17
luglio

PICCOLE BLOGGERs CRESCONO

Alcuni giorni fa, vagabondando di locale in locale, in una cocente serata estiva barese, la mia attenzione viene catturata da questo manifesto

Carte Segrete @ Davide Maggio .it Carte Segrete @ Davide Maggio .it

Il mio commento è stato : “Ma guarda un po’!”

L’arcano verrà svelato domani. Nel frattempo analizzate anche Voi la locandina* (cliccando sulle immagini potrete vederle in un formato decisamente più grande)

* facile trovare la soluzione per blog-maniacs!

RISPOSTA : e bravi! Cavalla Golosa, blogger rampante e galoppante, è la finalista di Carte Segrete, un concorso nazionale di letteratura erotica femminile. Ho avuto l’onore di leggere il Suo “La Vie en Rouge” in anteprima. Davvero ottimo lavoro!

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16
luglio

TELE…VISIONI!

Non ce la fai a resistere davanti alla TV per il caldo insopportabile di quest’estate ma sei un vero appassionato della “scatola magica”?!?

Perfetto! Ho la soluzione ai Tuoi problemi. Continua a leggere il post per scoprirlo.

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15
luglio

LE FACCE DA CINEMA

Omnibus La7 @ Davide Maggio .itSi chiama LE FACCE DA CINEMA la rubrica che Nancy Gorgone conduce ogni giorno all’interno di Omnibus Estate su La7.

Dovreste vederla. Se, però, il Vostro obiettivo è accrescere la Vostra cultura cinematografica.. lasciate perdere!

L’obiettivo principale della conduttrice è far vedere ai Suoi telespettatori che LEI SA PARLARE L’INGLESE ALLA PERFEZIONE e che la SUA PRONUNCIA E’ IMPECCABILE!

Peccato che altrettanto non possa dirsi del Suo italiano.

E’ talmente presa dal Suo inglese che perde, da sola, il filo del discorso e, delle biografie hollywoodiane che cerca di presentare giornalmente, si riesce a capire ben poco.

Davvero comica!

Consigliato… per inziare una giornata col sorriso sulle labbra!


 S O R R I D I

Ecco il file odierno. LITE ZEQUILA – PAPPALARDO DOMENICA IN (Tasto Destro, Salva con Nome). Dimensione : 1,05 Mb





15
luglio

NUMERO PRIVATO, che ossessione!

Inercettazioni @ Davide Maggio .itSono ormai mesi che, da google, fanno naufragio, speranzosi, su questo blog, centinaia di navigatori che cercano stratagemmi che possano svelare il numero di un utente che ha scelto di effettuare una chiamata (molesta!?!) oscurando il numero.

Bene!

Essendo la telefonia una delle mie passioni (oltre allo spettacolo, questo è chiaro!), ho deciso di rispondere a tutti questi visitatori ossesionati dal NUMERO PRIVATO!

Partiamo da un dato. Qualunque titolare di una linea, fissa o mobile che sia, puo’ scegliere di oscurare temporaneamente o permanentemente il proprio numero per le chiamate in uscita.

Per il blocco permanente dell’identificativo del chiamante è necessario :

per le linee mobili : impostare manualmente, dal menu del proprio cellulare (in gestione chiamate), il NON invio del proprio numero o, in alternativa, contattare il call center del proprio operatore per rendere la linea riservata.

per le linee fisse : contattare il servizio clienti del proprio operatore per bloccare permanentemente l’identificativo del chiamante sulla propria linea

Per nascondere il proprio numero temporaneamente (cioè per una singola chiamata) è necessario, invece :

per le linee mobili : digitare #31# + il numero da chiamare (in caso di telefonini TACS è necessario comporre 931)

per le linee fisse : digitare *67# + il numero da chiamare (oppure, qualora abbiate un telefono con selezione decadica - alias : il vecchio telefono con la “rondella” - e il vostro operatore sia Telecom Italia,  digitare 4793 + il numero da chiamare)

Detto questo… dovete sapere che..

NON E’ POSSIBILE CONOSCERE IL NUMERO DI UN UTENTE CHE VI CHIAMA CON UN NUMERO RISERVATO!

C’è solo un caso in cui è possibile soddisfare i Vostri desideri “nascosti”.

Sulle linee fisse Telecom Italia, è, infatti, disponibile il servizio OVERRIDE.

Si tratta di un servizio che rende visibile QUALUNQUE numero in entrata sul vostro telefono fisso (sia esso privato, proveniente da un cabina telefonica etc etc…).

Il servizio, non pubblicizzato da nessuna parte, costa la bellezza di 90 Euro/5 giorni ed è attivabile per un massimo di 15 giorni e una sola volta per ogni utenza.

E’ necessario, ai fini dell’attivazione, l’invio di un fax in cui vengano spiegate le motivazioni alla base della richiesta.

