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	<title>DavideMaggio.it &#187; Le Interviste di DM</title>
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	<description>La Televisione italiana, in anteprima!</description>
	<lastBuildDate>Fri, 25 May 2012 19:49:18 +0000</lastBuildDate>
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		<title>CARLA GOZZI A DM: &#8220;RESTO FEDELE A REAL TIME. I NOSTRI POLITICI RAPPRESENTANO MALE L&#8217;ITALIA A LIVELLO DI STILE&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 25 May 2012 11:03:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Marocchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le Interviste di DM]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[Carla Gozzi]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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		<description><![CDATA[Se incontrandovi per strada vi dovesse salutare incrociando gli indici cominciate a darvi un’occhiata. Probabilmente i vostri pantaloni a pinocchietto e la camicia hawaiana con cui li avete abbinati hanno provocato una crisi di panico a Carla Gozzi, costretta a bocciarvi con il suo noto gesto di disapprovazione. Ora la più nota style coaching d’Italia [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;">Se incontrandovi per strada vi dovesse salutare incrociando gli indici cominciate a darvi un’occhiata. Probabilmente i vostri pantaloni a pinocchietto e la camicia hawaiana con cui li avete abbinati hanno provocato una crisi di panico a <strong><a href="http://www.davidemaggio.it/tag/carla_gozzi" target="_blank">Carla Gozzi</a></strong>, costretta a bocciarvi con il suo noto gesto di disapprovazione. Ora la più nota <strong>style coaching</strong> d’Italia è di nuovo sugli schermi di<a href="http://www.davidemaggio.it/tag/real_time" target="_blank"> Real Time</a>, ogni mercoledì alle 21.10, con la sesta stagione di <strong>Ma Come Ti Vesti?</strong>, show diventato ormai un cult in cui è affiancata dal fido <strong>Enzo Miccio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Più passano gli anni e più i casi di look improbabili di <em>Ma Come Ti Vesti?</em> diventano estremi. Qual è stata la difficoltà maggiore di questa edizione?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Quest’anno Enzo ed io ci siamo dovuti confrontare con persone, soprattutto donne, che avevano già un proprio, discutibilissimo, stile. In passato abbiamo lavorato su signore un po’ remissive, che avrebbero dovuto curarsi solo un po’ di più. In questa edizione invece abbiamo provato a rimettere sul binario del buongusto gente che per anni ha commesso tanti errori in fatto di stile</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per spingere una persona ad un cambiamento, dopo tanti anni, bisogna essere anche un po’ psicologi? </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Certo, lo stile parla di noi, descrive come siamo fatti, chi frequentiamo, il mondo che ci piace. Per far si che le nostre trasformazioni di look abbiano successo dobbiamo capire chi abbiamo di fronte, dobbiamo trovare persone che siano convinte del loro cambiamento e che possano  mantenere il loro nuovo stile nel tempo</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Avete avuto notizie di partecipanti di <em>Ma Come Ti Vesti?</em> che dopo i vostri consigli sono ricaduti nel baratro del cattivo gusto?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Per ora no. Noi rimaniamo spesso in contatto con i “nostri ospiti” che continuano a chiederci consigli, anche a distanza di anni. Ci mandano lettere soprattutto quando devono partecipare ad alcuni eventi ed hanno il timore di “ricadere” sugli errori del passato.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Invece vi è mai capitato che una puntata andasse <em>“a buca”</em> per un <em>“caso”</em> troppo disperato? Avete mai gettato la spugna?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-58800"></span><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Gettare la spugna? Mai! Devono passare sul mio cadavere prima di convincermi che non sia possibile migliorare il proprio look. Certo, abbiamo avuto “casi” ostici, di persone abbastanza reticenti, ma alla fine tutti si sono sbloccati. L’importante è convincere le persone a mettersi in gioco, a lasciarsi andare perché in fondo è una bellissima esperienza. A chi capita tutti i giorni di avere a propria disposizione degli stylist e un team eccezionale che curi il proprio look?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Parliamo di moda in generale. E’ la prima estate col Governo tecnico e con la crisi. Cosa consigli di indossare per contrastare il rigore e l’austerità di questo periodo? </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Purtroppo nei momenti di difficoltà economica tendiamo ad utilizzare colori scuri e poco vivaci. Per quest’estate però, per reazione, sono in arrivo tanti bei colori, per sfidare la crisi. La storia in questi casi è ciclica, come accade nell’immediato dopoguerra, quando ci fu una vera e propria esplosione di stili e colori, anche oggi assistiamo ad una vivacità nella moda, il colore sarà  l’antidoto per uccidere questo momento difficile e ridarci il sorriso.<strong></strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un colore che ti senti di consigliare?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ormai siamo in primavera inoltrata, finora ho consigliato il mauve, il color malva, fra il lilla e il lavanda, e il tiffany, cioè l’acqua marina. Per l’estate invece consiglio di giocare con colori forti, il rosso lacca, che è tornato di gran moda, e poi il giallo limone, il turchese e il bouganville, un fucsia davvero molto ricercato. C’è solo l’imbarazzo della scelta!</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché in una stagione diverse case di moda decidono di puntare più su alcuni toni che su altri?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Devi sapere che dietro c’è un meccanismo tanto affascinante quanto complesso. Esistono dei veri e propri istituti di ricerca che monitorano le persone e i loro abiti in luoghi affollati, come aeroporti e metropolitane, il cosiddetto street-style. Le ricerche si effettuano in genere in paesi dove le economie reggono ancora bene. In questo periodo ad esempio si monitorano la Cina e altri paesi asiatici e pare che la tendenza colore sia orientata verso il rosa, soprattutto nelle varianti del fucsia.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Parlavamo di Governo tecnico. Oggi abbiamo tre Ministri donna molto autorevoli, Fornero, Severino e Cancellieri. Come giudichi i loro look? Troppo austeri?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E’ un grande rammarico vedere membri del Governo, sia di questo che di quelli del passato,  che rappresentano male l’Italia a livello di stile. Il nostro è il paese della moda, il made in Italy viene esaltato in tutto il mondo e i nostri politici spesso non sono all’altezza. Rispetto alle donne citate credo che un Ministro possa essere stiloso senza però compromettere la propria credibilità. C’è un dress-code per tutte le occasioni, ci sono modi di portare la giacca a seconda dei casi, ci sono colori che possono valorizzare più di altri. Almeno dovrebbero conoscere l’abc dello stile!</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Andiamo all’estero. Che ne pensi del look di Angela Merkel, una delle donne più potenti d’Europa, e come immagini il futuro dell’ex Prèmiere Dame Carla Bruni?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La Merkel è totalmente concentrata sui suoi problemi e su quelli dell’Europa ed è ben evidente che del look non gliene possa “fregar di meno”. Immagino che in questi anni abbia soppresso qualsiasi figura di stylist che le sia gravitata intorno. La sua fisicità poi non l’aiuta moltissimo, ci sarebbero dei piccoli segreti per valorizzarla, ma evidentemente non ne ha gran voglia. Per Carlà invece siamo tutti preoccupati perché temiamo che si rimetta a suonare! Sicuramente dovrà reinventarsi, prima era la Prèmiere Dame, era un po’ dietro le quinte, ara di appoggio al “Grande Lui”. Ora che Sarkozy ricomincerà a fare il libero professionista sarà lei a dover trovare il modo per tornare alla ribalta.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Invece secondo te, chi rappresenta un faro dello stile? Un’icona che oggi non sbaglia un look?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sicuramente Rania Di Giordania, sempre perfetta in tutte le occasioni con capi che la valorizzano. Poi abbiamo la nuova Pirncipessa, Kate Middleton, anche lei sempre impeccabile. Purtroppo però sono solo due casi. In questi ambiti importanti i casi felici si contano sulle dita di una mano.</em>  </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Hai creato una tua scuola di stile. Ci spieghi cos’è la Carla’s Academy?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Tutto è nato quando il mio blog è stato letteralmente preso d’assalto da alcune fan  scatenate che volevano sempre dei consigli di stile. Vista la mole di richieste mi son detta, facciamo un’operazione saggia, cominciamo a distribuire buongusto, dress code e regole di stile in tutta Italia. Così è nata la Carla’s Academy, un’accademia itinerante con varie sezioni all’interno. Ce n’è una molto carina, la Carla’s Kids Time, dedicata alle ragazzine fra gli 8 e i 12 anni, per evitare che in futuro commettano dei “crimini di stile”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Voi personaggi di Real Time siete contesissimi. E se arrivasse una proposta da un’altra rete lasceresti il canale? </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Io sto bene dove sto. Parliamoci chiaro, non c’è un’altra tv che mi dia modo di fare il mio mestiere e di farlo in modo naturale. Io non sono un personaggio televisivo, non sono una show woman, una conduttrice tradizionale. Non esiste un’altra rete che possa darmi una possibilità simile e per questo resto fedele a Real Time.</em></p>
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		<item>
		<title>ROBERTA CAPUA: MISS ITALIA NON IN COSTUME? ALLORA CHIUDIAMOLO PER SEMPRE. MI PIACEREBBE SPERIMENTARE SUL DIGITALE</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 16:59:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Cau</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le Interviste di DM]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[roberta capua]]></category>

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<p style="text-align: justify;">La sua classe unita ad un’eleganza da “miss” ha fatto sempre la differenza tra i tanti volti che popolano il piccolo schermo. Parliamo di <strong><a href="http://www.davidemaggio.it/tag/roberta_capua" target="_blank">Roberta Capua</a></strong> che, accantonata momentaneamente la tv, si gode le gioie della famiglia. Sposata da un anno con l’imprenditore Stefano Cassoli, che nel 2008 l’ha resa madre del piccolo Leonardo, l’ex signora della domenica di Canale5 non sembra avere particolari rimpianti per le scelte fatte e, in attesa di una giusta occasione per tornare dal suo pubblico, si racconta a 360 gradi sulle pagine di DM.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Allora Roberta, quando torni in tv? Il pubblico inizia a reclamare&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Mi fa molto piacere che la gente si ricordi di me e desideri il mio rientro in tv, ma per il momento non ho nessun progetto. La tv, come del resto il nostro Paese, sta vivendo un momento di crisi. Sono diminuite le produzioni, si lavora molto meno rispetto a prima, e a farlo sono sempre le stesse persone.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In passato ti sei misurata sia con il varietà che con la tv di servizio. In quali vesti ti piacerebbe tornare?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il varietà e l’intrattenimento sono molto divertenti, però il talk è senz’altro il genere televisivo più nelle mie corde. Con </em><em>In Famiglia e</em><em> Unomattina ho avuto in passato grandi soddisfazioni. Certo, si tratta di trasmissioni molto impegnative dal punto di vista dei tempi; generalmente sono programmi quotidiani e in diretta. Io ho un bambino piccolo, vivo a Bologna, mi dovrei organizzare. Però nella vita tutto può succedere. Mai dire mai. </em><span id="more-58752"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Avevi sperimentato in prima serata il people show <em>La seconda volta</em>…</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La seconda volta era un pilot realizzato per Rete4, non andò neanche così male, poi però non si fece mai la serie. Poteva essere un’occasione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Adesso a sperimentare sono soprattutto i canali del digitale terrestre, ti piacerebbe provare un’esperienza in queste nuove realtà?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il digitale terrestre è molto interessante, offre programmi nuovi e divertenti. Si sperimenta un po’ di più rispetto alla tv generalista, da sempre piuttosto uguale a se stessa. Certo, ci sono budget e numeri diversi, ma si realizzano cose interessanti. Mi piacerebbe provare.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Hai da poco festeggiato 25 anni di carriera, nei quali hai avuto modo di lavorare al fianco di alcuni tra i più importanti volti della tv, a partire da Luciano Rispoli che ti scelse nel 1996 per <em>Tappeto Volante</em>…</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Luciano è stato un grandissimo maestro, a mio avviso ingiustamente sottovalutato e sottoutilizzato. E’ una persona che conosce bene la tv. In passato è stato dirigente oltre che autore e conduttore. Ai tempi di </em><em>Tappeto Volante ero molto giovane, e quindi ho assorbito molto da lui e dal suo modo di lavorare.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel 1998 è arrivato Michele Guardì che ti ha voluto… <em>In Famiglia!</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>L’esperienza di </em><em>In Famiglia ha rappresentato il mio primo approccio con la popolarità e i grandi numeri. Guardì è una colonna portante della tv, con lui ho imparato tanto da sia dal punto di vista televisivo che dal punto di vista disciplinare. La trasmissione richiedeva una sveglia all’alba nel week end, bisognava sacrificare tutti i fine settimana.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le levatacce sono proseguite ad<em> Unomattina</em> insieme a Luca Giurato…</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ancora oggi la gente per strada mi ferma e mi chiede: </em><em>Ma Luca ci è o ci fa?. </em><em>Unomattina al suo fianco è stata una scuola pazzesca, un’esperienza divertente ma allo stesso tempo molto impegnativa. E’ un contenitore dove si parla e si impara di tutto. Ho appreso tante cose che probabilmente non avrei approfondito se non avessi avuto la necessità di farlo per lavoro.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E poi è arrivato Maurizio Costanzo con <em>Buona Domenica</em>…</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Costanzo mi scelse come prima donna della domenica pomeriggio e devo dire che sono stati due anni straordinari e di successo. Sin dall’inizio mi ha sempre concesso grande spazio, rispettandomi e valorizzandomi al massimo. E questo non è poco, in una tv in cui spesso molti hanno difficoltà a rinunciare ai propri spazi in favore dei colleghi, ancor di più poi se si tratta di una donna.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che ne pensi della figura femminile nella tv di oggi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sinceramente non mi piace. Oggi la prima regola per una donna in tv è essere sexy. Tutte vogliono essere sexy ad ogni costo, delle volte ricoprendo dei ruoli che nulla hanno a che vedere con la vera sensualità. E’ giusto sentirsi belle, femminili, ma a volte si esagera. C’è un continuo ammiccamento, che lascia anche un po’ il tempo che trova. Non capisco come le nuove generazioni non comprendano che la bellezza è un qualcosa di passeggero. Ci sarà sempre una più bella, più spregiudicata, con la coscia più lunga, pronta a prendere il tuo posto.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che dovrebbero fare le ragazze di oggi? </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sarebbe importante farsi spazio e imporsi sì con la femminilità, ma anche cercando di metterci il più possibile la testa, il cervello. Far capire che si è anche altro e non solo un corpo. Io per dire, non mi sono mai sentita particolarmente sexy, o comunque a mio agio, in certi panni. Ho cercato di essere me stessa e di non tradire il mio modo di essere nella vita. Sarebbe stata una forzatura per me. Non posso pensare che tutte le giovani di oggi siano solo un corpo da mettere in mostra. Mi rifiuto di pensarlo.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A proposito di corpi in mostra, tu sei nata artisticamente a Miss Italia, e sei anche figlia di una Miss. Pensi che il concorso di bellezza abbia oggi ancora un senso o sia qualcosa di anacronistico?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Miss Italia comincia sicuramente ad accusare il tempo che passa. Ciò che mi lascia perplessa, e che trovo abbastanza contraddittorio, è il continuo tentativo di volerlo trasformare in qualcos’altro. Si cerca sempre di far trasparire l’intelligenza e la cultura delle concorrenti, ma un concorso di bellezza non è certo il posto più adatto. E’ impossibile in due serate e in pochi secondi far conoscere certi aspetti delle ragazze, per di più giovanissime, emozionate e alla loro prima esperienza in tv. Che senso ha chiedere loro che fanno nella vita? Ma cosa vuoi che faccia una ragazza a quell’età? Va a scuola, studia, ha il fidanzato. In questo modo le miss rischiano di apparire tutte uguali e banali, anche se non lo sono. Ad essere banali sono le domande che portano a banali risposte e a fare banali figure.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’organizzazione del concorso che dovrebbe fare per adeguarsi ai tempi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sarebbe più onesto dire che è un concorso di bellezza dove vince la più bella e basta, senza volerlo travestire da qualcosa che non è, e che non potrà mai essere. Se si è fortunati, può esser scelta una miss che ha anche un po’ di cervello. Però rimane sempre un concorso di bellezza. Anche questa cosa di voler eliminare il bikini non la capisco, che senso ha?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pare che Patrizia Mirigliani quest’anno voglia eliminare anche il costume intero e far sfilare le miss vestite.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Allora basta, chiudiamolo per sempre. Non avrebbe senso continuare e cercare di snaturarlo completamente.</em></p>
