Categoria ‘Serie TV e Fiction’


18
marzo

RIS ROMA: I DELITTI IMPERFETTI SI SPOSTANO NELLA CAPITALE. DEL VECCHIO CAST SOLO TROIANO E ICHYIKAWA

Dopo gli ascolti non brillantissimi delle ultime serie riparte stasera RIS. Per il ritorno della fiction forse più avvincente e innovativa del panorama italiano una nuova formula per convincere il pubblico. La sede delle indagini si sposta infatti a Roma, da qui il nuovo titolo RIS Roma, con lo scopo di trovare nel calore delle ambientazioni più popolari della capitale una nuova chiave di interesse per stimolare gli spettatori.

Non ci sarà più a dirigere le trame il leggendario capitano Venturi, impersonato da Flaherty, ora  promosso a Maggiore dell’Arma, e questo potrebbe essere un handicap per il pubblico affezionato. Nella nuova squadra al comando di Euridice Axen, nei panni del tenente Brancato, solo due conferme del vecchio nucleo: Fabio Troiano e Jun Ichyikawa, ovvero il geniale informatico tenebroso e l’entomologa dalla vita sessuale molto segreta.

Molti i volti nuovi: a partire dal tenente Bartolomeo Dossena, interpretato da Marco Rossetti, specializzato in esplosivi, passando per la grande esperta di genetica, Costanza Moro, interpretata da Mary Petruolo, fino a Emiliano Cecchi, alias Primo Reggiani, che vestirà i panni di un giovane romano di borgata,  carabiniere sfrontato e spericolato, sempre pronto a cacciarsi nei sconta nei guai.




17
marzo

L’ISPETTORE COLIANDRO TORNA (DIMEZZATO) VENERDI SERA SU RAIDUE.

“No Coliandro, no canone”. Riadattando il fortunato slogan pubblicitario del Martini, gli utenti del web manifestano tutto il loro disappunto per il ritorno “ristretto” de L’Ispettore Coliandro.

Giampaolo Morelli, il George Clooney di Napoli, torna infatti su Raidue venerdì sera, ma solo per due puntate, al posto delle tradizionali quattro che compongono ciascuna stagione. La fiction, infatti, è stata ”dimezzata” per mancanza di fondi, come rivela il  Tv Sorrisi e Canzoni in edicola.

Una protesta forse eccessiva anche se comprensibile, visto che la serie rappresenta sicuramente un prodotto originale e non convenzionale e, per questo, destinato a far breccia su un gruppo di fedelissimi fans parimenti “non convenzionali”. La serie firmata da Carlo Lucarelli e diretta dai Manetti Bros, pur adatta ad un pubblico eterogeneo, è forse troppo innovativa per la tv generalista che siamo ormai abituati a vedere: l’Ispettore di Raidue, facendo il verso ai più seri ispettori di Distretto di PoliziaRis, piuttosto che alle americanate CSI NY o Criminal Minds, offre una visione più leggera e meno seria della realtà che “racconta”. Difficilmente si son visti in tv  ispettori impacciati ed ironici cacciarsi nei guai a causa della loro impulsività e al tempo stesso risolvere i casi con tenacia, testardaggine ed anche molta fortuna.





15
marzo

LA MIA CASA E’ PIENA DI SPECCHI (PER LE ALLODOLE)

La Mia Casa è Piena di Specchi: Sophia Loren e Xhilda Lapardhaja

“L’ingles no sappim ma c’murimm e famm” è una delle battute clou di La mia casa è piena di specchi, biopic dedicato a Romilda Villani, madre di Sophia Loren, in onda stasera con la seconda parte su Raiuno. Poche parole emblematiche perchè sono quelle che aprono a Sophia, interpretata da una mono espressiva Margareth Madè, le porte di Cinecittà, rivelano il temperamento di Donna Romilda e soprattutto riescono a dare l’idea delle tante folies di una miniserie che vorrebbe essere evento ma che di eccezionale ha solo il budget.

