Le Interviste di DM


13
aprile

CRISTINA DEL BASSO A DM: “CHI GUARDA I REALITY VUOLE DIVERTIRSI E NON SENTIRE GRIDARE (COME AL GF12). FAREI UN PROGRAMMA DI CUCINA”

Cristina del Basso

Cristina Del Basso, icona sexy del Grande Fratello grazie alle sue forme appariscenti, racconta un po’ di sé cercando di smarcarsi dall’immagine patinata della soubrette. Con un’importante pellicola presto nelle sale e una copertina di Playboy di recentissima pubblicazione, la ragazza, dopo il ritorno nella casa, pensa ad un futuro sereno.  DM l’ha incontrata e Cristina ha buttato giù la divertente maschera della maggiorata…

Come mai hai deciso di ritornare nella casa?

Mi è stato proposto e ci ho pensato. Ero già stata al Grande Fratello, è un’esperienza molto forte ma in questi tre anni sono cresciuta; sono diventata una donna diversa. Anzi, sono diventata donna. Ho sentito che è avvenuta una trasformazione in me, sono cambiati anche i bisogni, le esigenze e mi sono detta: “che faccio?”. La risposta è stata: “proviamoci”. Non si va certo a lavorare in miniera ma a livello psicologico non è un’esperienza facile; amando però le sfide, ho voluto riprovarci con nuove consapevolezze, un nuovo bagaglio d’esperienza.

Poi ti sei pentita?

No. Mi ha fatto bene. Non ho mai cercato di forzare le situazioni, di enfatizzarle. Non ho agito pensando di fare qualcosa che potesse avere l’attenzione delle telecamere. Come dire: “sono così, prendere o lasciare!”.

In cosa pensi di essere cambiata rispetto alla prima apparizione in tv?

Sono diventata sicuramente più consapevole, più tollerante. Forse ho una tranquillità mia diversa, prima ero sempre nervosa. Sono sempre stata entusiasta ma avevo ansia di fare, l’ansia del tempo. Ora sono più riflessiva, le cose mi scivolano. Ho un approccio diverso verso la vita, distinguo le cose importanti da quelle che non lo sono.




13
aprile

ALESSANDRA BARZAGHI A DM: “CON BATTLE DANCE 55 PORTIAMO LA STREET DANCE IN TV. PECCATO VADA IN ONDA AL MATTINO”

Alessandra Barzaghi

Alessandra Barzaghi

E’ una raggiante Alessandra Barzaghi quella che a DM presenta la sua nuova “creatura mediatica”. La giovane conduttrice da questa domenica alle 9.15 su Rai2 (in replica 18.35 su RaiGulp) terrà a battesimo Battle Dance 55, una sorta di talent per giovani ballerini di street dance. Un genere inedito per uno show del Belpaese che vedrà ragazzini tra gli 8 e i 18 anni sfidarsi a suon di coreografie hip-hop in una gara a tre fasi. L’unico neo, ammette la conduttrice, è la collocazione mattutina un pò penalizzante per i giovani che la domenica non ne vogliono sapere di alzarsi presto. Ma Alessandra non si lamenta ed è convinta che il programma funzionerà ugualmente, vista la capacità dello show di coinvolgere il pubblico.

Partiamo dal titolo. Battle Dance Cinquantacinque o Fiftyfive?

Noi lo diciamo all’americana perché esiste un format americano, esportato un po’ in tutto il mondo dal Giappone alla Francia. Il 55 sta per la durata del programma, pari a cinquantacinque minuti, ma anche per il “five to five” (il cinque) che gli sfidanti si scambiano nell’ultimo duello.

L’idea è in effetti molto “americaneggiante”…

Sì, si ispira alla street dance a stelle e strisce, quel mondo che viene ben rappresentato nel film Step Up. Tra i ragazzi americani è una cultura molto radicata. E anche in Italia, a partire dagli anni 90, ha cominciato, soprattutto nelle città più grandi, a prendere piede.

