
Le Interviste di DM
30
gennaio
IL PRINCIPIANTE EMANUELE FILIBERTO A DM: MI HANNO RIPROPOSTO L’ISOLA MA PREFERISCO IL MIO SHOW DI NICCHIA. E PREPARO UN PROGRAMMA NEGLI USA

Emanuele Filiberto
Ma ve lo ricordate quando intonava Italia amore mio a Sanremo? Ussignùr, che momenti. E che stecche. A distanza di due anni da quell’esperienza, Emanuele Filiberto ha cambiato registri e prospettive nel suo approccio al mondo dello spettacolo: ora fa il solista. Il desiderio di realizzare qualcosa di originale per la tv lo ha portato ad inventarsi un format di cui fosse il protagonista in maniera inedita. E così il Principe è diventato un Principiante, che poi è il titolo del nuovo docu-reality che Filiberto interpreterà in prima serata su Cielo (maggiori dettagli qui). Al debutto dello show, in onda dal prossimo 31 gennaio, abbiamo incontrato lo showman di Casa Savoia per farci raccontare come è andata. Di volta in volta, infatti, lo vedremo nei panni del pizzaiolo, del muratore, dello spurgatore, del dogsitter…
Così finalmente potrai replicare a quanti ti rimproverano di non aver mai lavorato in vita tua…
Diciamo che il vero lavoro è stato creare questo format, che viene dall’idea di uno show americano che io adoro: My Name Is Earl. Il suo interprete Greg Garcia per me è il numero uno. Noi abbiamo fatto questa proposta a Cielo che ha accettato, ed è raro trovare canali così che diano spazio a nuove idee. Sul campo ho lavorato con le persone per tre giorni, ci ho provato… D’accordo, non è un lavoro vero e proprio ma mi son dato al 100% e ho imparato anche delle cose.
Se mai dovessi abbandonare la carriera di showman, quale di questi lavori faresti a tempo pieno?
Per il momento ne ho sperimentati solo quattro, perché l’unica cosa che io non decido nello show sono proprio i lavori che andrò a fare. Però io adoro gli animali e mi piacerebbe essere un fattore, magari in Trentino. E’ un lavoro in cui ti devi fare il mazzo perché è difficile, però hai un’azienda tutta tua ed è bello. Fare il fattore non mi dispiacerebbe affatto.
Con Il Principiante passi dall’esperienza in Rai ad un’emittente del digitale terrestre che inevitabilmente ha ascolti diversi. Come ti approcci a questa nuova sfida?
Sono molto felice di questo. Io non sono una persona che cerca la popolarità, perché ormai mi conoscono. In questo momento io cerco le cose che amo fare e questi programmi di 45 minuti, molto dinamici e giovani, sono un’opportunità. Sono molto contento di passare da 5 milioni di un grosso show monumentale che costa una barca di soldi a 100mila telespettatori in una piccola nicchia che però ho costruito io e che considero un po’ il mio bambino.
Dunque adesso preferisci un format rapido alle lunghe maratone del prime time…
Sì. Oggi c’è una tv riciclata, è terribile. Non investono più in nuove idee o non danno più l’opportunità a nuove idee di emergere. Questo è ben triste e lo si vede negli ascolti: adesso con questo digitale, quanti punti di share hanno perso i grossi spettacoli? Tantissimi. Io mi ricordo che quando ho fatto Ballando con le Stelle eravamo al 32% di media e oggi invece fanno il 22… sono 10 punti!
29
gennaio
CAMILA RAZNOVICH A DM: A RAI3 HANNO CERCATO IN TUTTI I MODI DI TRATTENERMI. CON MAMMA MIA CHE DOMENICA SO CHE NON FARO’ IL BOTTO

