
Archivio marzo 2008
8
marzo
STRANAMORE : ALLA FINE… RITORNANO!

Martedi 25 marzo torna Stranamore con la sua 14° edizione.
La formula è quella di sempre e protagonista dello show è il celebre camper che gira l’Italia per soccorrere i cuori infranti.
L’unica novità di questa nuova edizione riguarda proprio gli inviati.
Ad accompagnare Emanuela Folliero, infatti, ci saranno due new entry oltre alla ”vecchia guardia” Marco Balestri. I loro nomi sono Paolo Brosio e, udite udite, Gaia De Laurentiis.
In quest’ultimo caso, può parlarsi di un vero e proprio ritorno sugli schermi.
La conduttrice di Target e di suo “figlio” Ciro ha da tempo abbandonato il piccolo schermo per dedicarsi al cinema e ancor di più al teatro.
Dobbiamo tornare indietro di 9 anni per ricordare l’ultima esperienza della De Laurentiis come conduttrice. Si trattava di Su e Giù in onda su RaiUno. Dopo di che… il nulla tranne una parentesi poco fortunata del 2004 con Changing Rooms (Canale5, 5 puntate in daytime) e un paio di speciali (Italian Music Award nel 2003 su Italia1 e Nel Nome del Cuore su RaiDue nel 2006).
Qualora aveste bisogno del Dottor Stranamore, potete contattare la redazione via posta elettronica all’indirizzo stranamore@mediaset.it oppure telefonicamente al numero 02/30309088.
7
marzo
XFACTOR, LA VENTURA : “NON SONO ANDATA A LETTO CON FACCHINETTI”
marzo 7th, 2008 18:00 Davide Maggio

Ho scelto Facchinetti non perchè andiamo a letto insieme.
Ha esordito così, questa mattina, Simona Ventura durante la conferenza stampa di XFactor, il nuovo programma di RaiDue che prenderà il via lunedi prossimo 10 marzo.
Tocca, dunque, il tasto dolente della conduzione di Dj Francesco che ha destato, e continua a destare, perplessità nel pubblico che non si capacita della scelta di MisSventura.
Ma la conduttrice incalza “Io ritengo che lui, tra i giovani, sia il più bravo conduttore che ci possa essere” ed inizia a fare un discorso di per sè lodevole sull’opportunità di cedere il posto a nuove leve dichiarando che si sta preparando per passare dalla conduzione allo scouting.
Parole accompagnate dagli applausi degli astanti ma che a mio avviso si sono rivelate probabilmente banali e un tantino ipocrite soprattutto nel momento in cui grida a gran voce che non bisogna lasciare il posto ai raccomandati di turno.
Discorso che cozza palesemente con la realtà.
Non sta di certo a me parlare o meno di raccomandazione, ma è indiscutibilmente vero che le nuove leve e i nuovi talenti non sono quelli che riescono ad approdare al piccolo schermo e in più in generale nel mondo dello spettacolo per aver avuto la fortuna di poter essere, sin dalla nascita, a contatto con quel mondo nel quale ora la Ventura ha deciso di volere volti nuovi.
Uno schiaffo nei confronti di tutti coloro che dalla mattina alle sera cercano di potere mettere in mostra le proprie doti ma che devono incassare, uno dopo l’altro, dei sonori NO per il sol fatto di non avere la fortuna di essere un figlio… d’arte!
Ma la Ventura di c…ose ne ha dette tante altre. Ascoltatele nel video della conferenza stampa che segue.
Per il video si ringrazia Daniele Passanante, Libero.it.
7
marzo
UN NUOVO SHOW PER PIPPO MADE IN ENDEMOL?

Si dice che già prima della partenza del Festival di Sanremo, Sua Pippità fosse in contatto con Endemol per la realizzazione di un nuovo show per RaiUno.
Si tratterebbe di un nuovo sodalizio, quello tra Pippo ed Endemol, visto che, sulla base di quanto ricorda il sottoscritto, Baudo ha collaborato con la società di Bassetti soltanto per Serata d’Onore nel 1988 quando Endemol era ancora “La Italiana Produzioni” (successivamente diventata Aran, poi Aran Endemol e infine Endemol Italia).
Sconosciuti al momento i dettagli del programma che dovrebbe comunque essere un varietà in prima serata, probabilmente quella del sabato.
Si dice che Pippo abbia espresso il desiderio di avere sul palco, nel corso delle puntate, Gigi Proietti, Raffaella Carrà, Carlo Verdone e Renato Zero come compagni d’avventura.
4
marzo
CI LASCIA L’AVVOCATA TINA LAGOSTENA BASSI

