche anno dopo il ballerino ha infatti dato libero sfogo alla sua natura nomade abbandonando la vita che si era costruito a Montecarlo. Silvio ha divorziato, lasciato la scuola all&#8217;ex moglie e si è <strong>trasferito a Londra</strong> per dedicarsi al teatro danza e al physical dance.</p>
<p align="justify"><strong>Tornato in Italia</strong> ha fondato la <strong>Compagnia Silvio Oddi</strong>, mettendo così a disposizione del suo gruppo tutto ciò che aveva appreso artisticamente e non solo.</p>
<p align="justify">Una ricerca continua la sua, lontana dalla concezione del ballo che si vede in televisione rappresentato solo attraverso il gusto per l&#8217;acrobazia, la spettacolarità dei gesti e tutte quelle esasperazioni che poco hanno a che vedere con la cultura della danza.</p>
<p align="justify"><strong>Una danza lontana dai soliti stereotipi</strong> che sia al contrario la più ampia manifestazione dell&#8217;armonia dei movimenti.</p>
<p align="justify">Questo oggi è l&#8217;obiettivo che Silvio persegue. Creare una formazione in questo senso anche in un Italia incapace di andare oltre rispetto alla banalizzazione di una presa, di un giro o di un&#8217;alzata di gamba.</p>
<p align="justify">E soprattutto il forte desiderio di portare in scena uno spettacolo che combini la danza e la recitazione, una sorta di <strong>teatro-danza</strong> diverso dal musical, molto innovativo per il nostro Paese.</p>
<p align="justify">Un professionista che ha avuto il coraggio di affrancarsi da un sistema televisivo che tende sempre più a soffocare l&#8217;estro artistico di chi ha voglia di innovare e al quale auguriamo senz&#8217;altro di riuscire a realizzare il suo sogno. Un augurio che potrebbe essere esteso a tutto il sistema televisivo, perchè la danza torni ad essere protagonista senza per questo essere svilita, come sta accadendo oggi.</p>
<p align="justify">Ogni riferimento a talent show in corso è naturalmente casuale.</p>
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		<title>AMARCORD: TRA MOGLIE E MARITO</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Jan 2008 01:20:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Avanguard</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amarcord]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>
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		<category><![CDATA[Fininvest]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Columbro]]></category>
		<category><![CDATA[Tra Moglie e Marito]]></category>
		<category><![CDATA[Tra Moglie e Marito VIP]]></category>

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In un epoca nella quale la televisione è la copia, di una copia, di una copia, per citare un famoso romanzo, pare imprescindibile il binomio fascia preserale-quiz almeno per le reti ammiraglie dei più importanti network italiani.
Quiz rigorosamente incentrati su una buona dose di fortuna ed un pizzico di cultura generale ma ben lontani da [...]]]></description>
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<p align="justify">In un epoca nella quale <strong>la televisione è la copia, di una copia, di una copia, per citare un famoso romanzo</strong>, pare imprescindibile il <strong>binomio fascia preserale-quiz almeno per le reti ammiraglie</strong> dei più importanti network italiani.</p>
<p align="justify">Quiz rigorosamente incentrati su una buona dose di fortuna ed un pizzico di cultura generale ma ben lontani da quelli <strong>in onda anni addietro che pur partendo dal pressuposto del gioco, erano in grado di intrattenere, divertendo.</strong></p>
<p align="justify">Questo potrebbe essere il caso di decine di quiz condotti da Mike Bongiorno ma descrive perfettamente un altro programma dalla natura ben diversa: <strong>Tra moglie e Marito</strong>.</p>
<p align="justify">Una formula <strong>a metà strada tra talk-show e quiz ma soprattutto una trasmissione per tutta la famiglia</strong>. Il programma partito nel 1987, come <strong>segmento del contenitore Studio 5</strong>, ha trovato in breve tempo la propria anima, riuscendo così ad affrancarsi da ogni altro quiz in onda in quel periodo, anche per via del suo carattere innovativo.</p>
<p align="justify">Semplicissimo il meccanismo del gioco: <strong>tre coppie di coniugi venivevano messe a confronto allo scopo di stabilire il grado di affinità che c&#8217;era tra ognuno di loro. </strong>Il conduttore poneva una domanda attinente al vissuto e alla storia della coppia sia al marito che alla moglie. Il secondo a rispondere naturalmente non aveva la possibilità di ascoltare la risposta del primo ed il montepremi aumentava di 500 mila lire solo nel caso in cui le risposte fossero state simili, per non dire identiche.</p>
<p align="justify"><strong>La coppia meno affine era la prima ad essere eliminata. Lo scontro continuava tra le due squadre rimaste</strong>, che si contendevano la vittoria della puntata.</p>
<p><span id="more-1661"></span></p>
<p align="justify">Un vero e proprio plebiscito da parte del pubblico per questo programma che ha visto imporsi grazie alla sua verve innata <strong>un conduttore fino ad allora poco conosciuto, Marco Columbro</strong>.</p>
<p align="justify">Il presentatore e attore ha regalato al programma <strong>un&#8217;atmosfera simpatica, bizzarra e familiare </strong>ed è stato a sua volta premiato dalla rete che ha dato il via ad una versione spettacolare della trasmissione,<strong> Tra moglie e marito Vip.</strong> Un&#8217;appendice dedicata a varie coppie di vip che si sottopenevano alle domande previste dal gioco con grande simpatia. Tra le <strong>coppie famose</strong> che hanno partecipato, divertendo non poco il pubblico ricordiamo <strong>Maurizio Costanzo e Simona Izzo, </strong>allora insieme e gli inossidabili<strong> Sandra Mondaini e Raimondo Vianello.</strong></p>
<p align="justify"><strong>Lo show tratto dal programma americano The Newlywed Game</strong> oltre ad aver lanciato Marco Columbro ed il suo indimenticabile papillon, ha permesso alle Reti <strong>Fininvest di dare dura battaglia all&#8217;informazione targata Rai</strong>, leader fino a quel momento nella fascia oraria in cui andava in onda il programma, il preserale per l&#8217;appunto.</p>
<p align="justify">A suggellare il successo del programma dati d&#8217;ascolto decisamente alti, tre Telegatti  e tanta, tantissima gloria. La stessa che ha portato Marco Columbro a diventare uno dei volti più amati del piccolo schermo. Un volto di cui si sente la mancanza, soprattutto a fronte del ritorno in tv di Lorella Cuccarini.</p>
<p align="justify">Nella speranza che lui lo segua a ruota, vi lascio a qualche curiosità riguardante questo programma cult degli anni 80.</p>
<p align="justify">
<div class=curiosita><img class=imgspoiler src=http://www.davidemaggio.it/wp-content/plugins/wpquote/curiositasup.gif ></p>
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<ul>
<li>
<div align="justify">Silvio Berlusconi all&#8217;epoca imponeva ai presentatori Fininvest di indossare la cravatta, Marco Columbro infastidito dall&#8217;indumento ha preferito ovviare al problema, adottando una serie di simpatici papillon;</div>
</li>
<li>
<div align="justify">Il montepremi più alto accumulato all&#8217;interno del programma è stato di 18 milioni di lire. A vincerlo è stata una coppia, presente per ben 12 puntate, un vero record per l&#8217;epoca;</div>
</li>
<li>
<div align="justify">In ogni puntata era possibile accumulare un montepremi pari a 3 milioni di lire;</div>
</li>
<li>
<div align="justify">Tanti sono stati gli emuli della trasmissione. Tra questi ricordiamo Cari Genitori e Io tu e Mamà.</div>
</li>
<li>
<div align="justify">Il contenitore Studio 5 è andato a sostituire un quiz che aveva avuto molto successo nel corso delle tre stagioni precedenti, <a target="_blank" href="http://avanguard.splinder.com/post/14517145/AI+TEMPI+DI+ZIG+ZAG">Zig Zag</a>. Nonostante il successo del gioco, le Reti Fininvest hanno preferito proporre qualcosa che potesse competere in maniera più efficace con l&#8217;informazione targata Rai che in quegli anni ed in quella fascia oraria spopolava. </div>
</li>
</ul>
</blockquote>
<p><img class=imgspoiler src=http://www.davidemaggio.it/wp-content/plugins/wpquote/curiositainf.gif ></div>
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		<title>AMARCORD: PER SEMPRE HEATH</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 12:27:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Avanguard</dc:creator>
				<category><![CDATA[... & Dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Amarcord]]></category>
		<category><![CDATA[Avanguard]]></category>
		<category><![CDATA[heath ledger]]></category>
		<category><![CDATA[I Segreti di Brokeback Mountain]]></category>
		<category><![CDATA[Michelle Williams]]></category>

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		<description><![CDATA[
Un Amarcord decisamente particolare questo. Un Amarcord che vuole raccontare la storia di un personaggio che ben poco ha a che vedere con la televisione o gli anni 80, argomenti cari ai lettori di questo blog: Heath Ledger.
Come tutti sapete l&#8217;attore australiano è stato trovato morto, due giorni fa nel suo appartamento di Manhattan. Suicidio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like 
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<p>Un Amarcord decisamente particolare questo. Un Amarcord che vuole raccontare la storia di <strong>un personaggio che ben poco ha a che vedere con la televisione</strong> o gli anni 80, argomenti cari ai lettori di questo blog: <strong>Heath Ledger</strong>.</p>
<p align="justify">Come tutti sapete l&#8217;attore australiano è stato<strong> trovato morto, </strong>due giorni fa nel suo<strong> appartamento di Manhattan</strong>. Suicidio, overdose o forse qualcos&#8217;altro hanno stroncato la vita e la carriera di uno degli attori più promettenti degli ultimi anni.</p>
<p align="justify">Impossibile, almeno per ora, farsi un&#8217;idea al riguardo. Di sicuro c&#8217;è che il mondo del cinema ha perso un grande talento, uno spirito libero in grado di affrancarsi dal sistema per inseguire un suo personalissimo percorso.</p>
<p align="justify">Un lungo cammino iniziato prima sui <strong>campi di fooball</strong> ed in un secondo tempo calcando il palcoscenico del <strong>piccolo teatro della sua scuola</strong> dove ha scoperto la sua irrefrebabile passione per la recitazione. Un fuoco che ha spinto Heath a<strong> lasciare Perth,</strong> la città dove era nato per <strong>trasferirsi a Syndey</strong>, nella speranza di trovare l&#8217;occasione per poter entrare nel mondo del cinema o della televisione.</p>
<p align="justify">E l&#8217;occasione è arrivata, grazie al <strong>serial Swat</strong> e in un secondo tempo al <strong>telefilm americano Roar</strong>. Esperienze che gli hanno permesso di mettersi alla prova e di entrare a tutti gli effetti nello showbiz americano.</p>
<p align="justify">Dopo un&#8217;infinita serie di provini l&#8217;attore ha trovato la sua grande occasione interpretando il film <strong>10 cose che odio di te</strong> e anche il film <strong>Two Hands</strong>.</p>
<p align="justify">A regalargli la grande popolarità è arrivata il seguito la partecipazione al collosal <strong>Il patriota</strong> che gli ha permesso di vincere un <strong>Showest Award</strong>.</p>
<p align="justify">A questo hanno fatto seguito titoli azzeccatissimi come <strong>Il destino di un cavaliere</strong>, che lo ha reso decisamente popolare, il difficile <strong>Monster&#8217;s Ball e </strong><strong>Le quattro piume e Ned Kelly,</strong> interpretato con la fidanzata di allora <strong>Naomi Watts</strong>.</p>
<p align="justify"><strong>Continua a leggere l&#8217;Amarcord</strong> : <span id="more-1648"></span></p>
<p align="justify">Il 2005 è stato senza ombra di dubbio l&#8217;anno dell&#8217;attore, decisamente sovraesposto a causa di tre film tutti presentati al Festival di Venezia: <strong>I fratelli Grimm e l&#8217;incantevole strega, Casanova</strong> e naturalmente <strong>I segreti di Brokeback Mountain</strong> che gli ha permesso di essere amato, riconosciuto e apprezzato da un pubblico più che mai trasversale. In parole povere consacrato a icona.</p>
<p align="justify">A quel punto Heath si sarebbe potuto accontentare, continuando ad interpretare ruoli facilmente apprezzati dal grande pubblico. Invece no. L&#8217;attore sempre propenso a superare i suoi limiti e a crescere come interprete ed individuo, ha accettato di prendere parte a film di nicchia, decisamente difficili sia da un punto di vista commerciale che attoriale: <strong>Paradiso + inferno</strong> ma anche <strong>Io non sono qui</strong>, film basato sulla vita di Bob Dylan.</p>
<p align="justify">Più recentemente Heath aveva deciso di prendere parte ad una grande produzione americana, il <strong>sequel di Batman Begins</strong>, nel ruolo complesso e decisamente pericoloso di The Joker. Pericoloso perchè si prestava ad un <strong>inevitabile confronto con il Joker più famoso, Jack Nicholson (Batman &#8211; Tim Burton &#8211; 1989).</strong></p>
<p align="justify">E questo film, attualmente in post-produzione, sarà il <strong>testamento artistico di Heath</strong>. La più grande manifestazione del suo talento e della sua vita, caratterizzata da scelte difficili, da <strong>un grande amore naufragato per l&#8217;ex moglie Michelle Williams e per la figlia Matilda Rose e naturalmente per la recitazione</strong>. Un termine che nel suo caso assume e assumerà un significato altissimo.</p>
<p align="justify">Ed è così che Heath se ne è andato nello stesso modo con il quale è arrivato, <strong>con quell&#8217;elegante arroganza che ci ha permesso di amare l&#8217;attore e che ci consentirà di ricordarlo per sempre.</strong></p>
<p align="justify">
<div class=curiosita><img class=imgspoiler src=http://www.davidemaggio.it/wp-content/plugins/wpquote/curiositasup.gif ></p>
<blockquote>
<ul>
<li>
<div align="justify">Heath Ledger ha partecipato al provino per ottenere il ruolo di Christian nel film Moulin Rouge. La parte è poi stata assegnata a Ewan Mcgregor.</div>
</li>
<li>
<div align="justify">L&#8217;attore ha partecipato ad un provino per ottenere un ruolo nel film Alexander di Oliver Stone.</div>
</li>
<li>
<div align="justify">L&#8217;attore ha recentemente rifiutato una parte nel nuovo film di Baz Luhrmann.</div>
</li>
<li>
<div align="justify">Jake Gyllenhaal era uno dei migliori amici di Heath. Durante le riprese de I segreti di Brokeback Mountain Heath aveva trovato nel suo collega un ottimo amico: Jake è il padrino della figlia di Heath, avuta da Michelle Williams, di cui l&#8217;attore si era innamorato sul set dello stesso film.</div>
</li>
</ul>
<p align="justify"></blockquote>
<p><img class=imgspoiler src=http://www.davidemaggio.it/wp-content/plugins/wpquote/curiositainf.gif ></div></p>
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		<title>AMARCORD: SUPERCLASSIFICA SHOW!</title>
		<link>http://www.davidemaggio.it/archives/1609/amarcord-superclassifica-show</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Jan 2008 13:26:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Avanguard</dc:creator>
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		<category><![CDATA[DM TV / Video Channel]]></category>
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		<category><![CDATA[maurizio seymandi]]></category>
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Televisione e musica, un binomio che soprattutto ultimamente suscita una certa perplessità negli addetti ai lavori e non solo. La musica a quanto pare non è più adatta alla televisione, perchè esistono pochi conduttori in grado di trattare l&#8217;argomento con professionalità, perchè non porta ascolti e perchè nel peggiore dei casi annoia.
