Le Interviste di DM


7
maggio

GIANCARLO SCHERI A DM: NUOVI PROGETTI CON SILVIA TOFFANIN PER LA5. VOGLIAMO PIU’ QUALITA’ E PIU’ ASCOLTO

Giancarlo Scheri, direttore Canale 5 e La5

Giancarlo Scheri ha le idee chiare. La5 deve consolidare la sua leadership (nel target di riferimento) e per farlo deve rafforzare la propria identità puntando su un palinsesto ricco di proposte originali. Se a partire dal 13 maggio ben quattro nuove produzioni (“Vieni a vivere con me”, “Non aprite quell’armadio”, “Bye bye Cinderella” e il docu-reality “Vite in apnea”) popoleranno il canale 30, è previsto per il prossimo autunno il debutto di due star di Canale 5: Alessia Marcuzzi, con un programma sul lifestyle, e Silvia Toffanin. In occasione della conferenza stampa di presentazione delle novità dei canali specializzati Mediaset, abbiamo chiesto lumi al direttore di Canale 5 e La5.

Dove vuole arrivare La5?

La5 vuole consolidare la sua leadership e dare così un grande contributo all’ascolto dei canali digitali Mediaset. Già adesso raggiunge l’1% di share nel totale individui mentre nel target di riferimento, le donne dai 15 ai 44 anni, è leader superando il 2% di share. Allo stesso tempo La5 vuole aumentare la sua personalità di rete. E’ una rete spensierata ma attenta ai problemi della vita, molto internazionale, mitteleuropea che vuole essere un punto di riferimento per il target della donne. Dunque vogliamo più qualità e più ascolto.

I nuovi format sembrano ricalcare dei trend già seguiti altrove. Ci sarà qualcosa di veramente nuovo?

Non sono prodotti simili: noi trattiamo in modo originale contenuti strettamente legati al pubblico di riferimento, come la moda, il lifestyle, il makeover e la cucina.

In autunno con ogni probabilità sbarcheranno su La5 Alessia Marcuzzi e anche Silvia Toffanin… Cosa farà quest’ultima?

Condivi questo articolo:
  • Facebook
  • Twitter
  • Digg
  • Wikio IT
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • Netvibes

, ,




7
maggio

EMANUELE CORVAGLIA A DM: GRAZIE ALLA MUSICA NON MI NASCONDO DAVANTI AGLI ALTRI. MI MANCA MARIA!

Emanuele Corvaglia

Emanuele Corvaglia

La sua è stata senza dubbio l’eliminazione più discussa e inaspettata dell’ultima edizione di Amici: Emanuele Corvaglia, proprio nel giorno della pubblicazione del suo primo singolo, si racconta a DavideMaggio.it senza nascondere un pizzico di nostalgia per Maria De Filippi ma, al tempo stesso, forte di una consapevolezza importante: Amici è solo una vetrina, il lavoro vero sta al di fuori! E se il successo non dovesse arrivare, poco importa. Ciò che conta, per Emanuele, è la passione.

Emanuele, tanto per incominciare, com’è stato il ritorno alla vita di tutti i giorni?

Non è stato un ritorno ai giorni soliti, è cambiata la mia vita: vado in studio di registrazione, suono in giro, ho dei fans. Oggi ho avuto una soddisfazione grandissima: è uscito il mio inedito su Itunes e sto andando forte. I miei fans hanno dimostrato di esserci anche se non sono più nel programma. Amici è solo una vetrina, il lavoro vero sta al di fuori!

In cosa pensi ti abbia migliorato l’esperienza ad Amici?

Mi ha fatto crescere tantissimo perché ho imparato tanto dal punto di vista artistico. Ed è un’esperienza che ti fortifica tanto soprattutto dal punto di vista caratteriale. Sono maturato molto, anche i miei amici mi hanno detto che sono cambiato un bel po’ in come esprimo i miei punti di vista. Dicono che mi sono aperto.

C’è invece qualcosa di cui ti sei pentito?

No, non mi sono pentito di niente. Sono contento anche della scelta di non aver cantato l’inedito perché non avevo ancora capito quella canzone. Prima di cantarne una ho bisogno di emozionarmi, altrimenti prenderei in giro tutti. Io mi sono fatto vedere sempre per quello che sono veramente, non faccio l’attore ma provo ad essere un cantante. Davanti a me c’era Al Pacino, e fingere una parte che non era mia non mi stava bene. E’ come un vestito: se non hai ancora capito come abbinarlo, è meglio non metterlo proprio.