Come funziona il programma?

Ci sono tre fasi più un’anteprima in cui ripercorriamo la storia di una star, come Madonna, Lady Gaga o Justin Timberlake. Dopo la presentazione delle due crew sfidanti, prende il via la gara. Nella prima manche, “The Masterpiece”, i nostri sfidanti salgono sull’Arena per eseguire il loro cavallo di battaglia. Dopodichè c’è la seconda sfida, “Tribute”, nella quale i duellanti devono  creare una coreografia su un brano della star presentata ad inizio puntata. L’ultima prova si chiama“face to face”: due ballerini, uno per crew, si scontrano faccia a faccia improvvisando. Con una specie di gioco della bottiglia si determina il primo che inizierà una sorta di staffetta di 30 secondi in 30 secondi.

Sembri davvero molto entusiasta…

E lo sono. Da un lato è una cosa realmente nuova, perché un talent sul ballo inteso come street dance non era mai stato fatto, dall’altro mi piace che i protagonisti siano ragazzini dagli 8 ai 18 anni. Magari le loro coreografie non saranno precise, come quelle dei professionisti, ma a me fanno tanta tenerezza.

E’ stato facile fare i casting?

Questo è un format che si voleva realizzare già da un annetto, poi sono sopraggiunti dei rallentamenti, e quindi c’è stato tempo per reclutare i partecipanti. I ragazzi che potrebbero partecipare in Italia sono moltissimi, ce ne sono anche tanti che hanno fatto gare nazionali e internazionali. Quella della street dance è una realtà che sembra non molto conosciuta ma che esiste. Se ci pensiamo gli adolescenti non impazziscono mica per il merengue o i balli latini americani.


12
aprile

PIETRO GENUARDI A DM: CENTOVETRINE POTREBBE CHIUDERE DEFINITIVAMENTE AD AGOSTO

Pietro Genuardi

Per tutti è ormai Ivan Bettini, l’affascinante uomo d’affari che tra amori, scalate finanziarie e consigli di amministrazione tiene compagnia agli affezionati telespettatori di Centovetrine. Ma Pietro Genuardi è anche un uomo di teatro, di cinema e un grande amatore d’arte, passione che ogni tanto lo spinge verso il piacere della scrittura critica. Negli ultimi mesi è stato uno dei volti più gagliardi della lotta per non spegnere le luci del centro commerciale più seguito della televisione. Così come nella soap Pietro è uomo molto diretto che non si nasconde dietro ad un dito. DM l’ha intervistato.

Non possiamo non partire da Centovetrine. Com’è la situazione per il futuro della soap?

Nessuna rassicurazione, terminiamo la prima settimana di agosto e finisce il ciclo Centovetrine. E’ tutto in standby per la possibilità di una ripresa a febbraio 2013. La rete, infatti, vorrebbe che si lavorasse sei mesi, senza la continuità dei nove mesi e mezzo spalmati in undici, come avveniva precedentemente. E’ una scelta editoriale da rispettare. Al momento, però, sembra che ad agosto si chiuda.

La messa in onda fino a quando dovrebbe arrivare?

Presumo che col recupero di queste 165 puntate avremo una messa in onda ancora per otto o nove mesi.

Perché puntare più su Beautiful che Centovetrine?

Penso di poterlo dire senza troppi problemi. Esiste un accordo fatto con la produzione di Beautiful per cui finché sarà prodotta si dovranno acquistare, da contratto, le puntate. Beautiful sta andando ancora bene peraltro.

Soddisfatti per i risultati ottenuti in prima serata?

Abbiamo avuto una media del 12%. Assolutamente soddisfatti, anche perché ottenuti in una serata molto difficile. Sono contento anche per le Tre rose di Eva, un eccellente risultato anche per i miei colleghi. Lo dico con un pelino d’interesse: si è smentita l’idea che gli attori di soap non possano fare la fiction di prima serata. L’80% del cast è gravitato da noi, da Roberto Farnesi ad Anna Safroncik.