Camila Raznovich
Camila Raznovich è pronta a sfatare l’ennesimo tabù. Dopo il sesso con Love Line e la morte con Amore Criminale, per l’ex diva di Mtv è giunto il momento di trattare in tv la maternità come mai prima d’ora. In Mamma Mia Che Domenica (al via oggi alle 17.40 su La7) e Mamma Mia Che Settimana (da domani su La7D alle 17.40) Camila parlerà liberamente dell’essere genitori oggi con uno sguardo disincantato e dissacrante ben lontano da quello tradizionale, imperante nella società italiana. Un approccio che Camila, incinta di 7 mesi, ha fatto suo e auspica al punto tale che la voglia di portarlo sul piccolo schermo è stata uno dei motivi determinanti per la decisione di lasciare il “porto sicuro” di Rai3. Del suo addio alla Rai, che proprio non voleva lasciarla andare, e della nuova avventura su La7, coerente con il suo privato e la sua esigenza di crescere professionalmente, Camila parla a DM.
Camila com’è avvenuto questo tuo ritorno a La7?
Dopo 4 anni in Rai di sperimentazione e arricchimento - prendendo parte a produzioni che, oltre al successo oggettivo di audience, erano molto valide come contenuti – sentivo il bisogno di crescere ulteriormente. La Rai, in modo particolare Rai3, aveva scommesso molto su di me ma, in questo momento, non mi stava offrendo delle occasioni rivelanti. C’era Amore Criminale, messo in palinsesto per la stagione primaverile, al quale sono molto legata, però avevo voglia di fare altro e quando quest’opportunità me l’ha data Paolo Ruffini. Mi sono detta: “perché no?”
“Alla Rai non c’erano occasioni” hai detto. Cosa avresti voluto fare?
Niente in particolare, mi auspicavo solo una possibile crescita. Non credo che sia stata una cosa ad personam del tipo:“ah la Raznovich no”. E’ un momento dell’azienda non particolarmente facile, io, come altri, non siamo stati la priorità. Spero che la Rai possa superare questo periodo e tornare ad essere il faro dell’intrattenimento in Italia.
Hai forse pagato l’esser considerata quasi una conduttrice di “nicchia”?
No, non credo perché di fatto mi considerano una della squadra, hanno cercato in tutti i modi di farmi rimanere, e non mi reputano di nicchia visto che in prima serata con Amore Criminale ho raggiunto un ottimo ascolto. Certo, avrei potuto rimanere in attesa di qualcosa ma La7 è arrivata al momento giusto. Devo dire che ha contato anche il rapporto con Ruffini, che si è molto consolidato in questi quattro anni. In un momento in cui la figura del direttore è andata perdendo peso, il mio rapporto con lui è stato fondamentale.
23
gennaio
LINA CARCURO A DM: LUCA DI TOLLA MA FAMM’ ‘O PIACERE, DOVRESTI PREOCCUPARTI DELLE TUE CARENZE IN ITALIANO, NON DELL’OMOSESSUALITA. KEVIN? UNA SCELTA PER RIANIMARE UN GRANDE FRATELLO MORTO

Made in Love, Lina Carcuro
Vi abbiamo raccontato di Made in Love, coraggiosa sperimentazione di Napoli Tv, dedicata all’amore omosessuale. Una sorta di Uomini e Donne in versione gay che abbiamo voluto approfondire con Lina Carcuro, conduttrice del programma, voce verace di una delle edizioni più riuscite del Grande Fratello. La dottoressa ora anche imprenditrice (Lina infatti continua la professione medica con una specializzazione in chirurgia estetica e al contempo gestisce un ristorante insieme al compagno) si racconta a DM…
Lina, com’è nata l’idea di Made in Love?
E’ nata da Danilo Di Flora. Made in Love nasceva come trasmissione per etero però non ci sembrava di trasferire al pubblico niente di straordinario, niente di speciale. Diego un giorno mi chiama e mi dice: senti Lina vogliamo fare questo programma, invece che per etero, per omosessuali? Ci sono stati quattro secondi da parte mia di riflessione. Sono stata felice di partecipare a questo progetto e aprire una porta che, come dico spesso, andava sfondata da tempo.
Perchè, secondo te, la stessa idea non l’ha fatta sua la De Filippi?
Non posso sapere perché non abbia voluto fare determinate scelte. Ricordiamoci che in ogni televisione c’è un editore, bisogna dar conto a chi ti produce, all’emittente che ti trasmette; è un team e molto spesso un’idea può essere assecondata oppure no. Purtroppo per quanto l’omosessualità sia normale è ancora qualcosa che sorprende qualcuno e non viene presa come un dato di fatto. Non penso che questa sia comunque l’idea di Maria, è talmente avanti rispetto ad altre donne e professioniste che non penso ci sia una chiusura su questo, anzi.
Quindi?
Penso che siano state le altre parti a non voler introdurre il modello omosessuale in televisione, l’omosessuale stesso. Ancora oggi viene ritenuta scomoda la cosa.
22
gennaio
GIANFRANCO VISSANI A DM: ‘TI CI PORTO IO’ NON E’ ‘LINEA VERDE’. IN TV LA CUCINA E’ SPETTACOLO