Al momento della tua eliminazione Maria si è commossa, ti ha stupito?

Io sono rimasto molto sorpreso. Essendo una conduttrice dovrebbe tentare di tenere a bada i suoi sentimenti, però è davvero speciale. Ha capito perché non ho cantato l’inedito ed è quella la cosa più bella: il fatto che Maria entri nel cuore dei giovani e cerchi di capirli. Devo dire che un po mi manca non vederla o scambiarci qualche parola.

Pensi che Emma sia all’altezza del ruolo di direttore artistico?


6
maggio

DAJANA RONCIONE (IL COMMISSARIO MONTALBANO) A DM: LUCA ZINGARETTI E’ UN ATTORE ESTREMAMENTE GENEROSO

Dajana Roncione - Il Commissario Montalbano

Tra un provino e un’ospitata in tv, abbiamo intervistato Dajana Roncione che da stasera conoscerete tutti come una delle protagoniste femminili dell’attesissimo ultimo episodio del Commissario Montalbano, dal titolo Una Lama di Luce. Dajana, classe 1984, fa parte della nuova generazione di attori italiani, che ogni giorno lotta per “guadagnare quella dignità” che serve per fare questo lavoro.

Sei molto impegnato con un provino. Quale?

Lo vorrei anche dire, ma la casting director mi ha costretto a non dirlo. E’ un musical, per questo, anche se ho studiato canto in Accademia, ho ritenuto opportuno riprendere delle lezioni di canto per esercitarmi di nuovo.

Hai studiato all’Accademia Silvio D’Amico e poi ha iniziato con il teatro. Passione o trampolino per arrivare alla tv e al cinema?

Assolutamente una passione. E’ sempre stata una cosa che sentivo. Ho iniziato dal Liceo, poi allo Stabile di Palermo. E’ lì che mi hanno consigliato la Silvio D’Amico. Quando sono arrivata a Roma, il mio obiettivo era il teatro. La televisione e il cinema sono stati un pensiero successivo. Adesso sì, vorrei fare cinema, ma con progetti che mi stimolano. E’ sempre più difficile far parte di progetti. E’ un sistema durissimo.

Difficile il percorso di una giovane attrice in Italia?

Io sono stata fortunatissima. Ho fatto delle belle fiction, ho avuto il piacere di lavorare con grandi professionisti, ho avuto dei ruoli in cui mi hanno dato spazio e non mi dovrei per niente lamentare, però dico che al momento è veramente una cosa molto dura. E’ un momento di crisi, dove i produttori cercano giustamente le vie sicure, gli stessi nomi. C’è poca voglia di rischiare. A un certo punto o ti fai ammazzare da tutto questo o reagisci.

Com’è il rapporto con i tuoi colleghi dell’Accademia?

Sono amica di Lorena Cacciatore. Cerchiamo di restare uniti e confrontarci rispetto a quello che ci succede e il più delle volte si cerca anche il modo di lavorare insieme. All’inizio ho vissuto l’Accademia in modo molto competitivo. Era forse uno start necessario, ma è durato un anno. Gli anni successivi abbiamo capito che l’importante era il lavoro di squadra. Dopo un po’ capisci che siamo tutti sulla stessa barca e che i meriti vengono fuori quando ci sono. Io sono molto insicura,  quindi cerco di pensare a me piuttosto che attaccare gli altri. L’unica cosa che voglio è che ci sia giustizia quando c’è il merito.

Sarai protagonista di Una Lama di Luce, episodio de Il Commissario Montalbano. E’ la seconda volta che prendi parte alla serie.





6
maggio

IVAN COTRONEO A DM: LAVORIAMO A TUTTI PAZZI PER AMORE 4. IN UNA GRANDE FAMIGLIA 2, GASSMAN AL CENTRO DI TUTTE LE STORIE.