12
aprile

GIORGIO TIRABASSI A DM: LA FICTION ORMAI RISPONDE A LOGICHE COMMERCIALI. CON BENVENUTI A TAVOLA SI PARLA DI CUCINA (PERCHE’ TIRA) CERCANDO DI METTERE DAVANTI ALLA TV TUTTA LA FAMIGLIA

Giorgio Tirabassi

Si è distinto per aver prestato il volto a personaggi che hanno lasciato il segno. Dagli esordi di 14 anni fa con Ultimo all’ultima avventura di Benvenuti a Tavola – Nord vs Sud, Giorgio Tirabassi, grazie ad una indiscussa preparazione ed una fedele e proficua collaborazione con la Taodue di Pietro Valsecchi, si è distinto all’interno della fiction di casa Mediaset. In un panorama non sempre accompagnato da grandi consensi di pubblico, è riuscito a diventare punto di riferimento per il pubblico con scelte mirate che ne hanno fatto apprezzare le qualità artistiche. Abbiamo cercato di saperne di più con il novello cuoco (per fiction) di Canale 5, alle prese con pentole e fornelli da questa sera alle 21.10.

Una nuova avventura nei panni di un cuoco. Sai che non ti ci vedo?

Non c’è questa immedesimazione nel personaggio perchè l’obiettivo è quello di costruire una commedia. E come in tutte le commedie c’è un’alterazione della realtà. In questo caso c’è la costruzione di un padre di famiglia che porta in primo piano questa sfida tutta sua, coadiuvato dalla famiglia.

Quindi la cucina come scusa per parlare di un ‘conflitto’ nord-sud?

Più che tra nord e sud, tra due famiglie. Questo conflitto nord-sud è rimasto un po’ nelle intenzioni; era inevitabile stare molto attenti ai luoghi comuni, alle caricature… anche perchè alla fine non c’è più tutta questa differenza tra nord e sud. Non siamo più negli anni 60, si è omologato tutto. Certo, rimangono i pregiudizi…

Per esempio?

Per esempio su quelli del nord che hanno la puzza sotto al naso, o su quelli del sud che sono caciaroni, poco precisi. Si usa la parola ‘terrone’; si usa la parola ‘polentone’, ma rimane tutto un po’ li. Infatti il titolo iniziale della fiction era Famiglia Italiana.

Le ragioni della modifica del titolo risiedono nel successo cinematografico di Benvenuti al Nord e Benvenuti al Sud?

Un po’ quello, e un po’ per far capire che si trattava di cucina. Qualcosa sulla cucina doveva esserci per attirare un po’ il pubblico, e alla fine sono arrivati a questo titolo.

L’aver interpretato un cuoco ti ha insegnato qualcosa a livello culinario?

Siamo stati in alcune cucine visto che personalmente sono sempre stato dall’altra parte, ovvero in sala. Dovevamo un po’ capire che succedeva dietro. E così siamo andati nelle ore di punta nelle cucine di alcuni ristoranti, abbiamo fatto un brevissimo corso al Gambero Rosso e abbiamo capito quali erano i fondamentali per muoverci bene in cucina.

Qualcuno dice che a tavola si risolvano anche le questioni più delicate…

Il tavolo è di per sè luogo dove le persone parlano e si confrontano. Certo, è pur vero che l’Italia è forse l’unico paese dove a tavola si parla di cibo. A pranzo si decide cosa mangiare la sera.

Come vedi la fiction Mediaset e la fiction Rai?