Il servizio, ovviamente, vi svelerà i numeri riservati che Vi chiamano dal momento dell’attivazione in poi. Non è quindi retroattivo!

Qualora, invece, la situazione sia leggermente più seria e dietro il numero privato che Vi chiama c’è un vero e proprio molestatore che turba la Vostra privacy e la Vostra tranquillità potete :

- presentare una denuncia alle autorità competenti

- far richiedere, dall’autorità a cui avete presentato la denuncia, il tabultato di tutte le chiamate in entrata sul vostro numero di telefono (la richiesta è, comunque, discrezionale).

[Qualora il Vostro operatore di telefonia fissa sia FastWeb, le cose stanno diversamente. Potete richiedere autonomamente il tabulato di cui sopra inviando un fax al numero che il Servizio Clienti 192.193 avrà cura di darVi] 

Inutile precisare che, in questo caso, il tabulato Vi fornirà, in dettaglio, tutte le chiamate ricevute anche anteriormente alla data della richiesta.

Spero di esserVi stato utile.

E che MANCHI POCO!!!

[Segnalato su Libero.it, Davide ringrazia]


14
luglio

PALINSESTI 2006/2007 (6) / CANALE 5

Canale 5 Autunno 2006 @ Davide Maggio .it

LE NOVITA’ DEL DAY TIME

Il palinsesto della rete ammiraglia di casa Mediaset vede alcuni cambiamenti importanti, in relazione a questa fascia oraria, nel tardo pomeriggio. Sostanzialmente vengono confermati tutti i programmi della scorsa stagione. Le uniche novità sono :

TG5 Logo @ Davide Maggio .itTG 5 delle 17 : nuova edizione pomeridiana del telegiornale. Da lunedi 18 settembre;

Maurizio Costanzo @ Davide Maggio .itBUON POMERIGGIO : ecco il tanto annunciato programma di Maurizio Costanzo che prenderà il posto di Verissimo. Tutti i giorni, dal Lunedi al Venerdi, dal 18 settembre;

 

Amadeus @ Davide Maggio .itFORMULA SEGRETA : Toccherà ad Amadeus prendere il posto di Gerry Scotti nel programma quotidiano che anticipa il TG5 delle 20. Tutti i giorni, da lunedi 4 settembre alle 18.45;

 

Silvia Toffanin @ Davide Maggio .itVERISSIMO : dopo la new entry “Buon Pomeriggio”, il rotocalco del TG5 “vedrà la luce” soltanto il sabato pomeriggio. A condurlo ci sarà Silvia Toffanin che raddoppia, da quest’anno, la sua presenza in video. Da sabato 23 settembre;

Paola Perego @ Davide Maggio .itBUONA DOMENICA : new entry della quale s’è parlato sin troppo. Paola Perego sarà nel cast del programma domenicale di Canale 5 che vedrà una drastica riduzione della presenza in video di Costanzo che “comparirà” solo nell’ultima parte per intervistare personaggi rilevanti del mondo dello spettacolo e dell’attualità. Da domenica 24 settembre.

IL NUOVO RICCO PALINSESTO DEL PRIME TIME

Le novità più interessanti sono, come è ovvio che sia, legate al prime time. –br[Continua a leggere il palinsesto cliccando qui]–

Teo Mammuccari @ Davide Maggio .itInutile scriverVi che verrà confermato il programma più seguito d’Italia, Striscia la Notizia. La novità la troviamo, però, domenica sera (stessa fascia di Striscia la Notizia). Ci sarà, infatti, CULTURA MODERNA, il programma campione d’ascolti di questa estate che… farà il bis!!!

Passiamo alle prime serate…

Lunedi : DISTRETTO DI POLIZIA 6

Distretto di Polizia Logo @ Davide Maggio .itSi inizia già da lunedi 11 settembre. La fiction con Giorgio Tirabassi, Ricky Memphis & Co andrà avanti per ben 13 puntate;

Modifiche di palinsesto : Distretto di Polizia inizierà martedi 12 settembre.

Martedi : FATTORE C

Paolo Bonolis e Luca Laurenti @ Davide Maggio .itArriva un nuovo show di Paolo Bonolis e Luca Laurenti. Sarà dedicato ai mestieri e alle professioni. I protagonisti saranno persone normali che dovranno fare affidamento soprattutto sulla fortuna per vincere cifre da capogiro che possono arrivare fino ad un milione di euro. La strana coppia della televisione fa, dunque, il bis. Novità, ci saranno, infatti, (come avrò modo di dirvi fra poco) anche per il Senso della Vita;

Modifiche di palinsesto : Fattore C è spostato a domenica. Inizierà il 10 settembre

Mercoledi : L’ONORE E IL RISPETTO

Virna Lisi, Giancarlo Giannini, Manuela Arcuri, Gabriel Garko e Serena Autieri saranno i protagonisti di questa fiction che debutterà il 6 settembre, per 6 puntate, ogni mercoledi serà;