Le battaglie ideologiche, quando sono portate avanti con coerenza e caparbietà, sono sempre apprezzabili, condivisibili o meno che siano. Lo sono in quanto portatrici di valori in cui si crede fermamente e ancor di più se combattute in difesa di diritti affermati in via di principio ma calpestati nella quotidianità.
E Augusta Lagostena Bassi, per tutti Tina, è diventata un simbolo per la tutela dei diritti delle donne riuscendo a far cadere quegli omertosi tabù che aleggiavano anche nei palazzi di giustizia e non permettevano, complice il muro di silenzio della società dell’epoca, di ristabilire la legalità lì dove era stata violata.
Icona del movimento femminista, la Lagostena Bassi è balzata agli onori delle cronache per gli storici processi per stupro che l’hanno vista protagonista nei quali, grazie alle sue crude arringhe, è riuscita a rendere giustizia alle donne vittime di abusi.
Uno per tutti, nel settembre del 1975, quello in cui difendeva Donatella Colasanti contro gli autori del massacro del Circeo.
Fu proprio grazie a questi processi che Tina Lagostena Bassi diventò per tutti e rimarrà per sempre l’avvocatA, come le piaceva essere chiamata nelle aule dei tribunali.
Si, piaceva. Purtroppo Tina Lagostena Bassi non c’è più. E’ deceduta questa sera, 4 marzo, a 82 anni in una clinica privata romana, ma già sofferente da tempo.
I telespettatori più attenti si erano accorti della presenza di qualcosa di anomalo. Da circa due settimane, infatti, l’avvocata non presiedeva le cause del tribunale televisivo più famoso d’Italia in cui era approdata nel 1998 e nel quale aveva continuato a sensibilizzare il grande pubbico sulle tematiche che ha sempre avuto a cuore.
Forse non sarà stato un caso che a Forum sia arrivata da poco un nuovo giudice-arbitro, Beatrice Dalia. Una new entry che diventa adesso una sostituzione. Tutta al femminile, come avrebbe voluto Tina, per la quale, purtroppo, l’udienza è definitivamente tolta.
La ricordiamo così, con la Sua ultima sentenza a Forum, lo scorso 19 febbraio e con un video di una delle sue storiche arringhe nel 1979.
Download : Tina Lagostena Bassi CV [74,8Kb - .pdf]
Scaricato: 663 volte
3
marzo
SANREMO 2008 : BILANCIO DI UN FESTIVAL

Con la vittoria dei giovani Sonhora e della coppia Giò di Tonno – Lola Ponce è calato il sipario sul 58° Festival di Sanremo.
Un’edizione che ha fatto discutere, ma lo ha fatto probabilmente per l’aspetto più arido ma al tempo stesso fondamentale di qualunque programma televisivo : gli ascolti.
Ed infatti non può dirsi che il colpo di fulmine dei vincitori nei confronti della kermesse canora ci sia stato anche da parte del pubblico che, come mai prima d’ora, ha preso le distanze dal Teatro Ariston.
Si è gridato subito al flop martedi mattina, dati auditel alla mano. E non poteva che essere così, vista la non sempre calzante ma assolutamente consolidata tradizione in base alla quale la promozione o la bocciatura del più importante evento televisivo italiano avviene subito dopo la diffusione degli ascolti della prima serata. Senza possibilità di salvezza.
A prescindere dal termine ”flop” per il quale nutro una sincera avversione e che sembra quasi onnipresente sulla bocca di coloro che gioiscono di un insuccesso, è indubbiamente vero che il Festival è risultato un po’ lento e non propriamente esaltante. Sono venute a mancare quella caratteristiche che gli avrebbero permesso, come abbiamo visto qui, di elevarsi al rango di evento senza rimanere in quello più ristretto di programma televisivo.
Ma nonostante questo Sanremo 2008 io lo promuovo e lo faccio perchè ritengo la formula di Baudo l’unica in grado di dare il giusto lustro ad una manifestazione come quella di cui parliamo. Pur con le mancanze di cui sopra, abbiamo assistito nei giorni scorsi ad una trasmissione elegante ed educata, entrata nelle case dei telespettatori in punta di piedi rispettando una tradizione televisiva forse non al passo con i tempi ma perfetta per un palcoscenico classico come quello del Festival.
Anche la musica, inizialmente criticata per la scarsa qualità, non si è rivelata così scarsa come si era detto da principio. Diversi sono stati i brani apprezzabili presentati quest’anno. L’iniziale critica ha probabilmente potuto “contare” sulla complicità della scaletta “sbagliata” della prima serata che ha visto all’opera artisti meno ”desiderati” a differenza di quelli che hanno animato il palco il giorno successivo. Forse si riteneva di dover puntare sul secondo appuntamento, da sempre meno seguito rispetto all’esordio, forti dell’immancabile pubblico (che questa volta è, però, mancato) della premiere.
Si è poi potuto far leva su una bellissima scenografia, un buona fotografia e una altrettanto buona regia, tutte espressioni di uno staff che avrà anche messo in scena l’apoteosi del classico ma che ha avuto la difficile capacità di proporre un classico di qualità. Una tradizione interrotta soltanto da uno straordinario Piero Chiambretti che ha calcato il palco dell’Ariston da vero fuoriclasse andandosi a candidare, per quanto mi riguarda, come uno dei migliori intrattenitori della nostra televisione. Un mix geniale di ironia, sarcasmo, brio e professionalità che ha meritato quel palco senza dubbio alcuno.
Un mix che però non è bastato per attirare quel pubblico che nemmeno lo scorso venerdi è riuscito a preferire la kermesse di RaiUno a I Cesaroni.
E così anche questo Festival un po’ sottotono sta per finire negli annali. Ma prima di archiviarlo anche sulle pagine di questo blog, un ultimo sforzo e una comunicazione.
Come l’anno scorso possiamo stilare gli “In&Out” di questa edizione. Inizio proponendo per gli “In” la battuta (non troppo battuta, in realtà) di Piero Chiambretti durante una conferenza stampa, quando, alla provocazione di un giornalista de Il Sole 24Ore che proponeva visti gli ascolti una chiusura del Festival, risponde : “Scusi, ma quante copie vende il Sole24Ore? Beh, perchè non lo chiudete? Stia zitto imbecille“. Mentre per gli Out proporrei senza dubbio la giuria di qualità che ha “dato i numeri” in entrambe le finali.
La comunicazione, invece, è una lieta novella. Su questo sito è possibile scaricare gratuitamente alcuni brani di Sanremo 2008 oltre a tanta altra buona musica. Tutto gratis e assolutamente originale.
Con Sanremo, per quest’anno, è tutto.
1
marzo
SANREMO 2008 : LA BIONDA O LA BRUNA?