12
aprile

ANTONINO SPADACCINO A DM: “HO VINTO AMICI NELL’ANNO SBAGLIATO, MA ORA LE COSE SONO CAMBIATE”

Antonino (da Sorrisi.com - foto di Iwan Palombi)

 “Antonino ha vinto Amici nell’anno sbagliato”. Questa frase è diventata una sorta di mantra che da qualche anno a questa parte accompagna la carriera di Antonino Spadaccino. Tanti i critici musicali che in questi anni hanno ripetuto quella frase, sottolineando come, nel 2004, quando Antonino vinse Amici, c’erano ancora troppi pregiudizi nei confronti dei ragazzi che uscivano dai talent. Lui però non ha mai smesso di dedicarsi al suo grande amore, la musica, con la consapevolezza che la telecamera è importante, ma nemmeno fondamentale per chi nella dimensione live trova il suo habitat ideale. La scorsa estate però Antonino, grazie ad un concorso fra ex-allievi di Amici, è riuscito ad aggiudicarsi un contratto discografico con l’etichetta di Mara Maionchi “Non ho l’età” mentre quest’anno è stato chiamato a partecipare al “Sanremino” di Maria De Filippi. Malgrado l’eliminazione di sabato 7 aprile, Antonino si gode un momento di ritrovata popolarità, con fan che scoprono (o ri-scoprono) la sua voce ruvida e graffiante.  

In questi anni ti sei spesso sentito dire che avevi vinto Amici in un’edizione sbagliata. Condividi questa affermazione?   

Guarda è qualcosa che è nato dai critici ma che in effetti ho sempre pensato anche io. Probabilmente ho vissuto sulla mia pelle il cambiamento del talent negli anni, nel senso che ho vinto Amici quando c’erano ancora tanti pregiudizi. Ora la situazione è differente, gli addetti ai lavori hanno capito che non siamo dei semplici prodotti televisivi ma persone con una testa e un talento, che amano fare musica.   

Anche se sei stato poco in tv in questi ultimi anni, dopo i due album per la Sony, ti sei dato molto da fare con concerti e collaborazioni.  

Dopo la chiusura del contratto con la Sony c’è stato un piccolo momento di stallo, se così lo vogliamo chiamare, ma io non ce la faccio a restare fermo, mai. E quindi ho fatto tanti concerti, collaborazioni e ho vinto il Festival Internazionale della Musica di Brasov in Romania. Nel frattempo ho sposato anche diverse cause benefiche e sono diventato Ambasciatore dei i Diritti Umani nel mondo. Sono un tipo che non riesce a stare con le mani in mano, devo fare musica, devo sgambettare, qualsiasi sia il palco, qualsiasi sia l’occasione. Per me l’importante non è necessariamente arrivare in tv o avere davanti una platea di 30.000 persone, l’obiettivo che ho è far bene, sia che mi trovi in un piccolo locale con 40 persone davanti sia che mi trovi in prima serata su Canale 5.  L’impegno deve essere lo stesso.   

Due nomi, due donne: Maria De Filippi e Mara Maionchi. Meglio evitare il gioco della torre per non esser troppo cattivi…  





11
aprile

MANUEL CASELLA A DM: “VOGLIO CREDERE CHE LA ELIA CI SIA RIMASTA MALE DAVVERO, ALTRIMENTI SAREBBE LEI LA STRATEGA”.

Manuel Casella

“Il risultato poteva essere meglio però va bene così.” Esordisce così Manuel Casella commentando il suo secondo posto all’Isola dei Famosi 9, deluso ma solo in parte dal verdetto del gioco che ha premiato la sua amica-nemica Antonella Elia. A differenza del primo soggiorno isolano, questa volta per l’ex fidanzato di Amanda Lear le priorità erano ben diverse così come diversa è la sua persona. Se 6 anni fa era un ragazzo di belle speranze che sognava lo spettacolo, oggi Manuel è ansioso di essere da esempio per sua moglie e per la sua bambina. Un obiettivo, questo, che l’ex naufrago dichiara di aver raggiunto. Ecco su DM il bilancio dell’avventura di Manuel Casella nel reality targato Rai2.

Com’è andata questa esperienza?

Rispetto al programma ho perso e quindi forse sta meglio chi ha vinto. Per l’esperienza che ho vissuto, sto bene: mi sono emozionato, ho fatto tante cose e ho stretto dei legami. Il risultato poteva essere meglio però va bene così.