Modifiche di palinsesto : L’Onore e il Rispetto debutterà martedi 5 settembre

Giovedi : CODICE ROSSO e I CESARONI

Ancora fiction per il prime time del giovedi. Si parte a settembre con le 6 puntate di CODICE ROSSO (nel cast Alessandro Gassman e Pietro Taricone) per far spazio, da giovedi 12 ottobre, a I CESARONI, fiction con Claudio Amendola e Elena Sofia Ricci in 13 puntate;

Modifiche di palinsesto : i Cesaroni precederà Codice Rosso e inizierà giovedi 7 settembre

Venerdi : UNAN1MOUS e PAPERISSIMA

Maria De Filippi @ Davide Maggio .itUna delle novità di cui più si è parlato arriva il venerdi. Maria De Filippi e il suo nuovo reality psicologico ”Unan1mous” si accaparrano la prima serata del venerdi (ci sarà anche una fascia quotidiana in day time).

Al termine, si proseguirà con PAPERISSIMA (dal 6 ottobre) condotto, ancora una volta, da Gerry Scotti e Michelle Hunziker (si era parlato di un passaggio della Hunziker alla Rai. A questo punto mi viene da pensare che non ci sia assolutamente un accordo di esclusiva tra la soubrette e la nostra tv di Stato);

Sabato : C’E’ POSTA PER TE

C'è Posta per Te Logo @ Davide Maggio .itUn classico che torna, senza variazioni di rilievo, il sabato sera con Maria De Filippi e i suoi postini;

Da sabato 16 settembre;

.

Domenica : REALITY CIRCUS

Barbara D'Urso @ Davide Maggio .itIl secondo nuovo reality della stagione autunnale di Canale 5. Altro programma del quale si è parlato in abbondanza. Circus vedrà impegnati numerosi VIP nelle arti circensi. Data per certa la partecipazione di Valeria Marini, mentre si vocifera soltanto di una possibile partecipazione delle sorelle Boccoli. A condurre il programma, punto di forza della prossima stagione, Barbara D’Urso.

Modifiche di palinsesto : il lunedi, dal 18 settembre;

LA SECONDA SERATA

Nessuna new entry per la seconda serata di Canale 5 ma soltanto spostamenti e/o raddoppi :

Lunedi e giovedi : IL SENSO DELLA VITA

Il Senso della Vita @ Davide Maggio .itPaolo Bonolis spodesta Matrix e guadagna due seconde serate con questo programma che ha dato buoni risultati (anche se non esaltanti) nella sua prima edizione. Dal 21 settembre alle 23.20;

Martedi, Mercoledi e Venerdi : MATRIX

Matrix Logo @ Davide Maggio .itTre sono le puntate settimanali, in questa stagione, per Enrico Mentana;

Sabato : NONSOLOMODA

NonSoloModa Logo @ Davide Maggio .itSilvia Toffanin continua la sua conduzione di NonSoloModa che affianca, come avete letto, quella di Verissimo il sabato pomeriggio;

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Domenica : TERRA!

Tony Capuozzo @ Davide Maggio .itConfermato anche il settimanale del TG5 con Tony Capuozzo.

 

 

DA SEGNALARE!

Oltre alle fiction delle quali si è appena parlato, tra novembre e dicembre, Canale 5 proporrà :

- NASSIRIYA con Raoul Bova (novembre)

- LA FRECCIA NERA con Martina Stella, Riccardo Scamarcio ed Ennio Fantastichini. (Da dicembre, 6 puntate)

- IL LADRO DI GIOCATTOLI con Gerry Scotti e Lino Banfi (dicembre)

CHE FINE HA FATTO “SERIE A”

Il 90° Minuto di Mediaset è stato spostato a Italia 1. Come avrò modo di dirVi pubblicando il palinsesto di Italia 1 (interessante, tra l’altro), Sandro Piccinini condurrà CONTRO CAMPO ULTIMO MINUTO ogni domenica, dal 27 agosto, alle 18.30.

Per i palinsesti delle altre reti –> CLICCA QUI

[Segnalato su Libero.it, Davide ringrazia]





14
luglio

PALINSESTI 2006/2007 (5) / MEDIASET

IN ARRIVO, SU QUESTO BLOG, TRA POCHE ORE, IL PALINSESTO COMPLETO DI MEDIASET per L’AUTUNNO 2006!

Mediaset Palinsesti Autunno 2006 @ Davide Maggio .itTra poche ore dovrei finalmente entrare in possesso della cartella stampa che Mediaset ha consegnato ai giornalisti accreditati lo scorso 10 luglio, in occasione della presentazione dei palinsesti delle 3 reti.

Aspettatevi un quadro completo ed esauriente della nuova stagione di Canale 5, Italia 1 e Rete 4.