A dimostrarlo la recente [...]]]></description>
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<p align="justify"><strong>Televisione e musica,</strong> un binomio che soprattutto ultimamente suscita una certa perplessità negli addetti ai lavori e non solo. <strong>La musica</strong> a quanto pare <strong>non è più adatta alla televisione</strong>, perchè esistono pochi conduttori in grado di trattare l&#8217;argomento con professionalità, <strong>perchè non porta ascolti</strong> e perchè nel peggiore dei casi annoia.</p>
<p align="justify">A dimostrarlo la recente <strong>chiusura di programmi storici </strong>come<strong> <a target="_blank" href="http://www.davidemaggio.it/2006/07/28/bottom-of-the-pops/">Top of the pops</a> o CD: Live</strong> ma anche i <strong>risultati deludenti del nuovo <a target="_blank" href="http://scalo76.blog.rai.it/">Scalo 76</a></strong>. Davvero la tv non è in grado di macinare ascolti attraverso la più coinvolgente delle arti?</p>
<p align="justify">Oggi forse sì, anche a causa di un autorato sempre più latitante, <strong>negli anni 80 decisamente no</strong>. A dimostrarlo numerosi programmi che hanno fortemente caratterizzato il panorama televisivo e musicale dell&#8217;epoca. Tra questi è impossibile non citare <strong>Superclassifica Show</strong>.</p>
<p align="justify">Il programma <strong>nato nel 1978 da un&#8217;idea di Maurizio Seymandi</strong>, in collaborazione con <strong><a target="_blank" href="http://www.sorrisi.com">Tv Sorrisi e Canzoni</a></strong>, è andato in onda per la prima volta su <strong>Telemilano 58</strong>, ottenendo subito un modesto ma incisivo riscontro.</p>
<p align="justify">Grazie alla nascita delle reti Finivest, dal <strong>1981 </strong>lo show viene trasmesso<strong> su Canale 5, </strong>diventando così<strong> uno dei primi successi della rete.</strong></p>
<p align="justify">A condurre il programma l&#8217;ideatore Maurizio Seymandi, coadiuvato dal<strong> TeleGattone Oscar</strong>, una sorta di cartone animato piuttosto irrivente, doppiato da Franco Rosi, tra l&#8217;altro interprete anche della <strong>sigla Miao Hop</strong>.</p>
<p align="justify">Continua a leggere l&#8217;AMARCORD e <strong>guarda la sigla</strong> di SuperClassificaShow :</p>
<p><span id="more-1609"></span></p>
<p align="justify">Semplice l&#8217;idea: presentare <strong>la classifica dei dischi più gettonati, </strong>attraverso<strong> esibizioni ed interviste</strong> ai protagonisti della musica italiana ed internazionale.</p>
<p align="justify">Una formula in un certo senso geniale che ha dato il via ad un modo di fare televisione, in un&#8217;epoca nella quale non era poi così scontato parlare di musica in televisione, attraendo al tempo stesso quel pubblico giovane sul quale le reti Fininvest volevano puntare.</p>
<p align="justify">Buona musica, abbiamo detto, accompagnata da <strong>idee vincenti</strong> come la presenza di un <strong>conduttore virtuale chiamato Dj Super X</strong> (sempre doppiato da Franco Rosi), &#8220;addetto alla lettura della classifica&#8221; nonchè uno studio impreziosito dalla presenza dell&#8217;immancabile <strong><a target="_blank" href="http://avanguard.splinder.com/post/13073849/UN+TUFFO+NEGLI+ANNI+80+%28IV%29">Mirror Ball</a></strong>.</p>
<p align="justify">In pochi anni Superclassifica Show è diventato<strong> una vera e propria istituzione</strong>. Giovani e meno giovani, ogni domenica attendevano l&#8217;imprescindibile appuntamento con il programma-baraccone, volontariamente kiscth e forse proprio per questo così amato.</p>
<p align="justify">Perchè la forza del programma era anche costituita dalla sua <strong>capacità di rinnovarsi continuamente</strong>, anche attraverso piccoli accorgimenti <strong>come il look di Dj Super X o qualche cambiamento nel testo della sigla</strong> (da <em>Come tutti i gatti, vivo sopra i tetti, appoggiato all&#8217;antenna centrale, io controllo la Tv locale</em> a <em>Come tutti i gatti, vivo dentro ai fatti, dal satellite artificiale, vi racconto tutto nel mio giornale</em>).</p>
<p align="justify">Nonostante ciò un programma musicale nato negli anni 80, non poteva durare in eterno proprio in ragione della sua natura tanto legata al contesto sociale e artistico, soggetto a continui cambiamenti.</p>
<p align="justify">Ed infatti <strong>nel 1994</strong> anche in seguito ad alcuni cambiamenti strutturali apportati da Mediaset e anche a causa alla nascita del <strong><a target="_blank" href="http://www.tg5.it">Tg5</a></strong>, il programma ha avuto un<strong> drastico calo di ascolti.</strong></p>
<p align="justify">Maurizio Seymandi è immediatamente corso ai ripari, tentanto di apportare modifiche mirate a risollevare gli ascolti. Un tentativo inutile. <strong>Dopo sedici anni di grandi successi, Mediaset ha deciso di chiudere Superclassifica Show</strong> per far posto ad una nuova versione del programma, Super.</p>
<p align="justify">Un programma decisamente sfortunato condotto tra gli altri da <strong><a target="_blank" href="http://www.davidemaggio.it/tag/gerry_scotti">Gerry Scotti</a></strong>, Vanessa Incontrada, <strong><a target="_blank" href="http://www.davidemaggio.it/tag/ambra_angiolini">Ambra Angiolini</a></strong> e Laura Freddi che ha faticosamente retto fino al 2000, anno della sua chiusura.</p>
<p align="justify">C&#8217;è quindi da chiedersi <strong>che fine ha fatto l&#8217;ideatore del programma Maurizio Seymandi</strong>?</p>
<p align="justify">Dopo la chiusura del programma Seymandi è diventato<strong> redattore del giornale Il telegiornale</strong> diretto dall&#8217;amico <strong>Gigi Vesigna</strong>, nel quale ha riproposto la sua Superclassifica su carta stampata. Dopo il fallimento del progetto, Seymandi ha lavorto per <strong>TeleReporter</strong> dove ha condotto il programma <strong>Agente OO6ymandi</strong> (ha duettato con il <strong><a target="_blank" href="http://avanguard.splinder.com/post/8524668/PREMIO+GIANNI+DRUDI+%28FIKY+FIKY">Gianni Drudi di Fiky Fiky</a></strong>). Seymandi si è ritagliato in seguito uno spazio in radio, dove ha condotto diversi programmi di intrattenimento. Dopo una breve collaborazione con <strong>Telenova</strong>, Seymandi è tornato alla ribalta grazie al programma<strong> One Shot Evolution, in onda su All Music</strong>. L&#8217;anno scorso infine è stato <strong>membro della giura del Gran Premio Oscar Tv</strong> e del Gran Galà dello Sport e della Tv di Alghero. Oggi Maurizio, che abbiamo visto recentemente a Quelli che il calcio, si dedica al riposo e centellina le sue apparizioni televisive, pur continuando a lavorare in qualche caso come autore.</p>
<p align="justify">Un programma ed un conduttore che rappresentano la tv che non c&#8217;è più, di cui in più occasioni ci siamo ritrovati a parlare. Una televisione fatta con pochi mezzi ma grande creatività e voglia di lasciare il segno. Caratteristiche di cui più che mai oggi sentiamo la mancanza. Ed è questa la musica che ci non ci piace. Solo questa.</p>
<p align="justify">
<div class=curiosita><img class=imgspoiler src=http://www.davidemaggio.it/wp-content/plugins/wpquote/curiositasup.gif ></p>
<blockquote>
<ul>
<li>
<div align="justify">Il programma veniva trasmesso  anche da <strong><a target="_blank" href="http://www.davidemaggio.it/links/#emittentitelevisive">reti locali</a></strong> come Rete 10, Antenna 3 Lombardia, Italia 9 e Atr.</div>
</li>
</ul>
<p align="justify"></blockquote>
<p><img class=imgspoiler src=http://www.davidemaggio.it/wp-content/plugins/wpquote/curiositainf.gif ></div>
</p>
<p align="center"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://fpdownload.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=8,0,0,0" width="420" height="450" id="video1" align="middle"><param name="allowScriptAccess" value="sameDomain"><param name="movie" value="http://www.davidemaggio.it/files/video_streaming/video1.swf"></param><param name="quality" value="high"></param><param name="bgcolor" value="#ffffff"></param><param name="FlashVars" value="nomeVideo=superclassificashow_29giugno1980_sigla.flv&#038;categoria=Sigle TV&#038;descrizione=SuperClassificaShow&#038;emissione=Canale5, SuperClassificaShow&#038;data=29 Giugno 1980"></param><embed src="http://www.davidemaggio.it/files/video_streaming/video1.swf" FlashVars="nomeVideo=sperclassificashow_29giugno1980_sigla.flv&#038;categoria=Sigle TV&#038;descrizione=SuperClassificaShow&#038;emissione=Canale5, SuperClassificaShow&#038;data=29 Giugno 1980" quality="high" bgcolor="#ffffff" width="420" height="450" name="video1" align="middle" allowScriptAccess="sameDomain" type="application/x-shockwave-flash" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer"></embed></object></p>
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		<title>AMARCORD, Che Fine Ha Fatto&#8230;CIRIPIRIPI KODAK?</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jan 2008 22:58:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Avanguard</dc:creator>
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Può un artista costruire il proprio successo su una particolarità fisica e su tanta, tantissima voglia di arrivare pur partendo svantaggiato? A quanto pare sì, se il nome di quest&#8217;artista è Davide Marotta, meglio noto al grande pubblico come Ciripiripi Kodak!