Ci tenevi molto a vincere?

Bah.. Di sicuro ci tenevo più a fare una bella esperienza e a dimostrare a me stesso che ero migliorato rispetto ad anni fa. Meglio un onorevole sconfitta che una disonorevole vittoria.

Oltre al danno la beffa visto che hai perso con la tua “nemica” Antonella Elia…

E’ strano perché era la persona che conoscevo meglio degli altri, abbiamo vissuto esperienze meravigliose in tre settimane bellissime ma, come in tutti i rapporti intensi, o ti capisci tanto o non ti capisci per niente. Mi è dispiaciuto che non abbia accettato di ricostruire un rapporto, malgrado io le avessi spiegato che l’avevo votata perché ero sicuro che non uscisse contro Nina Moric.

Però contro Nina poi è uscita.

Se si fosse comportata come fa di solito magari no.  Lei è eccentrica, è una simpatica guastafeste, quando vuole, altrimenti è solo simpatica o guastafeste. Penso che proprio le persone a te più vicino possano capire o rispettare una tua scelta.

E’ pur vero che una scelta del genere fatta da un amico ti sorprende, mentre se la fa un estraneo non ti importa…

C’è una regola che ti impone di nominare qualcuno e tutti devono essere giudicati al televoto. Farlo prima o dopo non conta.

Tu, però, hai nominato sempre persone forti: Antonella, Carmen, Max…


10
aprile

MARIO TOZZI A DM: “IL PLASTICO DELLA CONCORDIA E’ FINE A SE STESSO, IO INVECE LO FACCIO IN 3D. IN TV HO CONOSCIUTO I NAUFRAGHI DI PROFESSIONE”

Mario Tozzi

Mario Tozzi non fa promesse da marinaio, soprattutto se parla di naufragi ed ‘inchini’, di tragedie ed abissi. Perciò viene da credergli quando, in un’intervista che ci ha concesso, assicura che racconterà l’affondamento della Costa Concordia senza speculazioni di sorta. Il 20 aprile prossimo, il popolare geologo condurrà in prime time su La7 lo “Speciale Atlantide: Titanic-Concordia, la notte dei naufragi”. Tozzi analizzerà due grandi incidenti nautici della Storia: 100 anni fa toccava al transatlantico inglese, oggi alla crociera di Schettino. Il divulgatore di La7 presenterà una sua inchiesta girata all’Isola del Giglio e introdurrà anche il docu-drama della BBC Inside The Titanic, basato su testimonianze reali. Il tutto, seguendo un filo rosso teso tra presente e passato.

Mario, ma c’è ancora qualcosa che non sappiamo della Concordia?

Noi quell’incidente lo ripercorriamo tutto, perché il Titanic è stato molto raccontato, sceneggiato, cinematografato e invece della Concordia abbiamo i video amatoriali, le telefonate vere, le tracce Gps… Però ancora non sappiamo delle cose. Innanzitutto ad oggi la scatola nera non è stata analizzata nel dettaglio, poi non sappiamo le ragioni, se il ritardo nell’abbandono della nave fosse dovuto solo a trascuratezza, non sappiamo come mai la Concordia si sia messa in quella posizione e cosa accadeva in plancia di comando. C’è ancora parecchio da dire…

Non ti sembra che nel racconto televisivo della tragedia ci stata un’eccessiva spettacolarizzazione?

Senz’altro. Tanto è vero che noi facciamo un programma molto più sobrio e misurato. Tanto per cominciare non ci occupiamo nel dettaglio delle storie dei singoli naufraghi, e questo è successo molto per la Concordia, pure troppo. Il nostro intendimento è quello di analizzare quello che è accaduto dal punto di vista dei fatti, senza lasciarci andare troppo a giudizi. Se c’è stato un errore lo mettiamo in luce, ma non stiamo a entrare nell’animo del comandante Schettino o a vedere se c’era la moldava.

Quindi da voi non ci saranno i cosiddetti naufraghi di professione?