Nel frattempo, cliccando su “Palinsesti 2006/2007“, nel menu “categorie” (alla Vostra destra) potrete trovare il palinsesto completo dell’autunno delle 3 reti Rai, qualche approfondimento su L’Isola dei Famosi 4 e diverse anticipazioni sul palinsesto di Canale 5 (Unan1mous, Buon Pomeriggio, Buona Domenica, TG5, Verissimo, Amici e via discorrendo).

Tornate a visitare presto questa pagina per gli aggiornamenti!

Cartella Stampa Mediaset Palinsesti 2006 @ Davide Maggio.it

  • AGGIORNAMENTO DELLE 12.31

Adesso è nelle mie mani –>

  • AGGIORNAMENTO DELLE 17.04

Pochi minuti e il nuovo palinsesto di Canale 5 è tutto per Voi!

  • AGGIORNAMENTO DELLE 18.10

FINALMENTE IL POST!

[Un grazie di cuore all'Ufficio Stampa Mediaset che ha usato questa gentilezza nei miei confronti senza essere assolutamente tenuta a farlo!]

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13
luglio

UNA CLIP MONDIALE…

E’ diventata un’ossessione per il paese…

C’è chi trascorre notti insonni pur di trovarla in rete…

Parliamo della benedetta clip sui mondiali di calcio mandata in onda, all’incirca 3000 volte, da RaiUno.

Quando ho inserito sul mio blog ”One di Mary J Blige” pensavo semplicemente di offrire un piacevole sottofondo ai lettori che volessero ascoltare della musica girovagando per il blog.

Ed invece ho solo contribuito ad illudere chi piombava su davidemaggio.it da google, alla ricerca della famosa clip.

Non potevo continuare ad alimentare false speranze!

Eccola qui… S C A R I C A T E L A pure (tasto destro, salva con nome). Dimensione 16.5 Mb


13
luglio

IL SESSO ALL’ARIA DI AL FAYED

Lady Diana cadavedere @ Davide Maggio .it

IL SESSO ALL’ARIA DI AL FAYED (rectius EL “SEXO AL AIRE” DE AL FAYED)

Cosi’ titola il settimanale spagnolo INTERVIU’ che aggiunge, ad ormai nove anni dalla morte di Lady D e Dodi Al Fayed, un nuovo inquietante particolare che porrebbe fine ad una delle più grandi cospirazioni degli ultimi anni, chiarendone tutti i perchè.

La notizia trova la sua fonte in un fotografo francese (Jean-Michel Caradec’h) che, entrato in possesso (segretamente) di tutta la documentazione relativa all’incidente dell’Alma, avrebbe studiato minuziosamente le 4000 pagine del dossier, pubblicando foto e testimonianze che, sino ad ora, erano sconosciute ai più.

NESSUN OMICIDIO, NESSUN COMPLOTTO DELLA FAMIGLIA REALE ma semplicemente (purtroppo) un INCIDENTE STRADALE dovuto ad un ERRORE UMANO.

E’ risultata fondamentale, ai fini della ricostruzione di Caradec’h, la testimonianza di un altro fotografo francese (Romuald Rat), che ha seguito passo passo la coppia in quel di Parigi arrivando per primo sul luogo dell’incidente.

“Apro la porta posteriore destra. Vedo Dodi Al Fayed scomposto sul sedile, sdraiato di fronte a me, con gli occhi semichiusi. Vedo un tappetino dell’auto sulla principessa Diana. Lo scosto per vedere se sia ancora viva e la sistemo sul basso ventre di Al Fayed che ha il sesso all’aria. Mancano pochi minuti alla mezzanotte e mezza del 31 agosto 1997.”

Questo è ciò che la Brigade Criminelle di Parigi avrebbe verbalizzato quella notte dell’agosto 1997 in base a quanto dichiarato da Rat.

Sarebbero, dunque, le effusioni tra Lady D e Dodi ad aver distratto il già “confuso” autista Henri Paul.

Gli esami tossicologici hanno, infatti, accertato la presenza di 1.87 grammi di alcool/litro nel sangue dell’autista, quantità tre volte superiore a quella consentita in Francia. Circolava, per di più, ad una velocità inadatta alle condizioni del Tunnel.

C’è di più!

Lady Diana Ultima Foto / Last Pic @ Davide Maggio .itL’ultima foto della principessa Diana (scattata subito dopo l’apertura della portiera della mercedes su cui viaggiava) saranno pubblicato da un giornale italiano, CHI.

All’interno, ci sarà una ricchissima intervista a Jean-Michel Caradec’h, il fotografo autore del libro - Lady Diana, L’enquete Criminelle, che fornisce, in dettaglio, i motivi per cui, assodato che si tratterebbe di incidente stradale, sarebbero da escludere le tantissime ipotesi susseguitesi in questi nove, lunghi, anni.

Ecco l’intervista di Nicoletta Sipos per CHI nel numero da oggi in edicola.