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		<title>INTERVISTA A VINCENZO CANTATORE: &#8220;LA TV MI HA DELUSO, E&#8217; TUTTO MOLTO FINTO. PUNTO ALLA FICTION E AL CINEMA&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2012 13:17:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Cau</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le Interviste di DM]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Ris Roma 3]]></category>
		<category><![CDATA[vincenzo cantatore]]></category>

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<p style="text-align: justify;">Dal ring al set televisivo. E’ questo il singolare percorso di <a href="http://www.davidemaggio.it/tag/vincenzo_cantatore" target="_blank"><strong>Vincenzo Cantatore</strong></a>, ex campione di pugilato che nella prossima stagione vedremo in due episodi della fiction di Canale 5 <a href="http://www.davidemaggio.it/tag/ris_roma" target="_blank">R.I.S. Roma 3</a>. Spalle larghe e volto da guerriero, lo sportivo, rimasto deluso dalle precedenti esperienze tv, sogna ora un futuro d’attore per il piccolo e grande schermo. Abbiamo voluto saperne di più.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da campione della boxe ad attore di fiction, com’è avvenuto questo curioso passaggio?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il tutto nasce in realtà parecchi anni fa. C’è sempre stato un certo interesse nei miei confronti da parte di varie case di produzione di cinema e tv. Sono stato corteggiato a lungo, ma purtroppo ho sempre dovuto rinunciare per via degli impegni sportivi, che non mi davano il tempo e la possibilità di potermi dedicare ad altro.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Adesso che hai appeso i guantoni al chiodo, puoi finalmente metterti alla prova…</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>In questi anni, nel tempo libero, mi sono preparato per un’eventuale scritturazione. Ora è arrivata la partecipazione a “R.I.S. Roma 3”, un’esperienza che io considero una prova generale, una sorta di provino. Già due anni e mezzo fa fui contattato dalla Taodue per prendere parte a Distretto di polizia, però dovetti rinunciare per impegni di lavoro presi in precedenza. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come è stata questa prima esperienza sul set?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sicuramente molto divertente. Sono molto grato al produttore Pietro Valsecchi che mi ha coinvolto in questa iniziativa<strong>.</strong> Stare sul set è un po’ come stare sul ring, però al posto dell’avversario ti relazioni con il regista e al posto del pubblico sei circondato dalla troupe. Sono contento perché ho lavorato con grandi attori e con la Taodue, che è in assoluto la casa di produzione più forte e valida che c’è in circolazione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che ruolo avrai in R.I.S. Roma 3?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-58702"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Interpreterò il ruolo di Ciro Immobile, un allenatore di pugilato che sarà presente solo in due episodi. Come dicevo, considero l’esperienza fatta con i R.I.S., un provino per proseguire in futuro con progetti più importanti, magari sempre a marchio Taodue.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Hai ricevuto anche proposte dal cinema?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Si, tra settembre e ottobre dovrei prendere parte ad una pellicola nella quale rivestirò il ruolo di uomo non proprio perbene. Una sorta di stalker. Ma non posso rivelare altro.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Hai chiuso definitivamente anche con i reality e le ospitate in tv? </strong><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Quando ho lasciato il pugilato nel 2007, ho fatto quasi per gioco due anni di tv, ma ho scoperto che non era quello che mi piaceva fare. La tv in realtà non mi è mai interessata troppo. E’ tutto molto finto, molto orchestrato.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Deluso?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sì, decisamente. La tv per me ha rappresentato una grande delusione. Per quanto io immaginassi che fosse finta, ho potuto constatare con i miei occhi che lo è ancora di più. E poi devi avere a che fare con mille personaggi diversi, persone a dir poco particolari.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quindi non ti vedremo mai naufrago su un’Isola o ballerino da Milly Carlucci?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>No, per carità. In passato ho preso parte a Uomo e Gentiluomo, programma di Raiuno che andò meno bene del previsto e venne chiuso anticipatamente. In quell’occasione ebbi comunque dei riscontri personali positivi, con picchi d’ascolto corrispondenti proprio ai momenti delle mie partecipazioni.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vista la moda televisiva del momento e la tua passione per la buona tavola, potremmo magari vederti in un programma di cucina…</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La cucina è una mia grande passione, qualcosa in cui mi diletto da sempre, perché mi piace mangiare bene. E’ in assoluto la cosa più rilassante che esista. E’ da quando sono ragazzino che mi piace avvicinarmi ai fornelli, ma soprattutto fare la spesa. Con il mio lavoro ho girato il mondo e, tutte le volte, la prima cosa che facevo appena arrivato era visitare i mercati. E proprio dal mercato che si capiscono, a mio avviso, la cultura del paese e gli stili di vita delle persone. Per gioco potrei anche provare a fare qualcosa televisivamente legato alla cucina, ma ripeto sarebbe soltanto un gioco.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Coltivi molte passioni: cucina, motori, pesca subacquea. In passato c’è stato anche il paracadutismo</strong>…</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Tutto ciò che è passione cerco di farlo al meglio raggiungendo obiettivi sempre più alti. Sul paracadutismo ho, però, messo una pietra sopra dopo la morte del mio amico Pietro Taricone. Fu lui a farmi lanciare per la prima volta con il paracadute.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che ricordi hai di Pietro?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Pietro era la persona del mondo dello spettacolo più bella che abbia mai conosciuto. Una persona vera, un uomo perbene. Ho iniziato a lanciarmi con lui e ho smesso di farlo con lui. Fece lanciare me, mia moglie, la mia figlia maggiore. Prima di allora non l’avevamo mai fatto. Mi mancano la sua grinta e la sua determinazione.</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>PAOLA FERRARI A DM: &#8220;NON CREDO CHE MIO SUOCERO ACQUISTERA&#8217; LA7. LA RAI POTREBBE TROVARE I SOLDI PER IL CALCIO TAGLIANDO I CACHET DELLE STAR&#8221;</title>
		<link>http://www.davidemaggio.it/archives/58513/paola-ferrari-a-dm-non-credo-che-mio-suocero-acquistera-la7-la-rai-potrebbe-trovare-i-soldi-per-il-calcio-tagliando-i-cachet-delle-star</link>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 14:11:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Buonocore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le Interviste di DM]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[La Domenica Sportiva]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Ferrari]]></category>

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		<description><![CDATA[Il “calcio spezzatino” e l’avanzare di Sky e Mediaset Premium non hanno scalfito la sua Domenica Sportiva. Paola Ferrari può dirsi soddisfatta: lo storico talk show domenicale, nella stagione appena conclusa, è addirittura cresciuto negli ascolti con un picco record che ha sfiorato il 18% di share. Proprio un bilancio sulla DS dà il la ad una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like 
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<p style="text-align: justify;">Il “calcio spezzatino” e l’avanzare di Sky e Mediaset Premium non hanno scalfito la sua <strong><a href="http://www.davidemaggio.it/tag/paola_ferrari" target="_blank">Domenica Sportiva</a></strong>. <strong><a href="http://www.davidemaggio.it/tag/paola_ferrari" target="_blank">Paola Ferrari</a></strong> può dirsi soddisfatta: lo storico talk show domenicale, nella stagione appena conclusa, è addirittura cresciuto negli ascolti con un picco record che ha sfiorato il 18% di share. Proprio un bilancio sulla <em>DS</em> dà il la ad una chiacchierata a tutto tondo con la giornalista che a DM non esita a rivelare la sua <strong>massima ambizione professionale</strong>&#8230;</p>
<p><strong>E&#8217; stata un&#8217;annata fortunata questa per La Domenica Sportiva&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sì, abbiamo chiuso due punti sopra la media dell’anno scorso e con la puntata del 6 maggio abbiamo realizzato uno straordinario 17.91%. Un dato assai significativo perché non veniva raggiunto da anni dal programma e sappiamo come nelle ultime stagioni il calcio sulla tv generalista sia cambiato. Una grande soddisfazione, frutto di tanto lavoro, non solo mio ma di tutti noi che la creiamo lavorando e discutendo insieme attorno ad un tavolo. La nostra non è più una trasmissione sportiva, sarebbe riduttivo considerarla tale, ma un talk che dura più di due ore.</em></p>
<p><strong>C’è qualcuno tra i tuoi ospiti fissi che ritieni indispensabile?</strong></p>
<p><em>Non potrei fare a meno di Ivan Zazzaroni; con lui ho un rapporto particolare, anche nei momenti di difficoltà è pronto a darti una mano. Più in generale non lascerei andare via nessuno: con Marco Civoli e Fulvio Collovati siamo amici di lunga data, mentre con Gene siamo diventati una coppia non dico comica ma quasi. Baconi ci dà una chiave tecnica-tattica fondamentale perché la trasmissione, pur avendo dei momenti più leggeri, deve avere la sua autorevolezza. L’obiettivo che ci siamo posti, quando abbiamo tolto la moviola, era di spiegare il calcio agli italiani e credo che siamo riusciti a raggiungerlo avendo offerto un prodotto molto credibile dal punto di vista tecnico ma anche un prodotto che permette di passare del tempo divertendosi. C’è stata anche una fascia di pubblico non proprio calciofila che ci ha seguito.</em></p>
<p><strong>Malgrado il successo la Domenica Sportiva potrebbe esser messa in discussione dal mancato acquisto dei diritti tv in chiaro della Serie A da parte della Rai.<span id="more-58513"></span></strong></p>
<p><em>Mi auguro fortemente, al di là del lavoro che svolgo, che la Rai riesca a trovare un accordo. La Lega deve capire che il prodotto calcio spacchettato non ha lo stesso valore di un tempo ed è cambiato anche il mercato. La Rai, nel suo ruolo di servizio pubblico in questo particolare momento sociale, deve offrire il calcio in chiaro alle famiglie che non possono abbonarsi alla pay tv. Inoltre i programmi calcistici Rai sono andati molto bene, cominciando dalla Domenica Sportiva e passando per Novantesimo Minuto e Stadio Sprint che hanno registrato sempre ascolti a due cifre in una rete che, in questa stagione, ha abbastanza sofferto. Mi auguro che ci sia un lieto fine anche se ho paura che la trattativa si protrarrà fino a giugno-luglio.</em></p>
<p><strong>In un momento di crisi però arrivare a spendere cifre come 26 milioni di euro per una televisione pubblica potrebbe essere discutibile.</strong></p>
<p><em>26 milioni sono una richiesta inaccettabile che poteva esser avanzata qualche anno fa, quando il calcio non era spezzettato in questo modo. La Lega deve capire che non è più il prodotto di quando conducevo Novantesimo Minuto, con Tosatti, e facevamo il 32% pure se Sky già esisteva. Allo stesso tempo la Rai deve offrire il calcio in chiaro, malgrado il periodo di ristrettezza economica. Magari si potrebbero trovare le risorse riducendo i cachet milionari delle star, rendendoli così un po’ più umani.</em></p>
<p><strong>A proposito in una recente intervista ti eri detta contraria allo strapotere dei manager degli artisti tv. Si potrebbe obiettare che fanno solo il loro lavoro…</strong></p>
<p><em>Sono d’accordo su questo: i manager fanno benissimo il loro lavoro e abbiamo delle personalità validissime come Presta, Caschetto e Ballandi che peraltro è un mio amico. Quello che mi vede contraria sono i cachet degli artisti che arrivano a cifre spropositate sino a due milioni di euro. Sono compensi d’altra epoca. Io &#8211; al di là del mio stipendio da inviato speciale della Rai che percepisco da tanti anni &#8211; non guadagno assolutamente nulla di più per condurre la Domenica Sportiva. Ma va bene così ed è anche giusto in un’ottica aziendale; è chiaro, poi, che per un personaggio come Fiorello che riesce a portarti numeri altissimi si può fare un’eccezione. In definitiva, la Rai dovrebbe valorizzare le forze interne dell’azienda come ha fatto con Giletti e tanti altri.</em></p>
<p><strong>Paradossalmente, però, se tu conducessi L’Arena guadagneresti molto meno di Giletti.</strong></p>
<p><em>Sì, però lui è bravo perchè ha fatto crescere il format negli anni cucendoselo su misura e poi percepisce un cachet normale.</em></p>
<p><strong>Sei stata la prima e unica donna a condurre le più celebri trasmissioni calcistiche nostrane, Novantesimo Minuto e Domenica Sportiva: cosa ha significato centrare tali traguardi?</strong></p>
<p><em>All’inizio è stato complicato perché è sempre stato un mondo maschilista; credo che il vero cambiamento sociale lo si ha avuto non tanto con la Domenica Sportiva ma con la conduzione di Novantesimo minuto, l’ultimo baluardo maschile. Ero molto spaventata e invece quell’anno facemmo record d’ascolti: picchi del 37% e 4 punti di share in più dell’anno prima.</em></p>
<p><strong>Di cosa ti occuperai per gli Europei?</strong></p>
<p><em>Sono ancora dubbiosa. Il mio direttore mi aveva fatto una proposta molto interessante per la fascia che va dalle 17 alle 22,  in alternanza con Franco Lauro. Sto valutando perché non vorrei rischiare la sovraesposizione, considerati i dieci mesi di Domenica Sportiva e il fatto che se ricomincerò lo farò già a fine agosto. Non sono una che vuole apparire per forza, non vado quasi mai ospite in altri programmi, mi piace il mio di programma che amo e seguo e che quest’anno ho costruito a mia immagine.</em></p>
<p><strong>Hai detto &#8220;se devo ricominciare&#8221;, non c’è ancora una riconferma ufficiale quindi?</strong></p>
<p><em>Il direttore farà le sue scelte. Io mi diverto a farla, nonostante sia faticosa. Credo che la DS abbia instaurato un rapporto unico con il pubblico. Nononostante i grandi successi di Sky e Mediaset, rimane il Festival di Sanremo del calcio.</em></p>
<p><strong>Non sei mai stata tentata dalla concorrenza?</strong></p>
<p><em>No, io sono un’aziendalista. Sono una donna Rai, da 22 anni, mi piace la mia azienda e quando smetterò farò altro.</em></p>
<p><strong>E se la tua famiglia comprasse La 7?</strong></p>
<p><em>Darei magari qualche buon consiglio.</em></p>
<p><strong>Non faresti il salto della barricata?</strong></p>
<p><em>No, sarebbe inopportuno. Una delle cose che mi ha dato più fastidio è quando hanno scritto che conducevo la Domenica Sportiva perché mio marito era l’amministratore delegato di Tim, in realtà io lo conobbi quando già conducevo il programma da due anni. Non andrei mai a lavorare in un posto in cui sarei la moglie o la nuora del capo, e poi, al di là di questo, sto bene in Rai.</em></p>
<p><strong>Quale consiglio daresti per La7?</strong></p>
<p><em>Dopo tanti anni credo di intendermi un po’ di televisione. Percepisco abbastanza facilmente se un programma funziona. Ad esempio quando Milly Carlucci, nel 2006, mi fece vedere il format di Ballando con le stelle, io le dissi subito: “non ho mai fatto nessuna di queste cose ma vengo a farla”. Percepì che Ballando sarebbe stato un successo popolare ma elegante e di classe.</em></p>
<p><strong>Non ti piacerebbe fare in Rai qualcosa che non abbia a che fare con il calcio?</strong></p>
<p><em>Le proposte ci sono, in realtà mi piacerebbe fare il consigliere d’amministrazione. Se dobbiamo puntare in alto facciamolo, visto che si sono proposti in tanti per fare i presidenti. Lo farei comunque tra qualche anno.</em></p>
<p><strong>Cosa ne pensi della proposta Freccero-Santoro?</strong></p>
<p><em>La trovo un po’ azzardata, tra l’altro io sono contenta di questo direttore generale. Lorenza Lei, che ho la fortuna di conoscere da tanti anni, è un’aziendalista che conosce bene la Rai e sta facendo quadrare i conti. Mi piace che ci sia una donna a capo dell&#8217;azienda e quindi mi auguro che possa restare.</em></p>
<p><strong>Ma se tu fossi nel Consiglio di amministrazione Rai rischieresti il conflitto di interessi con un&#8217;ipotetica La7 targata De Benedetti.</strong></p>
<p><em>Io non sono assolutamente in conflitto d’interessi, ho le mie idee indipendenti e l&#8217;ho sempre dimostrato. E poi io non credo che mio suocero acquisterà La7.</em></p>
<p><strong>Quale collega ruberesti alla concorrenza e inseriresti nella squadra della DS?</strong></p>