Gianfranco Vissani
Gianfranco Vissani riparte dalle origini. Cioè dal territorio, quel fitto mosaico di tradizioni e sapori che impreziosisce la nostra Italia. Stamane lo chef televisivo esordirà su La7 con Ti ci porto io, un viaggio alla scoperta di luoghi, abitudini ed eccellenze gastronomiche. Al suo fianco ci sarà Michela Rocco in Mentana, compagna d’avventure in un itinerario che durerà ben venti punate, una per ogni regione. La ’strana coppia’ attraverserà l’Italia lasciandosi guidare dalla curiosità tipica dell’esploratore. Per assaggiare in anteprima il gusto di questa avventura (in onda ogni domenica alle 11.30) abbiamo portato su DavideMaggio.it proprio il suo conduttore, Vissani.
Chef, come sarà questo suo nuovo viaggio televisivo?
Partiremo con una 500 gialla, attraverseremo tutta l’Italia e visiteremo delle zone dove andremo a pescare la tradizione, la cultura, e i problemi reali del territorio. Troveremo anche persone in difficoltà, andremo nelle scuole a tenere delle piccole lezioncine su come si riconosce un prodotto di qualità. Ma si parlerà anche di storia, di monumenti, di musica. Ci sarà tutto un mix di quello che può offrire il territorio: la tracciabilità, le filiere, le quote latte…
Quale sarà l’ingrediente segreto che darà sapore al programma?
Mah, ogni tanto mi divertirò a coinvolgere e stuzzicare una signora del luogo, magari rifacendo anche una sua ricetta tipica. Ovviamente bisogna trovare un personaggio che gradisca il momento simpatico e non si innervosisca, perché siamo un po’ tutti gelosi della nostra cucina. Sono due ore di trasmissione, dalle 11.30 alle 13.30, e speriamo che non siano troppo lunghe.
E’ un format televisivo che lei aveva già sperimentato…
No, perché stavolta è completamente diverso. Innanzitutto noi non guardiamo mai nelle telecamere. Viaggiamo su questa macchina e poi magari succede che io mi fermi in mezzo a un campo di broccoletti, oppure posso fare una pagella sull’albergo dove abbiamo dormito.
Quindi non sarà una risposta di La7 a Linea verde?
No, ma neanche per sogno. Loro vanno sul territorio e affrontano varie tematiche, da noi ci saranno anche personaggi che daranno lustro alla trasmissione. Ci saranno Adriano Panatta, Casadei e tanti altri che hanno fatto la storia italiana. I nostri saranno ospiti giovani e non giovani, perché sa che per acquistare i personaggi ci vogliono denari, vero? In tanti accettano sulla base del promo, che serve solo a lanciare il programma…
Lei è stato un pioniere del genere: uno dei primi chef ad uscire dalle cucine per andare in tv. Cosa è cambiato da quando ha iniziato?