Domanda. Quindi lei ha lavorato sul dossier della polizia?
Risposta
. «Sì. Sono quattromila pagine di documenti e una quantità di foto inedite. Un materiale immenso, in parte, certo, ininfluente per il grande pubblico. Poco ci importa conoscere gli apparecchi usati per le analisi e le circostanze del reperimento di ogni prova. Ho tratto, invece, informazioni preziose dai verbali degli interrogatori, che riproduco in gran parte anche con gli errori di battitura. Qui c’è tutta la verità, almeno dal punto di vista della polizia. Ed è una verità che riesce ancora a sorprendere. L’inchiesta, infatti, è stata ampia, puntigliosa e oggettiva. Gli agenti hanno seguito tutte le tracce e perfino le testimonianze più bislacche». 

D. Per esempio?
R.
«Un turista inglese disse di avere visto l’incidente nel tunnel dell’Alma dalla finestra del suo albergo, l’Hotel Alma. Gli agenti andarono lì e misero agli atti, doverosamente, che da quella finestra era impossibile vedere quanto accadeva dentro il tunnel».

D. Come ha reperito il dossier?
R.
«Preferisco mantenere il segreto su questo aspetto del mio lavoro. Si tratta di materiale riservato, ma ce ne sono diverse copie in circolazione, non è impossibile rintracciarlo. Prova ne sia che io ci sono riuscito».

D. Non ha tentato di ritrovare i testimoni?
R. «Per carità. Nei verbali ci sono i racconti fatti poche ore o pochissimi giorni dopo l’incidente, quando i ricordi erano ancora freschi. Da allora sono passati quasi nove anni, il tempo ha confuso i ricordi. Inoltre i testimoni hanno sicuramente letto infiniti articoli e decine di libri che hanno ricamato sui fatti a scapito dell’oggettività».

D. Per cominciare: fu un incidente o un attentato?
R. «La tesi dell’attentato emerse subito dopo la morte di Diana, lanciata dalla stampa araba, e fu immediatamente appoggiata dal padre di Dodi, il ricchissimo e potente Mohammed Al Fayed (vedi anche l’intervista di Daphne Barak apparsa su “Chi” n. 8/2006). La polizia francese l’ha presa in doverosa considerazione, ma non ha trovato neppure l’ombra di un indizio che possa giustificarla. L’automobile non portava alcun segno di manomissione, l’ingerenza dei servizi segreti nei percorsi e nelle scelte di Dodi e Diana non è mai stata confermata. Al contrario: tutte le guardie del corpo hanno testimoniato che fu solo Dodi a decidere itinerari e modalità del soggiorno, e che cambiò spesso i suoi piani».

D. Tanto basta per escludere l’intervento di un killer?
R. «Sì. Per di più, gli agenti segreti che io ho intervistato dando loro l’assoluta garanzia di anonimato mi hanno confermato che mai si penserebbe di uccidere delle personalità all’estero, come sarebbe stato il caso degli inglesi Diana e Dodi a Parigi. E mai, comunque, inscenando un incidente automobilistico, che per sua natura non è un valido strumento d’omicidio. Gli esperti hanno sempre ribadito che Diana e Dodi potevano anche salvarsi, se avessero allacciato le cinture di sicurezza».

D. Mi sta dicendo che furono uccisi da una loro leggerezza?
R.
«La ricostruzione dei fatti svela una loro fragilità più sorprendente e umana, parte di una serie di coincidenze che hanno segnato il loro destino».

D. La giustizia francese ha “incastrato” l’autista, Henri Paul…
R. «Il povero Paul era un alcolista che, per di più, assumeva un farmaco antidepressivo e diversi medicinali per curare la sua dipendenza. Tutto questo è ben documentato dalle testimonianze di due medici, uno dei quali era anche suo amico. Aveva bevuto più del lecito anche quella sera, come provano le consumazioni fatte al Ritz. Inoltre era un uomo della sicurezza del Ritz, non era abilitato a guidare in condizioni estreme un’auto potente come la Mercedes 300 che gli era stata affidata. Con quei presupposti la tragedia era quasi inevitabile. Nel suo sangue si sono riscontrati 1,87 g d’alcol al litro, oltre tre volte più del limite legale, che è 0,5 g al litro».

D. I genitori di Paul hanno denunciato su “Chi” (vedi n. 36/2004) uno scambio di provette. Il sangue esaminato non sarebbe stato quello di Henri…
R.
«Impossibile. Capisco e compatisco i genitori che difendono il figlio. Credo che siano anche in buona fede: probabilmente non hanno mai visto bere Paul in compagnia, i medici dicono che tendeva a bere quando era solo. Ma non è il caso di parlare d’imbrogli. Sono stati prelevati ben 5 campioni di sangue dal cuore e dall’arteria femorale. E il risultato delle analisi, eseguite in due laboratori diversi, viene confermato da test eseguiti su urina, capelli, liquido lacrimale, viscere. Che cosa si vuole di più?».
D. L’autopsia riscontrò nei polmoni dell’autista una quantità di anidride carbonica che si disse non compatibile con le modalità della sua morte…
R.
«Lo so, la cosa fu citata come una prova del presunto omicidio. Ma gli esperti della polizia stabilirono che quell’anidride carbonica veniva dall’airbag esploso. No, mi creda, la tesi del complotto non regge. La verità è che Henri Paul non avrebbe dovuto essere con Diana, quella sera. O non avrebbe dovuto bere come fece».