La sindrome dei neologismi inoffensivi (o presunti tali) non poteva non colpire anche il Festival di Sanremo.
Un pò come gli spazzini che ora vengono definiti operatori ecologici, anche le presenze femminili della kermesse canora da un po’ di anni vengono definite co-conduttrici ma nella sostanza sempre vallette rimangono, con tutto il rispetto per il ruolo!
Una bionda e l’altra bruna, l’una italiana, l’altra straniera, in un binomio quasi religioso, imprescindibile e allo stesso tempo caratterizzante per il palco del Teatro Ariston.
Dopo alcune infelici parentesi in cui il binomio aveva ceduto il posto a soluzioni differenti, quest’anno Bianca Guaccero e Andrea Osvart hanno riportato l’antica tradizione sul palcoscenico più importante del belpaese.
Ma come ad Amici il pubblico di Maria De Filippi è diventato tutt’a un tratto parlante, allo stesso modo le vallette di Sanremo hanno conquistato un posto decisamente diverso nella kermesse canora. O quanto meno ci hanno provato.
Vallette non più impacciate, non più portatrici sane di gaffe e perfette “portavoci” dell’eleganza della moda italiana ma aspiranti showgirl da lanciare o attrici da confermare.
E così accanto alla presentazione del cantante di turno e alle piccole “battute comandate e studiate” insieme a Pippo Baudo e Piero Chiambretti, Bianca e Andrea hanno potuto dar prova delle proprie qualità.
Ma a me, con tutta l’ammirazione possibile, non è piaciuta la presenza di questi “siparietti promozionali” che hanno allungato il brodo e oltre a non risultare essenziali non hanno fornito al Festival un valore aggiunto.
Performance che non hanno contribuito a cancellare un giudizio poco esaltante sulla Osvart o a plasmare un parere a tratti positivo a tratti no sulla bella barese.
Probabilmente creava più attesa la fatidica discesa dell’immancabile scalinata quando i maestri della moda italiana confezionavano appositamente degli abiti per la nostra manifestazione musicale più importante. Ma è venuta meno quella ritualità che accostava la valletta del Festival alla Madre Natura di Ciao Darwin (di cui è rimasta traccia, però, nei ballerini “presi in prestito” da Bonolis), ovvero una bellezza eterea pronta a dare sfoggio di questa sua qualità ammaliante senza per questo dover o voler dimostrare nulla. E soprattutto non a tutti i costi come invece è avvenuto in questo caso.
Performance senza appeal, decontestualizzate rispetto al Festival e arraffazzonate da un punto di vista squisistamente artistico, tese a far conoscere meglio Andrea e Bianca al grande pubblico.
Annedoti di “vita vissuta” citando un vecchio programma, balletti dallo spirito campanilistico, arricchiti da un “bel canto” supportato da improbabili playback. A quale scopo non si sa, dal momento che, almeno in linea di principio, alle due vallette o co-conduttrici che dir si voglia, si dovrebbe richiedere una conduzione garbata, piacevole senza troppi guizzi di personalità.
O almeno così dovrebbe essere nel corso di una kermesse canora, dove i conduttori, vallette comprese dovrebbero mettere la loro popolarità e le loro capacità al servizio del tema centrale del Festival.
Per dirla col claim di questa edizione del Festival di Sanremo, la parola dovrebbe andare alla musica!













Ogni venerdi Davide Maggio è ospite di 