Nato a Napoli il 20 novembre 1962 Davide ha fin da subito mostrato un forte [...]]]></description>
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<p align="justify">Può un artista<strong> costruire il proprio successo su una particolarità fisica</strong> e su tanta, tantissima voglia di arrivare pur partendo svantaggiato? A quanto pare sì, se il nome di quest&#8217;artista è<strong> Davide Marotta,</strong> meglio noto al grande pubblico come <strong>Ciripiripi Kodak!</strong></p>
<p align="justify">Nato a Napoli il <strong>20 novembre 1962</strong> Davide ha fin da subito mostrato un<strong> forte interesse per il mondo dello spettacolo</strong> e questo nonostante fosse affetto dalla <strong>sindrome di soques-charcot</strong>, malattia che lo avrebbe condannato ad invecchiare in maniera precoce ed irreversibile.</p>
<p align="justify"><strong>Una passione per lo spettacolo</strong> dicevamo e nella fattispecie per il ballo, un&#8217;arte che lo ha portato ad <strong>inventarsi un lavoro </strong>oggi assolutamente normale un tempo molto meno<strong>,</strong> <strong>girare le discoteche</strong> di tutt&#8217;Italia proponendo i suoi <strong>numeri di danza</strong> nei quali rifaceva il verso alle icone di quel periodo come John Travolta, Renato Zero e <a href="http://avanguard.splinder.com/tag/miguel_bos%C3%A8" target="_blank">Miguel Bosè</a>.</p>
<p align="justify">Contemporaneamente Davide ha iniziato a sviluppare un certo<strong> interesse per il teatro</strong> che gli ha permesso di esordire nella <strong>sceneggiata napoletana</strong> ottenendo ruoli da comprimario.</p>
<p align="justify">E proprio grazie a questa sua attività l&#8217;attore è stato notato da colui che avrebbe contribuito in maniera preponderante alla<strong> sua ascesa:</strong> <a href="http://avanguard.splinder.com/tag/horror" target="_blank">Dario Argento</a>. Il regista ha infatti voluto Davide nel film <strong>Phenomena</strong>.</p>
<p align="justify"><strong>Continua a leggere l&#8217;AMARCORD e GUARDA LO STORICO SPOT </strong>: <span id="more-1593"></span></p>
<p align="justify">Dopo quest&#8217;esperienza Davide ha iniziato a lavorare con i registi più importanti di quel periodo: <strong>Federico Fellini (Fred e Ginger), Lamberto Bava (Demoni 2) e Maurizio Nichetti (L&#8217;una e l&#8217;altra)</strong> solo per citarne alcuni.</p>
<p align="justify">Pronto a tutto pur di farsi conoscere dal grande pubblico, l&#8217;attore verso la fine degli anni 80 ha deciso di accettare un<strong> ruolo nello spot della Kodak.</strong> Apparentemente una piccola parte che sminuiva le sua capacità, in realtà pochi secondi che gli avrebbero permesso di entrare nel &#8220;mito&#8221;, in qualche modo.</p>
<p align="justify"><strong>L&#8217;alieno Ciripiri</strong> che si sposava perfettamente con la sua corporatura minuta, è diventato in breve tempo <strong>un tormentone di grandissimo successo</strong>. Tant&#8217;è vero che <strong>la Kodak ha rinnovato il contratto a Davide per ben dieci anni di fila</strong>, quasi un record.</p>
<p align="justify">A questo hanno fatto seguito programmi come <strong>Alla ricerca dell&#8217;arca, Circo di Rete 4</strong> e ancora una volta un film per il cinema: <strong>il film trash Aitanic</strong>, con Nino D&#8217;angelo ma anche il ben più serio <strong>Il ritorno di Cagliostro</strong> ed infine la partecipazione al discusso film di Mel Gibson, <strong>La Passione di Cristo </strong>(era il bambino che Satana-Rosalinda Celentano teneva in braccio in un paio di sequenze).</p>
<p align="justify">Negli ultimi anni <strong>Davide era scomparso dalla tv,</strong> per mancanza di ingaggi ma anche per dedicarsi con passione al suo lavoro di attore teatrale. <strong>Oggi è tornato </strong>e lo ha fatto nel  corso di alcune puntate di<strong> Festa Italiana, </strong>il programma di Rai Uno gli ha permesso, ancora una volta, di esprimere le sue doti di intrattenitore.</p>
<p align="justify">Le sue apparizioni, <strong>le sue scelte</strong> hanno da sempre destato qualche <strong>perplessità nel pubblico</strong>. La sua era solo <strong>voglia di fare spettacolo</strong> nonostante tutto o un <strong>insano desiderio di apparire ad ogni costo</strong>, anche rischiando di essere ridicolizzato e ridotto a macchietta? <strong>Amore per l&#8217;arte o semplice opportunismo?</strong></p>
<p align="justify">Difficile dirlo, anche se alla luce delle sue ultime apparizioni televisione la seconda risposta parrebbe la più plausibile.</p>
<p align="justify">Nonostante tutto <strong>Davide Marotta è stato comunque un&#8217;icona della televisione degli anni 80</strong>, un piccolo grande uomo che ha saputo tradurre in virtù quello che era un ostacolo, apparente evidente e limitante.</p>
<p align="justify">Ed è il primo aspetto che DM vuole ricordare. Attraverso lo storico video dello spot Kodak che segue.</p>
<p align="center"><object id="video1" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="420" height="450" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="align" value="middle" /><param name="allowScriptAccess" value="sameDomain" /><param name="quality" value="high" /><param name="bgcolor" value="#ffffff" /><param name="FlashVars" value="nomeVideo=kodak_davidemarotta_1992.flv&amp;categoria=Spot&amp;descrizione=Ciripiripi Kodak&amp;emissione=Reti Nazionali, Pubblicità&amp;data=1992" /><param name="src" value="http://www.davidemaggio.it/files/video_streaming/video1.swf" /><param name="name" value="video1" /><param name="flashvars" value="nomeVideo=kodak_davidemarotta_1992.flv&amp;categoria=Spot&amp;descrizione=Ciripiripi Kodak&amp;emissione=Reti Nazionali, Pubblicità&amp;data=1992" /><embed id="video1" type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="450" src="http://www.davidemaggio.it/files/video_streaming/video1.swf" allowscriptaccess="sameDomain" quality="high" flashvars="nomeVideo=kodak_davidemarotta_1992.flv&amp;categoria=Spot&amp;descrizione=Ciripiripi Kodak&amp;emissione=Reti Nazionali, Pubblicità&amp;data=1992" name="video1" align="middle" bgcolor="#ffffff"></embed></object></p>
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		<title>AMARCORD : DOPPIO SLALOM</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jan 2008 02:15:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Avanguard</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amarcord]]></category>
		<category><![CDATA[DM TV / Video Channel]]></category>
		<category><![CDATA[Quiz/Game Show]]></category>
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		<category><![CDATA[Corrado Tedeschi]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Tortorella]]></category>
		<category><![CDATA[DM TV]]></category>
		<category><![CDATA[doppio slalom]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Bonolis]]></category>
		<category><![CDATA[Sigla]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>

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		<description><![CDATA[
Negli anni 80 uno dei punti forti della programmazione delle reti Fininvest era senza dubbio alcuno la tv dei ragazzi: uno spazio rappresentato da quell&#8217;insieme di programmi dedicati ad un pubblico giovane e trasmesso dalle 16 in poi.
Contenitori simpatici come Bim Bum Bam, cartoni animati, telefilm ed in misura minore anche quiz come Doppio Slalom.
Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like 
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<p>Negli anni 80 uno dei <strong>punti forti</strong> della programmazione delle reti <strong>Fininvest</strong> era senza dubbio alcuno la<strong> tv dei ragazzi</strong>: uno spazio rappresentato da quell&#8217;insieme di programmi dedicati ad un pubblico giovane e trasmesso dalle 16 in poi.</p>
<p align="justify">Contenitori simpatici come <strong><a target="_blank" href="http://avanguard.splinder.com/tag/bim_bum_bam">Bim Bum Bam</a>,</strong> cartoni animati, telefilm ed in misura minore anche <strong>quiz come Doppio Slalom.</strong></p>
<p align="justify">Il programma, andato in onda su Canale 5<strong> dal 1985 al 1991</strong>, si rivolgeva ai<strong> ragazzi tra i 14 e 18 anni</strong>. Anche se in realtà, fin dal suo esordio, il quiz ha destato l&#8217;interesse di una fascia di pubblico ben più ampia, visto e considerato il suo grande successo.</p>
<p align="justify">E questo non solo per le capacità del suo<strong> conduttore, Corrado Tedeschi,</strong> ma anche per il <strong>meccanismo del gioco, molto accattivante.</strong></p>
<p align="justify">Al centro del gioco <strong>un tabellone,</strong> composto da <strong>ventuno caselle esagonali disposte ad alveare</strong> che contenevano le lettere dell&#8217;alfabeto dalla A alla Z. L&#8217;obiettivo delle due squadre &#8211; quella blu e quella gialla costituite rispettivamente da uno e due componenti &#8211; era quello di riuscire ad <strong>aggiudicarsi le varie caselle</strong>, andando così a riempire lo spazio con il proprio colore.</p>
<p align="justify">Caselle che avrebbero dovuto necessariamente seguire un <strong>percorso orizzontale</strong> composto da <strong>5 caselle</strong> per la squadra gialla ed un <strong>percorso verticale</strong> composto da <strong>4 caselle</strong> per la squarda blu<strong>.</strong></p>
<p align="justify">Uno slalom non solo da un punto di vista &#8220;squisitamente tecnico&#8221; ma anche mentale. Una sorta di <strong>rompicapo televisivo</strong> che metteva alla prova la cultura di ogni partecipante ma anche una probabile capacità strategica.</p>
<p align="justify">Scopri come funzionava Doppio Slalom e <strong>guarda i video</strong>, compresa la sigla. Per farlo, <span id="more-1567"></span></p>
<p align="justify">Il gioco si componeva di <strong>due<em> manche</em></strong>, ed eventualmente allo &#8220;slalom di rivincita&#8221; poteva seguire uno <strong>slalom di spareggio</strong> al termine del quale veniva decretata la squadra campione che si sottoponeva così allo <strong>slalom gigante.</strong></p>
<p align="justify"><strong>Quest’ultima parte</strong> di gioco veniva affrontata da <strong>un solo giocatore </strong>che doveva procedere da sinistra a destra in un tabellone nel quale le caselle contenevano più lettere e stavano ad indicare iniziali di nomi o altro. Ogni risposta esatta permetteva al concorrente di proseguire nel percorso verso il limite destro del tabellone secondo più eventualità, data ognuna dalle caselle confinanti. Ogni errore però determinava lo spegnimento della casella corrispondente, complicando così il percorso che poteva arrivare a  chiudersi su se stesso, ancor prima dello scadere del tempo.</p>
<p align="justify"><strong>Ogni slalom completato</strong> aveva il valore di <strong>200.000 lire</strong> mentre il montepremi previsto per il completamento dello <strong>slalom gigante era di 500.000 lire</strong>. Si potevano quindi guadagnare 900.000 lire a puntata. Il regolamento prevedeva che ogni vincitore non potesse partecipare a più di 10 puntate. Per questa ragine la <strong>vincita più alta</strong> mai realizzata è stata di <strong>9.000.000 di lire</strong>.</p>
<p align="justify">Un quiz complesso e per questo diventato quasi subito un cult, come già detto, anche grazie alla <strong>conduzione garbata e coinvolgente</strong> di Corrado Tedeschi<strong>.</strong> Il conduttore nel <strong>1990</strong> ha abbandonato il quiz, per condurre <strong><a target="_blank" href="http://www.davidemaggio.it/2007/07/05/amarcord-che-fine-hanno-fattoi-protagonisti-de-il-gioco-delle-coppie/">Il gioco delle coppie</a></strong> in sostituizione di <strong><a target="_blank" href="http://avanguard.splinder.com/tag/marco_predolin">Marco Predolin</a></strong>. Doppio Slalom è così<strong> passato, il 3 settembre, nelle mani di un ancora inesperto Paolo Bonolis.</strong> Quest&#8217;avvicendamento ha provocato un <strong>crollo degli ascolti</strong> e dopo pochi mesi Canale 5 ha deciso di chiudere il quiz.</p>
<p align="justify"><strong>Doppio Slalom, programma di Fatma Ruffini</strong> che &#8220;vedeva&#8221; come giudice di gara <strong>Davide Tortorella</strong>, più di altri programmi andati in onda negli anni 80, rappresenta appieno lo spirito di una televisione che non aveva la necessità di acquistare format costosi e spesso fallimentari per creare programmi interessanti che si rivolgessero ad un pubblico trasversale.</p>
<p align="justify"><strong>Ed è questa la tv che il pubblico vorrebbe. Ancora oggi.</strong></p>
<p align="justify">Prima di alcune curiosità, <strong>due video. La sigla </strong>di Doppio Slalom e la<strong> realizzazione di uno slalom.</strong></p>
<p align="center"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://fpdownload.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=8,0,0,0" width="420" height="450" id="video1" align="middle"><param name="allowScriptAccess" value="sameDomain"><param name="movie" value="http://www.davidemaggio.it/files/video_streaming/video1.swf"></param><param name="quality" value="high"></param><param name="bgcolor" value="#ffffff"></param><param name="FlashVars" value="nomeVideo=doppioslalom_sigla.flv&#038;categoria=Sigle TV&#038;descrizione=Doppio Slalom&#038;emissione=Canale5, Doppio Slalom&#038;data=Stagione 1989/1990"></param><embed src="http://www.davidemaggio.it/files/video_streaming/video1.swf" FlashVars="nomeVideo=doppioslalom_sigla.flv&#038;categoria=Sigle TV&#038;descrizione=Doppio Slalom&#038;emissione=Canale5, Doppio Slalom&#038;data=Stagione 1990/1991" quality="high" bgcolor="#ffffff" width="420" height="450" name="video1" align="middle" allowScriptAccess="sameDomain" type="application/x-shockwave-flash" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer"></embed></object></p>
<p align="center"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://fpdownload.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=8,0,0,0" width="420" height="450" id="video1" align="middle"><param name="allowScriptAccess" value="sameDomain"><param name="movie" value="http://www.davidemaggio.it/files/video_streaming/video1.swf"></param><param name="quality" value="high"></param><param name="bgcolor" value="#ffffff"></param><param name="FlashVars" value="nomeVideo=doppioslalom.flv&#038;categoria=Meccanismo di Gioco&#038;descrizione=Doppio Slalom&#038;emissione=Canale5, Doppio Slalom&#038;data=Stagione 1990/1991"></param><embed src="http://www.davidemaggio.it/files/video_streaming/video1.swf" FlashVars="nomeVideo=doppioslalom.flv&#038;categoria=Meccanismo di Gioco&#038;descrizione=Doppio Slalom&#038;emissione=Canale5, Doppio Slalom&#038;data=Stagione 1989/1990" quality="high" bgcolor="#ffffff" width="420" height="450" name="video1" align="middle" allowScriptAccess="sameDomain" type="application/x-shockwave-flash" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer"></embed></object></p>
<p align="justify">
<div class=curiosita><img class=imgspoiler src=http://www.davidemaggio.it/wp-content/plugins/wpquote/curiositasup.gif ></p>
<blockquote>
<ul>
<li>
<div align="justify">Doppio Slalom è andato in onda in replica su <strong>Happy Channel</strong>, nel 2000;</div>
</li>
<li>
<div align="justify">Il premio di consolazione di ogni concorrente, consisteva in un cofanetto di libri Mondadori.</div>
</li>
<li>
<div align="justify">Nel 1986 hanno partecipato in qualità di concorrenti, <strong>Auro Bulbarelli</strong>, oggi volto di Rai Sport e <strong>Francesco Vezzoli</strong>, artista di successo;</div>
</li>
<li>
<div align="justify">Lo studio dal quale andava in onda Doppio Slalom era utilizzato anche per altre trasmissioni tra le quali ricordiamo Il Gioco delle Coppie, Tra Moglie e Marito, Cari Genitori (con Enrica Bonaccorti), Pentatlon e Superflash;</div>
</li>
<li>
<div align="justify">Lo studio era composto da: un pavimento a forma esagonale con un cerchio all&#8217; esterno, pannelli trasparenti appuntiti con i rispettivi neon e bande nere, una struttura con degli esagoni nella parte sopra, una struttura colorata in tutte e 2 le parti, il logo della trasmissione, un tabellone a forma di alveare.</div>
</li>
<li>
<div align="justify">La trasmissione ha avuto <strong>due loghi</strong> nella sua stora, il primo rosso su uno sfondo bianco, il secondo blu, rosso e bianco.</div>
</li>
</ul>
<p align="justify"></blockquote>
<p><img class=imgspoiler src=http://www.davidemaggio.it/wp-content/plugins/wpquote/curiositainf.gif ></div></p>
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		</item>
		<item>
		<title>AMARCORD, Che Fine Hanno Fatto&#8230;GLI INTERPRETI DI FANTASILANDIA?</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Dec 2007 14:20:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Avanguard</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amarcord]]></category>
		<category><![CDATA[Avanguard]]></category>
		<category><![CDATA[che fine hanno fatto]]></category>
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		<description><![CDATA[
A questo mondo vi sono solo due tragedie: una è non ottenere ciò che si vuole, l&#8217;altra è ottenerlo. Questo potrebbe essere il leitmotiv di una serie che proprio giocando sulla forza del desiderio e su atmosfere da sogno, ha fondato il proprio successo: Fantasilandia.