<p><em>Monica Vanali, che è una mia amica ed è brava. Come giornalista non sportivo Mediaset mi piace molto Sottile, e colei che cura Quarto Grado, Siria Magri. Io e lei abbiamo cominciato insieme sui campi di calcio, andavamo a seguire l’Atalanta, lei per Mediaset, io per la Rai. Bravissima anche la Gasparini, una dei volti femminili migliori a Mediaset.</em></p>
<p><strong>Hai progetti o particolari auspici per il futuro?</strong></p>
<p><em>A parte La Domenica Sportiva, mi piacerebbe cimentarmi con una nuova sfida. Non sono una showgirl, quello che potrei fare è un programma che mescoli intrattenimento e informazione.</em></p>
<p><strong>Condurresti, allora, un programma come Quelli che il Calcio?</strong></p>
<p><em>Sì, mi piace molto. Lo farei, però, alla maniera di Bartoletti e Fazio, cioè sarei più legata alle partite.</em></p>
<p><strong>Anche se forse col calcio spezzatino sarebbe un po’ complicato.</strong></p>
<p><em>Ovviamente inserirei una giusta chiave comica, poi comunque sul calcio ci sono tanti spunti, Simona faceva anche delle belle interviste. Al di là di tutto sono contenta che non chiuda, è stato un programma che ha raggiunto ascolti a due cifre, divertente, ben condotto. Può pagare investire ancora su Quelli Che, come penso pagherebbe se Novantesimo Minuto tornasse su Raiuno nel suo orario canonico. Sono convinta che non scenderebbe al di sotto del 18%.</em></p>
<p><strong>In seguito all’improvvisa scomparsa di tua madre, hai deciso di denunciare l’ospedale che l’aveva in cura per fare chiarezza su quello che potrebbe essere un caso di malasanità. Come procede la causa?</strong></p>
<p><em>Siamo in una fase transitoria e di confronto tra le ragioni delle parti. Ci sono vari periti che stanno cercando di capire quello che è successo in quell’ora maledetta in cui mia madre è stata praticamente abbandonata. Sono assolutamente agguerrita, e pur ritenendo che in Italia ci sia una classe medica validissima, non credo si possa transigere su errori nelle strutture sanitarie dove noi affidiamo i nostri cari. Chi sbaglia deve prendersi la responsabilità.</em></p>
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		<title>PAOLO RUFFINI A DM: &#8220;VORREI CONDURRE LA CORRIDA. BELEN COME MARILYN MONROE&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 13:19:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Buonocore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le Interviste di DM]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Ruffini]]></category>
		<category><![CDATA[Sto classico]]></category>

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		<description><![CDATA[A vederlo non si direbbe. Eppure Paolo Ruffini, teledipendente dichiarato, sogna un futuro da conduttore alla vecchia maniera. Proprio come il suo idolo sin da quando era piccolo: Corrado Mantoni, indimenticato padrone di casa de La Corrida e de Il Pranzo è servito.  Nell’attesa di coronare il suo sogno, il conduttore e attore livornese si divide [...]]]></description>
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<p>A vederlo non si direbbe. Eppure <strong><a href="http://www.davidemaggio.it/tag/paolo_ruffini" target="_blank">Paolo Ruffini</a></strong>, teledipendente dichiarato, sogna un futuro da conduttore alla vecchia maniera. Proprio come il suo idolo sin da quando era piccolo: <strong>Corrado Mantoni</strong>, indimenticato padrone di casa de <strong>La Corrida</strong> e de Il Pranzo è servito.  Nell’attesa di coronare il suo sogno, il conduttore e attore livornese si divide tra <strong>Stracult </strong>(ogni lunedi in seconda serata su Raidue) e le parodie di <strong><a href="http://www.davidemaggio.it/tag/sto-classico" target="_blank">Sto Classico</a></strong> (ogni martedi in prima serata su Italia1) spin off del suo fortunatissimo <em>Colorado</em>, la cui nuova edizione andrà in onda il prossimo autunno con o senza (non è dato saperlo) la prima donna <strong>Belen Rodriguez</strong>. Proprio a proposito della sensuale argentina Paolo conia un inedito paragone: Belen come Marilyn Monroe…</p>
<p><strong>Paolo hai debuttato su Italia 1 con Sto Classico. Com’è andata?</strong></p>
<p><em>Devo ammettere che ero molto curioso quando mi è arrivata la proposta che mi ha subito entusiasmato; l’idea delle parodie non è nuova ma è stata declinata in una maniera assolutamente originale. Questo  è avvenuto grazie ad una parte tecnica straordinaria che si avvale di una regia e di costumi quasi cinematografici. Inoltre hanno partecipato attori molto bravi che non provengono solo da Colorado. Abbiamo avuto guest cinematografiche come Nicoletta Romanoff, Dino Abbrescia, Enzo Salvi, Biagio Izzo e personaggi  tv come Gerry Scotti e Juliana Moreira.</em></p>
<p><strong>E’ stato un bel rischio quello che ti sei assunto.</strong></p>
<p><em>Sì, però, meno male. In questo periodo, poi, vacci a capire qualcosa in materia di ascolti, ormai è difficilissimo.<span id="more-58464"></span></em></p>
<p><strong>Nel frattempo ti vediamo a Stracult su Raidue, ha un po’ sorpreso questo tuo doppio ruolo.</strong></p>
<p><em>Perché no?</em></p>
<p><strong>Perché con Colorado sei diventato un volto Mediaset a tutti gli effetti.</strong></p>
<p><em>Faccio Stracult dal 2005 e mi è sembrata una grande occasione quella di poter prender parte ad un’edizione molto rinnovata e poi posso divertirmi  anche come autore. Stracult mi consente di fare tutt’altro rispetto a Colorado e sono contento perché la trasmissione sta avendo molto gradimento. Trovo molto interessante fare un talk sul cinema con i più disparati ospiti, dalla Ferilli a Pietro Valsecchi, a Luca Miniero, che puoi trovare solo a Stracult in un clima senza ansia e di cazzeggio. Ho avuto il nulla osta da parte di Mediaset  anche perché, essendo una trasmissione di nicchia, non avrebbe dato fastidio né a Colorado nè a Sto classico.</em></p>
<p><strong>Attore, conduttore, cabarettista: cosa vuole fare Paolo Ruffini da grande?</strong></p>
<p><em>Vorrei continuare  a fare questo lavoro che ancora non ho capito qual  è, arriverei a 80 anni in questo modo. E’ un lavoro precario dove a decidere (giustamente) è la gente. Se non compreranno più biglietti per il cinema non farò più cinema idem per  il teatro,  o per la televisione se cambiano canale</em>.</p>
<p><strong>C’è stata però una cosa che ti è particolarmente piaciuta fare e viceversa una cosa che non ti ha fatto sentire a tuo agio?</strong></p>
<p><em>Mi sono sempre  trovato a mio agio. La televisione è una cosa che amo molto, nella mia formazione è stata fondamentale. Sono un teledipendente, da piccolo mentre i miei compagni andavano a giocare a pallone io guardavo la televisione oppure non andavo a scuola per guardare alle 12 Bis, alle 12.45 Il Pranzo è servito e prima ancora c’era Tuttinfamiglia. Non è un caso che il mio più grande sogno sia di condurre una delle trasmissioni che ha condotto Corrado Mantoni. Mi piacerebbe da morire presentare La Corrida o Il Pranzo è servito, sarebbe come vincere un Oscar o forse qualcosa in più. </em></p>
<p><strong>Sogni, dunque, di fare il conduttore classico?</strong></p>
<p><em>Sì quello che voglio essere è un conduttore classico aggiornato, che poi è quello che faccio già da un po’ a Colorado. Voglio essere quello che dice ad inizio puntata: “Benvenuti” ; ringrazia alla fine e da’ appuntamento alla prossima. Bisognerebbe tornare alle vecchie liturgie e prendo Corrado come esempio perchè lui aveva un modo straordinario di &#8220;prendere per il culo&#8221; il pubblico, un modo straordinario di ringraziarlo e soprattutto di fare uno sfottò senza essere pesante nè volgare nè cattivo. Era uno davvero popolare, ricordo che lui quando entrava in studio non usciva da dietro le quinte ma scendendo le scale e salutando il pubblico. Corrado rappresentava quello che deve essere la televisione, un mezzo per entrare a casa della gente in punta di piedi. E’ straordinario pensare che ti guarda la cassiera di Enna, come la pensionata delle poste di Treviso. </em></p>
<p><strong>Tra l’altro La Corrida cerca conduttore…</strong></p>
<p><em>Lo so&#8230;</em></p>
<p><strong>In questo mestiere capita spesso di mettersi alla prova, come vivi il rapporto con le aspettative del pubblico?</strong></p>
<p><em>Ho</em> <em>molto paura a teatro mentre con la tv e il cinema mi sento molto meno deresponsabilizzato. Ci tengo chiaramente a fare bene il mio lavoro, ma col teatro è diverso: la gente esce di casa, anche con la pioggia, spende 30 &#8211; 35 euro e ci sto male al pensiero di deluderla. In tv c’è il grande vantaggio del telecomando, se ti fa schifo una cosa cambi canale. Infatti molto spesso non capisco tutte le critiche che ci sono sulla televisione, anche su tutti questi blog. Io seguo DM perché da’ tante informazioni ma, quando leggo i commenti con gente che si incazza se un programma fa più o meno share dell’altro, mi stupisco di quanta energia ci si impiega per cose che per me sono veramente semplici.</em></p>
<p><strong>Credo che, togliendo i casi estremi, ci sia l’effetto “tifoseria”.</strong></p>
<p><em>Hai ragione. Non mi piacciono comunque i blog, e non è il caso vostro, dove si parla sempre male. Ci sono persone convinte che parlando male dimostrano intelligenza mentre le persone più ganze sono quelle che parlano bene. E comunque ci sono </em><em>cose belle in tv, meglio anche di quelle che c’erano una volta. Penso a Le Iene, che vent’anni fa non esistevano, o Viene via con me che secondo me sarà stato meglio di qualche puntata di  Canzonissima.</em></p>
<p><strong>In una recente intervista Nicola Savino ha parlato della poca liberta d’azione che aveva a Colorado, quasi come il programma avesse un’impostazione teatrale con tutto  già scritto. E’ un limite che hai riscontrato anche tu?</strong></p>
<p><em>Probabilmente lui da conduttore radiofonico lo considerava teatrale,  per me che vengo dal teatro mi sembra televisivo. Fortunatamente ho avuto una grande libertà, la cosa bella è stata il clima sereno che si respirava davanti e dietro le quinte. Non vorrei dire la solita banalità ma credo proprio che la formula vincente di Colorado, che ci permette di essere apprezzati anche dai più piccoli, risieda proprio nel gruppo di comici capace di interagire senza competizione. Proprio questa grande solidarietà è la nota distintiva rispetto al fratellone Zelig dove vedo raramente le esibizioni dei comici intersecarsi. Ad ogni modo se potessi stare a Colorado come Bisio sta nella storia di Zelig sarebbe una grande cosa. Per me lui è un mito moderno. E’ una spalla ideale tutti pensano che sia il direttore d’orchestra, lo è ma facendo la spalla, cosa che non è facile fare. Il problema della nostra generazione è che tutti vogliono essere il protagonista, ma a me il ruolo di spalla piace</em>.</p>
<p><strong>Di chi vorresti essere la spalla?</strong></p>
<p><em>Di chiunque ma di tanti attori bravissimi, Fabio de Luigi è un grandissimo ma anche tutti i comici. Toto è un mito ma anche Peppino era straordinario, il ruolo della spalla è molto più interessante di quello del protagonista.</em></p>
<p><strong>Rispetto al programma “fratello” <em>Zelig</em>, Colorado non gode della benevolenza della critica. L’impressione è ci sia un po’ di snobismo verso quella che è ritenuta una comicità spicciola.</strong></p>
<p><em>Alle critiche ci sono abituato, avendo fatto i cinepanettoni. In realtà io quelle che in gergo si chiamano critiche le chiamo commenti, anzi spesso complimenti. Quando mi dicevano che con i cinepanettoni facevo trash per me era un complimento, visto che a Stracult parliamo di trash. Anzi ti dico di più il mio sogno sarebbe stato recitare in un film di Lino Banfi o Alvaro Vitali. E poi dicevano anche di Totò che era trash..</em></p>
<p><strong>A proposito di Colorado, Belen potrebbe approdare su altri lidi…</strong></p>
<p><em>Io mi auguro di rilavorarci perché mi sono trovato a mio agio. Siamo diventati amici e le voglio bene. Belen mi piace perché è una che non sgomita, ha il vantaggio di arrivare in prima pagina qualsiasi cosa lei faccia anche per cose che potrebbero fare altre ragazze. Non so dire il suo segreto, si parla di lei d’altronde come un tempo si parlava solo di Marilyn Monroe.</em></p>
<p><strong>Sembra un po’ azzardato il paragone. </strong></p>
<p><em>No, è la stessa cosa: perché parli di Elvis e non di Fabio Concato? Belen è diventata un’icona mediatica come Marilyn né più, né meno. Anche con Marilyn si parlava della storia con Kennedy piuttosto dei film capolavoro ai quali ha preso parte. Lei riesce a essere trasversale, abbiamo vissuto insieme a Colorado la carognata che le hanno fatto  del video hard, e lei ne è uscita a testa altissima come solo una grande donna sa fare. Non si prende sul serio e il non prendersi sul serio è l’arma più vincente nello spettacolo, nella politica, anzi nella vita in generale.</em></p>
<p><strong>Ipotizziamo che l’anno prossimo non ci sia a Colorado, chi vorresti al suo posto?</strong></p>
<p><em>Non lo so, per ora per me c’è solo lei anche se ci sono tantissime altre persone valide. Ultimamente ho lavorato con Virginia Raffaele, che imita Belen, e devo dire che è bravissima.</em></p>
<p><strong>Visto che sei un teledipendente, qual è il tuo programma preferito?</strong></p>
<p><em>Le Iene, mi piacciono tantissimo. Poi apprezzo anche G’ Day, Quelli che il Calcio con Vicky che è bravissima. </em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>CLAUDIO LIPPI A DM: EBBENE SI&#8217;, MI ERO PROPOSTO PER SANREMO 2012. CARLO CONTI VERO EREDE DI BAUDO</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 16:14:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Maggio</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Le Interviste di DM]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Lippi]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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<p style="text-align: justify;">L&#8217;intervista è servita&#8230;Volto storico di una delle trasmissioni più amate, per tanti anni jolly nel contenitore domenicale di Canale 5 a firma di Maurizio Costanzo, <a href="http://www.davidemaggio.it/tag/claudio_lippi" target="_blank"><strong>Claudio Lippi</strong></a> ritorna d&#8217;attualità in un momento televisivo come questo che, accantonati i fasti del presenzialismo eccessivo della gente comune, tende a riconsegnare la propria guida ai personaggi che per anni sono stati punto di riferimento del piccolo schermo. Dalla supplenza de <em>La Prova del Cuoco</em> a <em>Punto su di te</em> ecco i pensieri sparsi di Lippi su questo nuovo momento professionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lo sai che rischi tantissimo con Punto su di te?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Lo so, lo so. E sono sinceramente concentrato. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>O preoccupato?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>No, preoccupato no. Ne ho avute talmente tante di preoccupazioni nella vita che non so più come chiamarle. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una sostituzione, anni fa, rilanciò la tua carriera… in positivo (Mai Dire Gol, ndDM)…</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Evidentemente è vero quanto dici. Era più incosciente quel rischio perché non feci in tempo a pensare che fosse un rischio. La casualità fu quella di incontrare la Gialappa’s che mi disse ‘fallo tu’. Da loro fan… accettai! Qui è tutto un altro tipo di condizione, attesa, motivazioni. D’altronde questo è un periodo nel quale nessuno parte con la convinzione che un programma sia un successo. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tu ci credi a prescindere dall’arrivo in corsa?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La notte prima del debutto non ho praticamente dormito. Lo studio ce l’hanno dato il 4 e il 4 avevo deciso di non farlo. Il primo maggio il mio agente è stato chiamato da Danilo De Lorenzo (presidente LDM, società produttrice del programma) che mi ha spiegato che, per motivi personali, Paola Perego non avrebbe condotto il programma e io sarei stato l’unico… (‘rimasto?!’, aggiunge ridendo, ndDM). So per certo, e ne sono felice, che la nuova struttura intrattenimento di Giancarlo Leone e Antonio Azzalini per l’autunno ha delle idee interessanti. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Parli del progetto che coinvolge te, Costanzo e Magalli?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Non mi è stata ufficializzata in un incontro diretto ma mi è stata ufficializzata nelle intenzioni quest’idea di proporre una rivisitazione di Amici Miei con Giancarlo Magalli e Maurizio Costanzo. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo trio era in ballo anche per l’access di Rai 1 con I Got News for you. Che fine ha fatto?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Non si sa. Credo si sia optato per utilizzare il trio ma nella ‘costola’ Amici Miei. E leggo che si potrebbe aggiungere Vanessa Incontrada. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qualcuno fa anche il nome di Miriam Leone…</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Basta che non tolgano me (ride, ndDM)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quindi la Leone la vedresti bene in una chiave comica? <span id="more-58444"></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Io credo che quando si fanno dei nomi si facciano con la coscienza di sapere che ruolo possano avere. Se la Incontrada ha dalla parte sua i precedenti, è pur vero che non sappiamo se sia comica. Diventa comica perché ha fatto Zelig e, avendolo fatto bene, si suppone che abbia una vena ironica. Non direi comica perché lì era più ‘divertita’ e ‘divertente’. Con Bisio era una costruzione perfetta. La stessa cosa la ricordo con la Hunziker. Non è una battuta che ha uno sviluppo tradizionale. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che ne pensi della televisione scritta dagli italiani per gli italiani rispetto alla tv dei format?