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12
luglio

FESTIVAL DI SANREMO 2011: BELEN, FACCHINETTI E GREGGIO IN POLE

Festival di Sanrem 2011: Belen Rodriguez, Francesco Facchinetti ed Ezio Greggio i probabili conduttori.

Ed ecco che puntuale come un orologio svizzero arriva il toto conduttori per la prossima edizione del Festival di Sanremo. Ad aprire le danze è Tv Sorrisi e Canzoni che azzarda tre nomi belli e buoni. Anzi, bella e buoni! All’appello sembra siano stati chiamati a rispondere Francesco Facchinetti, Belen Rodriguez e Ezio Greggio.

Se gli ex isolani di Mona Nostra giocherebbero in casa (l’uno è al timone di XFactor, l’altra è fresca di passaggio sulla TV di Stato), beneficiando di un fulmineo avanzamento di carriera, Ezio Greggio sarebbe invece uno “scippo” alla concorrenza che spesso e volentieri presta alcuni suoi artisti in nome del più istituzionale dualismo per la più celebre manifestazione del BelPaese.

Per il conduttore di Striscia la Notizia si tratterebbe, tra l’altro, di un debutto in piena regola: non ha mai condotto un programma in Rai e soprattutto non è al timone di una trasmissione in prima serata dai tempi di Paperissima dei primi anni ’90.

Festival di Sanremo 2011: ti piace l'ipotetico trio alla conduzione della kermesse?

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12
luglio

INTERVISTA A JASON PRIESTLEY. L’ATTORE A DM: NON CHIAMATEMI BRANDON MA FITZ. TORNERO’ A LAVORARE CON LUKE PERRY.

Jason Priestley

Jason Priestley al Roma Fiction Fest

Sono passati anni da quando ha lasciato il personaggio che lo aveva consacrato icona degli anni ‘90, vero e proprio idolo per milioni di teenager nel mondo. Ora Jason Priestley è un uomo di quarantadue anni, ha recitato in altre serie tv, ma non è mai riusciuto a scrollarsi di dosso il suo alter ego televisivo, Brandon Walsh. Ci (ri)prova ora con Call me Fitz, serie canadese dove Jason interpreta un cinico e “anomalo” venditore di auto usate, un vero e proprio antieroe che si pone letteralmente all’antitesi dell’adolescente modello interpretato nel telefilm di Aaron Spelling. Proprio in occasione della presentazione della serie al Roma Fiction Fest l’abbiamo incontrato, insieme all’ideatrice Sheri Elwood e ci siamo fatti rivelare qualche dettaglio in più sulla sua ventennale carriera. A cominciare proprio da Beverly Hills 90210

 Allora Jason la prima domanda è d’obbligo: se ti chiamano o ricordano esclusivamente come Brandon ti da fastidio?

Jason Priestley: No, non è che è mi dia proprio fastidio, però è così, succede. Spero che con Call me Fitz, che mi auguro abbia successo, il pubblico comincerà ad identificarmi con questo personaggio. Sarebbe ora (ride, ndDM). 

Di fatto quando si è protagonisti di una serie di successo come Beverly Hills 90210 diventa difficile scrollarsi di dosso il personaggio.

Jason Priestley: La sfida maggiore per un attore dopo aver interpretato una serie di enorme successo, come nel mio caso, è di riuscire a prendere le distanze nella mente del pubblico. Quel che faccio io è cercare di trovare dei progetti che siano sempre nuovi e finora – sotto questo punto di vista - mi pare di essermela cavata abbastanza bene.

Quali sono state le ragioni del successo straordinario di Beverly Hills 90210?

Jason Priestley: Di sicuro il fatto che nelle prime stagioni si sono affrontate tematiche sociali delicate nel migliore dei modi. Nelle ultime, invece, la serie è divenuta come tante altre.

Sheri Elwood: A mio avviso in quegli anni Beverly Hills rappresentava un po’ il mondo di Hollywood e per la prima volta la vita dei divi diventava, per così dire, accessibile agli occhi degli adolescenti da casa.


12
luglio

CASILLAS E’ TODO UN FUEGO: BACIA IN DIRETTA TV SARA CARBONERO, FIDANZATA-GIORNALISTA DI TELECINCO.

Bacio del capitano della Spagna, Iker Casillas, e della sua fidanzata, Sara Carbonero, in diretta tv su Telecinco

E alla fine, come nel più classico dei film, i protagonisti si sono baciati. Sara Carbonero, giornalista di Telecinco inviata in Sudafrica e fidanzata del capitano della Spagna Iker Casillas, è stata più volte accusata di “distrarre” “La Roja”. Incolpata persino della sconfitta subìta dalla nostra nazionale in favore della Svizzera, ha subito anche pesanti pressioni da parte dell’ordine dei giornalisti. Ma finalmente tutto è finito: la Spagna ha vinto il mondiale e potremmo dire, a rischio di sembrare troppo romantici, che è sopravvissuto pure l’amore.