No, per carità di Dio! Io ne ho conosciuti! Ho partecipato a una ventina di trasmissioni e vedevo sempre ricomparire gli stessi personaggi. Hanno pure scritto subito libri, fatto video… una cosa incredibile!

Quando sei stato ospite a Porta a Porta hai anche ammirato da vicino il tanto discusso ‘plastico’ della Concordia. Pensi che una simile rappresentazione possa aiutare il pubblico a capire meglio l’attualità?


10
aprile

ANTONELLA ELIA A DM: “DITEMI CHE SONO PAZZA MA NON CHE HO DATO SCHIAFFI O SPINTONI, E’ UNA CALUNNIA”

Antonella Elia

Il suo sbarco sull’Isola dei Famosi 9 è stato tra i più attesi. Antonella Elia era rimasta nell’immaginario collettivo del reality targato Rai2 per una litigata furiosa con Aida Yespica e per un caratterino tutto pepe. Temperamento che, a distanza di sette anni, sembra rimasto immutato. Non saranno volate extension ma anche l’Isola 9 per l’ex valletta di Corrado è stata all’insegna di litigi e incomprensioni. Stavolta, però, Antonella ce l’ha fatta. In barba alle critiche dei suoi compagni naufraghi è riuscita a vincere conquistando buona parte del pubblico. Proprio il suo inaspettato trionfo è al centro della nostra conversazione in cui una contentissima Antonella non può fare a meno di togliersi qualche sassolino dalla scarpa.

E allora Antonella, come va dopo la vittoria?

Sono un po’ più stordita del più del solito. Non mi aspettavo assolutamente di vincere. Credevo che una volta tornata pure i miei condomini mi avrebbero tolto il saluto.

Cosa è cambiato questa volta rispetto alla tua prima esperienza?

Credo di essere un po’ cambiata, l’altra volta ero più piccola. C’è stata un’evoluzione che mi ha reso più umana e comprensibile, e che forse mi ha permesso di arrivare al cuore delle persone.

Secondo te perché ti hanno apprezzato?

Non riesco ad immaginarlo, certo è che sto sentendo una valanga di affetto. E’ bellissima questa cosa. Io credo di aver toccato qualche corda di amore, di umanità e forse anche di compassione, perché faccio pena, non lo so (ride, ndDM).

C’è una contraddizione, però: il pubblico ti ha apprezzato ma parte dei tuoi compagni no…

Sono fastidiosa, faccio e dico cose che irritano, che creano rancore e disordine. Credo che molti naufraghi avessero basato molti dei loro equilibri sulla forma, sul buonismo e sul sembrare quel che non sono. Io sicuramente ho invaso i loro spazi distruggendo le loro piccole regole. Sono stata un po’ una mina vagante.

Ma tu non ti rimproveri nulla?

No, zero. Io ho agito come pensavo fosse giusto. Dal momento in cui uno dice ciò che pensa che problema c’è? Certo poi vieni recepito male, come una persona che dà fastidio. Pazienza, chissenefrega. Peggio per loro.

A DM Enzo Paolo Turchi ha raccontato di alcune offese pesanti che avresti rivolto, al di là delle telecamere, alla Marini e a sua moglie (per leggere l’intervista clicca qui)…

Si tratta di calunnie terribili, non so come una persona della sua età possa dire certe cose. Se me le dirà in faccia, io risponderò: “guarda tu mi stai calunniando, dovresti vergognarti”. Va bene il rancore, il senso della sconfitta o il rammarico per non essere stati capiti e gratificati dal pubblico ma questo no. Non mi permetterei mai e poi mai di offendere in quel modo pesante, com’è stato detto, Carmen Russo. Non è proprio nel mio carattere. Mi fa pena, poveraccio, perché deve inventarsi certe cose per dare un senso a se stesso e alla sua vigliaccheria (ride, ndDM). Non vorrei essere troppo cattiva però non posso chiamarla che in un altro modo: codardia.