Ivan Cotroneo

Ivan Cotroneo

Se in Tutti Pazzi per Amore abbiamo ascoltato gli attori comunicare tra di loro non solo attraverso i dialoghi ma pure attraverso i più grandi successi della musica italiana, il merito è anche suo.  Diciamo “anche”, perché per tutta l’intervista, ha parlato sempre al plurale usando il “noi”, e il pronome sta per Stefano Bises, Monica Rametto e  infine lui. Ivan Cotroneo, sceneggiatore, regista, scrittore per lavoro e dj per hobby. “Ancora mi vuoi intervistare dopo che mi hai visto fare lo stupido alla consolle?“, è il suo esordio. La risposta è stata “si”, e cominciamo dal suo nuovo progetto, Una Mamma Imperfetta, una web serie in cui ci sono 4 amiche. E quando ci sono 4 amiche, il pensiero va a Sex and The City, di default.

(ride, ndDM). Si, ci sono 4 amiche ma la protagonista è una, Chiara, che tiene un diario giorno per giorno e racconta la sua giornata allo spettatore. Rispetto a Sex and The City, le protagoniste sono tutte sposate e l’ambientazione è molto meno glamour. Per esempio, tutti gli appartamenti in cui abbiamo girato sono effettivamente abitati da bambini. Lo schema del racconto rispecchia i giorni della settimana. Il lunedi è il lunedi. E così via per gli altri giorni.

Uno schema quotidiano come in In Treatment?

Conosco In Treatment e mi piace molto. Il racconto quotidiano lo avevamo già sperimentato nella terza stagione di Tutti pazzi per amore. Una mamma imperfetta ha più una struttura alla Modern Family, dove i protagonisti vengono intervistati sul divano. Qui c’è Chiara che parla direttamente in macchina: è lei ogni giorno a tenere il racconto con le sue considerazioni di donna sposata da 12 anni e mamma di due bambini. Per esempio, come sarebbe stata la sua vita se non si fosse mai sposata? E se invece avesse smesso di lavorare?

Che differenze hai trovato a scrivere per il web?

Sicuramente una grande differenza di formato. Per la tv ho scritto sia serie lunghe sia mini serie. Qui la scommessa è stata di condensare tutta la giornata, una sceneggiatura di nove pagine e 30 scene, in otto minuti. Ho voluto un linguaggio e un racconto sincopato. E con la velocità del racconto è aumentata anche la velocità di ripresa. E’ stata un’esperienza registica molto diversa rispetto a La Kryptonite nella Borsa. C’è stata una grande disponibilità sia degli attori sia della troupe a mantenere questi ritmi.

Meno limiti nella scrittura?

Una Mamma Imperfetta nasce per il web, andrà on line sul Corriere.it e poi passerà in televisione, su Rai Due. Non ho avuto nessun tipo di censura nè dal Corriere nè da Rai Fiction. Devo dire la verità non ho mai avuto problemi nemmeno con Tutti Pazzi per Amore e Una Grande Famiglia, in cui comunque venivano toccati temi delicati. La sieropositività del fidanzato della figlia di Emilio Solfrizzi in Tutti Pazzi per Amore è solo un esempio.

Tutti Pazzi per Amore 4 ci sarà?


2
maggio

ALBERTO ROSSINI (FOX ITALIA) A DM: SU FOX LIFE MENO TELEFILM E PIU’ FACTUAL

Alberto Rossini

Più factual per Fox Life. Se la serialità made in Usa non offre le garanzie di un tempo, il canale in rosa di Fox Channels Italy, prossimo al rebranding, pensa bene di “fare di necessità virtù” puntando sulle produzioni interne. L’ultima creatura in ordine di tempo si chiama Cucine da Incubo, adattamento tricolore dell’omonimo format portato al successo da Gordon Ramsay. Un programma ambizioso –  ci spiega Alberto Rossini, Vice president, Head of entertainment di Fox Channels Italy – il più costoso mai realizzato dall’emittente ma anche il primo di una lunga serie…

Perché avete scelto di puntare su Cucine da incubo?

Banalmente, perché è un format molto bello e di grandissimo successo che nessuno aveva mai osato adattare per l’Italia. E il motivo per cui ciò non era avvenuto è perché non è facile.

Non vi ha creato “tentennamenti” il fatto che la versione originale sia un programma leader della concorrenza?

Sì ma eravamo convinti che la versione italiana potesse essere molto italiana e non una semplice traduzione letterale di quella americana ed effettivamente è stato così. All’inizio ci siamo posti una serie di domande e di dubbi: “chi può reggere il paragone con Gordon Ramsay? La ristorazione italiana è davvero in queste condizioni?”. Abbiamo avuto il coraggio di farlo e abbiamo avuto ragione: lo chef all’altezza di Ramsay l’abbiamo trovato e la ristorazione italiana in questo momento storico versa in condizioni abbastanza precarie.