19
gennaio
DARIA BIGNARDI A DM: SONO UN PO’ STANCA DELLA TV

Daria Bignardi
Se tutti i volti noti avessero la sua stessa “predisposizione” ad essere intervistati, probabilmente ora sarebbe disoccupata. Un presente da volto di punta de La7 radical chic, un passato nazionalpopolare col Grande Fratello, Daria Bignardi è una di poche parole quando si tratta di parlare di sè. A DM, però, che l’ha interpellata prima del debutto della nuova stagione de Le Invasioni Barbariche (domani, 21.10 La7), rilascia un’intervista fatta, manco a dirlo, di risposte lapidarie ma schiette.
Tornano Le Invasioni Barbariche: quali saranno le novità della nuova edizione?
Al posto dei due talk show uno spazio dove di volta in volta mettiamo personaggi o incroci che ci piacciono…Poi ho tre nuovi soci: lo scrittore Antonio Pascale, il giornalista Claudio Cerasa e, per qualche puntata, Folco Terzani. C’è anche una nuova scenografia, anche se restano i velieri.
A giugno si era detto che saresti tornata con un nuovo format e, allo stesso tempo, si diceva che fossi stanca de Le Invasioni. Perchè il dietrofront?
Abbiamo fatto diversi cambiamenti, e io non ho mai detto che avrei fatto nuovi format, forse l’hanno detto alla presentazione dei palinsesti, non so… cose che si dicono. Non sono stanca delle Invasioni, solo un po’ della tv, stanca proprio nel senso che faccio fatica. Pensare organizzare e portare a casa una prima serata di tre ore è un lavoro piuttosto impegnativo.
Cosa ti rimane dell’esperienza in Rai? Se non ci fosse stato Massimo Liofredi alla direzione di Rai2…
Se mia nonna avesse le ruote…:-)
L’ ”ostilità” di Liofredi ti accomuna a Simona Ventura. C’è stato qualche screzio tra di voi? Hai dichiarato che non ti era sembrata sincera l’ultima volta che l’hai intervistata…
Non ho ostilità per Liofredi, che ricordo a malapena. Quanto a Simona, non ho mai detto né pensato niente del genere. Vado matta per Simona, anche se la incontro una volta ogni paio d’anni, quando viene alle Invasioni. Spero lo farà anche quest’anno.
Dai l’impressione di prepararti molto su un personaggio prima di intervistarlo. Cosa prepari e cosa, invece, improvvisi?
Preparo tutto ma poi a volte si getta all’aria e si improvvisa, dipende da quel che succede, dall’empatia e dal caso…
16
gennaio
FRANCESCA SENETTE A DM: “RIPARTO DA JOACQUIN CORTES. HO IN MENTE UN FORMAT SULLA MODA, CINICO ALLA MASTERCHEF”

Francesca Senette
Comincia da Madrid il viaggio di Francesca Senette al timone della seconda stagione di Effetti Personali. La trasmissione, che racconta le angolature inaspettate delle metropoli, torna su La7d a partire da stasera alle 23.10. Per conoscere le novità delle prossime dieci puntate abbiamo intervistato la padrona di casa che non nasconde l’entusiasmo per l’aver trovato una dimensione televisiva in perfetta sintonia con il suo amore per i viaggi. Non solo, Francesca ci parla di una sua ambizione professionale legata ad un’altra passione: la moda. Provate a dare un’occhiata qui.
Sta per partire una nuova stagione di Effetti Personali. Cosa puoi dirci?
Innanzitutto sono molto contenta che ci sia una seconda edizione perché vuol dire che la prima è stata capita ed è piaciuta. Abbiamo aggiunto alcuni dettagli ma la squadra è sempre la stessa con il regista Patrizio Amabili – di cui amo molto la velocità e il ritmo nonché la capacità di alternare un montaggio veloce ad un altro “romantico” quando serve – , le due autrici e io che faccio anche un po’ d’autore. Siamo pochi ma affiatati. Una novità di quest’anno è una specie di gioco: abbiamo stampato per ogni città delle cartoline evocative in formato gigante e chiediamo ai nostri amici ospiti a chi ne manderebbero una. E’ divertente perché vedi alcuni “megalomani“ che scrivono la cartolina al Papa o a Berlusconi, altri che invece la mandano alla fidanzata con cui erano andati a fare il viaggio in quella città.
Si comincia con Madrid.
Sì e avremo come ospite Joacquin Cortes. Quest’anno ci saranno anche delle città italiane. A Palermo, in particolare, incontreremo una bravissima attrice teatrale italiana, Iaia Forte che con il suo carisma ci racconta il capoluogo siciliano, pur non essendo del posto. Iaia ci ha vissuto a lungo e con una sua tournèè ha ridato slancio ad un quartiere che non era tra i più in voga, per così dire. Di lei come di altri personaggi raccontiamo, attraverso le città, aspetti che non conosceremmo mai. Ad esempio io chiedo sempre di cosa non possono fare a meno durante un viaggio ma anche cosa acquistano in loco. E’ curioso sapere che c’è il collezionista di civette o di portaceneri degli alberghi.
13
gennaio
PAOLA PEREGO A DM: STASERA, CON I CAPELLI CORTI! SONO IN ANSIA PER I RISULTATI, SEMBRA CHE A ME I PROGRAMMI LI DIANO PER GRAZIA RICEVUTA. E SU PRESTA E I ‘PRESTIANI’…

