
Archivio ottobre 2007
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ottobre
DITELO ALLA MONA
ottobre 2nd, 2007 18:29 Davide Maggio

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Riferite a Simona Ventura che sino a quando non infoltirà il parterre di opinionisti durante le dirette settimanali dell’Isola dei Famosi, il risultato, a meno di cecchipaoniani colpi di scena o di malgiogliane scheccate, non potrà che essere piatto;
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Consigliate a Simona Ventura di prendere una decisione netta e definitiva tra il caschetto domenicale e le extension del mercoledi sera;
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Stia attenta Simona Ventura alla scelta dei colori degli abiti. I settimanali rotolamenti con annessa pulizia del palco dello studio potrebbero trasformare l’abito più sobrio nel più maculato abito di Roberto Cavalli;
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Ricordate a Simona Ventura che il bongiorniano “hai capito” è di per sè sintomo di maleducazione… figuriamoci se ripetuto costantemente durante ogni diretta. Hai capito?
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Ma soprattutto invitate Simona Ventura, dopo il misero 19% di mercoledi scorso, a… GUARDARSI LE SPALLE!
Tanto per gradire, un’edizione speciale dei nostri Momenti da (NON) Dimenticare con la famosa penitenza di Simona Ventura del novembre 2005.
2
ottobre
C’ERANO UNA VOLTA I TELESPETTATORI!

Sino a non molti anni fa, quando si parlava di sfide televisive, ci si doveva confrontare con una “platea catodica” di milioni e milioni di telespettatori.
Il sabato sera era la giornata in cui le ammiraglie dei due principali poli televisivi sfoderavano le loro armi più potenti per offrire al pubblico dei grandi show che sarebbero facilmente rimasti nella memoria televisiva del nostro paese. Si puntava, in poche parole, a far spettacolo e a farlo la S maiuscola!
E l’attenzione non era nemmeno così ossessionatamente rivolta al risultato finale, in termini di audience, poichè veniva privilegiata la qualità e la soddisfazione dell’esigente telespettatore del prime time del sabato.
Quel pubblico, però, sembra non esserci più.
Viene da sorridere a parlare di vittoria o di sconfitta quando oggetto della sfida sono due programmi come il Treno dei Desideri e C’è Posta per Te : si riesce a vincere una serata con poco più di 4 milioni di telespettatori.
Un risultato che, senza spingerci troppo indietro negli anni, avrebbe fatto sorridere, anzi… ridere!
Probabilmente anche per questo motivo è cambiato il modo di “leggere” i dati Auditel : non si guardano più i “milioni di telespettatori” ma si guarda lo share, unico dato che anche in presenza di 4 gatti darà sempre come somma 100!
Il bello è che ci perde con affanno in “scorporamenti” di anteprime o fasce pre-tg per raccattare qualche migliaio di telespettatori in più che possa accrescere il dato medio d’ascolto di un programma.
Ci si potrebbe nascondere dietro facili affermazioni come “i tempi per la tv sono cambiati” oppure pensare che la teoria RICCIana, secondo la quale la gente normale il sabato e la domenica esce, debba ormai essere estesa a tutta la settimana o, ancora, si potrebbe dar ragione a chi vuol vedere nel satellite l’avversario più temibile per la tv generalista.
A parte la banalità della prima e l’impossibilità della seconda affermazione, il satellite forse rappresenta meglio di tutti l’effetto (in realtà molto più circostanziato di quanto si voglia credere) di un malessere diffuso del telespettatore “generalista” che cerca con la parabola una… “televisione migliore”.
Ma attenzione, parlo di effetto, circostanziato tra l’altro, e non di minaccia. Gli ascolti delle emittenti satellitari in molti casi sfiorano il ridicolo (pensate che Auditel, in casi tutt’altro che singolari, rileva per alcuni programmi Sky ascolti pari a 0 ascoltatori) e nutro seri dubbi sulla pericolosità mediatica di “Murdoch & Co”.
Ciò che, in realtà, non deve essere trascurato è l’atteggiamento con cui ci si pone nei confronti del satellite, soprattutto da parte di chi la parabola non ce l’ha.
Un atteggiamento speranzoso di chi, non riuscendo a “soddisfarsi” sulla tv generalista, vede nelle produzioni d’oltreoceano l’ultima spiaggia.
Un desiderio di “migrazione satellitare”, dunque, non dettato dalla voglia di accaparrarsi un’offerta televisiva diversificata e più ampia ma dalla voglia di abbandonare la televisione di “tutti i giorni” che non stimola più.
Il vero problema risiede, quindi, nella crisi della tv generalista.
Un televisione incapace di produrre contenuti originali, succube dei format stranieri preconfezionati e tutta rivolta alla “lacrima facile” o a “raffinatezze” degne del peggiore dei bordelli. Una TV con un unico obiettivo : la vittoria a tutti i costi, anche a costo di far terminare un prime time all’una di notte quando una televisione “normale” farebbe partire la terza serata.
E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ascolti risicati e programmi dei quali, per dirla con Paolo Martini, la mattina dopo al bar non ne parla nessuno.
Badate bene, questo discorso non reggerebbe se non ci fosse almeno un programma a ricordare i “tempi andati”. Ma questo programma c’è ed è forse l’unico che riesce a tenere incollati davanti al video quei “milioni e milioni di telespettatori” di cui si parlava in apertura di post. Sintomo, questo, che il pubblico c’è ed è disposto a rimanere con i piedi per “terra” quando ne vale la pena.
Non rappresenta a mio parere l’optimum da un punto di vista televisivo ma ha dalla sua parte :
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una produzione tutta italiana;
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l’assenza di trash;
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le risate al posto delle lacrime;
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un’utilità sociale;
il tutto “condito” da uno studio tra i più piccoli “in circolazione”, due conduttori simpatici ed affiatati, due bellezze mozzafiato e una lunga scrivania.
Questi sono i semplici ingredienti di Striscia la Notizia che, con oltre 8 milioni di telespettatori e uno share superiore al 30%, rappresenta l’unico bagliore e una delle poche testimonianze di vitalità della TV italiana e dei suoi telespettatori.
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ottobre
LA GRANDE AVVENTURA (3^ puntata) : DALL’OSCURAMENTO del 1984 a BUONA DOMENICA (1985)
ottobre 1st, 2007 04:49 Davide Maggio