L’avete scippato a Real Time?

No, è in giro da tanto tempo. Se avessero voluto l’avrebbero prodotto. Non credo sia nella loro natura, loro viaggiano su produzioni di un livello medio, questo è di alto.

E’ un’esclusiva assoluta di Fox Life?

Sì, in questo momento lo è. Non abbiamo al momento interessi di altri broadcaster che arriveranno, credo, dopo aver visto il prodotto.

Nello stesso giorno del debutto di Cucine da Incubo ci sarà un rebranding di Fox Life… E’ sparito il rosa dal logo.





30
aprile

ALEXANDRA DINU A DM: HO IL CARATTERE FORTE DI LAURA ARGENTI. NUDA MAI

Alexandra Dinu

In Rosso San Valentino interpreta la protagonista – eroina Laura Argenti, una donna combattiva che vuole riscattare la memoria di suo padre ma nello stesso tempo si lascia coinvolgere in una contrastata storia d’amore con Giovanni Danieli, interpretato da Luca Bastianello, rampollo della famiglia che ha contribuito ad infangare il genitore. Lei è Alexandra Dinu, giovane attrice rumena che con il suo personaggio condivide il carattere forte. L’abbiamo incontrata.

Sei ingenua come Melody di Sposami o donna di carattere come Laura, il tuo personaggio in Rosso San Valentino?

Direi come Laura. Ho 32 anni e non mi sento per niente vicino a Melody. Era un personaggio comico molto lontano da me. Anche il suo accento era peggio del mio (ride, ndDM).

Sei laureata in giurisprudenza, come ti sei ritrovata a fare l’attrice?

A 17 anni, per caso, ho girato il primo film. Mi hanno trovato tramite un’agenzia con cui collaboravo per della pubblicità. Hanno visto le mie foto e mi hanno chiamata per un ruolo. Da lì è cominciato tutto.

Nonostante questo, hai continuato a studiare.

Dovevo accontentare mio padre, che era un diplomatico e voleva facessi anche qualcosa di “serio”.

Sei giovane e già mamma di un bambino di 11 anni, la maternità influisce sulla scelta dei ruoli?


24
aprile

ELISABETTA PELLINI A DM: LUCA BASTIANELLO STA MOLTO SULLE SUE E MANGIA TROPPE CAROTE

Elisabetta Pellini

E’ nata in Svizzera ed è precisa e puntuale, Elisabetta Pellini. Il grande pubblico ha imparato a conoscerla con Incantesimo. Adesso, nelle sei puntate di Rosso San Valentino (stasera, alle 21.10 la seconda puntata su Rai 1) la vedremo cattivissima nei panni di Daria Danieli, pronta a tutto per non perdere i suoi privilegi di moglie benestante. A vederla invece appare solare e simpatica, ma c’è qualcosa che ti fa diventare davvero “cattiva”?

In Rosso San Valentino interpreto Daria Danieli che è proprio una dark lady di genere, negativa sotto tutti i punti di vista, una per la quale “il fine giustifica i mezzi”. L’opposto di me. Io mi muovo sempre per aiutare gli altri, non che mi aspetti qualcosa, però spesso e volentieri ci sono persone un po’ invidiose che non ti capiscono. Mi fa arrabbiare non essere considerata per quello che realmente sono ed essere valutata per quello che gli altri vorrebbero che io fossi.

Mantieni però le amicizie del passato con le persone che sanno come sei davvero?

Si, ho una carissima amica che era in collegio con me. Ho fatto tre anni in un collegio femminile di suore e lì si creano legami molto forti che tuttora mantengo. Attraverso whatsapp e gli altri mezzi di comunicazione mando immagini, video per tenere sempre i contatti.

A proposito, usi facebook?

Si, lo uso io direttamente. Avendo superato il limite dei contatti ho il mio profilo e una pagina per condividere le cose anche con coloro che non posso più accettare come amici. Secondo me è importante avere un rapporto diretto: con molti, anche se non ci conosciamo, siamo diventati amici. Per esempio, c’è una ragazza croata, Ana Maria, che mi segue dai tempi di Incantesimo. Ha un problema fisico ma è di una grandissima ironia e molte volte è lei che dà forza a me. E’ la mia più grande fan, mi condivide, mi recupera cose su internet che io non riesco a trovare e me le pubblica. Voglio andare a trovarla perché sento che lei mi sta dando delle cose, sento la sua grande forza di vita e questa è una cosa bellissima.