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>In alcuni casi è sottovalutata, in altri paga la sudditanza dell’abitudine all’adattamento. Noi abbiamo una specie, che è quella dell’autore, che rischia l’estinzione. Non so se si tratti di un’evoluzione o di un’involuzione, ma si è spenta la capacità creativa e si è accesa quella dell’adattatore. E’ molto (e sempre più) sviluppata la logica della scalettatura che viene quasi prima del contenuto. Il format italiano rischia di essere, per questo, sottovalutato o ha più problemi anche se, poi, ci sono casi come Amici, che adesso è stato venduto in America o Avanti un Altro, venduto in Spagna così come I Migliori Anni che ha avuto sempre il grande pregio di non essere un tributo alla nostalgia ma alla memoria, cosa che a noi in Italia manca. So ancora per certo che Johnny Hallyday, un cantante assimilabile in Francia al nostro Little Tony, è ancora uno che fa dei gran concerti all’Olimpya perché c’è una maggior considerazione dell’artista se è ancora in grado di dare qualcosa. Noi non ce l’abbiamo. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>C’è una sorta di rigetto nei confronti degli artisti anziani?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Noi dimentichiamo la storia, quando sarebbe necessario avere maestri e punti di riferimento. Altrimenti non vivi il presente e non ti prepari per il futuro. Questo accade per tutti i settori tranne che nel calcio dove Rivera rimane Rivera, Mazzola rimane ancora Mazzola e si rimpiange Bulgarelli.  In America gli Oscar alla carriera li danno quando sono vivi, non quando sono morti. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I premi alla carriera dati in vita a me sanno di ‘abbassamento forzato della saracinesca’…</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Da noi è una sorta di pre-coccodrillo; negli Stati Uniti viene dato anche a chi sta ancora lavorando. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ti dà fastidio essere chiamato ‘in sostituzione di’ piuttosto che essere convocato a prescindere?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Te lo dico con estrema sincerità. Non lo chiamo più fastidio. E’ una situazione che certamente fa riflettere ed è chiaro che mi fa anche un po’ sorridere. Dopo la sostituzione di Antonella a La Prova del Cuoco, ad esempio, ho ricevuto complimenti dalla Direzione, dalla Vice Direzione, dagli autori, da Antonella… come se avessero scoperto improvvisamente che quel signore che ha sostituito la padrona di casa fosse bravo. Io non mi aspetto mai che mi si riconosca di diritto il fatto di essere bravo, ma mi sono permesso di ricordare con gratitudine per quanto avevano detto che sono 48 anni che faccio questo mestiere, nonostante i 6 anni di ‘stop’. Mi chiedono ancora di questo benedetto 2006, ma ho fatto la pace con Paola (Perego, ndDM), con Lucio Presta, con Cesare Lanza… basta. Non me lo ricordo neanche più. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa non riusciresti a perdonare?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>In assoluto l’improvvisazione, l’ipocrisia, la non verità. Io spero sempre che i nemici mi dicano “mi stai sulle palle, ti sono nemico, siccome tu sei bravo e io ho paura, cerca di farti fuori perché io possa occupare il tuo posto”. Il ‘mors tua vita mea’ è molto diffuso, ma è quasi sempre nascosto dai sorrisi. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ho una curiosità. E’ vero che ti sei ‘candidato’ per lo scorso Sanremo per presentare un omaggio a Modugno?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Si. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E come è andata a finire?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ti odio (ride, ndDM). Parlavo con una persona molto amica che mi invitò a propormi per un omaggio a Modugno nella serata del giovedi. Ho mandato un sms a Gianni (Morandi, ndDM) dicendo che mi rendevo disponibile per un omaggio a Modugno. Dopo nemmeno 20 minuti mi ha risposto dicendomi di contattare Lucio Presta. Ma ho preferito non entrare nella grandezza del casino dell’organizzazione. Diventata una cosa troppo complicata. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Hai partecipato a Tale e Quale Show in veste di giurato. Che ne pensi di Carlo Conti?</strong><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Carlo non ha un momento di volgarità, è sempre misurato; è l&#8217;unico assimilabile, anche se più giocherellone, a Pippo Baudo. Se Baudo ha un atteggiamento baudiano che non puoi togliergli, ma forse poco in linea con i tempi, Carlo è il suo erede moderno. In parte è l&#8217;erede anche di Mike perchè fa quiz nel modo più pulito possibile.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perchè la Rai dovrebbe puntare su di te nella prossima stagione?</strong><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E perchè questa domanda non la fai a Giancarlo Leone?!<br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>EDOARDO SYLOS LABINI A DM: &#8220;ANCHE NELLE SOAP CI SONO ATTORI MOLTO PREPARATI (ACCANTO A MODELLI ED EX GIEFFINI). DA QUANDO SONO SPOSATO CON LUNA BERLUSCONI RICEVO ATTACCHI COSTANTI&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 10:21:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian Tracà</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Le Interviste di DM]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[Edoardo Sylos Labini]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Le tre rose di Eva]]></category>

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		<description><![CDATA[Edoardo Sylos Labini, in queste settimane alla ribalta per la partecipazione alla fiction di successo Le tre rose di Eva, si racconta ai lettori rivelando qualche sorpresa sul suo personaggio nella serie, ma soprattutto facendo conoscere meglio la sua storia di attore e di autore, nonché di marito e padre. Qualche nuovo progetto televisivo e [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.davidemaggio.it/tag/edoardo_sylos_labini">Edoardo Sylos Labini</a></strong>, in queste settimane alla ribalta per la partecipazione alla fiction di successo <strong><a href="http://www.davidemaggio.it/tag/le_tre_rose_di_eva" target="_blank">Le tre rose di Eva</a></strong>, si racconta ai lettori rivelando qualche sorpresa sul suo personaggio nella serie, ma soprattutto facendo conoscere meglio la sua storia di attore e di autore, nonché di marito e padre. Qualche nuovo progetto televisivo e teatrale all&#8217;orizzonte, Labini ricostruisce le <strong>tappe più significative della sua avventura professionale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non possiamo che cominciare con il chiederti come sta tua figlia. Abbiamo letto di un brutto episodio durante un volo aereo.</strong></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em>C&#8217;è stato un vuoto d&#8217;aria, l&#8217;aereo è precipitato per qualche secondo e chi non aveva la cintura è volato in aria. Sia mia moglie sia la mia bambina, di soli tre mesi, sono volate. Per fortuna d&#8217;istinto sono riuscito a prenderla in aria. C&#8217;era tra l&#8217;altro anche l&#8217;altra figlia, eravamo tutta la famiglia. Eravamo tra i pochi che avevamo sganciato per un frangente le cinture di sicurezza. I giornali non hanno riportato la notizia perché credo che non ci sia stato nessun ferito.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Arriviamo subito a parlare di <em>Le Tre rose di Eva</em>. C&#8217;è grande soddisfazione per i risultati.</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>E&#8217; una delle poche fiction Mediaset che sta vincendo superando peraltro la soglia dei 5 milioni di telespettatori. Siamo andati anche contro le partite di Champions, quindi bene. Secondo me gli ascolti sono destinati a salire. </em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Puoi regalare qualche chicca ai nostri lettori sul tuo personaggio?</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em> Subirà una trasformazione, ci saranno delle sorprese. Probabilmente il pubblico si affezionerà a lui.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma in fondo nella fiction sei un buono o un cattivo?</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>A vederlo così sembra perfido. L&#8217;amore verso la moglie lo spinge però a cercare di dare un senso alla sua vita, a redimersi. Ci saranno, nel corso delle prossime puntate, evoluzioni che sorprenderanno il pubblico.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sei d&#8217;accordo con Pietro Genuardi che <a href="http://www.davidemaggio.it/archives/57133/pietro-genuardi-a-dm-centovetrine-potrebbe-chiude-definitivamente-ad-agosto">sottolineava nella nostra intervista</a> come questa serie sia un po&#8217; la rivincita degli attori di soap?</strong></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em>Certo che sì. Se vai a vedere il curriculum di questi cosiddetti &#8216;attori di soap&#8217; capisci bene che, almeno per l&#8217;80%, sono in realtà tutti attori che vengono dal teatro. Luca Ward, Paola Pitagora, Sara D&#8217;Amario, Fiorenza Marchegiani&#8230;basta fare i loro nomi e vedere le loro esperienze per capire come la soap abbia costituito solo una parte della loro carriera.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quindi solo un classico esempio di snobismo all&#8217;italiana.</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>Coloro che hanno guardato con la puzza sotto il naso la soap devono stare zitti, perché anche nelle soap ci sono attori molto preparati. Poi magari trovi anche il modello o l&#8217;ex gieffino, ma quello è ormai il mercato italiano: un misto dove non si capiscono più bene i confini. Il pubblico non è stupido e sa riconoscere benissimo chi sa recitare. Oggi come oggi gli attori di soap fanno ascolti, tutti gli altri no.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non credi che sia passata un po&#8217; la moda del gieffino attore?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-58151"></span><strong></strong></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em>Sì, però a Centovetrine, per esempio, abbiamo visto gente che usciva da Miss Italia o dal Grande Fratello, accanto a qualcuno che aveva studiato all&#8217;Accademia d&#8217;Arte Drammatica o ad altri che avevano lavorato con Giorgio Strehler. Di tutto e di più. Ma in fondo è anche giusto: l&#8217;attore deve saper fare tutto. Deve saper recitare al cinema, nella soap, a teatro. Deve adeguarsi ai vari linguaggi. Le etichette invece sono solo frutto del provincialismo italiano.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il cambiamento di questi ultimi anni ti fa pensare ad un miglioramento della qualità televisiva?</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>Si comincia a cercare la qualità, anche a Mediaset. S&#8217;inizia a guardare un po&#8217; più alla sostanza. Basta guardare Una grande Famiglia in Rai: ha avuto successo perché c&#8217;è un grande cast di attori, una bella storia, una bella sceneggiatura. Le Tre Rose di Eva sta vincendo perché c&#8217;è un soggetto forte, pieno di colpi di scena e un gruppo di attori affiatato e che funziona molto.<br />
</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quale indicheresti come miglior esempio di serialità italiana di questi anni?</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>Ho sempre amato di più le fiction storiche in due puntate. Più che altro è un fatto di gusto personale, legato alla mia passione per la storia. Le Tre Rose ha qualche caratteristica dello sceneggiato.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Di solito i critici indicano <em>Romanzo Criminale</em> come miglior esempio di serie tv.</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>Posso essere sincero? Guardo molta poca fiction. Da spettatore preferisco l&#8217;intrattenimento politico e le partite. Ovvio che mi informo e mi documento sulle fiction, dato che è il mio lavoro, però non sono un esperto.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sei stato protagonista anche di <em>Incantesimo</em> e <em>Vivere</em>. Come mai sei scelto spesso come volto per questo genere televisivo?</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>Ho sempre interpretato personaggi negativi. E&#8217; sempre il solito discorso dell&#8217;etichetta: non ci si sforza più di tanto a vedere un attore in altri ruoli. Sono un po&#8217; pigri quelli che formano i cast. L&#8217;aver fatto il personaggio cattivo che funziona mi facilita per le altre.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong><em></em>Sarai ancora un personaggio cattivo in futuro?</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>Sto girando Come un Delfino 2 e anche lì sarò una figura negativa. Per come si gira oggi, con tutti i problemi di tagli, servono attori che sappiano girare tante scene e siano bravi. La gente che come me ha fatto tanti di anni soap quindi è molto richiesta. Mi piacerebbe però prima o poi fare un personaggio da commedia.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;impressione dall&#8217;esterno è che una volta entrato nel circuito è facile continuare sullo stesso solco&#8230;</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>E&#8217; come per il film d&#8217;autore, se funzioni bene per un po&#8217; lavori molto con quel genere. Stesso discorso per la fiction. E&#8217; tipico dell&#8217;atmosfera un po&#8217; provinciale, come dicevamo prima. Se pensi che George Clooney ha cominciato dalla serialità ti rendi conto che in Italia è difficile che succeda questo.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che rapporto hai con i tuoi fan?</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em> Come tutti gli attori e gli attrici ricevi lettere, mail ma nella normale amministrazione. Uso molto Facebook, chatto con tutti, ho un rapporto molto diretto perché credo sia bello che un attore parli con il proprio pubblico. Uso il social network come se fosse il mio sito ufficiale. Alla fine di ogni puntata di Tre rose chatto con i telespettatori, come se fossi realmente il Maresciallo Corti.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sul fronte teatro invece a cosa stai lavorando?</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>Con il discoteatro, un tipo di spettacolo inventato da me, racconto i personaggi storici facendoli interagire con una consolle dj. Sto preparando un lavoro su D&#8217;Annunzio per il centocinquantesimo anniversario della sua nascita. Sarà lo spettacolo che presenterà il Vittoriale il prossimo anno.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ti piacerebbe fare l&#8217;autore o il regista per la televisione?</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>Regista televisivo, no. Autore, sì: ho delle idee. In generale però a livello di scrittura sono più legato al teatro. In tv mi piacerebbe eventualmente una linea più comica. Finora non ho mai potuto dimostrare la mia vena più comica, tranne per qualche spot come Antò fa caldo.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se ti proponessero di recitare in Tutti pazzi per amore saresti pazzo di gioia quindi&#8230;</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>Magari. Ci andrei subito, non vedo l&#8217;ora.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sei stato anche protagonista per qualche episodio di <em>Don Matteo</em>. Qual è il segreto del successo di Terence Hill con questa serie?</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>Raiuno ha un target un po&#8217; più anziano. Sicuramente il personaggio di Don Matteo è adatto a quel tipo di pubblico. Se trasmetti un prodotto giovanile, pur di ottima fattura, e lo mandi sul primo canale non è detto che ottieni un buon ascolto. Diciamo la verità: gli ascolti non sono indice di qualità, la cosa più vista non è anche la cosa più bella. Un prodotto non si può giudicare da quanto fa, al massimo il ragionamento dei numeri lo possono usare i produttori. </em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qual è stata la critica che ti ha fatto soffrire di più?</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>Da quando sono sposato con Luna Berlusconi ricevo attacchi costanti. Questo mi fa stare un po&#8217; male. L&#8217;antiberlusconismo militante è una piaga. Non è bello, soltanto perché sei il marito di una Berlusconi. I grandi pregiudizi e le intolleranze vanno sempre combattuti. Gli italiani dovrebbero imparare ad amarsi di più, ad essere più uniti. </em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Proprio con Luna sei stato ospite della Raznovich a <em>Mamma mia</em> e avete parlato della vostra famiglia. Che valore ha per te?</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>Il pericolo di cui ti parlavo prima mi ha fatto capire ancora di più quanto sia importante. Sono arrivato a quarant&#8217;anni a costruire una famiglia, è molto diverso dall&#8217;essere padre a vent&#8217;anni. </em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Proposte per progetti non attoriali in televisione?</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>Ho fatto un paio di incontri per Ballando con le Stelle, ma non sono stato preso. Quello l&#8217;avrei fatto. Valuterei eventualmente una nuova proposta. </em></p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>PAOLA MARELLA A DM: &#8220;NON PENSO ORA DI LASCIARE REAL TIME, E&#8217; UNA RETE RAFFINATA. L&#8217;IMU? UNA BATOSTA AL SETTORE IMMOBILIARE&#8221;</title>
		<link>http://www.davidemaggio.it/archives/58382/paola-marella-a-dm-non-ci-penso-a-lasciare-real-time-e-una-rete-raffinata-limu-una-batosta-al-settore-immobiliare</link>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 13:58:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Marocchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[DTT - Digitale Terrestre]]></category>