Nella scorsa puntata ci eravamo fermati al debutto di Risatissima e ad un provvedimento ad opera di alcuni pretori che oscurarono le tre reti del Biscione.
Martedi 16 ottobre 1984 : è questa la data più spiacevole nella storia delle emittenti di cui ci stiamo occupando.
I pretori di Roma, Torino e Pescara con un’applicazione forzata, probabilmente stimolata da qualcosa o qualcuno, decidono di spegnere i ripetitori Fininvest che permettevano le interconnessioni del segnale e che consentivano di fatto l’emissione nazionale dei programmi (cfr. la prima puntata de La Grande Avventura).
Canale5, Italia1 e Rete4 non potevano più trasmettere in Lazio, Piemonte, Abruzzo e Molise e al posto dei vari programmi compariva un cartello che informava della sospensione delle trasmissioni.
Le reazioni al provvedimento liberticida suscitarono la felicità di Viale Mazzini e probabilmente di qualche parte politica ma non trovarono l’approvazione dei telespettatori che diedero vita ad una vera e propria sollevazione popolare. I dati ISTEL (la società che si occupava della rilevazione degli ascolti tv prima dell’Auditel) stimavano in 35 milioni il numero di telespettatori che si sintonizzavano quotidianamente, per almeno due ore, sulle reti Fininvest.
Le persone che riescono a sbloccare la situazione sono due : un politico ed un personaggio televisivo.
Se tutti ricordano il politico, altrettanto non può dirsi del personaggio tv che contribuì al salvataggio delle reti del Biscione.
Questo personaggio si è sempre speso per la causa di Silvio Berlusconi a garanzia del pluralismo televisivo pur non essendo stato successivamente in linea con il pensiero politico del suo “capo”.
Il personaggio di cui parliamo risponde al nome di Maurizio Costanzo.
Fu proprio grazie a Costanzo che giovedi 18 ottobre 1984 Canale5 realizzò un grande evento televisivo che, seppur limitato alla sola diffusione locale (Roma) a causa dell’oscuramento, contribuì a spianare la strada per la “riaccensione”.
Parliamo della prima diretta di Canale5 : BLACK OUT, programma condotto da Maurizio Costanzo e Corrado e trasmesso da un Teatro Giulio Cesare in Roma gremito da una folla che richiedeva a gran voce il ritorno in video dei propri beniamini.
Pensate che, durante l’oscuramento, ogni giorno una media di 4 milioni di telespettatori rimaneva sintonizzata sul Canale5, Italia1 e Rete4 in attesa della ripresa delle trasmissioni.
Nonostante la diffusione locale, DM è riuscito a trovare anche questo video. Ecco per Voi, i primi minuti dello Speciale BlackOut. Godeteveli.
Fu proprio al grido di “Aridatece i puffi” che due giorni dopo Bettino Craxi, allora Presidente del Consiglio, approntò in fretta e furia il “Decreto Salva Reti” che consentì alle emittenti Fininvest di tornare a “splendere” nell’etere. Era sabato 20 ottobre, appena in tempo per la prima di PREMIATISSIMA 84.
Ma cosa aveva dato tanto fastidio ai pretori?
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Chi vuol essere milionario ha avuto nella sua prima puntata di questa stagione il 25,57% contro il 23,35% ottenuto da L’EREDITA’ – La sfida dei 6, dopo tre giorni (il 26 settembre 2007) Scotti ha ottenuto il 23,46% contro il 25,52% di Conti, dopo cinque giorni (il 28 settembre 2007) Canale 5 ha ottenuto il 23,55% contro il 25,43% di RaiUno.
Venerdì sera si è svolta una sfida nuova di zecca tra due show: BALLANDO CON LE STELLE e ZELIG.



Ogni venerdi Davide Maggio è ospite di 