D. Chi lo richiamò in servizio?
R. «Fu Dodi a richiederlo, perché, al suo arrivo a Parigi con Diana, monsieur Paul aveva dato buona prova di sé seminando i paparazzi. Cosa che gli aveva permesso di trascorrere due ore di pace a Villa Windsor, la splendida residenza del duca di Windsor e Wallis Simpson affittata da suo padre, Mohammed Al Fayed, per 25 anni. Da lì la coppia proseguì verso l’appartamento parigino di Dodi in Rue Arsène-Houssaye. E come terza tappa giunse al Ritz, dove c’era ormai uno spiegamento di paparazzi. Perché non si fermarono a Villa Windsor o nell’appartamento di Dodi resta un mistero. Ma la spiegazione può essere semplice: Diana adorava Parigi. Forse voleva solo fare dello shopping in città o un giro in centro. Per accontentarla, Dodi decise di puntare sull’abilità di Henri Paul che aveva finito il suo turno alle 19 e 15. E alle 22 e 05 incaricò Claude Roulet, direttore aggiunto del Ritz, di richiamarlo».
D. Risulta dagli atti che cosa spinse Paul ad accettare l’incarico, nonostante tutto?
R. «Possiamo intuirlo. Paul era il vicecapo della sicurezza del Ritz. Il capo, Jean Hocquet, si era dimesso due mesi prima e lui, comprensibilmente, sperava di ottenere l’incarico. Aveva tutto l’interesse ad accontentare il figlio del padrone. Lo accontentò anche correndo a velocità folle per sfuggire ai fotografi».

D. Sulla velocità della Mercedes gli esperti si sono divisi…
R. «Lo so bene. Si parlò a caldo di 180 chilometri all’ora, poi di 120, poi anche di 90. Noi abbiamo comunque la testimonianza di Trevor Rees-Jones, la guardia del corpo sopravvissuta all’impatto, che alla polizia raccontò: “Non è mia abitudine allacciare la cintura di sicurazza in città, a meno che non si debba andare molto veloce”. Guarda caso quella sera era l’unico ad avere la cintura allacciata».

D. Come si giustifica questa fuga a oltranza dai paparazzi?
R.
«Era stata una giornata lunga per Dodi che, a quanto risulta dai verbali, aveva i nervi a fior di pelle e non voleva essere visto da estranei. Dopo vari giri tra Villa Windsor e il suo appartamento, Dodi era arrivato al Ritz nel tardo pomeriggio. L’idea di fare shopping fu rapidamente scartata. Verso le 19, mentre Diana era dal parrucchiere del Ritz, Dodi riuscì però ad andare nel negozio parigino del gioielliere Alberto Repossi. Risulta, tra l’altro, dalla testimonianza della guardia del corpo Rees-Jones, che ricorda di aver accompagnato Dodi dal gioielliere. Stranamente, in automobile».

D. Perché “stranamente”?
R. «Il buffo è che il negozio Repossi è sulla Place Vendôme, come il Ritz. Partendo dall’albergo, basta attraversare la piazza per raggiungere la gioielleria. Dunque è assurdo muoversi in auto. Dodi comunque decise di farlo e si fece dare l’anello “Dis-moi-oui”, senza peraltro pagarlo».

D. Voleva fidanzarsi davvero?
R. «L’anello Repossi sarebbe stato un dono insufficiente per un uomo ricco come Dodi. Ma era sicuramente inteso come un dono speciale. Il fatto è, vede, che Diana non l’aveva. Fu invece ritrovato nell’appartamento parigino di Dodi. Una circostanza che dà il via libera a diverse supposizioni. È possibile che Dodi volesse consegnarlo a Diana più tardi, nella serata, al termine del viaggio interrotto dalla morte. Ma possiamo pensare che Diana avesse rifiutato il dono, e il fidanzamento».