La serie andata in onda in America dal 1978 al 1984 (7 [...]]]></description>
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<p align="justify">A questo mondo vi sono solo<strong> due tragedie: una è non ottenere ciò che si vuole, l&#8217;altra è ottenerlo</strong>. Questo potrebbe essere il <em>leitmotiv </em>di una serie che proprio giocando sulla forza del desiderio e su atmosfere da sogno, ha fondato il proprio successo: <strong>Fantasilandia</strong>.</p>
<p align="justify">La serie andata in onda in America dal 1978 al 1984 (<strong>7 stagioni &#8211; 157 episodi</strong>) e in <strong>Italia a partire dal 1981</strong> ha avuto subito grande successo proprio per la funzione di <strong>evasione pura, non priva di spunti di riflessione</strong> che sapeva proporre.</p>
<p align="justify">Un telefilm &#8220;meno buonista&#8221; di quanto si potesse immaginare dal momento che <strong>le insidie del desiderio</strong> che facevano da colonne portanti ad ogni puntata, costituivano di fatto la sua <strong>forza sadica e a tratti perversa</strong>.</p>
<p align="justify"><strong>Fantasilandia ha chiuso i battenti,</strong> dopo sette stagioni, a causa di un crollo degli ascolti causato fondamentalmente <strong>dall&#8217;abbandono di Herve Villechaize (Tatoo)</strong>. L&#8217;attore aveva spesso comportamenti violenti soprattutto nei confronti delle colleghe e per di più <strong>pretendeva che il suo stipendio fosse pari  a quello di Montalban</strong>. Questi continui contrasti con la produzione lo hanno portato a linceziarsi e a decretare la fine della serie da lì a poco.</p>
<p align="justify"><strong>Vediamo ora che fine hanno fatto i protagonisti.   </strong></p>
<p align="center"><strong>RICARDO MONTALBAN &#8211; MISTER ROARKE</strong></p>
<p align="center"><img src="http://www.davidemaggio.it/images/ricardo-montalban.jpg" alt="Ricardo Montalban" /></p>
<p><span id="more-1547"></span></p>
<p align="justify">L&#8217;attore (al secolo Ricardo Gonzalo Pedro Montalbán Merino) <strong>ha esordito in una recita scolastica</strong>, nel corso della quale è stato <strong>notato da un talent-scout</strong> che gli ha proposto di entrare nel mondo del cinema e della tv. Deciso a diventare attore teatrale, <strong>Ricardo ha ignorato l&#8217;offerta</strong> proseguendo per la sua strada. Il primo momento di popolarità è arrivato grazie ad uno <strong>spot della Chrysler</strong> a cui l&#8217;attore ha prestato la voce. A questo hanno fatto seguito serie televisive come <strong>Bonanza, La valle della morte e <a href="http://www.davidemaggio.it/2007/08/23/amarcord-che-fine-hanno-fattogli-interpreti-di-wonder-woman/">Wonder Woman</a></strong>. Grande successo per lui anche a Broadway, dove grazie al suo talento ha messo in scena<strong> svariati musical</strong>. Momenti di gloria che hanno portato Hollywood ad interessarsi a lui. Numerosi sono i film ai quali Montalban ha preso parte: <strong>Star Trek, Sweet Charity, La spina dorsale del diavolo, Il Pianeta delle Scimmie</strong> e più recentemente <strong>Una pallottola spuntata</strong> e<strong> Spy Kids</strong> 2 e 3. Con l&#8217;avanzare dell&#8217;età l&#8217;attore ha preferito tornare al teatro e occuparsi quasi esclusivamente di<strong> doppiaggio</strong>, suo grande amore da sempre. L&#8217;ultimo suo lavoro in questo senso è il cartone <strong>Kim Possibile</strong>. E&#8217; sposato da più di sessant&#8217;anni con Georgiana Young, dalla quale ha avuto quattro figli e oggi ha 87 anni.</p>
<p align="center"><strong>HERVE&#8217; VILLECHAIZE &#8211; TATOO</strong></p>
<p align="center"><img src="http://www.davidemaggio.it/images/herve-villechaize.jpg" alt="Herve Villechaize" /></p>
<p align="justify">L&#8217;attore francese di origini filippine<strong>, </strong>si è trasferito negli Stati Uniti, proprio per sfuggire ai pregiudizi che nella sua terra natia incontrava, a causa della <strong>sua malattia</strong>: <strong>la acondroplasia</strong>. Il suo nanismo lo ha portato così a lasciare Parigi, città dove era cresciuto, e ad abbandonare la scuola anzitempo in seguito ad una serie di episodi spiacevoli. Dotato di un naturale senso artistico, ha dato il via alla sua<strong> attività di pittore. Per</strong> mantenersi ha messo a disposizione il suo <strong>talento di fotografo</strong>. In questo modo è entrato nel mondo dello spettacolo americano, prima <strong>recitando a Broadway</strong> e in un secondo tempo perfino a Hollywood. Molte sono le pellicole alle quali ha partecipato. Tra queste ricordiamo <strong>Chappaqua Crazy Joe, Seizure , The Gang that Couldn&#8217;t Shoot Straight e The Forbidden Zone</strong>. La grande popolarità è arrivata grazie al film <strong>Agente 007 &#8211; L&#8217;uomo dalla pistola d&#8217;oro</strong>. Il film, insieme alle sue successive performance teatrali, gli è valso l&#8217;ingaggio in Fantasilandia. Un set difficile per lui e come già detto, caratterizzato da continue liti con la produzione, dalle molestie nei confronti di alcune attrici e dal conseguente abbandono della serie. In seguito Hervé, ha continuato a recitare, senza troppo successo e questo lo ha portato a cadere nel tunnel della <strong>depressione e dell&#8217;alcolismo</strong>. Numerosi anche gli episodi di violenza di cui si è reso protagonista: tra questi una <strong>denuncia per percosse </strong>da parte della moglie e<strong> una rissa con due poliziotti</strong>. Un male il suo, che lo ha condotto direttamente alla morte: l&#8217;attore <strong>si è tolto la vita nel 1993</strong>, proprio poco prima di firmare un <strong>importante contratto con Cartoon Network</strong>. Aveva 50 anni.</p>
<p align="justify">
<div class=curiosita><img class=imgspoiler src=http://www.davidemaggio.it/wp-content/plugins/wpquote/curiositasup.gif ></p>
<blockquote>
<ul>
<li>
<div align="justify">Il telefilm veniva girato tra le Isole Hawaii e la California;</div>
</li>
<li>
<div align="justify">Nel<strong> 1998</strong> è stato realizzato un <strong>remake della serie</strong>, con nuovi protagonisti. L&#8217;operazione si è rivelata un flop e il telfilm è stato chiuso dopo 13 episodi;</div>
</li>
<li>
<div align="justify"><strong>Numerose le guest-star</strong> che hanno partecipato al telefilm. Tra queste ricordiamo: <a href="http://avanguard.splinder.com/post/9425014/BATMAN+-+LA+SERIE+TV">Adam West</a>, Bob Hopkins, Cybill Shepherd, Don Ameche, Geena Davis, Janet Leigh, Joan Collins, Linda Blair, Victoria Principal, Tom Jones, Liz Tylor e Patrick Duffy.</div>
</li>
</ul>
<p align="justify"></blockquote>
<p><img class=imgspoiler src=http://www.davidemaggio.it/wp-content/plugins/wpquote/curiositainf.gif ></div></p>
]]></content:encoded>
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		<title>AMARCORD, Che Fine Hanno Fatto&#8230;GLI INTERPRETI DI..I CINQUE DEL QUINTO PIANO?</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 02:30:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Avanguard</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amarcord]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>
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		<category><![CDATA[che fine hanno fatto]]></category>
		<category><![CDATA[Georgia D'Ambra]]></category>
		<category><![CDATA[gianfabio bosco]]></category>
		<category><![CDATA[i cinque del quinto piano]]></category>
		<category><![CDATA[luca sandri]]></category>
		<category><![CDATA[niccolò della bona]]></category>
		<category><![CDATA[serena cantalupi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Più volte ci siamo ritrovati a parlare della famosa sperimentazione targata Fininvest che ha fortemente caratterizzato gli anni 80 e non solo da un punto di vista strettamente televisivo. Programmi d&#8217;intrattenimento, telefilm d&#8217;importazione, telenovelas, soap opera ma anche produzioni per così dire nostrane  che facevano il verso alle eccellenti sit-com americane.