		<category><![CDATA[Le Interviste di DM]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Marella]]></category>
		<category><![CDATA[Real Time]]></category>
		<category><![CDATA[Vendo Casa Disperatamente]]></category>

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		<description><![CDATA[Due cose da non fare con lei: non le nominate l’IMU e non chiedetele di cambiare acconciatura. Per soddisfare tutte le vostre esigenze immobiliari invece, col suo garbo e la sua professionalità, Paola Marella è sempre disponibile. Milanese doc e laureata in architettura, Paola lavora da 25 anni come agente immobiliare e dal 2006 la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like 
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<p>Due cose da non fare con lei: non le nominate l’IMU e non chiedetele di cambiare acconciatura. Per soddisfare tutte le vostre esigenze immobiliari invece, col suo garbo e la sua professionalità, <strong><a href="http://WWW.DAVIDEMAGGIO.IT/TAG/PAOLA_MARELLA" target="_blank">Paola Marella</a></strong> è sempre disponibile. Milanese doc e laureata in architettura, Paola lavora da<strong> 25 anni come agente immobiliare</strong> e dal 2006 la sua professione ha incrociato il canale televisivo <strong><a href="http://WWW.DAVIDEMAGGIO.IT/TAG/REAL_TIME" target="_blank">Real Time</a></strong>, generando due show di successo come Cerco Casa Disperatamente e <strong>Vendo Casa Disperatamente</strong>. Il secondo in particolare sta per tornare con una nuova serie, ricca di novità, che andrà in onda in prima serata a partire <strong>dal 17 maggio</strong>.</p>
<p><strong>Gli italiani, forse per l’effetto della crisi, corrono a “vendersi” la casa. Come sarà questa nuova stagione?</strong></p>
<p><em>Il programma è stato rivisto e corretto, questa sarà un’edizione molto particolare e più strutturata, con dei consulenti che verranno a darci una mano. Avremo degli esperti giardinaggio e un light designer, perché credo che in una casa la luce possa davvero fare la differenza  non solo da un punto di vista funzionale ma anche come arredo. E poi ci sarà Barbara Gulienetti di Paint Your Life che ci proporrà qualche nuova creazione.</em></p>
<p><strong>Assisteremo ad un cross-over fra i due programmi?</strong></p>
<p><em>Non sarà proprio così. Barbara sarà nostra ospite solo in alcune puntate e verrà a fare degli interventi molto divertenti. Come sai a Real Time siamo davvero una grande famiglia.</em></p>
<p><strong>Sarà il momento economico ma <em>Vendo Casa</em>, con le sue proposte molto popolari, appare più vicino al pubblico. <em>Cerco Casa</em> (che tornerà ad ottobre) invece sembra sconfinare quasi sul terreno della “fiction” per il lusso delle abitazioni presentate. Condividi?</strong></p>
<p><em>Guarda, sono programmi molto diversi fra loro. Cerco è un programma “da sogno”, in cui tutti, io per prima, amiamo ammirare case bellissime e particolari, ma dove comunque si possono prendere degli spunti. Faccio sempre il paragone con la moda: magari non è possibile vestire ogni giorno con le creazioni dei grandi stilisti, ma è utile seguire le loro collezioni per cogliere qualche nuova tendenza. Vendo invece è un programma di case normali, in cui con degli interventi contenuti da un punto di vista economico, riusciamo ad ottenere grandi risultati. La piacevolezza del programma sta proprio nel dimostrare come, con pochi soldi, sia possibile cambiare in positivo la propria casa, rendendola più appetibile agli acquirenti</em>.</p>
<p><strong>La domanda che tutti si fanno: ma quelle proposte sono effettivamente case in vendita?</strong></p>
<p><span id="more-58382"></span><strong> </strong></p>
<p><em>Assolutamente sì, tutte le case sono in vendita o al massimo in affitto. Nel Cerco citiamo proprio le agenzie di riferimento in ogni proposta. Nel Vendo invece ringraziamo le agenzie nei titoli di coda e se qualcuno fosse interessato a qualche casa è possibile contattare la redazione per ottenere il contatto diretto.</em></p>
<p><strong>La nuova tassa sulla casa, IMU, sembra una mazzata al settore immobiliare.</strong></p>
<p><em>Purtroppo sì. La crisi del settore immobiliare è iniziata nel 2007 poi  lo scorso anno, con la crisi finanziaria e i mutui che non venivano più erogati, abbiamo preso un’altra batosta. Ora il governo ha introdotto l’IMU, che dovrà essere pagata a 360 gradi. Pensa che verrà applicata anche all’invenduto dei cantieri provocando, a mio avviso, un ulteriore blocco del settore.</em></p>
<p><strong>Veniamo ad argomenti più leggeri, quale sarà il colore di moda al mare?</strong></p>
<p><em>Per le case delle vacanze io privilegerei dei colori tenui ma sempre in contrasto col bianco. A me piacciono molto due colori che si alternano nella stessa stanza e non farei mai una casa tutta bianca perché ormai ha stancato. Certo, anche con i colori è bene non esagerare, il mio consiglio è no al tutto bianco e no all’effetto arcobaleno.</em></p>
<p><strong>Veniamo al tuo percorso. Piaci perché sei un personaggio televisivo anomalo, nel senso che hai portato  il tuo lavoro sul piccolo schermo. Cosa ne pensi dell’invasione dei programmi sulla casa? Canale 5  ad esempio sta preparando l’edizione italiana di <em>Extreme Makeover Home Edition</em>,  mentre La5 ha confermato il tuo ex compagno di viaggio Andrea Castrignano…</strong></p>
<p><em>In effetti sono stata la pioniera del genere in Italia, però vorrei usare una prima persona plurale in questo caso.  Noi di Real Time abbiamo avuto quest’idea nel lontano 2006 e poi ci sono venuti dietro in molti. Anche su DoveTV ad esempio ci sono dei programmi sulle case, evidentemente è un tema che oggi piace molto. Noi però siamo stati i primi, possiamo vantare questo primato.</em></p>
<p><strong>Certo è che voi personaggi di Real Time siete corteggiatissimi. Non a caso un volto storico della rete, Alessandro Borghese, è passato a Sky. L’hai sentito?</strong></p>
<p><em>Alessandro ci mancherà molto, è un grande professionista. L’altro giorno ci siamo sentiti e mi ha detto  di aver voluto provare una nuova avventura, una parte del suo cuore però inevitabilmente è rimasta a Real Time. Come dicevo prima siamo una grande famiglia e staccarsi è dura. Credo che per Ale sia stata una scelta molto difficile.</em></p>
<p><strong>Proprio perché siete una grande famiglia immagino che quando vi incontriate sarete soliti scambiarvi consigli nei vostri settori d’interesse?</strong></p>
<p><em>Ma certo. Sulle case, carinamente, tutti mi chiedono sempre un consiglio, sia i miei colleghi della rete che altri personaggi della TV. L’altro giorno ad esempio Geppi (Cucciari) che io adoro, mi ha sottoposto delle idee. Credo che sia naturale. Del resto quando incontro Enzo o Carla (i conduttori di Ma Come ti Vesti) chiedo sempre quali saranno le tendenze dell’anno sulle passerelle.</em></p>
<p><strong>E se Paola Marella venisse chiamata dalla Rai, da Mediaset o da Sky, abbandonerebbe mai la famiglia di Real Time? </strong></p>
<p><em>A me Real Time piace perché è una rete raffinata, nei progetti e nelle idee, con a capo persone molto intelligenti. Sono onorata di essere nata e cresciuta qui, su una rete che all’inizio ha creduto molto in noi personaggi. Pensa che quando mi hanno presa ho pensato: “Qui se va bene vado avanti per tre mesi” e invece guarda come è andata. Certo, nella vita tutto può succedere, ma io non sono un personaggio televisivo, sono una professionista che in tv fa quello che fa nella vita. Quindi per ora rimango qui, mi piace fare ciò che faccio, in un canale di nicchia, ma molto curato.</em></p>
<p><strong>Resti a Real Time, i dirigenti però ti chiedono di cambiare look e ti impongono una nuova acconciatura. Cosa fai?</strong></p>
<p><em>Oh Mamma…no, i capelli non li cambio, e come faccio? Pensa che questo taglio risale al ’99. Sono diventata bianca di capelli improvvisamente dopo la morte di mio padre. Il mio parrucchiere allora, un vero genio, ebbe questa idea dei due colori. Ormai è il mio segno distintivo, non potrei mai cambiare. Mi piangerebbe il cuore!</em></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>GIANCARLO MAGALLI A DM: MI GIOCO LA NONNA, PROGRAMMA SENZA VIP, SENZA GIURIA, SENZA UN CXXXO DI QUELLO CHE C&#8217;E&#8217; IN TUTTI I PROGRAMMI. SPERO CHE LA GENTE SI SORPRENDA!</title>
		<link>http://www.davidemaggio.it/archives/58339/giancarlo-magalli-a-dm-mi-gioco-la-nonna-programma-senza-vip-senza-giuria-senza-un-cxxxo-di-quello-che-ce-in-tutti-i-programmi-spero-che-la-gente-si-sorprenda</link>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 12:22:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Maggio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le Interviste di DM]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[Giancarlo Magalli]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Mi gioco la nonna]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; pronto a riappropriarsi della prima serata di Rai 1 dopo un&#8217;assenza di oltre due lustri. Giancarlo Magalli, ironico presentatore della celebre Piazza di Michele Guardì, si gioca la nonna sull&#8217;ammiraglia della Tv pubblica. Questo venerdi, infatti, dopo la fortunata esperienza di Tale e Quale Show, Rai 1 vedrà Magalli, accompagnato da Debora Salvalaggio e [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;">E&#8217; pronto a riappropriarsi della prima serata di Rai 1 dopo un&#8217;assenza di oltre due lustri. <a href="http://www.davidemaggio.it/tag/giancarlo_magalli" target="_blank"><strong>Giancarlo Magalli</strong></a>, ironico presentatore della celebre Piazza di Michele Guardì, si gioca la nonna sull&#8217;ammiraglia della Tv pubblica. Questo venerdi, infatti, dopo la fortunata esperienza di Tale e Quale Show, Rai 1 vedrà Magalli, accompagnato da Debora Salvalaggio e Elisa Silvestrin, cimentarsi in un game show in prima serata: <a href="http://www.davidemaggio.it/tag/mi-gioco-la-nonna" target="_blank">Mi Gioco la Nonna</a>, formato tedesco ma adattamento tutto italiano che il conduttore racconta a DM, senza omettere alcuni interessanti &#8216;dietro le quinte&#8217; sulla nostra televisione.</p>
<p><strong>Ultimamente, Giancarlo Magalli contro tutti&#8230; </strong></p>
<p><em>In parte sono stato frainteso perchè alcune cose non le ho proprio dette.</em></p>
<p><strong>Ad esempio?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Non ho mai detto che Max Giusti non va bene nell&#8217;access prime time. Avevo detto che dopo l&#8217;andata via di Bonolis, Affari Tuoi si era ripreso con l&#8217;arrivo di Insinna prima e Giusti poi. Quindi, esattamente il contrario. Di Del Noce ho detto quello che dico sempre e cioè che quando è arrivato ha esercitato il suo diritto di non farmi lavorare. Però i miei programmi, che con me andavano bene, affidati ad altri sono stati chiusi uno dopo una puntata, l&#8217;altro dopo due.</em></p>
<p><strong>Quali? </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Fantastica Italiana e i Cervelloni. Il primo fu dato a Lopez e venne chiuso dopo una puntata; il secondo fu dato a Simona Ventura con un altro titolo (Colpo di Genio, ndDM) e dopo due puntate fu chiuso anche quello. Forse era meglio se continuava a farli fare a me. Mi sono sempre limitato a dire questo. Che poi a Del Noce riconosco anche di aver fatto delle scelte positive, come la rivalutazione della Clerici che all&#8217;epoca era bistrattata e tenuta un po&#8217; in seconda fila. Ricordo, ad esempio, un programma delizioso, Campioni per Sempre, andato in onda nel 2000 nel quale la volli vicino perchè ne sapeva di sport. E ricordo anche che poco prima di andare in onda la chiamarono per dirle che le avrebbero tolto un programma al quale teneva molto. Insomma, la trattavano così. Del Noce ha avuto anche la benemerenza di insistere su Giletti che si è portato da Rai 2 a Rai 1 sino ad arrivare all&#8217;Arena che è diventato un bel programma, che lui fa benissimo. Quindi non è che Del Noce abbia sbagliato tutto ma le prime scelte che fece, appena approdato a Rai 1, di far fuori me, Baudo, Frizzi e la Carrà non è che siano state premiate. Baudo l&#8217;ha dovuto riprendere per fare Sanremo che era andato malissimo senza di lui; Frizzi l&#8217;ha dovuto riprendere e gli ha fatto fare &#8216;I Soliti Ignoti&#8217; e con la Carrà ci sono state delle trattative che non hanno dato risultati. A me, su spinta di altri, mi furono date quelle 5 miserabili puntate di Mister: un programma senza lancio, senza una riga sui giornali, senza preavviso e la gente si ritrovò nell&#8217;access qualcosa di difficile da capire che si scontrò con il debutto di Ficarra e Picone a Striscia la notizia. Loro fecero il 29%, ma io feci il 24%, un risultato ricordato come una disfatta ma oggi pagherebbero oro per fare quei risultati. </em></p>
<p><strong>Frizzi, Carrà, Baudo e te. Con l&#8217;esclusione di Frizzi, siete di personaggi difficili con i quali trattare&#8230; </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Fabrizio è anche troppo accondiscendente. E&#8217; tornato e si è messo a disposizione; ha fatto bene I Soliti Ignoti e per la sua generosità gliel&#8217;hanno spremuto come un limone. E&#8217; aziendalista, generoso, anche se a volte è meglio essere un po&#8217; più duri. Baudo lo capisco perchè a volte faccio degli errori che richiamano i suoi; Pippo è la televisione, è lì da 50 anni, ha fatto tutto, ha visto tutto, sa tutto&#8230; certe volte le trattative con gente appena arrivata nei posti di comando, che sa meno di lui ma che a volte ha una certa arroganza, lo infastidiscono. E quindi risponde, si fa dei nemici. E&#8217; una cosa che in piccolo riesco a fare anche io (sorride, ndDM). </em></p>
<p><strong>In piccolo? La tua è un&#8217;ironia che sa far male&#8230;<span id="more-58339"></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>In genere non la esercito in quel modo, ma se qualcuno mi fa male rispondo. Non attacco mai per primo. E quando prendo in giro qualche amico, qualche collega, lo faccio proprio perchè è un amico, so che sarà il primo a riderci; non sono mai stato cattivo con gli amici, nè con le persone che odio. Quelli che mi stanno realmente sulle palle, sono quelli di cui non parlo mai. Persino Lucio Presta mi vuole bene, ci conosciamo da tanti anni. Quando faccio qualche battuta su uno dei suoi artisti mi manda un sms dicendomi che per una battuta farei qualunque cosa. Però è sempre amichevole.<br />
</em></p>
<p><strong>Secondo te la televisione di oggi è fatta più dagli agenti o dagli artisti? </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E&#8217; normale che agenti del calibro di Presta, che hanno artisti come Benigni e Bonolis, applichino una certa influenza. Avviene in tutti i settori. Nel commercio, se tu vuoi il prodotto forte, il rappresentante ti sbologna qualunque cosa. E la stessa cosa avviene in tv: Presta in questo tipo di trattative è bravo. Era un collaboratore di un mio ex impresario, Vincenzo Ratti. Lucio, che era un ex ballerino, cominciò a lavorare con lui e quando purtroppo Vincenzo morì, diventò socio della vedova. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se uno adesso volesse Giancarlo Magalli a chi dovrebbe rivolgersi?</strong><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sto con Fernando Capecchi, che è un&#8217;ottima persona che ha artisti buoni, come Carlo Conti.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ti senti più presentatore o autore? </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Agli inizi ho fatto la radio, </em><em>poi il funzionario, l&#8217;organizzatore di Giochi Senza Frontiere. Negli anni 70 ho iniziato a fare l&#8217;autore sino alla metà degli anni 80, firmando successi come &#8216;Non Stop&#8217;, &#8216;Pronto Raffaella?&#8217;, &#8216;Pronto, Chi Gioca?&#8217;. Poi, con la famosa sostituzione della Bonaccorti sono diventato un present-autore: continuavo a fare l&#8217;autore ma conducevo anche il programma che scrivevo (&#8220;Pronto, chi gioca?&#8221;, &#8220;Pronto, e&#8217; la RAI?&#8221;, &#8220;Domani Sposi&#8221; e così via). Adesso, negli ultimi anni, da quando sono alla Piazza con Guardì, pur mettendoci del mio a livello autorale, ufficialmente sono solo conduttore. E, visto che lavoro solo la mattina, mi sono rimesso a fare l&#8217;autore come ai vecchi tempi: ho scritto lo spettacolo con il quale Enrico Montesano ha fatto la tournee, ho collaborato allo spettacolo di Enrico Brignano, &#8216;Tutto suo padre&#8217;. Ho ripreso la penna in mano perchè mi piace, però di autori del mio tipo, della mia generazione, non si fa molto uso poichè ci sono i format. E mi sono spaventato, perchè mi sono detto &#8216;mi manca un lavoro di riserva&#8217;. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non è giusto che ciascuno faccia il suo? Ormai ci sono present-autori, present-attori&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Purtroppo il presentatore è un lavoro che ormai tutti ritengono di poter fare. Nessuno ha questo tipo di attitudine nei confronti dell&#8217;elettricista; l&#8217;elettricista lo devi saper fare. E lo stesso vale per il presentatore; bisogna avere delle caratteristiche ben precise: parlare bene l&#8217;italiano, avere una certa simpatia, un minimo di cultura, una visione d&#8217;insieme del programma, sapere quando accelerare o quando rallentare, sapere come contenere un ospite che non funziona. Una serie di capacità che un po&#8217; sono innate, un po&#8217; devi perfezionarle; ma non può un cantante, un chitarrista, un attore o un doppiatore arrivare e fare il presentatore.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dici che autori del tuo tipo non &#8217;servono&#8217; più, ma in &#8216;Mi Gioco la Nonna&#8217;, pur essendo un format, sei riuscito a mettere del tuo&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>L&#8217;idea era carina ma c&#8217;erano da correggere alcune cose. Il format originale era molto tedesco, puntava sull&#8217;antagonismo, sulla gara. E&#8217; come se i concorrenti dovessero battere il record del mondo, ma alla fine giocavano ad abbattere le bottiglie con le ciabatte. C&#8217;era una certa discrasia e, per questo, l&#8217;abbiamo reso più divertente e adatto al nostro gusto, inserendoci anche la nonna. D&#8217;altronde ci sono format che non si toccano come Chi Vuol Essere il Milionario, perfetto tra l&#8217;altro, ma ce ne sono altri che vanno adattati. Ed altri che non vanno proprio presi. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;inserimento della nonna vuole italianizzare e movimentare il formato, oppure risponde alle esigenze di target della prima rete?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Al target non c&#8217;ho pensato anche se è vero che Rai 1 ha un pubblico adulto e la nonna potrebbe trovare dei fan. In realtà ritenevo importante la figura della nonna e non mi sembrava giusto tenerla fuori. La nonna, in una famiglia, è interlacciata con tutti: è la nonna dei nipoti, è la mamma di uno dei due coniugi, è la suocera dell&#8217;altro; è quella che con la pensione manda avanti spesso le famiglie, tiene i bambini, consente alla mamma di andare a lavorare e, conseguentemente, di portare a casa un secondo stipendio. Di questi tempi la nonna potrebbe essere tassata. Con il suo aiuto consente alla famiglia di guadagnare di più.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In un periodo che non è fulgido da un punto di vista creativo, c&#8217;è un format che ti è piaciuto?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sicuramente tanti programmi di successo sono format, da Ballando con le Stelle ai reality. Credo che il Grande Fratello bisognerebbe farlo riposare un po&#8217;; adesso non lo seguo nemmeno sotto tortura, ma ritengo che sia stata una grande idea e le prime edizioni le guardavo anche avidamente. La sera andavo a Cinecittà, mi intrufolavo nell&#8217;acquario e mi guardavo Taricone. Questo studio antropologico lo trovavo interessante. Bel format anche l&#8217;Isola.<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si parlava tempo fa dell&#8217;arrivo in access di un game show con Magalli, Lippi e Costanzo. Che fine ha fatto? </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>I got news for You. Format inglese, divertente, sull&#8217;attualità che prevedeva due capisquadra e un conduttore un po&#8217; vittima (Lippi). Facemmo un numero zero con Tiberio Timperi ed Emanuele Filiberto come concorrenti. Costanzo era talmente entusiasta che voleva produrlo lui con i soldi suoi. Il DVD è stato mandato in giro per la Rai, è piaciuto ma alla fine non è stato fatto. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il trio, però, pare sia piaciuto. Si parla di un nuovo programma per voi tre&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E&#8217; una notizia che ho letto da te ma a me non è stato detto nulla. Ho solo sentito dire che quella terna poteva essere utilizzata in un&#8217;altra idea. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Incontrada come la vedresti insieme a voi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Io la adoro. Sono stato il primo a farla lavorare. Debuttò con me in Subbuglio. Era un bel programma che non ebbe grande fortuna, poichè fu rovinato da chi doveva realizzare le candid camera. Azzoppate completamente da una coppia di persone che le ha scritte come delle fiction. Molto presuntosi, hanno voluto fare a modo loro e tranne la prima, realizzata da Pasquale Romano, sono venute una mxxxa.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le candid di Me lo Dicono Tutti come le hai trovate? </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Mi avevano proposto di farle ma mi sono nascosto. Mi sono proprio negato al telefono, mi vergogno. Ho scritto decine di candid camera con Fantastico Bis dove uno degli sconosciuti (all&#8217;epoca) era Enrico Papi; andava benissimo, aveva una gran faccia tosta e sapeva improvvisare. Ognuno sa fare qualcosa, l&#8217;importante è fargli fare quello.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quindi Papi dovrebbe fare candid camera?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ma anche quel Papi che andava in giro la notte andava bene. Poi non ho capito perchè è diventato una specie di tassa obbligatoria, nel senso che ogni anno doveva fare qualcosa e gli hanno fatto fare anche cose brutte.<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Anticipa qualcosa su ciò che vedremo venerdi&#8230;</strong><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Mi gioco la Nonna ha delle caratteristiche che possono essere la sua fortuna o la sua disgrazia. Dipende dalla sorte, dal pubblico. In questo lavoro l&#8217;unica regola è che non ci sono regole. E&#8217; un programma che non ha ospiti, non ha vip, non ha orchestra, non ha giuria, non ha&#8230; un cazzo di quello che si vede in tutti i programmi negli ultimi tempi (ride, ndDM). E questo potrebbe far dire alla gente &#8216;Meno male, finalmente! Nessuno canta, nessuno balla, non ci sono i bambini prodigio&#8221;. Oppure, al contrario, &#8220;Ma e&#8217; una truffa, non c&#8217;è un vip, non c&#8217;è una giuria di tre persone che suona con i pulsanti. Che programma è!&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Potrai sempre dire che è costato poco&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Non ci sono dubbi che costi poco. Andiamo a Milano perchè lo facciamo nello studio dell&#8217;Isola che è libero e saremo in 6/7 persone a muoverci. Mi auguro che queste famiglie risultino simpatiche; il programma è allegro, divertente e in ogni puntata ci saranno una famiglia del nord e una del sud&#8230; un po&#8217; di campanilismo. I soldi che si vinceranno non saranno tanti ma dovranno essere impiegati per una causa utile come l&#8217;università del figlio o l&#8217;operazione della nonna. Sicuramente la gente si sorprenderà, spero positivamente. </em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>DEBORA SALVALAGGIO A DM: &#8220;PREFERISCO APPARIRE IN TV SOLO QUANDO C&#8217;E&#8217; UNA PROPOSTA SERIA. MI PIACEREBBE FARE &#8216;PALESTRA&#8217; SUL DIGITALE&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 11:04:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Marocchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le Interviste di DM]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[Debora Salvalaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Mi gioco la nonna]]></category>

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		<description><![CDATA[



Nonna Maria l’ha vista crescere, oggi segue la sua carriera, le dà consigli e fortunatamente non preme sulla sua vita sentimentale. Debora Salvalaggio parte dal rapporto con sua nonna per presentare il nuovo programma di Rai1, condotto da Giancarlo Magalli, che vede al centro dello show questa figura cardine della famiglia. In Mi gioco la [...]]]></description>
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<dt class="wp-caption-dt">
<div id="attachment_58296" class="wp-caption aligncenter" style="width: 500px"><img class="size-full wp-image-58296" title="Debora Salvalaggio" src="http://www.davidemaggio.it/pics3/2012/05/debora-salvalaggio1.jpg" alt="" width="490" height="315" /><p class="wp-caption-text">Debora Salvalaggio</p></div>
</dt>
</div>
<p style="text-align: justify;">Nonna Maria l’ha vista crescere, oggi segue la sua carriera, le dà consigli e fortunatamente non preme sulla sua vita sentimentale. <strong><a href="http://www.davidemaggio.it/tag/debora_salvalaggio" target="_blank">Debora Salvalaggio</a></strong> parte dal rapporto con sua nonna per presentare il nuovo programma di Rai1, condotto da <strong>Giancarlo Magalli</strong>, che vede al centro dello show questa figura cardine della famiglia. In <a href="http://www.davidemaggio.it/tag/mi-gioco-la-nonna" target="_blank"><strong>Mi gioco la nonna</strong> </a>all’affascinante showgirl di Latina toccherà il ruolo di inviata a casa delle famiglie italiane concorrenti.</p>
<p><strong>Partiamo subito dal titolo. C’è la crisi che avanza, la febbre che gioco che dilaga e il Governo che tassa…gli</strong> <strong>italiani si sono davvero ridotti a giocarsi la “nonna” in tv? </strong></p>
<p><em>Ma no per carità! Il titolo è solo ironico, e se vuoi provocatorio. In realtà nel programma la “nonna” avrà la funzione di jolly. In alcune sfide infatti, quando le famiglie si troveranno in difficoltà, potranno utilizzare la “nonna” come vantaggio per la gara. Nessuna intenzione di scaricare le proprie nonne anzi, dobbiamo tenercele strette. Sono delle figure fondamentali per l’Italia di oggi. I  nonni  sono quelli che danno consigli, che accudiscono i nipoti quando i genitori lavorano, che danno la paghetta.</em></p>

<a href='http://www.davidemaggio.it/archives/58245/debora-salvalaggio-a-dm-preferisco-apparire-in-tv-solo-quando-ce-una-proposta-seria-mi-piacerebbe-fare-palestra-sul-digitale/debora-salvalaggio' title='debora Salvalaggio 5'><img width="150" height="150" src="http://www.davidemaggio.it/pics3/2012/05/debora-salvalaggio-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Debora Salvalaggio" title="debora Salvalaggio 5" /></a>
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<p><strong><span id="more-58245"></span></strong></p>
<p><strong>E tu che ruolo avrai nello show?</strong></p>
<p><em>Il mio sarà il ruolo di inviata. A me spetterà comunicare alle famiglie, genitori figli e nonna, la notizia della partecipazione al programma. Li inviterò a preparare armi e bagagli e li porterò con me negli studi di via Mecenate a Milano. In puntata poi seguirò la sfida e farò il tifo per loro</em>.</p>
<p><strong>Tornando all’argomento “nonna”, la tua com’è?</strong></p>
<p><em>Ho la fortuna di avere ancora una nonna in vita. Si chiama Maria, è la madre di mia madre, ha 86 anni e vive a Latina accanto ai miei genitori. E’ la nonna che mi ha visto crescere, ci sono molto legata. La sento spesso e mi fa sempre le solite raccomandazioni…</em></p>
<p><strong>Ti dice che ti devi sposare? (Debora è fidanzata con Daniele Di Lorenzo, presidente della Ldm, società di produzione tv)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>No, quello per fortuna no. Sa che sono fidanzata ma non mi mette fretta. Forse perché siamo cinque nipoti ed ancora nessuno di noi si è sposato. Evidentemente non  avendone visto  ancora uno sull’altare non preme sugli altri.</em></p>
<p><strong>Scorrendo il tuo curriculum ci sono tante esperienze. Però si notano anche delle pause fra un programma e l’altro. Tempi che fanno capire come, chi fa questo mestiere, in un certo senso sia un po’ precario. Precario di lusso, ma comunque precario. Tu ti senti così?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Da un certo punto di vista si. E’ che questo è un lavoro in cui fra una proposta e l’altra ci sono anche dei tempi morti. Il che però non vuol dire che se non sei in tv non hai niente da fare dalla mattina alla sera. E’ solo che, nel mio caso, preferisco apparire solo quando c’è un offerta professionale seria, rinunciando magari a decine di ospitate inutili.</em></p>
<p><strong>Torniamo al programma e al tuo partner, Giancarlo Magalli, che recentemente ha dichiarato “Ho la pancia e la pelata ma in tv vado forte”. Dovendo scegliere, di lui, cosa preferisci: la pancia o la pelata?</strong></p>
<p><em>Oddio, diciamo la pancia, perché vuol dire che è una buona forchetta. Considerando poi che anche a me piace tanto mangiare potremmo passare delle belle ore a tavola. Giancarlo l’ho conosciuto un po’ di anni fa quando andai ospite ad un suo programma e mi sembra una persona molto disponibile e professionale.</em></p>
<p><strong>Su Rai1 hai lavorato con Pupo, ora con Magalli, nel prossimo show ti affiancheranno Grande Puffo?</strong></p>
<p><em>E’ che nella botte piccola c’è il vino buono, e poi in un certo senso questo è anche un modo per “spiccare” (ride). No dai, non sono di certo la statura o l’aspetto che fanno la professionalità di una persona. Anzi, più vado avanti e più capisco che il fisico non è poi così importante, ho incontrato tanti bei ragazzi ma quando ti rendi conto che sono vuoti ci fai ben poco!</em></p>
<p><strong>Dopo <em>I Raccomandati</em> torni in prima serata su Rai Uno davanti ad un pubblico più istituzionale. Sbarcheresti su una rete minore per testare qualcosa di nuovo?</strong></p>
<p><em>Mi piacerebbe molto misurarmi con un programma comico, sperimentare nuovi linguaggi in una palestra come un canale digitale. Oppure, essendo la musica una mia grande passione, vorrei condurre uno show musicale, magari quotidiano, per avere l’opportunità di crescere e di imparare il mestiere giorno dopo giorno, sul campo.</em></p>
<p><strong>A proposito di musica, cosa c’è nell’IPod di Debora Salvalaggio? </strong></p>
<p><em>Io ascolto davvero tutto, senza impormi generi particolari. Mi piace molto ballare la musica hip-hop o r’n’b mentre uso la musica italiana per “curare” il mio lato più romantico. Sono legata in particolare a due artisti che sanno cantare l’amore, Eros Ramazzotti, perché mia madre da piccola mi faceva ascoltare sempre le sue canzoni, e Tiziano Ferro, che a mio avviso è davvero un poeta. E poi è di Latina come me.</em></p>
<p><strong>Torniamo però alla tv. E se arrivasse, come un fulmine a ciel sereno, una grande occasione? Domani ti propongono il Grande Fratello (che fra l’altro cerca una conduttrice). Accetti?</strong></p>
<p><em>Mmm…si accetterei. Però fra 10 anni. Sinceramente non penso di poter reggere una diretta di tre ore, lo dico per rispetto nei confronti di professioniste come la Bignardi, la D’Urso o la Marcuzzi che prima di approdare al GF hanno lavorato molto. Certo, spero di arrivarci prima o poi, ma magari alla stessa età, e con la stessa esperienza, che avevano loro quando l’hanno condotto. Ora per me sarebbe impensabile</em>.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>LUISA BALDINI (BBC) A DM: IN ITALIA PIU&#8217; LIBERTA&#8217; DI AZIONE PER LA STAMPA. TELEGIORNALI RAFFAZZONATI</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 10:37:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nadia Montuori Boyes</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le Interviste di DM]]></category>
		<category><![CDATA[TV Estera]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[BBC]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Luisa Baldini]]></category>

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		<description><![CDATA[Luisa Baldini è una giornalista, reporter e presentatrice anglo-italiana, attualmente in forza alla BBC. Luisa, madre inglese e padre italiano, è nata e cresciuta in Africa, ma dall’età di 10 anni ha frequentato le scuole in Inghilterra, dove ha poi proseguito i suoi studi universitari. Ha iniziato la sua carriera giornalistica nel 1997. Arriva su [...]]]></description>
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<p><a href="http://www.davidemaggio.it/tag/luisa-baldini" target="_blank"><strong>Luisa Baldini</strong></a> è una giornalista, reporter e presentatrice anglo-italiana, attualmente in forza alla <a href="http://www.davidemaggio.it/tag/bbc" target="_blank"><strong>BBC</strong></a>. Luisa, madre inglese e padre italiano, è nata e cresciuta in Africa, ma dall’età di 10 anni ha frequentato le scuole in Inghilterra, dove ha poi proseguito i suoi studi universitari. Ha iniziato la sua carriera giornalistica nel 1997. Arriva su DM per un confronto tra l&#8217;informazione inglese e quella italiana.</p>
<p><strong>Luisa, q</strong><strong>uando e come hai iniziato la tua carriera come giornalista radio-televisiva?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Al terzo anno di università, mi venne l’idea di diventare giornalista, viaggiare ed &#8216;usare&#8217; le lingue.  Iniziai così a scrivere per il giornale universitario, attività che, pur piacendomi, non mi soddisfava completamente. Poi qualcuno mi suggerì di provare la stazione radio dell’Università e, dopo aver letto il primo bollettino “live”, mi appassionai così tanto che riuscii ad ottenere un’esperienza di lavoro presso di loro. Mi iscrissi poi ad un corso post-laurea di giornalismo radio-televisivo e, dopo aver completato gli studi, iniziai a lavorare come reporter per una radio locale.</em></p>
<p><strong>La BBC ti ha inviata in Italia in diverse occasioni: all’Aquila in occasione del terremoto, a Perugia per il processo Knox/Sollecito e all’Isola del Giglio per la tragedia della Costa Concordia. In quale situazione hai trovato più difficoltà, e perchè?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Lavorare all’Aquila dopo il terremoto è stato fisicamente e mentalmente molto difficile. Eravamo in una zona disastrata  senza alcun accesso a beni di prima necessità, non potevamo comprare acqua o cibo e non riuscivamo a riposare perchè le scosse di assestamento ci facevano saltare dal letto a qualsiasi ora. Trasmettere dalle rovine dell’Aquila era molto pericoloso, ogni volta che c’era una scossa pensavo che le case mi sarebbero cadute addosso. L’istinto mi diceva di andarmene ma sapevo che avevo un lavoro da portare a termine: raccontare l’esperienza dei terremotati per far capire al mondo cosa stavano passando.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il processo di Perugia? </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Psicologicamente molto duro. Sapevamo che il verdetto non sarebbe stato scontato ed eravamo tutti molto preoccupati. Quando lavori per un’azienda come la BBC non puoi fare nessun errore! Ricordo di essermi svegliata la mattina del verdetto pensando che quello sarebbe stato il giorno in cui la mia carriera avrebbe potuto fallire o proseguire con successo. Fortunatamente è andata bene!</em></p>