Sì, perchè innanzitutto la fame di cui dice di morire Romilda la vediamo solo a parole così come le umiliazioni, le sconfitte e la guerra che Romilda racconta, al padre delle sue figlie, di aver patito. Ciò inevitabilmente sottende ad una grossa manchevolezza nella sceneggiatura della miniserie. Una lacuna che va a sommarsi ai numerosi “non sense linguistici”. Romilda, infatti, agli inglesi si rivolge in napoletano, quasi fosse una lingua universale, mentre con i suoi genitori, vecchietti di Pozzuoli, zona del napoletano in cui il dialetto è assai diffuso e marcato (ricordate Ciairo di Paolantoni -anche lui presente nella fiction?), si rivolge spesse volte in italiano. Parimenti l’accento partenopeo della figlia è presente solo quando studia dizione; a proposito dalla fiction scopriamo una cosa che avrebbero immaginato in pochi: Sophia Loren ha studiato dizione.

Ed è proprio l’attrice italiana più conosciuta all’estero a costituire l’aspetto più kitsch della fiction. A ben 70 anni suonati la nostra diva veste i panni di una donna di 20-30-40 anni. Sarà forse per questo motivo, ossia per l’utilizzo di strumenti digitali “spiana rughe”, che la fiction è costata ben 5 milioni di euro alla Rai; una somma che pone La mia casa è piena di specchi ai primi posti delle miniserie più costose prodotte dalla televisione di Stato nell’ultimo anno. Di certo gli alti costi non sono dovuti alle scene girate in esterna, visto lo scandaloso e pietoso uso dei chroma key, tecnologia che va a sovrapporre attori a sfondi fotografici o filmati, neanche fossimo in una telenovelas venezuelana.


14
marzo

LA MIA CASA E’ PIENA DI SPECCHI: UN’INEDITA SOPHIA LOREN NEI PANNI DI SUA MADRE

La Mia Casa è Piena di Specchi: Sophia Loren e Margareth Madè

«Questa non è una fiction, ma la storia vera della nostra vita». Così Sofia Loren descrive La mia casa è piena di specchi, la miniserie che la vede protagonista nel ruolo di sua madre, in onda su Raiuno questa sera, 14 marzo, e domani in prima serata, per la regia di Vittorio Sindoni. Un film liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Maria Scicolone, sorella minore di Sophia, per la quale la Loren sottolinea: «Ci ho messo tanto ad accettare. Il libro di mia sorella è molto bello. Ho detto sì per fare un omaggio a mia madre, che si è sempre battuta per noi».

La fiction racconta la storia di una delle più grandi attrici italiane (Sophia Loren), interpretata da Margareth Madè, che arriva, dopo le innumerevoli vicissitudini che possono coinvolgere una famiglia povera negli anni del dopoguerra, a vincere il premio Oscar nel 1962 con “La Ciociara” (in onda lunedì, sempre su Rai Uno, subito dopo la seconda puntata). Anni in cui la forza, diversa ma complementare, di tre donne, Romilda (la madre), Sophia e Maria (le figlie), permette a ciascuna di loro di realizzare con sacrificio il proprio sogno, pur senza un padre/marito, interpretato da Enzo De Caro, che arriva a non riconoscere nemmeno le sue creature. Nel film Sophia Loren interpreta il difficile ruolo di sua madre Romilda Villani, una donna bellissima che nel 1932 vince un concorso per andare ad Hollywood come sosia di Greta Garbo ma che deve abbandonare i sogni di gloria a causa della sua famiglia: un ruolo particolarmente impegnativo attraverso il quale Sophia Loren rende omaggio alla donna che le ha permesso di diventare una stella del cinema.

«Mia madre era amareggiata perché non ha avuto una vita di donna: sognava di sposarsi con l’abito bianco! È stata infelice: la guerra, la fame, l’elemosina che ha fatto per noi. Si è battuta per darci un nome, una famiglia. Per me si è sacrificata, ero la sua rivincita. Ma parlo per me e non per mia sorella». Maria, infatti, ha vissuto la madre in maniera differente e più travagliata: «Sophia e io abbiamo vissuto nostra madre in modo diverso: è stata una madre con lei e un’altra con me. Grazie alla brillante carriera di Sophia nel cinema, realizzava i suoi sogni. Con me è stata soffocante, involontariamente cattiva, mi ha amato, ma anche sacrificato. Ho avuto una brutta infanzia, a 8 anni ero già un’adulta stanca». Insomma, una donna che ha amato, ma al contempo fatto soffrire involontariamente, le proprie creature, così come molto spesso accade ai personaggi di grande spessore.