Ed è proprio a quest&#8217;ultima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like 
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<p align="justify">Più volte ci siamo ritrovati a parlare della <strong>famosa sperimentazione targata Fininvest</strong> che ha fortemente caratterizzato gli anni 80 e non solo da un punto di vista strettamente televisivo. <strong>Programmi d&#8217;intrattenimento, telefilm d&#8217;importazione, telenovelas, soap opera ma anche produzioni per così dire nostrane </strong> che facevano il verso alle eccellenti sit-com americane.</p>
<p align="justify">Ed è proprio a quest&#8217;ultima categoria che appartiene <strong>I cinque del quinto piano</strong>, la prima sit-com italiana che nonostante gli evidenti limiti, visibili soprattutto oggi, ha saputo destare l&#8217;attenzione di pubblico e critica.</p>
<p align="justify">Il telefilm andato in onda su Canale 5 nel 1986, è stato chiuso dopo &#8220;solo&#8221; 100 puntate, a causa dei bassi ascolti ma nonostante ciò è ancora oggi uno dei prodotti ricordati con maggior piacere dal pubblico.</p>
<p align="justify"><strong>Vediamo quindi che fine hanno i protagonisti di questo piccolo gioiellino anni 80.</strong></p>
<p align="center"><strong>GIANFABIO BOSCO &#8211; EDOARDO</strong></p>
<p align="center"><img src="http://www.davidemaggio.it/images/gianfabio-bosco.jpg" alt="Gianfabio Bosco" /></p>
<p align="justify"><strong>Figlio d&#8217;arte</strong>, ha esordito in teatro a soli otto anni. A questo hanno fatto seguito collaborazioni <strong>con grandi nomi dell&#8217;ambiente come Gilberto Govi, Gino Bramieri e Mario Ferrero.</strong> Durante una delle sue tournée ha fatto la conoscenza di Riccardo Miniggio, con il quale ha formato <strong>il duo comico Fabio e Gerry, diventato qualche anno dopo Ric e Gian</strong>. Una scelta che ha portato l&#8217;attore a trovare il grande successo anche al cinema ed in televisione. Nel 1987 dopo più di vent&#8217;anni di attività, Ric e Gian hanno deciso di separare le loro strade e l&#8217;attore ha ripreso ad interpretare film per il cinema come <a target="_blank" href="http://avanguard.splinder.com/post/12308899/JOAN+LUI">Joan Lui</a> e sceneggiati dal carattere sperimentale, proprio come I cinque del quinto piano. Negli ultimi anni ha poi ripreso la sua attività di attore teatrale, ritrovando il grande successo <strong>nella piece My Fair Lady</strong>, senza disdegnare partecipazioni a film per il cinema come <strong>Gli Inaffidabili, Libero Burro e a fiction come Anni 60 e Ladri si nasce</strong>. Nel corso della sua carriera l&#8217;attore è stato anche conduttore televisivo e cantante. Ha infatti inciso dischi che hanno avuto discreto successo. L&#8217;ultima sua apparizione televisiva risale a quest&#8217;anno, nella fiction <strong>Di che peccato sei?</strong>. Oggi ha 71 anni.</p>
<p><span id="more-1525"></span></p>
<p align="center"><strong>SERENA CANTALUPI &#8211; SERENA</strong></p>
<p align="center"><img src="http://www.davidemaggio.it/images/serena-cantalupi.jpg" alt="Serena-Cantalupi" /></p>
<p align="justify">Può considerare questa serie il punto più alto della sua carriera di attrice. Dopo la fine di questa serie ha continuato a prendere parte a varie fiction italiane, in ruoli minori. Nonostante ciò ha proseguito la sua <strong>brillante carriera di doppiatrice</strong>. La ricordiamo in particolare nel film <strong>Comprarsi la vita e nella telepromozione Emporio per Vivere</strong>, una sorta di minisoap sperimentale all&#8217;interno della soap opera Vivere. Oggi ha 59 anni.</p>
<p align="center"><strong>LUCA SANDRI &#8211; GIANFILIPPO</strong></p>
<p align="center"><img src="http://www.davidemaggio.it/images/luca-sandri.jpg" alt="Luca-Sandri" /></p>
<p align="justify">Dopo la conclusione del telefilm ha proseguito a recitare principalmente in teatro, pur non disdegnando qualche piccola parte in fiction televisive di successo come <strong>In questo mondo di ladri e Un ciclone in famiglia</strong>. Anche lui come la collega, <strong>è doppiatore</strong>. Lo ricordiamo in particolare nella serie <a target="_blank" href="http://www.davidemaggio.it/2007/10/18/amarcord-che-fine-hanno-fattogli-interpreti-di-nonno-felice/">Nonno Felice</a> (e nello spin off Norma e Felice) accanto all&#8217;indimenticato Gino Bramieri. Oggi ha 44 anni.</p>
<p align="center"><strong>GEORGIA D&#8217;AMBRA &#8211; STEFANIA</strong></p>
<p align="center"><img src="http://www.davidemaggio.it/images/georgia-dambra.jpg" alt="Georgia-D’ambra" /></p>
<p align="justify">Una vera e propria meteora. Dopo aver partecipato a questa serie e a qualche spot, ha preso parte <strong>alla fiction Don Tonino</strong>, per poi ritirarsi definitivamente dalle scene. Oggi ha 36 anni.</p>
<p align="center"><strong>NICCOLO&#8217; DELLA BONA &#8211; SIMONE</strong></p>
<p align="center"><img src="http://www.davidemaggio.it/images/niccolo-dellabona.jpg" alt="Niccolò-DellaBona" /></p>
<p align="justify">Come la &#8220;sorella televisiva&#8221; Niccolò ha preso parte a numerosi spot. <strong>In seguito si è ritirato dalla scene e ha continuato gli studi, trasferendosi a Londra, dove si è laureato in economia. Oggi vive a Zanzibar</strong> e ha 28 anni.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>AMARCORD, Che Fine Ha Fatto&#8230;CAVALLO PAZZO?</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Dec 2007 11:13:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Avanguard</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amarcord]]></category>
		<category><![CDATA[DM TV / Video Channel]]></category>
		<category><![CDATA[Avanguard]]></category>
		<category><![CDATA[Cavallo Pazzo]]></category>
		<category><![CDATA[che fine hanno fatto]]></category>
		<category><![CDATA[DM TV]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[gli indiani metropolitani]]></category>
		<category><![CDATA[mario appignani]]></category>
		<category><![CDATA[Pippo Baudo]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>

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		<description><![CDATA[
La televisione, come è noto, fin dal suo esordio, ha avuto subito un impatto fortissimo sui telespettatori, sulla gente e nondimeno sulla società tutta. Un impatto a tratti positivo e mirato all&#8217;evoluzione e per altri versi devastante, capace nel lungo termine di creare dei veri e propri &#8220;mostri&#8221;.
Mostri o forse sarebbe meglio dire disturbatori che [...]]]></description>
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<p align="justify"><strong>La televisione, </strong>come è noto, fin dal suo esordio, ha avuto subito un impatto fortissimo sui telespettatori, sulla gente e nondimeno sulla società tutta. Un impatto a tratti positivo e mirato all&#8217;evoluzione e per altri versi devastante, capace nel lungo termine di<strong> creare dei veri e propri &#8220;mostri&#8221;.</strong></p>
<p align="justify">Mostri o forse sarebbe meglio dire <strong>disturbatori</strong> che di quest&#8217;attività nel tempo hanno fatto <strong>una professione</strong>, raggiungendo una sorta di popolarità che ha permesso loro di entrare nel mito o nel massacrante meccanismo <strong>del gioco dello sberleffo.</strong></p>
<p align="justify"><strong>Personaggi pittoreschi</strong>, fuori di ogni canone, di quelli che si possono trovare nei vicoli delle nostre città, nella vita di tutti i giorni, negli incontri casuali, in una sfumatura, <strong>in una storia non sempre edificante</strong> o piacevole da ascoltare ma comunque, in qualche maniera, istruttiva.</p>
<p align="justify"><img align="left" src="http://www.davidemaggio.it/images/cavallopazzo.jpg" alt="Mario Appignani (Cavallo Pazzo) @ Davide Maggio .it" title="Mario Appignani (Cavallo Pazzo) @ Davide Maggio .it" />Una storia come quella di <strong>Mario Appignani in arte Cavallo Pazzo</strong> che ben prima di <strong><a target="_blank" href="http://www.davidemaggio.it/tag/gabriele_paolini">Gabriele Paolini</a></strong> e soprattutto in maniera decisamente diversa, ha dato il via allo strano &#8220;lavoro&#8221; del disturbatore, che oggi nelle più svariate (e talvolta legittimate) declinazioni accompagna ogni nostra giornata televisiva<strong>.</strong></p>
<p align="justify">In particolare <strong>Cavallo Pazzo</strong> ha raggiunto <strong>l&#8217;apice del &#8220;successo&#8221; grazie al Festival di Sanremo del 1992</strong>. Al grido di <em>&#8220;questo Festival è truccato&#8221;,</em> Appignagni ha interrotto la kermesse poco dopo il suo inizio, sostenendo per l&#8217;appunto che la gara fosse stata manipolata dagli organizzatori e tutto questo sotto gli occhi di un incredulo e ancora disincantato Pippo Baudo.</p>
<p align="justify">E non è finita qui, perchè Appignani ha continuato la sua<strong> battaglia contro presunte scorrettezze</strong>, facendo numerose incursioni in programmi Rai e Mediaset: <strong>Festivalbar, Azzurro senza dimenticare il Tg1</strong> e trasmissioni purtroppo registrate, che non hanno permesso al nostro di andare in onda. E ancora a manifestazioni come il Festival di Venezia ma anche negli stadi, con esiti spesso terribili da un punto di vista giudiziario.</p>
<p align="justify"><strong>Scopri che fine ha fatto Cavallo Pazzo e GUARDA IL VIDEO :</strong> <span id="more-1506"></span></p>
<p align="justify"><strong>Un &#8220;uomo contro&#8221; impossibile da fermare</strong> che in realtà aveva già dimostrato ampiamente la sua indole in tempi ben lontani da quella piazzata sanremese, che di fatto lo ha portato alla celebrità.</p>
<p align="justify">Ad esempio attraverso una <strong>banda da lui guidata, Gli Indiani Metropolitani</strong>, che negli anni 70 ha spopolato nella Roma politica, assuefatta dalla politica e in forte stato di tensione a causa di contestazioni più blande tipiche di quel periodo.</p>
<p align="justify"><strong>Disordini ma soprattutto molto divertimento</strong> per questa banda metropolitana. <strong>Slogan mirati </strong>al raggiungimento di <strong>obiettivi assurdi, come l&#8217;abolizione dell&#8217;Altare della Patria</strong>, che però hanno trovato il riscontro del popolo per la simpatia con la quale venivano poste. <em>Non più Potere Proletario ma Potere Dromedario</em> e ancora <em>Rendiamo più chiare le Botteghe Oscure: coloriamole di giallo. </em>Il nonplusultra del nonsense ed il trionfo.</p>
<p align="justify">Perchè <strong>Cavallo Pazzo</strong> credeva profondamente nella sua<strong> Cultura Sballata</strong> come amava definirla lui. Perchè il suo credo nascondeva dei valori ma anche<strong> molta sofferenza.</strong></p>
<p align="justify">La sofferenza di un&#8217;infanzia vissuta in un<strong> befrotrofio</strong>, le <strong>violenze subite</strong> da quella Pagliuca poi arrestata proprio per <strong>sadismo nei confronti dei bambini orfani</strong>, l&#8217;abuso di droge ed infine <strong>rapporti omosessuali con alti prelati</strong>. In piena libertà o forse condizionati dal dolore.</p>
<p align="justify">Di tutto questo e molto altro Cavallo Pazzo ha parlato nella sua<strong> autobiografia, Un ragazzo all&#8217;inferno</strong>, libro fortemente promosso da <strong>Marco Pannella,</strong> che ne ha curato la prefazione ed oggi purtroppo introvabile.</p>
<p align="justify">E così ha trascorso la sua vita tra dolore, piccole rivincite,<strong> lotte continue quasi mai vinte </strong>per un mondo diverso, privo di riformatori per esempio, una realtà parallela nella quale era possibile leggere tutta la poesia di un alieno di nome Mario Appignani, molto più sensibile, molto più autentico di quanto si potesse immaginare.</p>
<p align="justify">E con quello stesso spirito <strong>Mario Appignagni si è spento nel 1996</strong>, a causa di un cancro. E con lui Cavallo Pazzo, senza sapere, probabilmente, che quel suo spirito apparentemente così chiassoso ma in realtà tanto delicato, una traccia l&#8217;avrebbe lasciata anche al di là dei riflettori.</p>
<p align="center"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://fpdownload.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=8,0,0,0" width="420" height="450" id="video1" align="middle"><param name="allowScriptAccess" value="sameDomain"><param name="movie" value="http://www.davidemaggio.it/files/video_streaming/video1.swf"></param><param name="quality" value="high"></param><param name="bgcolor" value="#ffffff"></param><param name="FlashVars" value="nomeVideo=cavallopazzo_brescia.flv&#038;categoria=Cavallo Pazzo&#038;descrizione=Incursione a Brescia&#038;emissione=&#038;data="></param><embed src="http://www.davidemaggio.it/files/video_streaming/video1.swf" FlashVars="nomeVideo=cavallopazzo_brescia.flv&#038;categoria=Cavallo Pazzo&#038;descrizione=Incursione a Brescia&#038;emissione=&#038;data=" quality="high" bgcolor="#ffffff" width="420" height="450" name="video1" align="middle" allowScriptAccess="sameDomain" type="application/x-shockwave-flash" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer"></embed></object></p>
<p align="justify">[Per il video si ringrazia <a target="_blank" href="http://www.asromaultras.it/cavallopazzo.html">AS Roma Ultras</a>] </p>
<p align="justify">
<div class=curiosita><img class=imgspoiler src=http://www.davidemaggio.it/wp-content/plugins/wpquote/curiositasup.gif ></p>
<blockquote>
<p align="justify">Nel 2001 è uscita la biografia di Cavallo Pazzo, curata da Marco Elfer ed intitolata <strong>&#8220;La gara è truccata&#8221; &#8211; Cavallo Pazzo &#8211; Il guastatore</strong></p>
<p align="justify"></blockquote>
<p><img class=imgspoiler src=http://www.davidemaggio.it/wp-content/plugins/wpquote/curiositainf.gif ></div></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>AMARCORD, Che Fine Hanno Fatto&#8230;GLI INTERPRETI DI &#8220;TRE NIPOTI E UN MAGGIORDOMO&#8221;?</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Nov 2007 19:31:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Avanguard</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amarcord]]></category>