Avvicinatasi nel post partita al fidanzato per chiedergli cosa sentisse dopo questa vittoria storica per la Spagna, Casillas le risponde: “Cosa vuoi che ti dica?
Sara Carbonero: “Non lo so, dimmi come stai, come ti senti…
Iker Casillas: “Sono molto felice, contentissimo, super-allegro… É una vittoria meritata. Ringrazio le persone che sempre mi hanno sostenuto: i miei genitori, mio fratello…” e – prima che scappasse la lacrima - interviene Sara: “Non fa niente… parliamo un po della partita e dopo ritorniamo a parlare della vittoria“.
Iker:”No…
Sara: “No?
Iker: “Voglio darti un bacio e me ne vado

La pressione mediatica, le telecamere, il pudore o l’intervista giá non gli importavano piú niente. Iker ha baciato una Sara scioccata che cercava di essere professionale, abbassando la testa e passando la linea a J.J. Santos, il direttore dell’area sportiva di Telecinco. (GUARDA IL VIDEO QUI)





10
luglio

Roma Fiction Fest 2010: tutti i vincitori

Roma Fiction Fest i vincitori

Gabriel Garko vincitore al Roma Fiction Fest

La serie estone Klass: Elu Parast che narra le vicende di una scuola dopo una sparatoria (la serie ha inizio dove il film The Class di Raag finisce, ndDM) per i drama, A Slum Symphony che segue le vite di alcuni bambini venezuelani poveri che studiano musica classica per il factual, Les Invincibles, serie francese su un gruppo di 30 enni per le comedy sono i vincitori del Roma Fiction Fest 2010. Si chiude così la quarta edizione della kermesse capitolina ed il bilancio è decisamente positivo. Oltre 36mila le presenze (di queste 5000 gli accreditati e gli operatori del settore e 1.500 gli ospiti tra attori, registi, sceneggiatori e produttori)  della IV edizione della festa della fiction che si è svolta presso l’Auditorium Conciliazione e il Multisala Adriano. Al totale, vanno poi aggiunti i numerosi spettatori degli eventi all’aperto che si sono svolti tutte le sere al Villaggio della Fiction a  Castel Sant’Angelo. 

Sul fronte riconoscimenti, oltre a quelli già citati, si segnala il ruolo della Rai, dominatrice del concorso per la fiction italiana edita  (miglior prodotto per la categoria Miniserie C’era una volta la citta’ dei matti; miglior prodotto, per la categoria Lungaserie ‘Crimini – Little dream’;  miglior Sceneggiatura a Giancarlo De Cataldo, Monica Zapellim Luciano Manuzzi per ‘Gli Ultimi del Paradiso’; miglior musica a Stefano Reali per ‘Lo scandalo della Banca Romana’). A Mediaset va, invece, un prestigioso riconoscimento nella sezione del Concorso Internazione. Angela Finocchiaro e Lunetta Savino si sono imposte come migliori attrici in una commedia (Due Mamme di Troppo), lo stesso riconoscimento che al maschile è andato a Jason Priestley.

I due principali broadcaster italiani si aggiudicano, poi, tre premi ciascuno assegnati dai lettori di Tv Sorrisi & Canzoni. Emilio Solfrizzi e Vanessa Incontrada, Alessandro Preziosi e Vittoria Puccini, Gabriel Garko e Virna Lisi sono i migliori attori per ciascuna categoria (tv movie, miniserie, serie lunga). Dopo il salto, l’elenco totale dei premi dalle giurie per il concorso fiction edita e inedita che verranno assegnati durante la Cerimonia di premiazione di stasera. Durante la serata, verranno anche assegnati tre RomaFictionFest Award for Artistic Excellence all’attore americano  Andy Garcia,   a Marg Helgenberger e ai compositori italiani Pivio e Aldo De Scalzi autori tra le migliori colonne sonore cinematografiche e televisive tra cui quelle per “Il bagno turco” di Ferzan Ozpetek, “Distretto di Polizia” e “L’ispettore Coliandro”.