12
marzo

CSI: L’ADDIO DI GRISSOM NELLA NONA STAGIONE, DA STASERA DI ITALIA1

“Bisogna cercare di vedere ciò che non si vede… l’evidente”. Questa, una delle perle di saggezza del detective più famoso degli anni duemila Gil Grissom, capo del Criminalistics Bureau di Las Vegas. Tornano da stasera su Italia 1, in prime time, ”quelli del DNA” dell’originale CSI e lo fanno con gli episodi della nona stagiona “quella del non ritorno”. Sì perchè il nono ciclo di episodi sancisce l’addio al telefilm, numero uno negli States, del protagonista Gil Grissom. Un personaggio unico, solitario e dall’intelligenza acuta, con una capacità di ragionamento logico che non ha eguali e che gli permette di affrontare e risolvere gli efferati crimini che gli vengono sottoposti.

Se nella settima serie Grissom si era concesso solo un periodo sabbatico di quattro settimane per insegnare in una classe del Williams College a Williamstown, Massachusetts,  nella nona stagione l’addio è definitivo (salvo clamorose apparizioni da guest star). L’abbandono di Grissom, interpretato dall’attore William Petersen, si è consumato sugli schermi americani nel febbraio 2009 raggiungendo l’ascolto record di oltre 24 milioni di spettatori. Al suo posto troveremo il professor Raymond Langston, interpretato da Lawrence Fishburne, il Morpheus di Matrix. Ex patologo, professore di criminologia ed esperto nelle dinamiche di comportamento criminale, Langston si presenta come un uomo misterioso.

Ma quello di Petersen non sarà l’unico addio all’interno del cast. Ad abbandonare la serie anche Gary Dourdan: il suo Warrick Brown morirà tra le braccia del capo nel corso della prima puntata della stagione che prende il via, in Italia (in chiaro) stasera. Appuntamento alle 21.10, dunque, su Italia 1 per scoprire le nuove indagini della squadra di Las Vegas. Per chi, invece, avesse già seguito la nona stagione, ricordiamo che ogni giovedì su Fox Crime è in onda la decima, in contemporanea con gli States.

Di seguito la trama dell’episodio (1×09) in onda stasera:


11
marzo

IL RITMO DELLA VITA: BALLANDO CON LE STELLE IN SALSA TALENT-FICTION

Come sfruttare il successo di Ballando creando un prodotto simile e, allo stesso tempo, alternativo? Chissà se Giancarlo Scheri, direttore Fiction Mediaset, si sia posto proprio questa domanda. A dare una risposta ci ha comunque pensato Rossella Izzo che, assieme a RTI e Ellemme Group, ha dato vita a Il Ritmo della vita, tv movie in onda questa sera su Canale5, che al pari di altri “colleghi” potrebbe evolversi in una miniserie in 6 parti, qualora raggiungesse gli obiettivi sperati.

“Una storia dolce, intensa e piena di colpi di scena” così la presenta Rossella Izzo sulle pagine di Mediaset.it. Ma il vero colpo di scena è rappresentato dal cast artistico che ricalca in gran parte il cast del famoso talent di RaiUno. Ed ecco che accanto ad Anna Safroncik – nel ruolo di Giulia, proprietaria di una scuola di danza alle prese con la crisi economica – e Antonio Cupo – a cui spetta il compito di risollevare il morale della fragile Giulia – vedremo Corinne Clery (madre di Giulia), Andrea Montovoli (figlio di Giulia e convinto sostenitore dell’hip hop), Alessio Di Clemente (rivale di Cupo), Samuel Peron, Natalia Titova e Roberto Flemack mentre direttamente da Amici di Maria De Filippi Alice Bellagamba e Fioretta Mari. E per non farci mancare nulla appariranno anche Miriam Leone, Miss Italia 2008 e neovolto della tv di Stato,  Katia Ricciarelli e Susanna Smit (compagna del Direttore Generale della Rai Mauro Masi).

Insomma, una vera e propria talent-fiction in cui amori, gelosie, desideri e invidie faranno da contorno alle uniche, vere protagoniste: la musica e la danza. Perchè la danza, per riprendere una frase della stessa Izzo, può cambiare positivamente la vita delle persone.

Dopo il salto la trama della puntata pilota in onda stasera su Canale5.