		<category><![CDATA[Avanguard]]></category>
		<category><![CDATA[brian keith]]></category>
		<category><![CDATA[che fine hanno fatto]]></category>
		<category><![CDATA[family affair]]></category>
		<category><![CDATA[Johnny Withaker]]></category>
		<category><![CDATA[kathy garver]]></category>
		<category><![CDATA[Sebastian Cabot]]></category>
		<category><![CDATA[tre nipoti e un maggiordomo]]></category>

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		<description><![CDATA[
In più occasioni abbiamo visto quanto i telefilm anni 80 abbiano caratterizzato la programmazione televisiva di quel periodo, in Italia e non solo, grazie alla forza delle storie raccontate e all&#8217;umorismo mai scontato che sapevano proporre. Non tutti i telefilm andati in onda in quegli anni appartengono a quel decennio. Uno tra i più amati, [...]]]></description>
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<p align="justify">In più occasioni abbiamo visto quanto i <strong>telefilm anni 80 </strong>abbiano caratterizzato la programmazione televisiva di quel periodo, in Italia e non solo, grazie alla forza delle storie raccontate e all&#8217;umorismo mai scontato che sapevano proporre. <strong>Non tutti i telefilm andati in onda in quegli anni appartengono a quel decennio.</strong> Uno tra i più amati, pur appartenendo alla prima metà degli anni 60 e nonostante un forte &#8220;retrogusto vintage&#8221; non ha perso ancora oggi la sua freschezza.</p>
<p align="justify">Stiamo parlando di <strong>Tre Nipoti e Un maggiordomo (Family Affair)</strong>, uno dei telefilm americani di maggior successo qui da noi e in patria.</p>
<p align="justify">La serie, dall&#8217;<strong>impianto quasi cinematografico</strong>, è andata in onda in America dal 1966 al 1971 (5 stagioni &#8211; 138 episodi) e in Italia a partire dal 1978 prima sulle reti Rai e in un secondo tempo su Mediaset e Telemontecarlo, ottenendo subito un successo senza precedenti.</p>
<p align="justify">Vediamo quindi <strong>che fine hanno i protagonisti</strong> di questa serie che, vi ricordo, potete trovare in onda in questo periodo su Canale 5 a tarda notte.</p>
<p align="center"><strong>BRIAN KEITH &#8211; BILL DAVIS</strong></p>
<p align="center"><img src="http://www.davidemaggio.it/images/brian-keith.jpg" alt="Brian Keith" /></p>
<p align="justify"><strong>Figlio d&#8217;arte</strong> (il padre era l&#8217;attore Robert) ha esordito a soli tre anni recitando nel film Malone, pifferaio disordinato. A questo hanno fatto seguito altre pellicole come <strong>Il cowboy con il velo da sposa, Il vento e il leone</strong> ma soprattutto i ruoli televisivi che gli hanno regalato la fama. Non solo Tre nipoti e un maggiordomo ma anche <strong>Alfred Hitchock presenta</strong>, <strong>Caccia Grossa</strong> e, negli anni 80, la pluripremiata serie <strong>Hardcastle e McCormick</strong>. Per lui anche sceneggiati di grande successo tra i quali ricordiamo <strong>Colorado</strong> e<strong> Alla conquista del west</strong>. In contrapposizione al grande successo professionale, nel privato l&#8217;attore non è stato altrettanto fortunato. Verso la metà degli anni 90, poco dopo il <strong>suicido della figlia Daisy,</strong> si è scoperto<strong> gravemente malato</strong> e per questo ragione ha scelto di seguire <strong>lo stesso destino</strong>, togliendosi la vita. Aveva 75 anni.</p>
<p align="justify"><strong>Continua a scoprire che (triste) fine hanno fatto</strong> gli altri interpreti del telefilm : <span id="more-1478"></span></p>
<p align="center"><strong>ANISSA JONES &#8211; BUFFY PETERSON-DAVIS</strong></p>
<p align="center"><img src="http://www.davidemaggio.it/images/anissa-jones.jpg" alt="Anissa Jones" /></p>
<p align="justify">Triste il destino delle piccola interprete di Buffy. Dopo la conclusione della serie infatti, la sua vita ha preso una piega tutt&#8217;altro che piacevole a cominciare dalla <strong>separazione dei suoi genitori</strong> che l&#8217;ha portata ad aver grandi contrasti con la madre. Ragione per cui in piena adolescenza si è trasferita a casa del padre, con il quale aveva comunque un rapporto complesso. <strong>La ragazza è morta per overdose nel 1976, a soli 18 anni.</strong></p>
<p align="center"><strong>JOHNNY WITHAKER &#8211; JODY PATTERSON-DAVIS</strong></p>
<p align="center"><img src="http://www.davidemaggio.it/images/jhonny-withaker1.jpg" alt="Johnny Withaker" /></p>
<p align="justify">Il piccolo attore, diventato famosi grazie ad alcuni <strong>film girati per la Disney</strong> dopo la conclusione del telefilm ha continuato a lavorare per un paio d&#8217;anni. La morte della collega però l&#8217;ha convinto ad<strong> abbandonare il mondo dello spettacolo.</strong> In un secondo momento Johnny si è trasferito in Portogallo dove è stato per qualche anno <strong>Evangelizzatore della Chiesa Mormona</strong>. In seguito è tornato in America dove ha ripreso i contatti con lo showbiz, occupandosi soprattutto di colonne sonore, dal punto di vista tecnico informatico. Ha collaborato per esempio alla realizzazione della <strong>sigla di Friends.</strong> Al tempo stesso ha anche ripreso a recitare. Nel 2008 ha un film in uscita. Questa però non è la sua attività principale dal momento che l&#8217;attore oggi si occupa della <strong>tutela delle piccole star della tv</strong>, perchè non debba più accadere quello che è successo ad Anissa e a tanti altri piccoli attori. <strong>E&#8217; divorziato</strong> e ha avuto<strong> serissimi problemi di droga</strong>. A breve compirà 48 anni.</p>
<p align="center"><strong>KATHY GARVER &#8211; CISSY PATTERSON &#8211; DAVIS</strong></p>
<p align="center"><img src="http://www.davidemaggio.it/images/kathy-garver.jpg" alt="Kathy Garver" /></p>
<p align="justify">Molto diverso il destino della nipote più adulta che forse per questa ragione non si è lasciata scalfire dalla popolarità ottenuta grazie alla serie. Kathy Garver, dopo il debutto nel film <strong>I dieci comandamenti</strong> e il grande exploit dovuto alla partecipazione a queste serie, ha infatti continuato a recitare sia per il cinema che per la tv, prendendo parte a film come <strong>Sweet November</strong> ma soprattutto a telefilm come <strong>Simon&amp;Simon, Adam 12, Nash Bridges</strong> e il più recente<strong> Supernatural</strong>. E&#8217; stata anche doppiatrice di molti film d&#8217;animazione tra i quali ricordiamo quello dedicato a L&#8217;uomo Ragno. Oggi si divide tra la sua carriera di <strong>attrice</strong> e quella di <strong>produttrice</strong>. Ha cinque film in uscita nel 2008. A breve compirà 62 anni.</p>
<p align="center"><strong>SEBASTIAN CABOT &#8211; JILES FRANCH</strong></p>
<div style="text-align: center"><img src="http://www.davidemaggio.it/images/sebastian-cabot.jpg" alt="Sebastian Cabot" /></div>
<p align="justify">Grande <strong>esponente del teatro inglese</strong>, Cabot è poi passato al cinema, inanellando tutta una serie di ruoli in pellicole fortunate come <strong>La spada imbattibile, Le Colline dell&#8217;Odio</strong> ma soprattutto <strong>Romeo e Giulietta</strong>. In un secondo momento, si è dedicato completamente alla televisione partecipando non solo a questo telefilm ma anche a <strong>I tre moschettieri</strong> e<strong> Scacco Matto</strong>. Per un certo periodo, a causa di problemi di salute, ha lasciato la serie ma si è rifatto partecipando a film per la tv sia in qualità di interprete che di doppiatore.<strong> E&#8217; morto nel 1977 a causa di un attacco cardiaco</strong>. Aveva 59 anni.</p>
<div class=curiosita><img class=imgspoiler src=http://www.davidemaggio.it/wp-content/plugins/wpquote/curiositasup.gif ></p>
<blockquote>
<ul>
<li>
<div align="justify"><strong>Nel 2002 è stato realizzato un remake del telefilm</strong>. Alla serie, che è stato chiusa anzitempo a causa dello scarso riscontro, hanno partecipato anche Johnny Withaker e Kathy Garber in qualità di guest-star.</div>
</li>
</ul>
<p align="justify"></blockquote>
<p><img class=imgspoiler src=http://www.davidemaggio.it/wp-content/plugins/wpquote/curiositainf.gif ></div></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>AMARCORD : CHE FINE HA FATTO AUGUSTO MARTELLI?</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Nov 2007 00:37:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Avanguard</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amarcord]]></category>
		<category><![CDATA[Augusto Martelli]]></category>
		<category><![CDATA[Avanguard]]></category>
		<category><![CDATA[che fine ha fatto]]></category>
		<category><![CDATA[Condanna]]></category>
		<category><![CDATA[Pedopornografia]]></category>

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		<description><![CDATA[
Dedicare la propria vita al mondo dello spettacolo, ad un lavoro difficile come la direzione d&#8217;orchestra, la composizione e l&#8217;arrangiamento di sigle, musiche, colonne sonore, leit motiv di un successo e poi vedere quella stessa esistenza e la propria carriera completamente distrutte così all&#8217;improvviso. Da una caccia al mostro. Colpevolmente o forse no. E&#8217; quanto è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like 
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<p align="justify"><strong>Dedicare la propria vita al mondo dello spettacolo,</strong> ad un lavoro difficile come la direzione d&#8217;orchestra, la composizione e l&#8217;arrangiamento di<strong> sigle, musiche, colonne sonore, </strong><em>leit motiv</em> di un successo e poi vedere quella stessa esistenza e la propria carriera completamente<strong> distrutte così all&#8217;improvviso.</strong> Da una caccia al mostro. Colpevolmente o forse no. E&#8217; quanto è accaduto ad <strong>Augusto Martelli</strong>, storico compositore della musica e della televisione italiana, condannato pochi giorni fa ad <strong>un anno e sei mesi di reclusione,</strong> per reati di stampo pedopornografico.</p>
<p align="justify">L&#8217;inchiesta guidata dal Pm Pietro Forno e partita nel 2001, coinvolgeva ben 113 persone colpevoli, secondo la legge, di essersi collegate a <strong>siti internet pedopornografici</strong> pagando l&#8217;accesso con carta di credito e alimentando quindi un mercato teso allo sfruttamento dei minori.</p>
<p align="justify">Tra queste persone, anche Augusto Martelli che <strong>si era difeso così</strong>: <em>Io non c&#8217;entro nulla con i pedofili &#8211; semmai li combatto e proprio per questo sono finito in questa storia: ho cercato di seguire l&#8217;esempio di don Di Noto e ho fatto indagini con la mia carta di credito.</em></p>
<p align="justify">Il musicista aveva dichiarato inoltre di aver intrapeso il percorso grazie ad una <strong>collaborazione con i carabinieri</strong>. Fatto, questo, negato in maniera piuttosto netta dall&#8217;Arma.</p>
<p align="justify">A nulla è quindi valsa la strenua difesa di Martelli, in questi estenuanti sei anni, che si fondava principalmente sul fatto che ad ogni modo <strong>lui non aveva diffuso o prodotto quel materiale</strong> e che non c&#8217;erano comunque prove del fatto che lui fosse compiaciuto da quelle stesse immagini.</p>
<p align="justify">I Supremi Giudici della Terza Sezione Penale hanno infatti spiegato così questa scelta : <em>E&#8217; indubbio che tutta l&#8217;attività organizzativa ai fini della produzione, diffusione e messa in commercio di certe immagini, esiste e si perpetua solo perché vi è, a monte, una domanda: un pubblico, cioè, di consumatori che intende acquistarle e detenerle. Qualsiasi espressione della propria personalità e libertà, è lecita e costituzionalmente garantita solo se, nella sua esplicazione, non comporta danno per altre persone: specie se si tratta di soggetti incapaci di difendersi e impossibilitati ad operare delle libere scelte. </em></p>
<p align="justify">Ricorda la <strong>carriera di Augusto Martelli</strong>, <span id="more-1450"></span></p>
<p align="justify">Impossibile dire quale sia la verità vista l&#8217;ambiguità della situazione in corso. Pare invece giusto ricordare quale è stato, a grandi linee il <strong>percorso umano e professionale di Martelli</strong>, almeno fino a qui.</p>
<p align="justify">Augusto Martelli, genovese di nascita, milanese d&#8217;adozione è stato uno dei volti che hanno maggiormente caratterizzato le <strong>produzioni musicali e televisive degli anni 80</strong> e non solo. Suoi sono l&#8217;arraggiamento ed in qualche caso la composizione delle colonne di sonore di programmi come <strong>Risatissima, </strong><a target="_blank" href="http://avanguard.splinder.com/post/13364651/POP+CORN">Pop Corn</a> (che ha anche condotto), Bim Bum Bam, Gran Prix, <a target="_blank" href="http://www.davidemaggio.it/2007/06/28/amarcord-cera-una-volta-ok-il-prezzo-e-giusto/">Ok il prezzo è Giusto</a> e più in generale di tutti gli show di Johnny Dorelli e Mike Bongiorno ma anche di serie tv molto amate come <a target="_blank" href="http://www.davidemaggio.it/tag/i_ragazzi_della_III_C">I ragazzi della III C</a>, Due per Tre, <a target="_blank" href="http://www.davidemaggio.it/2006/12/07/amarcord-che-fine-hanno-fattogli-interpreti-di-hazzard/">Hazzard</a> (La ballata di Bo e Luke), Dallas e ancora cartoni animati come Fiorellino, Il Tulipano Nero, Rascal &#8211; Il mio amico Orsetto e così via.</p>
<p align="justify">Una vita dedicata all&#8217;intrattenimento di quei bambini che a quanto pare sono stati causa involontaria dei suo mali, ma non solo. Perchè Martelli è stato anche un apprezzato arragiantore di<strong> pezzi di musica leggera</strong> e autore di colonne sonore cinematografiche. Sue sono le musiche di <strong>Il Magnifico Robin Hood, Sartana nella valle degli avvoltoi, Ancora dollari per MacGregor</strong> e<strong> Per Amore o per Forza</strong> ma soprattutto de<strong> Il Dio Serpente</strong> che ha permesso al musicista di ottenere un successo internazionale.</p>