Paola Perego
Alle 21.10 di questa sera Paola Perego approda nel prime time di Rai 1. Dopo lo stop di ‘Se… A casa di Paola’ nel pomeriggio della stessa rete, la padrona di casa dell’indimenticata Talpa torna sulla prima rete della tv pubblica e lo fa dalla porta principale: la prima serata. Tra un ‘no’ all’Isola dei Famosi e non meglio precisati progetti futuri, Paola ci racconta la nuova edizione di Attenti a quei Due senza dimenticare l’immancabile ‘bilancio d’ordinanza’ sulla televisione che gli ospiti di DM sono chiamati a fare.
Tanto per iniziare, com’e’ andata?
Secondo me molto bene. Il programma c’è, è un varietà e io mi sono anche divertita molto. E’ stata una buona prova generale, poi facendo la prima puntata ti rendi conto di ciò che va sistemato e la seconda sarà certamente migliore. Vedere, però, la Clerici che fa la ‘quarta’ dei Ricchi e Poveri o la Goggi che canta con i Neri per Caso sarà molto divertente. C’è poi un duetto di Loretta con Mimmo Foresta da perdere la testa. Canteranno ‘La Bambola’ alternando voci diverse.
Parlando di risultati, a me è sembrato che tu abbia voluto mettere le mani avanti…
Inevitabilmente. E’ vero che non esistono più serate facili ma il venerdi è difficilissima. Ci sono Quarto Grado che va benissimo e un colosso come Zelig che è in quella fascia e in quel giorno da anni. Anche ad andare bene, i numeri che restano non sono tanti. Diciamo che spero in un 16%.
Però hai anche due nomi di richiamo ogni puntata…
Questo sicuramente. Ma è anche vero che abbiamo pubblici completamente diversi. Da statistiche marketing, Zelig non arriva ai 50 anni, noi partiamo dai 50-55. Paradossalmente a me fa più paura Quarto Grado perchè quello è proprio il nostro pubblico.
Ansia per i risultati?
Per come sta andando ora la televisione, si. Sono sempre in una posizione delicata; sembra sempre che a me i programmi li diano non perchè me li meriti ma per grazia ricevuta. Magari a qualcun altro possono anche perdonare che un programma possa andare meno bene, con me sono meno indulgenti. L’ho fatto mettendoci tutta la passione di cui sono capace, credo che sia un buon prodotto e una valida alternativa a ciò che offrono le altre reti. Spero che ci vogliano bene ma se dovesse andar male e dovessero chiuderlo alla seconda puntata… io ho la coscienza a posto.
Addirittura chiuderlo…
E che ci devo fare, io prima di un debutto sono molto pessimista. Uno deve valutare tutte le possibilità: magari fai un programma con la convinzione che possa piacere, far sorridere e possa interessare e, invece, alla gente non piace. In questo periodo ho anche difficoltà a capire cosa voglia il pubblico; è un momento un po’ particolare.
Dati Auditel a parte, quanto influisce su un prodotto l’eco mediatica, soprattutto quella dei social network?

12
gennaio
INTERVISTA A PAOLA PEREGO, DOMANI SU DM

Paola Perego
Intervista a Paola Perego
Domani alle 11 su davidemaggio.it












Martedi 13 Dicembre 2011 Davide Maggio sarà ospite di 