9
marzo

MISSIONE FRINGE PER IL DR HOUSE. DA STASERA ALLE 22.05 LO SCI-FI AL VIA SU ITALIA1

Nuova missione per il Dr House. Non si tratta però della solita malattia impossibile da diagnosticare ma di qualcosa di ben diverso. Al medico più famoso della tv Italia1 ha affidato l’ennesimo compito ”palinsestuale”, ossia fare da traino ad un nuovo telefim che, per l’argomento trattato, potrebbe risultare di difficile comprensione per il pubblico generalista. Dopo gli interrogatori di Brenda Leigh Johnson, è la volta, infatti, della scienza paranormale. Ad occupare lo slot post Dottor House da stasera troviamo Fringe.

La serie tv americana, di cui avevamo già parlato in occasione della messa in onda su Steel (per leggere l’articolo clicca qui), è un piccolo culto creato dallo specialista del genere J.J. Abrams, ideatore di Lost e Alias. Una storia, quella di Fringe, che ha appassionato oltre 9 milioni e mezzo di americani nella prima stagione, calati a 7 milioni nella seconda, numeri bassini quest’ultimi ma che sono bastati alla rete per confermare per una terza stagione la serie fantascientifica. Al centro delle vicende di Fringe è posta, infatti, la scienza di confine, quella in cui i metodi poco ortodossi che superano la validità scientifica sono ammessi e che studia fenomeni paranormali come il teletrasporto e il controllo della mente. 

La scienza Fringe era quella studiata da  Walter Bishop (John Noble), scienziato che conduceva esperimenti riguardanti fenomeni paranormali come il controllo della mente, il teletrasporto, la proiezione astrale, l’invisibilità, la mutazione genetica e la rianimazione. In seguito a un incidente di laboratorio, però, il professore venne dichiarato mentalmente instabile e rinchiuso in un istituto psichiatrico. Ora il laboratorio è tornato nuovamente in funzione: al suo interno si è insediato il quartier generale della “Divisione Fringe” comandata dall’agente della Sicurezza Nazionale Phillip Broyles (Lance Reddick). Una squadra d’indagine nata perchè in tutto il mondo si stanno verificando eventi apparentemente inspiegabili, che fanno riferimento a quello che viene definito “Lo Schema” e che, per questo motivo, non può fare a meno delle conoscenze del dottor Bishop. Accanto a lui nella divisione Fringe l’agente dell’FBI Olivia Dunham (Anna Torv), e suo figlio Peter (Joshua Jackson), che, nonostante abbia un’intelligenza alquanto sopra la norma come il padre, non si è mai laureato e ha sempre vissuto di truffe e inganni, avvantaggiati dal suo spiccato ingegno.


9
marzo

I GIEFFINI TARICONE, MONTRUCCHIO E MARCONI NELLA FAMIGLIA GAMBARDELLA

Matricola o Meteora? Questo è il problema. No, non ci riferiamo allo sfortunato programma di Italia1 ma alle due possibilità che il mondo dello spettacolo riserva a chi partecipa al Grande Fratello. Una volta fuori dalla casa, infatti, c’è chi cade nel dimenticatoio e in pochissimo tempo diventa una meteora nello stellato cielo dello spettacolo e chi, invece, comincia una più o meno brillante carriera artistica, lasciandosi alle spalle le avventure di quando da matricola dimorava in quel di Cinecittà.

Tra coloro i quali ce l’hanno fatta, senza dubbio, Pietro Taricone, anche se il suo successo artistico rimane di gran lunga inferiore alla sua popolarità mediatica post GF; Flavio Montrucchio, vincitore low profile della seconda edizione del reality; Carolina Marconi, che, però, prima di mettere piede tra le mura romane aveva già alle spalle una timida carriera da starlette. Non abbiamo menzionato per pura casualità i loro nomi perchè Taricone, Montrucchio e Marconi, come anticipato da Tv Sorrisi e Canzoni, saranno nel cast della Famiglia Gambardella, nuova fiction Mediaset attualmente in lavorazione.

Prodotta dalla Dap di Guido de Angelis, la fiction vorrebbe declinare il successo dei Cesaroni in salsa napoletana. Al centro della serie, infatti, troviamo due famiglie che vivono alle pendici del Vesuvio: una partenopea doc, capitanata da Lello Arena e Marisa Laurito, l’altra di origini settentrionali. Pietro Taricone vestirà i panni del fratello del protagonista, interpretato da Giampaolo Morelli, e cercherà di concupire la bella Carolina Marconi. Per Flavio Montrucchio il ruolo di fidanzato della protagonista Gaia Bermani Amaral. Nel cast spiccano altresì navigati professionisti dello spettacolo come Maria Amelia Monti, Gloria Guida e Marco Columbro.