<p align="justify">Martelli ancora prima di approdare alle reti Fininvest aveva già avuto grandi soddisfazioni. <strong>Figlio d&#8217;arte</strong> &#8211; il bisnonno era attore e collega di Eleonora Duse, il nonno violinista di spalla di Mascagni ed il padre jazzista e direttore d&#8217;orchesta &#8211; ha &#8220;masticato&#8221; musica fin dalla nascita: dal carattere piuttosto indipendente e ribelle, si è rifiutato di fare il Conservatorio ma incredibilmente <strong>a soli 18 anni dirigeva già la Filarmonica di Berlino.</strong></p>
<p align="justify">A questo hanno fatto seguito numerose collaborazioni in Rai, nonchè <strong>la conduzione improvvisata</strong> di uno dei programmi storici della Tv di Stato,<strong> Una valigia tutta blu</strong>, a causa della defezione improvvisa di Walter Chiari.</p>
<p align="justify">Da non dimenticare inoltre la sua attiva <strong>collaborazione con Lo Zecchino D&#8217;oro</strong>, durata diversi anni.</p>
<p align="justify">Un mostro sacro del mondo dello spettacolo, impegnato a 360 gradi che ci ha regalato momenti spensierati nel corso degli anni e in qualche modo indimenticabili.</p>
<p align="justify">Impossibile, probabilmente, non farsi influenzare da quanto gli sta accadendo. Perchè l&#8217;argomento è caldo, perchè in discussione ci sono dei bambini, perchè quello di cui è accusato spesso è solo l&#8217;anticamera di atti ben più gravi.</p>
<p align="justify">Il senso di nausea, di profondo disagio vista la grandezza del personaggio, potrebbe essere spontaneo ma proprio perchè la televisione ama creare mostri senza essere in possesso di verità assolute, come del resto è ovvio che sia, questo post è nato con il <strong>proposito di ricordare l&#8217;artista e non di condannare l&#8217;uomo</strong> o allo stesso modo di assolverlo, lasciando la possibilità a chi legge queste righe di trarre le proprie conclusioni. Non facili, non necessariamente scontate. Comunque dolorose, a prescindere da Martelli stesso.</p>
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		<title>AMARCORD: CHE FINE HA FATTO RINO GAETANO?</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Nov 2007 13:27:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Avanguard</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amarcord]]></category>
		<category><![CDATA[Avanguard]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Santamaria]]></category>
		<category><![CDATA[Fiction]]></category>
		<category><![CDATA[Raiuno]]></category>
		<category><![CDATA[rino gaetano]]></category>

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Che fine ha fatto Rino Gaetano, cita il titolo di questo post. Una provocazione e non di certo l&#8217;intezione di raccontare l&#8217;ovvio. Un modo come un altro per chiederci che fine ha fatto il cantautore all&#8217;interno di una fiction, che almeno nelle premesse avrebbe dovuto essere dedicata a lui?La fiction in questione, andata in onda l&#8217;11 e il 12 novembre, [...]]]></description>
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<p align="justify"><strong>Che fine ha fatto </strong><a target="_blank" href="http://avanguard.splinder.com/post/10917253/ELOGIO+A+RINO+GAETANO">Rino Gaetano</a><strong>,</strong> cita il titolo di questo post. <strong>Una provocazione</strong> e non di certo l&#8217;intezione di raccontare l&#8217;ovvio. Un modo come un altro per chiederci<strong> che fine ha fatto il cantautore all&#8217;interno di una fiction</strong>, che almeno nelle premesse avrebbe dovuto essere dedicata a lui?La fiction in questione<strong>, </strong>andata in onda l&#8217;11 e il 12 novembre, ottenendo tra l&#8217;altro ottimi risultati <strong>si intitolava &#8220;Rino Gaetano&#8221; ma lui dov&#8217;era?</strong></p>
<p align="justify"><strong>A chiederserlo</strong> non sono solo i fan del cantante, <strong>la sorella Anna (che nella fiction non compare)</strong> e in generale chi ha potuto vivere la sua ascesa di persona, per semplici questioni anagrafiche. A chiederselo, sono anche i suoi detrattori, benchè oggi  come oggi sia davvero difficile trovarne vuoi per moda, vuoi per via del suo straordinario talento.</p>
<p align="justify">Nulla da dire<strong> </strong>riguardo <strong>la straordinaria interpretazione di Claudio Santamaria</strong>. Molto da dire invece, sul personaggio che l&#8217;attore interpretava, che in qualche modo si avvicinava a raccontare la &#8220;sagoma&#8221; del cantante Rino Gaetano ma <strong>non di certo la persona o la sua anima.</strong></p>
<p align="justify">E soprattutto la vita. Una vita che non è stata di certo caratterizzata da un rapporto tanto difficile con il padre, come invece la fiction racconta. <strong>E&#8217; vero</strong>, sì, che il padre ha <strong>lungamente osteggiato le attività artistiche di Rino</strong> ma non in maniera tanto bieca e meschina. E del resto non sarebbe potuta andare diversamente. Il padre del cantautore era un uomo che aveva fatto la guerra e che per il figlio non sognava altro che il posto fisso. Rino invece aveva ben altro per la testa. <strong>Un normale scontro generazionale, nulla di più.</strong></p>
<p align="justify">E ancora, probabilmente <strong>Rino, era un donnaiolo</strong> ma di certo <strong>non avrebbe mai liquidato</strong> la questione tradimento <strong>con frasi cariche di stereotipi e prive di senso</strong>, come invece fa il protagonista della fiction rivolgendosi alla fidanzata Irene &#8211; Kasia Smutniak.. Perchè Rino era tutto, fuorchè banale. Ed anche solo per questa ragione, certi atteggiamenti non potevano che essere lontani da lui.</p>
<p><span id="more-1424"></span></p>
<p align="justify">E non solo raccontando la sua vita privata, che in realtà occupa gran parte della fiction, sono stati commessi errori. Anche la sua <strong>discografia è stata letteralmente massacrata</strong> e servita su un piatto d&#8217;argento al pubblico di Rai Uno. Perchè<strong> I Love You Marianna</strong> non è nata di certo come una canzone per anarchici dalla canna facile. I Love You Marianna era ed è un canto d&#8217;amore,<strong> dedicato alla nonna di Rino e alla sua terra</strong>.</p>
<p align="justify">Una terra, la Calabria, che torna ricorrente nelle canzoni del cantautore e che sempre nella fiction è stata solo accennata e diciamo pure distrutta, dal momento che <strong>il padre televisivo si esprimeva in dialetto napoletano e la madre in siciliano</strong>. Chissà perchè, visto e considerato che l&#8217;attore era straodinariamente legato alla sua terra. Lasciarla, per trasferirsi a Roma con la famiglia, era stato uno dei motivi di dolore più grande per lui. Fatto questo assolutamente fondamentale per capire l&#8217;uomo e l&#8217;artista che è stato ovviamente ignorato dagli autori della fiction.</p>
<p align="justify">Così come sono stati ignorati passaggi artistici fondamentali, il suo esordio con lo pseudonimo di<strong> Kammamuri&#8217;s</strong>, la sua <strong>esperienza in teatro con Carmelo Bene</strong> ma anche la <strong>durissima battaglia ingaggiata contro il Festival di Sanremo</strong>, vittima di Gaetano e dei suoi tremendi sberleffi a più riprese.</p>
<p align="justify">Inoltre se la prima parte della fiction aveva distorto semplicemente i fatti, la seconda ha completamente <strong>distrutto il personaggio, dipingendolo come un essere psicotico, anafettivo, alcolizzato, vittima del suo stesso successo </strong>e volendo anche un pò cafone. Nulla di più lontano dalla realtà. Gaetano una villa con piscina, nemmeno si sognava di comprarla, come ha ricordato la sorella e sì beveva ma non di certo in maniera esponenziale.</p>
<p align="justify">Perfino la sua morte è stata messa in scena nel peggiore dei modi. Come se lui in qualche maniera l&#8217;avesse cercata e senza sottolineare che <strong>Rino Gaetano è morto perchè rifiutato da cinque ospedali. E&#8217; morto per omissione di soccorso</strong>.</p>
<p align="justify">A supportare tutto questo le parole della sorella, giustamente stupita da tanta leggerezza: <em>«La figura di mio fratello è stata molto romanzata. Capisco che è una fiction, ma visto che è la sua storia, pensavo dovesse essere quella vera, e non è così. Io con Rino ci ho vissuto per 31 anni e penso pochi lo conoscessero meglio di me. Ci sono delle cose vere, come il suo essere un donnaiolo, ma non ad esempio, l&#8217;alcolismo di nostro padre».</em></p>
<p align="justify">Di diverso parere il regista della fiction Marco Turco secondo il quale un lavoro di semplificazione della storia era assolutamente necessario per rendere al meglio la vita di Rino Gaetano:</p>
<p align="justify"><em> «Anna, Bruno Franceschelli (amico e confidente del cantautore, ndr), fonici, turnisti, Antonello Venditti, che era un suo amico, il giornalista Gino Castaldo. Ognuno aveva un suo ricordo, un suo Rino. Una volta raccolto tutto il materiale ci siamo seduti a tavolino e abbiamo cominciato a scrivere il Rino che era sedimentato in noi. Questa narrazione ha trasgredito in qualche momento la realtà documentaristica ma ha reso l&#8217;anima di Rino Gaetano».</em></p>
<p align="justify">Un&#8217;anima distorta. <strong>Un omaggio, oltraggio che seppur ben interpretato</strong> (ad eccezion fatta per la solita Laura Chiatti e l&#8217;infiltrata Rosita Celentano) <strong>non può essere sufficiente e accettabile</strong> perchè non ci restituisce uno dei più grandi, coraggiosi, originali e appassionati artisti italiani. Non ne racconta l&#8217;indole, le gesta, l&#8217;unicità, perchè di fatto non racconta la sua storia.  Purtroppo.</p>
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		<title>AMARCORD : CHE FINE HANNO I PROTAGONISTI DI &#8220;RALPH SUPERMAXIEROE&#8221;?</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 13:17:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Avanguard</dc:creator>
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		<category><![CDATA[che fine hanno fatto]]></category>
		<category><![CDATA[connie sellecca]]></category>
		<category><![CDATA[ralph supermaxieroe]]></category>
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		<category><![CDATA[the american greatest hero]]></category>
		<category><![CDATA[William Katt]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nel corso di questa rubrica ma non solo, abbiamo visto quanto la televisione negli anni 80 fosse votata al disimpegno. Storie semplici e talvolta surreali che si proponevano anche di far riflettere in qualche maniera o comunque di &#8220;educare&#8221;. Requisiti  quasi indispensabili per confezionare un buon prodotto televisivo all&#8217;epoca, che descrivono perfettamente uno dei più [...]]]></description>
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<p>Nel corso di <a target="_blank" href="http://www.davidemaggio.it/category/amarcord/">questa rubrica </a>ma non solo, abbiamo visto quanto <strong>la televisione negli anni 80</strong> fosse votata al <strong>disimpegno</strong>. <strong>Storie semplici e talvolta surreali</strong> che si proponevano anche di far riflettere in qualche maniera o comunque di <strong>&#8220;educare&#8221;</strong>. Requisiti  quasi indispensabili per confezionare un buon prodotto televisivo all&#8217;epoca, che descrivono perfettamente uno dei più grandi successi del periodo: il telefilm <strong>Ralph Super Maxi Eroe</strong> (The Greatest American Hero).</p>
<p align="justify">La serie, andata in onda in America dal 1981 al 1983 (3 stagioni &#8211; 45 episodi) ed <strong>in Italia a partire dal 1982</strong>, ha riscosso fin da subito un grandissimo consenso soprattutto per le particolarità che caratterizzavano <strong>il protagonista, un vero e proprio anti-eroe,</strong> forse uno dei primi proposti dalla tv.</p>
<p align="justify">Più che un successo, <strong>un grande cult</strong> che ha fatto la fortuna dei produttori anche in termini di <strong>merchandasing</strong>. <strong>La tuta indossata da Ralph</strong> infatti è diventata in breve tempo <strong>uno dei gadget più venduti</strong> nei negozi di giocattoli. Ed ancora oggi, è considerata dai fan, riuniti in numerosi fan club, un <strong>cimelio imprescindibile</strong>.</p>
<p align="justify">Non a caso, <strong>la chiusura della serie</strong>, avvenuta non per un calo d&#8217;interesse ma <strong>per la voglia dell&#8217;ABC d&#8217;investire in nuovi progetti</strong> ha gettato gli appassionati nel panico. E neanche le loro continue proteste hanno potuto salvare il telefilm.</p>
<p align="justify"><strong>Vediamo ora che fine hanno fatto i protagonisti del telefilm. </strong></p>
<p align="center"><strong>WILLIAM KATT &#8211; RALPH HINKLEY</strong></p>
<div style="text-align: center"><img src="http://www.davidemaggio.it/images/william-katt.jpg" alt="William Katt" /></div>
<p align="justify"><strong>Figlio </strong>dell&#8217;attore Bill Williams e dell&#8217;attrice Barbara Hale (la <strong>Della Street di Parry Mason</strong>), l&#8217;attore ha iniziato a recitare, ottenendo piccoli ruoli in telefilm di successo come <strong>Ironside</strong> ma anche in film per il cinema molto amati come <strong>Carrie, lo sguardo di Satana e Star Wars</strong>. All&#8217;inizio degli anni 80 ha debuttato a teatro ma il grande è successo è arrivato proprio grazie a queste serie, nel corso della quale <strong>Katt ha potuto sfoderare ironia e capacità d&#8217;attore inaspettate</strong>. Dopo la chiusura della serie si sono aperte per lui le porte della tv. In particolare l&#8217;attore ha legato il suo volto alla<strong> serie cult Perry Mason</strong>, rinunciando di fatto alle proprie aspirazioni da protagonista. Katt in seguito ha avuto modo di partecipare a telefilm come <strong>La signora in giallo, Settimo Cielo, Walker Texas Ranger e Jag</strong>. Al contempo ha portato avanti la sua carriera di doppiatore e di attore cinematografico partecipando al film <strong>Batman.</strong> E&#8217; sposato e ha due figli. <strong>Una delle sue grandi passioni è il surf</strong> che pratica costantemente anche a scopo di beneficienza. Ha tre film in uscita nel 2008 e oggi ha 56 anni.</p>