<p><strong>Come giornalista televisiva, quali credi siano le differenze tra lavorare in Gran Bretagna e in Italia?<span id="more-58155"></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Mi piace molto lavorare in Italia, anche perche è una buona occasione per usare il mio italiano. Anche se è molto colloquiale, mi dà un vantaggio rispetto agli altri colleghi in quanto la gente tende ad aprirsi di più quando parli la loro lingua, e così riesco ad ottenere interviste migliori. La differenza più grande che ho riscontrato è che in Gran Bretagna abbiamo molte più restrizioni rispetto a quello che possiamo dire e scrivere quando, per esempio, seguiamo un processo, mentre in Italia la stampa ha più libertà di azione, cosa che da noi sarebbe considerata alquanto dannosa.</em></p>
<p><strong>Guardi la TV Italiana? Cosa pensi dei nostri telegiornali?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riesco a guardare il telegiornale italiano solo quando sono in Italia. Penso che ci sia un grosso margine di miglioramento, specialmente per ciò che riguarda l’editing delle notizie. Sembra che l’uso dei filmati, la loro lunghezza e sequenza, sia piuttosto casuale. Spesso manca il suono naturale e i filmati non “respirano”, la narrazione è affrettata e senza pause e il tutto sembra un po raffazzonato. Mi sorprende il fatto che i telegiornali siano così poco sofisticati, specialmente perchè oggi abbiamo a disposizione sistemi digitali che ci permettono di semplificare molto i processi. E&#8217; un vero peccato perchè la cattiva televisione, di qualsiasi genere, è alienante. Ciò che vogliono i telespettatori alla fine della giornata è rilassarsi, e credo che i giornalisti televisivi dovrebbero fare il possibile per invitarli a guardare ed aiutarli a capire le storie; una volta catturata la loro attenzione bisognerebbe cercare di mantenerla con un programma ben  strutturato.</em></p>
<p><strong>Ti piacerebbe lavorare in Italia?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E&#8217; il mio sogno! Ma sono una perfezionista e credo che il mio italiano non sia abbastanza buono. Mi piacerebbe fare un programma di interviste, più passa il tempo e più mi interessano le persone e le loro scelte di vita. Post- BBC, mi piacerebbe poter lavorare come consulente per la televisione italiana, in particolare per ciò che riguarda la struttura dei telegiornali. Come ti sarai accorta dalla mia risposta precedente, è un argomento che ho molto a cuore!</em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>C’è un personaggio italiano che ti piacerebbe intervistare? E quali domande gli faresti?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Silvio Berlusconi. E gli chiederei: “Qual è il tuo piu grande rammarico?”. Mi sarebbe piaciuto tantissimo intervistare Lucio Battisti, ha composto tante canzoni meravigliose pur essendo praticamente un recluso. Chissà da dove traeva la sua ispirazione&#8230;</em></p>
<p><strong>In quanto giornalista donna, quali difficoltà hai affrontato nella tua carriera? Sei mai stata influenzata nelle tue scelte dalla tua parte italiana?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Per avere successo in questo campo, come in tutti d’altronde, devi avere molta fiducia in te stessa, sia che tu sia donna o uomo. Credo, però, che gli uomini in questo siano più bravi. La mia parte italiana mi è stata di aiuto ma mi ha anche creato qualche problema: sono molto appassionata del mio lavoro, ma a volte tutta questa passione viene espressa nella maniera sbagliata ed  interpretata male. Ho dovuto lavorare molto per trattenere le emozioni, e diventare un po più “british”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali consigli daresti alle donne italiane che aspirano a diventare giornaliste? Credi che ti abbia aiutato crescere in Inghilterra piuttosto che in Italia?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il consiglio che darei alle donne italiane è lo stesso che darei agli uomini e alle donne di tutto il mondo: non dovete iniziare questa carriera per fama o soldi, ma per fare una differenza, per evidenziare ciò che c’è di sbagliato nel mondo e provare a sistemare le cose, per dare voce a coloro che non sono rappresentati. Dovete essere preparati a lavorare per poco o niente, e rinunciare alla vostra vita privata per un po per affermarvi, oppure cercare di farvi un nome tramite il giornale locale. Io vorrei aver fatto più giornalismo investigativo, ma la mia carriera mi ha invece portato verso le news. Crescere in Inghilterra mi ha aiutato a raggiungere i miei obiettivi velocemente perchè, rispetto all’Italia, noi ci laureiamo molto presto e quindi possiamo iniziare a lavorare subito.</em></p>
<p><strong>Come viene percepita la TV Italiana in UK, in particolare i telegiornali ed i programmi di informazione?</strong></p>
<p><em>Purtroppo la TV italiana non è per niente conosciuta in UK.</em></p>
<p><strong>Ti senti piu inglese o più italiana?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Mi sento esattamente a metà! La mia anima è piu italiana, ma mi sono abituata al modo di vivere inglese. Ma se ai mondiali di calcio ci fosse una partita tra l’Italia e l’Inghilterra, io sicuramente tiferei per l’Italia!</em></p>
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		<title>DONATELLA BIANCHI A DM: &#8220;MI PIACEREBBE ESTENDERE LINEABLU SUI CANALI DIGITALI RAI&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 09:48:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Marocchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le Interviste di DM]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Bianchi]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Linea Blu]]></category>

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		<description><![CDATA[Una nave, La Signora del Vento, per la &#8220;Signora del Mare&#8221;. Donatella Bianchi ha scelto un suggestivo veliero per presentare la nuova edizione di Lineablu e, durante una minicrociera partita da Civitavecchia, ha svelato le novità del programma di Rai1 dedicato al mare da amare e arrivato ormai alla sua diciannovesima edizione. Capitana della nave [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<fb:like 
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<p>Una nave, La Signora del Vento, per la &#8220;Signora del Mare&#8221;. <strong><a href="http://www.davidemaggio.it/tag/donatella_bianchi" target="_blank">Donatella Bianchi</a></strong> ha scelto un suggestivo veliero per presentare la nuova edizione di<strong> <a href="http://www.davidemaggio.it/tag/linea_blu" target="_blank">Lineablu</a></strong> e, durante una minicrociera partita da Civitavecchia, ha svelato le novità del programma di Rai1 dedicato al mare da amare e arrivato ormai alla sua <strong>diciannovesima edizione</strong>. <em>Capitana della nave</em> dal 1994 quando venne chiamata ad affiancare Puccio Corona, la Bianchi negli anni ha saputo diventare il simbolo del programma, navigando in lungo e in largo gli 8000 chilometri della penisola italiana bagnati dal mare. Dopo <strong>524 puntate</strong>, 350 località visitate e 150 specie di pesci incontrate, il viaggio di Lineablu riparte <strong>sabato 9 giugno alle 14</strong> su Rai1.</p>
<p><strong>19 edizioni sono tante. Cosa rende a tuo avviso cos</strong><strong>ì</strong><strong> longevo un programma come Lineablu?</strong></p>
<p><em>Secondo me Lineablu piace perché noi siamo stati i primi in Italia ad aver avuto il coraggio di parlare di mare, di raccontarlo in tutte le sue sfaccettature. Ormai Lineablu è un appuntamento fisso, il pubblico attende la bella stagione per poter viaggiare insieme a noi. Inoltre voglio sottolineare che si tratta di una trasmissione interamente realizzata con risorse interne della Rai. Il nostro è un format che appartiene all&#8217;azienda e che è autoprodotto e questo, in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, per me è motivo di vanto.</em></p>
<p><strong>Fra l&#8217;altro il vostro </strong><strong>è</strong><strong> un programma che, grazie alle convenzioni, costa pochissimo&#8230;</strong></p>
<p><em>Ci tengo a sottolineare che Lineablu in pratica è a costo zero. Ci avvaliamo infatti della collaborazione del Ministero delle Politiche Agricole-Direzione Generale della Pesca, riuscendo in questo modo a portare ulteriori risorse in azienda.</em></p>
<p><strong>Cosa dovremo aspettarci in questa nuova serie?</strong></p>
<p><em>Saranno 28 puntate in cui esploreremo tante località minori che finora hanno avuto poca visibilità. Ci sarà ampio spazio per un viaggio nel Mediterraneo mentre nella prima puntata andremo in Sardegna e partiremo da Carloforte, l&#8217;unico centro abitato dell&#8217;Isola di San Pietro, nota per la pesca e la lavorazione del tonno.</em></p>
<p><strong>Oltre al turismo ci sar</strong><strong>à</strong><strong> spazio anche per l&#8217;attualit</strong><strong>à</strong><strong>?</strong></p>
<p><span id="more-58184"></span><strong></strong></p>
<p><em>Il nostro è un programma che racconta il mare a 360 gradi, senza censure o omissioni. Nella puntata dedicata all&#8217;Isola del Giglio torneremo inevitabilmente a parlare del naufragio della Costa Concordia. Così come torneremo a Lampedusa, raccontando l&#8217;isola per le sue bellezze e per il coraggio dei suoi abitanti che ogni anno hanno a che fare con il delicatissimo tema degli sbarchi dei clandestini</em>.</p>
<p><strong>Anni e anni passati a navigare come un vero capitano. C&#8217;</strong><strong>è</strong><strong> stato un momento in cui il mare ti ha fatto davvero paura?</strong></p>
<p><em>Con gli anni abbiamo imparato a conoscere il mare e ad essere prudenti. Una volta però, in una delle prime edizioni, nel 1996 in Calabria siamo usciti con un peschereccio che doveva salpare le nasse. Nonostante il mare fosse impraticabile uscimmo comunque, una motovedetta della Guardia Costiera ci venne appresso intimandoci più volte di rientrare perché la situazione era davvero critica. Non dimenticherò mai quel momento. Pensa che in 19 edizioni, con la pioggia, il vento, il mare grosso, non abbiamo mai bucato una puntata, portando sempre a casa i servizi che siamo andati a girare. Su quella barca però capii che ci deve essere un limite oltre il quale non bisogna andare, bisogna fermarsi prima perché col mare non si gioca.</em></p>
<p><strong>Dal 1994 sei alla guida dello stesso programma, non ti piacerebbe sperimentare qualcosa di nuovo?</strong></p>
<p><em>E come faccio? Ormai sono in trappola, una piacevolissima trappola in cui, dopo 19 edizioni, mi sento a casa. Certo ho dovuto crescere i miei figli raccontando loro che ogni edizione sarebbe stata l&#8217;ultima. Pensa che sono mancata alla cresima di mia figlia perché ero in diretta dal Salone Nautico e quest&#8217;anno lavorerò anche il giorno del compleanno di mio figlio. La mia famiglia però ormai sa che questo programma è parte di me ed io negli anni ho dimostrato che è possibile fare questo lavoro anche essendo donne, avendo dei figli ed una propria vita privata. È difficilissimo dover conciliare tutto ma la mia esperienza dimostra che non è impossibile.</em></p>
<p><strong>Siete leader nella fascia oraria del sabato pomeriggio estivo. Certo </strong><strong>è</strong><strong> che con il materiale che girate poteste realizzare altre produzioni per gli appassionati di Lineablu da mandare in onda durante l&#8217;anno, ad esempio su qualche canale digitale della Rai..</strong></p>
<p><em>Non hai idea di quanto materiale c&#8217;è nel nostro archivio, filmati, anche inediti, che potrebbero essere &#8220;spalmati&#8221; in strisce quotidiane o piccoli &#8220;best of&#8221;.  Credo che potrebbe essere un&#8217;idea funzionale sia per il pubblico che per l&#8217;azienda, però non sono io a prendere queste decisioni..</em></p>
<p><strong>Per</strong><strong>ò</strong><strong> diciamo che ti piacerebbe espandere Lineablu?</strong></p>
<p><em>Certo che si!</em></p>
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		<item>
		<title>MICHELE MIRABELLA A DM: CON ELISIR FACCIAMO INFORMAZIONE DI BUON GUSTO. I REALITY? RIDICOLI, DEPRIMONO LA TV</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 15:49:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Leardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le Interviste di DM]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Mirabella]]></category>
		<category><![CDATA[Pronto Elisir]]></category>

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<p style="text-align: justify;">Un nome, una garanzia. <a href="http://www.davidemaggio.it/tag/michele_mirabella" target="_blank"><strong>Michele Mirabella</strong></a> è uno dei personaggi televisivi più apprezzati dal grande pubblico, soprattutto per il garbo e la serietà che ne contraddistinguono lo stile di conduzione. Nella sua lunga carriera è stato regista, professore universitario, attore, ma i più lo ricordano come divulgatore capace di affrontare in tv i temi della medicina con un linguaggio accessibile a tutti. <strong>Da domenica prossima, 13 maggio</strong>, e per tutta l&#8217;estate, lo troveremo in access prime time su Rai3 alla guida di <strong><a href="http://www.davidemaggio.it/tag/pronto_elisir" target="_blank">Pronto Elisir</a></strong>, la trasmissione su salute e benessere che aprirà un filo diretto tra telespettatori e medici specialisti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Elisir va in onda ormai da 16 anni. Come è riuscito il format a durare così a lungo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Perché è una realtà del servizio pubblico e c&#8217;è una specie di fisiologia: anche i telegiornali durano da quando c&#8217;è la televisione. Ci sono dei programmi e delle idee che ormai diventano un tutt&#8217;uno con il mezzo che le esprime. E il nostro motivo di orgoglio è che abbiamo interpretato il sentire diffuso del pubblico, che dalla televisione vuole informazione, semplicità divulgativa e doverosa documentazione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I telespettatori sono ancora interessati alla divulgazione scientifica?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sempre di più, credo. Perché l&#8217;educazione del pubblico è un aspetto importante. C&#8217;è un certo genere di trasmissioni che creano un gusto: il problema è creare un buon gusto e non permettere ai cattivi mercanti di entrare nel tempio. Con il nostro programma abbiamo intercettato un bisogno dei telespettatori, che abbiamo educato ad un gusto e trasformato in interlocutori. Quando tu fai il Grande Fratello per forza commetti un&#8217;azione deprimente sul gusto e diseduchi i tuoi interlocutori, che diventano così una semplice clientela.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quindi continuerete a parlare di molecole, patologie e interventi chirurgici in prima serata&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Detto così sembra un trucco, una furberia. Ma non è proprio così: noi parliamo di salute, di benessere, di un corretto rapporto scientifico tra la società e la malattia. Poi, nel racconto di tutto questo, ci imbattiamo anche nell&#8217;intervento chirurgico, nell&#8217;analisi, nelle diagnosi, nelle indagini molecolari, nei farmaci&#8230; Ma non c&#8217;è per niente il gusto sadomaso di andare a vedere cosa succede in sala operatoria, perché noi ce ne siamo sempre tenuti lontani.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come è cambiato il programma nell&#8217;epoca della concorrenza tra digitale e satellite, con il conseguente aumento dell&#8217;offerta?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-57895"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Noi non ci barrichiamo nella tradizione. Chi ha seguito con qualche attenzione Elisir per sedici anni sa che ci siamo mossi assecondando il cambiamento del pubblico, per esempio rilevando che esso è sempre meglio informato perché esiste una maggior consapevolezza dei propri diritti e si fa più attenzione agli stili di vita. Abbiamo cercato di capire questi mutamenti progressivi e incessanti e di orientarli. Quindi la trasmissione è cambiata: abbiamo abolito la partecipazione di ospiti che potevano essere un condimento mondano, abbiamo tolto il giochino, prestiamo più attenzione alle nuove terapie, alle ricerche scientifiche, cerchiamo i centri d&#8217;eccellenza&#8230; E&#8217; una questione di metodo.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il suo percorso di studi è stato segnato da un episodio curioso: pare che inizialmente lei si fosse iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza  e che poi la visione di una bella ragazza bionda le abbia fatto preferire Lettere. E&#8217; così?<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sì, ma questo è un episodio di cui mi lasciai sfuggire il racconto e ormai non c&#8217;è verso: colpisce la fantasia di tutti. Effettivamente dovevo frequentare Giurisprudenza (ma non ero contento di farla, mi iscrissi per accontentare mio padre) e la scusa per cambiare mi fu fornita dal passaggio casuale di una bella e angelica figliola, che seguii nelle movenze e scoprii essere iscritta alla Facoltà di Lettere. Entrò in un&#8217;aula ed io feci altrettanto, dopodiché mi sono dimenticato di lei ascoltando una lezione su Machiavelli che mi piacque molto di più. Così sono rimasto a Lettere, dove ho intrapreso gli studi umanistici che poi sono stati la chiave principale per fare teatro, la mia vera passione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A proposito di teatro: dopo aver portato in scena Brecht, Shakespeare e Goldoni &#8211; solo per citarne alcuni &#8211; come è arrivato a recitare nel film comico &#8216;Fantozzi subisce ancora&#8217;?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ho recitato in tanti film e ho interpretato i personaggi che mi hanno offerto e che mi piacevano. Siccome bisogna campare nella vita ho accettato anche dei ruoli comici. Insomma, ho fatto il bel mestiere del palcoscenico e del set.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oggi un personaggio televisivo può anche essere un uomo di cultura?