10
luglio

Arrestata Danielona, la “strillatrice” di Uomini e Donne

Daniela, l'opinionista di Uomini e Donne è stata arrestata

Per anni e anni ci siamo chiesti che caspita di lavoro facessero, fuori dagli studi, le opinioniste di Uomini e Donne, quelle “linguacciutissime”signore sugli anta, famose per il passare interi pomeriggi sedute su una “scalinata” accanto alla padrona di casa, puntando il dito contro tutti e tutto. Abbiamo immaginato di tutto, dalle casalinghe alle estetiste, passando - ironicamente - per le pettegole di “professione”. Ma mai la nostra immaginazione sarebbe potuta arrivare a tanto. La “segnalazione” di oggi (per rimanere nello stile del programma) non riguarda qualche malcapitata corteggiatrice o tronista bensì Daniela Ranaldi, meglio conosciuta ai più come Danielona.

L’ugola più acuta, accanita e tosta che la romanità potesse avere come esponente è stata arrestata a Roma per mano dei carabinieri di Trevi con l’accusa di detenzione e spaccio di droga. Sembra che gli agenti la tenessero già sotto controllo da un po’, dopo aver notato alcuni movimenti sospetti proprio nei pressi della sua abitazione romana. Durante la perquisizione nell’abitazione della donna sono stati trovati 11 grammi di coca e un bilancino. A quanto pare la sostanza era pura e già pronta per essere trattata e commercializzata. Dopo aver convalidato l’arresto Danielona è stata rimessa in libertà in quanto senza precedenti penali, in attesa del processo che avverrà per direttissima il 14 luglio.

Ora non vorremo essere nei panni dei carabinieri che l’hanno arrestata, immaginando la colonna sonora di strilli e urla; ma una cosa è certa, dopo anni di esaltatissimi interventi è arrivato il tempo per Danielona di darsi, finalmente, una bella calmata.





9
luglio

DDL INTERCETTAZIONI: L’INFORMAZIONE SCIOPERA, ANCHE I TG CADONO NELLA CONTRADDIZIONE DELL’AUTO-BAVAGLIO

Contro il bavaglio, un altro bavaglio: ragazzi che trovata! Eureka, questo sì che è un colpo di genio. Oggi tutti zitti, il mondo dell’informazione tace per protestare contro le norme restrittive previste dal disegno di legge sulle intercettazioni con uno sciopero organizzato dalla Federazione Nazionale della Stampa. Quando il sindacato chiama, lo scioperante risponde di scatto: obbedisco! Anche la tv sarà coinvolta nella protesta e andranno in onda solo notiziari in versione ridotta. Rai e Sky, quindi, non trasmetteranno rubriche di approfondimento giornalistico, nemmeno in forma registrata. Black out totale dell’informazione. Le ragioni della protesta sono condivisibili, ma i modi lasciano perplessi perché mostrano un’evidente contraddizione.

Che senso ha che la stampa protesti contro chi la vuole mettere a tacere auto-imbavagliandosi? In questo modo si fa il gioco della “cricca” e si assecondano quanti, a destra e a sinistra indistintamente, traggono vantaggi dal silenzio. Si grida alla censura, alla dittatura, si avverte un reale pericolo ma alla fine, quando arriva il momento di usare i media per denunciare le imperfezioni di questo ddl, che si fa? Tutti in silenzio, zitti e mosca. E’ il cane che si morde la coda, la sindrome di Tafazzi. L’informazione televisiva, di cui ci occupiamo, è la prima che dovrebbe farsi un esamino di coscienza. Se è vero che l’italiano medio si informa principalmente dai notiziari del piccolo schermo, è una grave mancanza che questi gli impediscano intenzionalmente di sapere cosa accade nel Paese. Poi nessuno venga a lamentarsi di Minzolini, a dirci che in Italia non c’è abbastanza libertà di parola.

Allo sciopero silenzioso e fine a se stesso, ai tg dimezzati e in forma ridotta, preferiremmo altra forme di denuncia più utili e ‘democratiche’. DM, ad esempio, vi ha raccontato l’urlo della Gabanelli in diretta tv. La conduttrice di Report, a chiusura di una puntata, aveva lanciato un personale allarme contro le norme della ‘legge bavaglio’ che avrebbero danneggiato la tv-realtà con le sue inchieste. Sempre meglio che stare zitti, imbavagliati dal sindacato. Skytg24 aveva listato a lutto lo schermo in segno di protesta, e anche Federica Sciarelli di Chi l’ha visto aveva detto la sua sull’argomento.


9
luglio

INTERVISTA A GIORGIA SURINA: LA MIA MTV ERA DIVERSA! UN REALITY? LO FAREI COME DIRETTRICE DI RETE. LOVE BUGS 4? MAGARI.