Invece, nel mondo dello spettacolo hai amici?

Si. Lara Almerico, che fa la baby sitter in Rosso San Valentino ed è una delle mie più care amiche. In scena la tratto sempre malissimo ed era molto divertente perchè poi il rapporto tra di noi è l’opposto. Mi sentivo a disagio a trattarla male e mi scusavo.

Dove e con chi hai guardato la prima puntata di Rosso San Valentino?


23
aprile

AMADEUS A DM: SONO A DISPOSIZIONE DELLA RAI. LA TV ITALIANA DOVREBBE AVERE PIU’ QUIZ

Amadeus

E’ uno che di mestiere fa il conduttore con la C maiuscola. Amadeus è stato capace di spaziare negli anni con successo da programmi musicali a varietà passando, naturalmente, per il quiz, che l’ha consacrato al grande pubblico e al quale, ci ha confessato, tornerebbe volentieri. Attualmente è schierato da Milly Carlucci per il suo Altrimenti ci Arrabbiamo. “Mi ha incuriosito il fatto di imparare una disciplina, pur non sapendo all’inizio quale, che non sapevo fare – dichiara a DM il conduttore, che prosegue – Allo stesso tempo mi piaceva l’idea di avere un bambino o ragazzo come insegnante. E poi in generale tutto ciò che è novità o divertimento mi piace.”

Come va con la Beatbox?

Bella domanda… E’ difficilissima anche perché è una cosa nuova. Non dico che le altre discipline siano più facili ma la batteria o la chitarra sono strumenti che bene o male si conoscono mentre io non sapevo neanche cosa fosse. Sapevo dell’esistenza di determinati fenomeni però non avevo idea di cosa si trattasse. Quando mi è stata proposta sono andato su internet a reperire informazioni: all’inizio mi sono spaventato e pensavo di non riuscirci ma grazie a Pietro, un ragazzo paziente e bravo, che mi ha insegnato l’abc, sono riuscito nel giro di due puntate a imparare qualcosina.

Era la prima volta che ricevevi una proposta per un celebrity talent?

Sì,  per la verità io non sono neanche uno che ama le ospitate. L’ospite per me deve avere una funzione di spettacolo al servizio del programma. Molti ancora si ricordano di quando sono stato ospite di Stasera pago io di Fiorello. Mi invitò per fare una gag in cui facevo il violinista.

Possiamo considerare Altrimenti ci arrabbiamo il primo passo verso il ritorno su Raiuno?

Non lo so, lo prendo come un auspicio. Certo, il fatto di essere su Raiuno mi fa star bene perché ci ho passato quasi 10 anni e mi sento a casa. Se questo fosse un primo passo, sarei molto felice. Tuttavia al momento non lo considero come tale.

Sembra però che qualcosa stia cambiando rispetto a qualche tempo fa. Hai anche registrato un numero zero…

In Rai mi conoscono, ho fatto tanti anni di preserale, Domenica In, e io sono a disposizione dell’azienda. Disponibile anche per testare nuove cose che possono andare o non andare ma anche quello è divertente.

Che tipo di contratto ti lega alla Rai?

Ho un contratto per Mezzogiorno in famiglia.

L’impressione è che Mezzogiorno in Famiglia sia il tuo purgatorio…

Non lo so (ride, ndDM), magari è solo una tua impressione. E’ stata l’occasione per tornare in Rai, dopo la parentesi a Mediaset. Gli ascolti vanno bene, il gruppo è consolidato, la considero un’isola felice e se a questo si aggiungesse dell’altro sarei contento. Non ho un disegno per il futuro, quando la Rai mi vuole per Rai1, Rai2 o Rai3 sono a disposizione dell’azienda. Molti per strada mi associano al preserale, all’Eredità, e mi fa piacere. Il quiz è un genere che amo ma io faccio ancora la radio e il varietà e la musica sono parte del mio mondo. Vero è che la gente quando pensa ad Amadeus, pensa al quiz e sarei felicissimo di ritornarci.

E tu quando pensi ad Amadeus a cosa lo associ?

Condivi questo articolo:
  • Facebook
  • Twitter
  • Digg
  • Wikio IT
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • Netvibes

,