D. Risulta dal dossier?
R. «No. Questa è una mia supposizione. Lo deduco dalla crescente irrequietezza di Dodi. Il miliardario aveva prenotato un tavolo da Chez Benoît per una cena romantica, ma lui e Diana arrivarono con 40 minuti di ritardo sull’orario previsto e il tavolo era stato dato ad altri. Così ripiegarono sul ristorante del Ritz, ma anche lì andò male. Dodi, poco abituato alle conseguenze nefaste della popolarità, si sentì infastidito dagli sguardi curiosi degli altri commensali, come a farsi dire di no da una donna. Così, dopo pochi istanti, decise di farsi servire la cena nella suite che occupava con la principessa. Ma non resistette a lungo neppure lì».
D. Com’era, invece, l’umore di Diana?
R.
«A giudicare dai verbali la principessa era serena e vagamente divertita. Una circostanza che può stupire, pensando che per anni Diana aveva vissuto alla Corte inglese, rigida e strutturata, dove le improvvisazioni e i colpi di testa di un Dodi sarebbero stati inaccettabili. Mettendo insieme il puzzle, io deduco che le cose non stavano andando come Dodi avrebbe voluto, ma che Diana era felice di essere a Parigi con lui. Del resto, era il suo ultimo giorno di vacanza. L’indomani sarebbe tornata in Inghilterra, dai figli. Certo, Diana era abituata al codazzo di paparazzi che per Dodi, invece, era una novità pesante».
D. I paparazzi hanno forti responsabilità, eppure la magistratura francese li ha assolti. Perché?
R. «Il giudice Hervé Stephan conclude l’inchiesta optando per un “non luogo a procedere”. I dieci paparazzi inquisiti non hanno avuto alcun ruolo nell’incidente, per il semplice fatto che arrivarono sul luogo dell’impatto “dopo” la Mercedes. Dunque non si sono macchiati neppure di omicidio preterintenzionale. E neppure possono essere ritenuti colpevoli di “omissione di soccorso”. Tra l’altro, dagli atti della polizia risulta che l’incidente avvenne alle 0 e 26 e che non più di 5 minuti più tardi transitò nel tunnel, lungo la corsia opposta, il dottor Frédéric Mailliez, un esperto rianimatore, che constatò la morte di Paul e Dodi e prestò le prime cure a Diana, somministrandole l’ossigeno che la tenne in vita fino all’arrivo dell’ambulanza. Questo non vuol dire che i paparazzi vanno giustificati. Da un punto di vista etico il loro comportamento, prima e dopo l’incidente, fu riprovevole. Ma non criminale».

D. Dove sono finite le fotografie che alcuni di loro scattarono della principessa morta?
R. «Le ha requisite la polizia. Alcune sono state consegnate spontaneamente all’ambasciata inglese. Erano, in parte, foto sconvolgenti, che non dovevano finire in pasto al pubblico».

D. Capisco, la morte non è mai un bello spettacolo…
R. «In questo caso c’è di più. Lo conferma la testimonianza di Romuald Rat, il fotografo che aprì la portiera di destra e si trovò davanti a uno spettacolo sconcertante. Diana era seduta per terra, con la schiena appoggiata al sedile della guardia del corpo Trevor Rees-Jones. La testa della principessa era coperta da un tappetino della Mercedes, scaraventato in aria durante l’impatto. Dice Rat: “Ho sollevato il tappetino per vedere se la principessa respirava ancora, e l’ho appoggiato sul basso ventre di Dodi, il cui sesso era in piena vista”. Poche parole che spiegano la vivacità con la quale Rat tenne alla larga gli altri paparazzi, impedendo loro di ritrarre una scena che dava uno sconvolgente risvolto intimo al rigore della morte. La versione può sembrare poco riguardosa o crudele, ma la testimonianza è nei verbali della polizia».

D. Romuald, comunque, non ha soccorso Lady D.
R. «In verità voleva dare una mano. Romuald, vede, ha un brevetto di pronto soccorso. Era suo dovere aiutare i feriti. Non fece nulla, perché pochi istanti dopo arrivò il dottor Mailliez. Il suo comportamento, nel complesso, si rivela corretto e perfino cavalleresco. Dall’altro canto, la scena descritta da Romuald consente una ricostruzione logica dell’incidente. Si può immaginare che Henri Paul abbia visto gli atteggiamenti di Diana e Dodi nello specchietto retrovisore e si sia distratto, mentre procedeva a velocità sostenuta, perdendo il controllo dell’auto».
D. Cosa risulta dai verbali?
R. «Costatiamo che la Mercedes si trova davanti la Uno bianca che procede nella sua stessa corsia, rallenta con una frenata, supera la Uno urtandone il faro posteriore di destra. Ma ormai Henri Paul ha perso il controllo del veicolo che va a sbattere, sulla sinistra, contro uno dei pilastri del tunnel e poi rimbalza verso il muro a destra. La Mercedes ha comunque superato la Fiat prima di schiantarsi e così il misterioso guidatore della Uno è testimone oculare del disastro. È proprio per questo che la polizia francese l’ha cercato accanitamente, come persona informata dei fatti, ma senza successo. Probabilmente l’autista della Fiat era atterrito ed è fuggito nel terrore di essere in qualche modo accusato di omicidio».
D. Non la fa troppo semplice?
R. «È la convinzione del giudice, che considera la Uno bianca in pratica estranea ai fatti anche se l’ha fatta cercare accanitamente per più di un anno. Se non ci fosse stato di mezzo il problema della Fiat “scomparsa”, l’inchiesta sulla morte di Diana si sarebbe chiusa nello spazio di un mese».