Giorgia Surina

Volto per anni di MTV, a lei si deve l’inaugurazione, insieme a Marco Maccarini, del TRL italiano. Simbolo di un modello di televisione che non esiste più, Giorgia Surina, poco a poco, si è reinventata attrice. Prima un film con Adriano Giannini, poi Love Bugs e ora nuovi impegni cinematografici e una serie per la Rai, dal titolo Il Commisario Nardone. Proprio in occasione della presentazione della serie al Roma Fiction Fest abbiamo incontrato l’ex veejay. Direttamente dall’orange carpet capitolino Giorgia ci ha raccontato le sue ambizioni professionali, tra sogni nel cassetto e un desiderio non nascosto di tornare a fare tv. E a proposito del nuovo corso della rete che l’ha lanciata, e nella quale tornerebbe a determinate condizioni, Giorgia non può che malcelare disappunto

Allora Giorgia sempre più proiettata verso una carriera d’attrice?

Così pare. Diciamo che arrivano delle belle e interessanti proposte, ecco perché poi è stato così facile avvicinarsi ad un mondo che a me era, fino a poco tempo fa, lontano.

E la televisione l’hai abbandonata?

Diciamo che non puoi fare tutto nella vita, in qualche maniera c’è una scelta da compiere.  Le proposte più allettanti, poi, mi arrivano dal cinema, da sempre una mia grande passione per cui oggi preferisco concentrare le mie forze su quello.

Quindi nessun progetto in ballo?

No, per adesso no, ma non ne avrei neanche il tempo. Sto girando una fiction e tra poco inizio un film per il cinema. Una commedia al femminile brillante sulla ricerca dell’uomo perfetto con Francesca Inaudi, Giulia Bevilacqua ed Enrico Silvestrin.


9
luglio

CESARE LANZA, DOPO L’INFARTO UN’INTERVISTA TESTAMENTO SENZA PELI SULLA LINGUA: IO TRADITO DA BONOLIS, PRESTA LO PRENDEREI A CALCI NEL DIDIETRO

Cesare Lanza come l’Ugo Foscolo dei Sepolcri, come l’impetuoso marchese del Grillo. O forse no, più come che  uno di quei santoni che cercano la pace dei sensi, o la Cassandra di se stesso. Diciamo pure che, vista la cifra del personaggio e pure la sua stazza fisica, Lanza è tutto questo messo assieme. A 68 anni, però, il noto giornalista e autore tv non si sente più l’eterno ragazzo con la valigia in mano, il cronista spericolato, il genio capace di tirarti fuori dal cilindro idee per la tv tanto innovative quanto al limite del trash. Anzi. Oggi Cesare Lanza, reduce da un infarto, è convinto che gli rimanga poco tempo, dice di avere appuntamento con la morte abbastanza imminente. Fa sul serio: ha anche pensato al proprio epitaffio. Roba da grattarsi, eppure il giornalista è talmente entrato nell’ottica che ha deciso di rilasciare un’intervista fiume in cui fa un bilancio della sua vita e regola alcuni conti, senza giri di parole. Provocazione o testamento, Cesare Lanza è fatto così.

Al settimanale Sette racconta di una vita spesa tra lavoro, televisione, gioco d’azzardo e umanissimi vizi. Le due mogli e i cinque figli che l’hanno condannato a guadagnare (“ma prima o poi morirò e questo mi salverà”), i rapporti con uomini di potere come Berlusconi (“se potessi parlargli, gli direi: Tu hai tutto, perché non fai qualcosa di risolutivo per trasformare questo Paese?”), l’ambizione a ficcare il naso un po’ ovunque e le discutibili scelte di una tv trash, che bene ricordiamo. Dalle telerisse a Buona domenica alle tarantole sulle tette di Karina, alla Talpa. Il Cavaliere, l’arme, gli amori: Cesare Lanza ne ha viste tante e ora, preso dalla sindrome del morituro, le racconta senza peli sulla lingua. Nell’intervista a Sette, però, le parole più taglienti le riserva all’amico Paolo Bonolis. Da lui- dice-  “ho avuto una delusione terribile”.

 “È un bamboccio che non si rende conto di quello che fa. Cosa vuol dire tradire un amico, non rispettare i contratti, la parola data. Lui in scena è un genio, ma nella vita è un infelice. Un anaffettivo attorniato da grandi donne che non merita (…) Paolo è un bambino immaturo, viziato, senza valori di riferimento. Quante volte mi ha baciato, dicendomi che gli ricordavo suo padre. È infelice anche perché vorrebbe dedicarsi a cose serie e non al divertissement puro per cui lo strapagano. Non ha la spina dorsale per fare certe scelte”. Giudizi lapidari, è il caso di dirlo, quelli di Lanza. Parole che arrivano all’indomani della rottura di un contratto che avrebbe legato l’autore tv a Bonolis e Presta ancora per due anni.