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Mi piacerebbe che le due cose coincidessero, ma non sempre è così. Conosco tante persone che vanno in televisione e che leggono, studiano, si preparano e fanno un lavoro eccellente. Ma guarda caso quelli che fanno molta tv sono pure ignoranti (</em><em>ride, ndr). Per cultura non intendo la conoscenza da bibliofilo o da laureato, ma piuttosto un&#8217;attenzione, una vivacità di ingegno, una curiosità verso il mondo.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma è vero che lei possiede una biblioteca con seimila volumi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sì, crescono ogni giorno che passa e quasi non c&#8217;è più spazio. Adesso sulla mia scrivania ci sono un libro dei fratelli Goncourt e Itaca scritto da Eva Cantarella, che è un&#8217;intellettuale raffinata e mi piace molto. Vi consiglio di leggerla.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lei ha dichiarato che &#8220;ci salverà il senso del ridicolo&#8221; e mi pare una considerazione attualissima, anche rispetto al panorama televisivo. Non crede?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Certo. Se noi ascoltiamo l&#8217;allarme che ci viene dal senso del ridicolo riusciamo ad evitare degli errori catastrofici. Nella Francia del &#8216;700 la colpa peggiore per una persona era essere ridicola, non umoristica o comica. E credo che per un soggetto ridicolo si debba anche avere pietà perché non è bello infierire. Nella tv di oggi c&#8217;è molta gente che non si accorge di essere ridicola e quasi considera questa condizione come una marcia in più.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In un suo libro ha paragonato la televisione ad uno specchio&#8230; oggi quale immagine riflette il piccolo schermo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il problema è che noi imitiamo la tv e non viceversa. Rincorriamo l&#8217;immagine che lo schermo propone e cerchiamo di adeguarci a quello che consideriamo uno stile di vita e un modello. Oggi le informazioni circolano molto più che in passato e nessuno può ignorarle, quindi la televisione non è più uno specchio ma un magnifico telescopio. Non dobbiamo assomigliare alla tv, ma considerarla come una finestra sul mondo, come dice una vecchia definizione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dopo anni che conduce Elisir, quali sono i consigli per una vita sana che si sente di dare ai nostri lettori?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Camminare moltissimo, mangiare poco, fare sesso appena possibile ma non con voracità bulimica. Fare sport, vivere con moderazione, non eccedere con l&#8217;alcol, evitare di fumare se possibile. I fanatismi e le esasperazioni fanno molto male alla salute&#8230; Ma anche alle idee.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>ANDREA CASTRIGNANO A DM: CAMBIO CASA, CAMBIO VITA&#8230; UN REALITY SULLA MIA PROFESSIONE E UN RECORD PER LA5</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 10:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Marocchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le Interviste di DM]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Castrignano]]></category>
		<category><![CDATA[Cambio Casa Cambio Vita]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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<p style="text-align: justify;">Se siete tra quelli che al primo raggio di sole spalancano le finestre e colti da un improvviso quanto ingannevole raptus di creatività buttano giù pareti, spostano mobili e imbiancano muri alla ricerca di una casa più bella ottenendo però dei risultati penosi, lui è l’uomo che fa per voi. Perché <a href="http://www.davidemaggio.it/tag/andrea_castrignano" target="_blank"><strong>Andrea Castrignano</strong></a> è l’interior designer televisivo più noto d’Italia, il consigliere che con un solo sguardo può farvi capire che la carta da parati scelta per la vostra camera sarebbe più consona come tovaglia per un pic-nic all’aperto. Ma Andrea negli ultimi anni è diventato anche un protagonista del piccolo schermo, affiancando prima Paola Marella in <em>Vendo Casa</em> <em>Disperatamente</em> e poi sbarcando, in solitaria, su La5 con <strong><em>Cambio casa, Cambio vita</em></strong>. Un programma che parla di ristrutturazioni più invasive raccontando anche il percorso personale del cliente accanto all’interior desiner, una produzione che ritornerà su La5 a partire dal 15 maggio alle 21.10.</p>
<p><strong><em>Cambio casa, Cambio vita</em> torna in onda con la sua seconda stagione. Ciò significa che la prima ha ottenuto un grande successo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>L’es</em><em>ser stato chiamato per una nuova edizione mi ha gratificato molto. Evidentemente abbiamo fatto del nostro meglio e siamo piaciuti al pubblico. Abbiamo toccato gli 800.000 spettatori, un piccolo record per La5 essendo stata questa la prima produzione del canale. Abbiamo superato le aspettative ed ora siamo pronti a ripartire con nuovi ed emozionanti episodi di ristrutturazione, anche perché ormai abbiamo capito che gli italiani hanno parecchia voglia di cambiare la loro casa.</em></p>
<p><strong>La cosa che piace del tuo programma è anche l’aspetto emotivo delle storie. Quanto è importante l’aspetto reality anche per parlare di casa?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Diciamo che in questo format io racconto la quotidianità dei miei clienti. E’ un reality sulla mia professione in cui io mi interfaccio e mi confronto con il mio committente e insieme decidiamo come far diventare la casa sempre più bella. La cosa positiva è che la gente, anche davanti alla telecamera, poi si sente entusiasta e stimolata  nell’affrontare questo viaggio nel miglioramento della propria abitazione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Dici “insieme decidiamo”. Come si fa a trovare l’accordo con il cliente? Ti è mai capitato di non raggiungere un punto di incontro e di dover accettare delle scelte che non condividevi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ormai ho imparato ad essere un po’ sarto ed un po’ psicologo perché secondo me la casa deve essere “cucita addosso” al cliente. Il committente non deve vivere la “mia” casa, ma quella che lui ha in mente, raggiungendo un compromesso con le mie proposte. Fra arredamento e rivestimenti oggi il cliente si trova sommerso da migliaia di proposte e va in confusione. Il mio compito allora è quello di far chiarezza, pilotare le scelte per non sbagliare.</em></p>
<p><strong>Ovviamente i nostri lettori sono curiosi di sapere com’è la casa di Andrea Castrignano…<span id="more-58006"></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>E’ una casa nella quale non manca il colore. Ormai il total-white ha stancato, è superato. In casa bisogna osare, avere personalità, senza per questo eccedere. Ovviamente all’interno ci sono pezzi scelti con molta cura, definendomi io un “maniaco del dettaglio”. Ho poi la fortuna di avere un grande terrazzo che così trasforma il mio appartamento in una casa all’aperto, per avere un piccola “valvola di sfogo verde” anche in una città come Milano.</em></p>
<p><strong>La crisi avanza e oggi diventa sempre più difficile acquistare una casa nuova. Assistiamo quindi al boom delle ristrutturazioni e allora ti chiedo: è possibile conciliare la creatività con un budget ridotto?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Assolutamente si. La mia avventura televisiva è iniziata un po’ per gioco ma nel tempo siamo riusciti a trarre delle conclusioni importanti e ti posso assicurare che a tutti, indistintamente dal ceto, interessa migliorare la propria casa e di conseguenza la propria qualità della vita. A volte poi non serve un grande portafoglio. L’importante è cominciare, non far mai scemare l’attenzione e procedere poco alla volta, gradualmente, con la ristrutturazione o con l’abbellimento degli ambienti.</em></p>
<p><strong>Che ne pensi delle maxi-catene di arredamento, Ikea in primis, che si rivolgono al grande pubblico?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Io non sono contrario per principio. Secondo me l’abilità sta nel mixare questi mobili con dei pezzi importanti. Ovviamente ci sono delle cose a prezzi molto convenienti che attraggono ma vale la pena ricordare che la qualità in un mobile rende, soprattutto nel tempo. Come diceva il detto “Chi più spende, meno spende”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A Milano si è concluso il Salone del Mobile. Che edizione è stata?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Un’edizione da record, basti pensare che gli analisti mi hanno confermato che ormai questa manifestazione, in quanto a presenze e interesse, ha surclassato anche la settimana della moda. Il design italiano è un’eccellenza di cui dobbiamo andare orgogliosi, un mondo che avrò l’opportunità di raccontare in due speciali, che andranno in onda su La5 di domenica, il 29 aprile e il 6 maggio, alle 19. </em></p>
<p><strong>Una consulenza dell’ultim’ora. A giorni si riaprono le case al mare e bisogna ritinteggiare in vista della stagione estiva. Un colore che consigli ai nostri lettori? </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Un colore che è stato il mio cavallo di battaglia, che non stanca e che ancora tutti mi chiedono è il magico blu balena. Un colore che va bene in città e al mare, un incrocio fra il grigio e il blu molto elegante, che vi permetterà di dare nuova vita ai vostri ambienti.</em></p>
<p><strong>Nonostante tu abbia ormai consolidato il tuo rapporto con Mediaset, sul web in molti chiedono che si riformi la coppia Marella-Castignano. Come si può fare? Paola dovrà traslocare a La5?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ma io direi che ognuno può rimanere a casa sua… dove sarà un piacere invitarci reciprocamente per delle belle cene (ride, ndDM). Certo, la nostra accoppiata ha funzionato molto bene, ma in questo momento sono felicissimo di portare avanti il mio format, che è molto più nelle mie corde, in quanto racconto la mia idea di ristrutturazione, facendo vedere quello che tendenzialmente voglio che gli italiani vedano, e cioè la rivoluzione.</em></p>
<p><strong>Ironicamente potremmo definirla la “Rivoluzione Castrignano”..</strong></p>
<p><em>Chiamatela un po’ così, di certo ciò che mi sta a cuore è la rivoluzione all’interno delle abitazioni, la trasformazione reale della casa.</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>LUCA CAPUANO A DM: &#8220;HO SEMPRE CREDUTO NEL SUCCESSO DE LE TRE ROSE DI EVA MA TEMEVO ERRORI DI COLLOCAZIONE&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 13:10:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Buonocore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le Interviste di DM]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[Centovetrine]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Le tre rose di Eva]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Capuano]]></category>

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<p>Le telespettatrici di Canale 5 hanno imparato a conoscerlo nel ruolo di Adriano Riva, eroe romantico di <strong>Centovetrine</strong> dal passato oscuro. Ma ora <strong><a href="http://www.davidemaggio.it/tag/luca_capuano" target="_blank">Luca Capuano</a></strong> ha voltato pagina: archiviato il capitolo soap, è giunto il momento di intraprendere nuove sfide professionali, a cominciare da <strong><a href="http://www.davidemaggio.it/tag/le_tre_rose_di_eva" target="_blank">Le Tre Rose di Eva</a></strong>, fortunata fiction Mediaset nella quale l’attore dà il volto ad Edoardo Monforte. Un personaggio controverso, quest’ultimo, con il quale Luca, napoletano dal “sangue caliente”, ammette di avere più di un punto in comune.</p>
<p><strong>Soddisfatto del riscontro de Le Tre Rose di Eva?</strong></p>
<p><em>Molto, d’altronde ho sempre creduto in questo progetto. Devo ammettere, però, che temevo la programmazione perché è facile incappare in errori con tutta l’offerta che c’è oggi in tv. Questa è una storia particolare e rischiava di non farsi apprezzare da subito.</em></p>
<p><strong>Come ti sei trovato ad interpretare un cattivo?</strong></p>
<p><em>Edoardo, il mio personaggio, non è il classico cattivo che rientra in determinati stereotipi. E’ il sangue caldo della famiglia, l’impulsivo, più che cattivo direi menefreghista. Lo definisco esplosivo perché sorprenderà di continuo. Man mano si scoprirà, poi, che dietro questi suoi comportamenti ci sono delle motivazioni tali da giustificarlo.</em></p>
<p><strong>Quanto ti senti vicino a lui e quanto distante?</strong></p>
<p><em>In questo suo “dualismo” mi sento vicino. Nonostante io sia una persona razionale, ho dei momenti di impulsività: le mie origini napoletane fanno sì che sia un “sangue caldo” anch’io. Nella fiction, per ovvie ragioni, si aggiungono delle reazioni estreme che io non ho. Edoardo avrà altresì un momento di redenzione grazie all’amore, ma durerà poco.  Consiglio ai telespettatori di tenerlo d’occhio perché cambierà il destino degli eventi della serie</em>.</p>
<p><strong>Il debutto a<em> </em>Le Tre Rose di Eva ha coinciso con l’addio a<em> Centovetrine</em>. Come mai hai deciso di abbandonare la soap?</strong></p>
<p><em>Dovevo restare tre anni, la buona risposta del pubblico nei confronti del personaggio ha fatto sì che io rimanessi un altro anno prima di lasciare definitivamente. Ogni cosa ha un suo percorso e il mio a Centovetrine era giunto al termine. Adriano aveva fatto veramente tutto. Cosa volevi fargli fare di più?</em></p>
<p><strong>Sulla tua decisione ha inciso la possibile chiusura della soap?</strong></p>
<p><em>No, anche perchè ho girato le ultime scene a luglio dell’anno scorso, prima che circolassero le voci sulla chiusura.</em></p>

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<p><strong><span id="more-57988"></span></strong></p>
<p><strong>Non temevi di incontrare difficoltà nel trovare nuovi ruoli?</strong></p>
<p><em>Io sono fatalista e, dunque, non avevo nessuna paura. Ho valutato bene i pro e i contro e alla fine mi sono detto: “Questo è il peggio che deve accadere? Bene! Sono pronto ad affrontarlo”.  Inoltre, penso che se deve finire la mia carriera d’attore è meglio che succeda adesso e non tra qualche anno. Però la fortuna mi ha assistito: subito dopo aver lasciato la soap, ho iniziato Le Tre Rose di Eva. Per questo devo dire grazie alla casa di produzione, Mediavivere, e a Mediaset che mi ha dato fiducia malgrado spesso ci sia una diversa considerazione per chi proviene da una soap, come se appartenessimo ad un’altra categoria di attori.  E invece proprio grazie alla palestra fatta con Centovetrine ho potuto affrontare al meglio questa nuova avventura.</em></p>
<p><strong>Cosa ha significato per te raggiungere la notorietà a “tarda età”?</strong></p>
<p><em>Mi sono sempre reputato abbastanza fortunato. Non sono un fenomeno come quei personaggi che dall’oggi al domani sono proiettati sulla cresta dell’onda; personaggi che, secondo me, lasciano il tempo che trovano. Credo che senza una gavetta alle spalle difficilmente si riesca a sostenere il successo. Inoltre, se guardiamo a Luca Zingaretti, che ha raggiunto la notorietà superati i quarant’anni, credo – a trentacinque anni &#8211; di potermi ritenere ancora giovane per costruire una carriera duratura.</em></p>
<p><strong>Non si prova frustrazione nel vedersi sorpassato da questi cosiddetti “fenomeni”?</strong></p>
<p><em>Assolutamente si. Ma allo stesso tempo ho sempre pregato affinché facessi un percorso di crescita che non portasse a quei successi improvvisi. Sono soddisfatto di aver intrapreso un percorso giusto passo dopo passo senza provare quell’angoscia data dal non ottenere risultati nell’immediato. La mia determinazione mi diceva che avrei raggiunto i traguardi che desideravo, e che ancora desidero, perché sapevo di aver imboccato la direzione giusta.</em></p>
<p><strong>Cosa desideri?</strong></p>
<p><em>Vorrei potermi affermare veramente, al di là della popolarità che ti può dare una lunga serie. Mi piacerebbe avere la possibilità di sperimentare tanti ruoli e tanti generi. E’ un obiettivo che, in fin dei conti, non raggiungerò mai perché in questo mestiere il vero obiettivo è avere nuovi obiettivi.</em></p>
<p><strong>C’è qualcosa di cui ti sei pentito?</strong></p>
<p><em>No, altrimenti non mi troverai dove sono adesso. Ogni cosa mi ha fatto fare un passo in avanti e mi è servita</em>.</p>
<p><strong>Quando hai sentito che eri arrivato ad un punto di svolta?</strong></p>
<p><em>Quando c’è stata la risposta del pubblico di Centovetrine che ha fatto sì che un personaggio partito in sordina diventasse molto popolare.</em></p>
<p><strong>Vorresti smarcarti dal ruolo di sex symbol?</strong></p>
<p><em>Credo che col tempo sia inevitabile che ciò avvenga. Quando mi dicono “Ma ti dobbiamo vedere sempre in mutande o dentro un letto?”, col sorriso sulle labbra rispondo “Amici miei purtroppo se non mi faccio crescere la pancia sarà inevitabile che sfruttino un aspetto presentabile e mi facciano recitare in scene particolari”. Nel caso de Le Tre Rose di Eva, però, devo dire che questo personaggio è talmente sfaccettato che si va oltre l’aspetto fisico.</em></p>
<p><strong>Hai dichiarato che a breve ti sposerai con Carlotta (Lo Greco, ndr)</strong></p>
<p><em>Il matrimonio ci sarà, ma non è una cosa prevista nell’immediato.</em></p>
<p><strong>Oltre al figlio che già avete,  so che ti piacerebbe adottare un bambino.</strong></p>
<p><em>Sì, ci sono tanti bambini che avrebbero bisogno di essere assistiti e, se si ha la possibilità e la fortuna di formare una famiglia numerosa, si dovrebbe adottare. Oggi ci si blocca di fronte al fatto che un figlio adottato non sia sangue del proprio sangue ma non è quello che cambia le cose. Allo stesso tempo non concepisco l’accanimento di chi vuole a tutti i costi dei figli; per loro, magari il Signore ha deciso che devono adottare.</em></p>
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