D. Mohammed Al Fayed si convinse che dietro la Fiat c’era molto di losco…
R. «Al Fayed ha portato avanti una contro-inchiesta, sbandierando l’ipotesi del complotto, per amore di padre e anche, mi perdoni la malizia, per interesse personale. L’incidente è avvenuto con un autista scelto del Ritz e un’auto presa a nolo dall’albergo. La responsabilità civile di lui, in quanto proprietario, è chiara. Trevor Rees-Jones e le famiglie di Diana e Henri Paul hanno chiesto milioni di risarcimento».

D. Si è parlato di un fotografo, Adnanson, proprietario di una Uno bianca, che avrebbe partecipato alla paparazzata su Dodi e Diana e finì suicida e bruciato…
R.
«Un’altra storia assurda. Conoscevo bene Adnanson, una bravissima persona, padrone di una Uno bianca che quasi non si muoveva più nell’estate del 1997. Quel giorno d’agosto non era neppure a Parigi, ma a Saint-Tropez, figuriamoci che cosa c’entrava con Diana. Ed è vero che lo trovarono morto, ma nel 2000».

D. Niente matrimonio, niente complotto: siamo all’incidente?
R. «Tragico e orribile nella sua banalità. Fa male al cuore parlarne, tant’è che i paparazzi stessi restarono scossi. Chi ha contribuito a montare il caso dovrà risponderne alla sua coscienza, se non alla legge».

D. Quali sono i documenti più incisivi, a suo parere?
R.
«L’inventario degli oggetti della principessa, tra cui un braccialetto rotto e un orecchino infilato nella plancia della Mercedes. E il tremendo schema dell’autopsia, da cui risulta che la povera Diana morì dissanguata, con il petto sfondato dall’urto, la vena polmonare e il pericardio spaccati anche per effetto della brusca decelerazione che portò l’auto dai 100 chilometri all’ora a zero».

D. Era incinta Diana?
R. «Il commissario Martine Monteil stornò la domanda, dicendo che l’autopsia non mirava a stabilire un’eventuale gravidanza. Aggiunse però che non c’erano elementi per far pensare a una dolce attesa. Io posso aggiungere che una giovane donna, già madre di due figli, uno dei quali destinato a diventare re, non avrebbe accettato a cuor leggero una nuova gravidanza. M’insospettisce anche l’enorme pubblicità data alla love story di quell’ultima estate con Dodi».

D. Come mai?
R. «Noi sappiamo per certo che Diana ebbe una relazione con il medico pachistano Hasnat Khan. Si amarono in segreto per tre anni e il mondo non ne seppe mai niente. Anzi, quasi certamente Diana era ancora innamorata di Hasnat, quando incontrò Dodi. L’attrazione c’era, ma da qui a ipotizzare un legame forte, per la vita…».

D. Che cosa si evince dal dossier sul conto di Mohammed Al Fayed?
R. «Uno dei punti che mi ha colpito è che Al Fayed, arrivato a Parigi per portare in patria le spoglie mortali del figlio, prelevò senza pensarci tutto ciò che si trovava nella sua suite, inclusi gli abiti di Diana. Al termine dell’autopsia, quando si trattò di comporre il corpo della principessa nella bara, le infermiere non avevano di che rivestirla. Pensi: una donna che due mesi prima aveva fatto battere all’asta per beneficenza 79 abiti per tre milioni e 250 mila dollari! Fu poi la moglie dell’ambasciatore inglese, Sylvia Jay, a offrire alla donna più elegante del mondo un abito nero da cocktail e un paio di scarpe per l’ultimo viaggio».

D. Un’ultima domanda: com’è che il suo libro arriva proprio ora?
R.
«Da un canto ho dovuto pazientare molto per ottenere i documenti. Dall’altro, ho stretto i tempi, perché a breve arriveranno i risultati dell’inchiesta inglese che pretenderà di avere trovato la verità totale. Anche se l’inchiesta inglese si basa al 95 per cento su quella francese, e il lavoro più rilevante degli inglesi è stato quello di tradurre i testi dei verbali parigini. Del resto, che altro si poteva pretendere quasi nove anni dopo quei drammatici eventi?».

D. Secondo lei, l’inchiesta francese, e poi quella inglese, metteranno la parola fine alla storia umana di Lady Diana?
R. «No. Questa è la verità della polizia, ma c’è la verità dei cuori. Insomma, resta ancora spazio per ipotesi e sogni. E poi, sappiamo bene che Diana è un mito. E i miti non muoiono. Pensi alle vicende di Marilyn Monroe e di John Kennedy. Pensi al re del rock, Elvis Presley, che molti fan credono ancora vivo. Potremo sapere ogni virgola della morte di Diana: non saranno i verbali della polizia a sciogliere il mistero della sua fine nei nostri cuori».

[Intervista tratta da DagoSpia]


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