<p align="justify">Scopri che fine hanno fatto gli altri protagonisti :<span id="more-1401"></span></p>
<p align="center"><strong>CONNIE SELLECCA (CONCETTA SELLECCHIA) - PAM DAVISON </strong></p>
<p align="center"><img src="http://www.davidemaggio.it/images/connie-sellecca.jpg" alt="Connie Sellecca" /></p>
<p align="justify"><strong>L&#8217;attrice italo-americana</strong>, ha cominciato a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo come <strong>fotomodella.</strong> Solo in un secondo momento, forte del suo desiderio di recitare, è riuscita a debuttare in una serie televisiva. Il primo momento di grande popolarità lo ha avuto  grazie a questa serie. In seguito al successo ottenuto ha<strong> abbandonato il telefilm per debuttare nel serial</strong> <a target="_blank" href="http://avanguard.splinder.com/post/10768656/HOTEL">Hotel</a>, dove avrebbe invece avuto un ruolo di primo piano. Negli anni è inoltre stata protagonista di numerosi film per la tv, che l&#8217;hanno portata diventare una delle attrici più amate del piccolo schermo nel suo Paese. Conseguentemente alla sua esperienza di modella, ha aperto una <strong>Scuola per Modelle</strong> che ha chiamato proprio come il suo personaggio, <strong>Pam Davison</strong>. Anche per questa ragione a partire dall&#8217;anno scorso le sue apparizioni in video sono molto diminuite. L&#8217;attrice oggi <strong>si divide tra la sua scuola ed il teatro</strong>. E&#8217; stata sposata due volte e ha una figlia. Con l&#8217;ultimo marito è impegnata in <strong>attività di carattere religioso</strong> (hanno fatto voto di castità). E recentemente ha creato una <strong>linea di lingerie ed una di prodotti cosmetici</strong> che portano il suo nome. Oggi ha 52 anni.</p>
<p align="center"><strong>ROBERT CULP &#8211; BILL MAXWELL</strong></p>
<div style="text-align: center"><img src="http://www.davidemaggio.it/images/robert-culp.jpg" alt="Robert Culp" /></div>
<p align="justify">Ha fatto il suo esordio negli anni 50, partecipando a svariate serie televisive ed <strong>è diventato popolare</strong> verso la fine del decennio grazie al telefilm western<strong> Trackdown</strong>. In seguito ha avuto modo di dividersi tra teatro, piccolo schermo e cinema dove ha interpretato<strong> film piuttosto celebri come Turck 182 ed Il rapporto Pelican.</strong> E&#8217; apparso inoltre in qualità di guest-star in <strong>Bonanza, Colombo e più recentemente in Chicago Hope</strong>. Negli anni 80 <strong>è stato il lizza per interpretare in ruolo di J.R. Ewing in </strong><a target="_blank" href="http://avanguard.splinder.com/post/9597198/DALLAS%3A+CERCASI+CAST+DISPERATA">Dallas</a><strong>, ruolo poi andato a Larry Hagman</strong>. Di questa serie è stato anche regista e produttore. Attività che lo hanno visto protagonista anche nell&#8217;ambito di altre produzioni. <strong>E&#8217; stato sposato cinque volte e ha tre figli</strong>. Oggi si dedica soprattutto al suo lavoro dietro le quinte anche se non disdegna partecipazioni televisive in qualità di guest-star o doppiatore. Ha 77 anni.</p>
<p align="justify">
<div class=curiosita><img class=imgspoiler src=http://www.davidemaggio.it/wp-content/plugins/wpquote/curiositasup.gif ></p>
<blockquote>
<ul>
<li>
<div align="justify">Grande successo anche per la <strong>sigla del telefilm: Believe It Or Not</strong>, interpretata da Joey Scarbury e diventata una hit in America e non solo;</div>
</li>
<li>
<div align="justify">Nel 2005 la Disney aveva annunciato di essere interessata a realizzare un <strong>remake cinematografico della serie</strong>. Il protagonista doveva essere l&#8217;attore Owen Wilson. <strong>Il progetto però non è andato in porto</strong>.</div>
</li>
</ul>
<p align="justify"></blockquote>
<p><img class=imgspoiler src=http://www.davidemaggio.it/wp-content/plugins/wpquote/curiositainf.gif ></div></p>
]]></content:encoded>
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		<title>LA TV CHE NON C&#8217;E&#8217; PIU&#8217;</title>
		<link>http://www.davidemaggio.it/archives/1398/la-tv-che-non-ce-piu</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Nov 2007 16:45:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Maggio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[Anni 80]]></category>
		<category><![CDATA[Avanguard]]></category>
		<category><![CDATA[Mediaset]]></category>
		<category><![CDATA[programmi]]></category>
		<category><![CDATA[RAI]]></category>
		<category><![CDATA[Stracult]]></category>

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		<description><![CDATA[
L&#8217;eccellente collaboratore di DM, Avanguard, ha come saprete un bellissimo blog sugli anni 80, Stracult.
Ebbene, su Stracult ogni giovedi c&#8217;è un divertente gioco Quiz80 che invita i lettori a &#8220;smascherare&#8221;, tramite alcuni indizi, un personaggio dell&#8217;epoca che si cela dietro un sorriso.
 L&#8217;ultima &#8221;puntata&#8221; del gioco è stata vinta dal sottoscritto che ha richiesto ad Avanguard un post che [...]]]></description>
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<p align="justify">L&#8217;eccellente collaboratore di DM, <strong>Avanguard</strong>, ha come saprete un bellissimo <strong><a href="http://www.avanguard.splinder.com/" target="_blank">blog sugli anni 80, Stracult</a></strong>.</p>
<p align="justify">Ebbene, su Stracult ogni giovedi c&#8217;è un divertente gioco <strong><a href="http://avanguard.splinder.com/tag/quiz_80" target="_blank">Quiz80</a></strong> che invita i lettori a &#8220;smascherare&#8221;, tramite alcuni indizi, un personaggio dell&#8217;epoca che si cela dietro un sorriso.</p>
<p align="justify"> L&#8217;ultima &#8221;puntata&#8221; del gioco è stata vinta dal sottoscritto che ha richiesto ad Avanguard un post che confrontasse le <strong>offerte televisive degli anni 80 di Rai e Mediaset</strong>.</p>
<p align="justify">Il premio del gioco consiste, infatti, nella richiesta di un &#8220;post a piacere&#8221; e poichè ogni lunedi su DM ci occupiamo della storia della tv commerciale con <strong><a href="http://www.davidemaggio.it/category/storia-della-tv-commerciale/" target="_blank">La Grande Avventura</a></strong>, un confronto con la tv di Stato di quegli stessi anni mi pareva d&#8217;obbligo.</p>
<p align="justify">Il risultato è stato questo&#8230;</p>
<p align="justify"><em>Difficile tracciare un bilancio dell&#8217;attività dei due maggiori network televisivi in quel periodo. Escludendo film, telefilm stranieri e cartoni animati che non sono oggetto di questa sorta di analisi casareccia, possiamo dire che le produzioni televisive non erano vittima di ansie da share o frutto di uno schema quasi inviolabile come invece avviene oggi. Perchè oggi la televisione è suddivisa in fasce ed è dominata da stereotipi, dai quali pare impossibile uscire. I quiz devono andare in onda sempre e comunque nella fascia preserale, le soap obbligatoriamente nel primo pomeriggio (tranne qualche raro caso), le fiction nei primi giorni della settimana, i programmi dedicati alla natura la domenica mattina e così via. S&#8217;è persa la libertà di proporre un palinsesto alternativo che permetta realmente al telespettatore di scegliere.</em></p>
<p align="justify"><em>Una continua ed insopportabile sovvrapposizione che toglie continuamente al telespettatore la possibilità di scegliere e lo spinge nei casi più &#8220;disperati&#8221; a rivolgersi a sistemi di videoregistrazione.</em></p>
<p align="justify"><em>Negli anni 80 invece tutto, anche in tv, era una continua scoperta. E&#8217; giusto dire però che quest&#8217;effetto novità è arrivato con l&#8217;avvento delle Reti Fininvest perchè fino a quel momento la Rai aveva sempre e solo puntato su una certa austerity: informazione, intrattenimento, divertimento ma sempre con una sostanziale attenzione allo spirito educativo e culturale che la televisione di Stato doveva necessariamente avere.</em></p>
<p align="justify"><span id="more-1398"></span></p>
<p align="justify"><em>Con le Reti Fininvest questo approccio è cambiato drasticamente. Perchè il nuovo network puntava essenzialmente all&#8217;intrattenimento frivolo e decisamente leggero. L&#8217;obiettivo primario era quello di accattivarsi le simpatie del pubblico, divertendolo ed appassionandolo. Ad ogni costo.</em></p>
<p align="justify"><em>E lo scopo è stato presto raggiunto, soprattutto grazie al serial <strong><a href="http://avanguard.splinder.com/post/10710780/UCCELLI+DI+ROVO%3A+RICHARD+CHAMB" target="_blank"><span style="color: #ff9966;">Uccelli di Rovo</span></a></strong> che ha messo in ginocchio Rete 4, allora ancora di Mondadori e ha costretto la Rai ad accorgersi dell&#8217;esistenza delle reti  Fininvest.</em></p>
<p align="justify"><em>Da lì è iniziata la grande scalata delle reti commerciali: programmi mattutini come Buongiorno Italia, contenitori pomeridiani, quiz e tanta attenzione nei confronti dei bambini.</em></p>
<p align="justify"><em>D&#8217;altro canto la Rai ha proseguito per la sua strada, modificando solo di poco e sempre in maniera graduale le sue scelte editoriali e soprattutto continuando a proporre grandi show come Fantastico, solo per citarne uno.</em></p>
<p align="justify"><em>Perchè la Tv di Stato ha sempre fondato i suoi successi sui grandi nomi: artisti che proprio lì si erano formati e che costituivano una sorta di patrimonio nazionale. Personaggi che in breve tempo sono stati &#8220;scippati&#8221; dalla Fininvest: <strong><a href="http://avanguard.splinder.com/tag/mike_bongiorno" target="_blank"><span style="color: #ff9966;">Corrado</span></a></strong>, <strong><a href="http://avanguard.splinder.com/tag/mike_bongiorno" target="_blank"><span style="color: #ff9966;">Mike Bongiorno</span></a></strong> ed in un secondo tempo senza troppa fortuna <strong><a href="http://avanguard.splinder.com/tag/raffaella_carr%C3%A0" target="_blank"><span style="color: #ff9966;">Raffaella Carrà</span></a></strong> e Pippo Baudo. Tutto questo per percorrere la strada già intrapresa dalla Rai, in chiave però del tutto sperimentale.</em></p>
<p><em>E proprio sperimentazione era la parola chiave dei programmi della tv commerciale. Cosa che si non si poteva dire della più classica Rai, da sempre, anche per motivi politici, più reticente a fare un certo tipo di tv.<br />
A sottolineare i tempi che stavano per cambiare erano proprio programmai Rai tra i più amati come <strong><a href="http://avanguard.splinder.com/tag/renzo_arbore" target="_blank"><span style="color: #ff9966;">Quelli della notte o Indietro Tutta</span></a></strong>, che con grande lungimiranza dipingevano la tv come sarebbe diventata da lì a poco. Il senso della sfida ma anche la voglia di eccedere, avrebbe portato il mezzo televisivo a cambiare completamente fino ad allontarsi del tutto dalle proprie origini.</em><em> </em></p>
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<p align="justify"><em>Origini che hanno visto la Rai prevalere almeno in un campo: quello dell&#8217;informazione ed in generale della divulgazione. Se Studio Aperto, il primo tg della tv commerciale ha visto la luce nel 1991, il Tg1 già negli anni 70 aveva iniziato a muovere i primi passi.</em></p>
<p align="justify"><em>E anche dal punto di vista della divulgazione scientifica e non, la Rai ha sempre avuto la meglio. Le reti Fininvest hanno provato comunque ad investire in questo campo proponendo programmi tutto sommato interessanti come quelli condotti da Licia Colò o <strong><a href="http://avanguard.splinder.com/post/11829977/STORIA+DI+AMBROGIO+FOGAR" target="_blank"><span style="color: #ff9966;">Ambrogio Fogar</span></a></strong> ma non di certo all&#8217;altezza della concorrenza, anche per mancanza di mezzi.</em></p>
<p align="justify"><em>Al contrario un campo in cui la Rai non ha mai voluto investire più di tanto, è quello dei telefilm italiani. Mentre Italia 1, sempre seguendo il tema della sperimentazione, proponeva tutto il filone di telefilm legati a Kiss Me Licia e Cristina D&#8217;Avena, la Rai stava a guardare, preferendo acquistare prodotti già confezionati e collaudati in altri Paesi.</em></p>
<p align="justify"><em>L&#8217;autorevolezza e la poca voglia di mettersi in gioco della Rai contro la grinta della Fininvest, i grandi show della Rai contro gli esperimenti non sempre fortunati della tv commerciale. Questi in sostanza i cardini del grande scontro che avrebbe portato a quella continua contaminazione tra l&#8217;uno e l&#8217;altro network non sempre positiva nell&#8217;ambito di una sana concorrenza.</em></p>
<p align="justify"><em>Se infatti oggi la Rai si &#8220;abbassa&#8221; a proporre show di dubbio gusto e Mediaset cerca di emulare i programmi che hanno sempre caratterizzato la tv di Stato, con risultati spesso scarsi, lo dobbiamo anche a questa concorrenza che è stata intesa nel peggiore dei modi. E soprattutto con le peggiori conseguenze per noi telespettatori.</em></p>
<p align="justify"><em>Se ognuno avesse seguito la proprio &#8220;indole&#8221;, rispettando una linea editoriale coerente ed al passo con i propri tempi, forse anche la tv oggi sarebbe in uno stato di salute decisamente migliore. Invece per ora, è bene accontentarsi (anzichè no) di una copia, di una copia mal riuscita, a volte sbiadita e sicuramente noiosa. E probabilmente, con buona pace di tutti noi, destinata a durare ancora per un pò. Fino al tracollo o alla sua &#8220;resurrezione&#8221;.</em></p>
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