
... & Dintorni
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gennaio
L’EREDITA’: IL PREMIO OSCAR NICOLA PIOVANI DIFENDE LA GHIGLIOTTINA DAL QUALUNQUISMO ‘INTELLETTUALE’
gennaio 27th, 2012 18:02 Cristian Tracà

L'Eredità- la ghigliottina
Qualcuno che (finalmente!) reagisce al qualunquismo, quel vizietto snob che colpisce spesso gli intellettuali quando si parla di televisione. Non viviamo certo nel migliore dei mondi mediatici possibili ma onore al merito a Nicola Piovani che, in barba all’idea della cultura che rimpiange Pasolini maledicendo la tv praticamente ad ogni istante, si schiera e ci mette la faccia. E lo fa pure con determinazione.
Esce allo scoperto addirittura a difesa de L’eredità e della sua leggendaria ghigliottina, un segmento calamita capace di attirare nel tempo anche autori di format stranieri, e, al di là di tutto, meritevole di resistere indenne all’usura del tempo in un contesto mediatico che polverizza tutto in maniera frenetica. A destare la rabbia di Piovani è un articolo apparso su Il Venerdì, l’inserto chiccoso di Repubblica. In particolare una frase, piuttosto denigratoria, di Ruggero Cappuccio così preso dal disquisire amabilmente, e in tono apocalittico, del degrado culturale del Belpaese da trascendere in una leggerezza, che ha la colpa principale di generalizzare all’eccesso. Questa l’espressione incriminata:
“Prima del Tg 1 propinano quiz con domande per pazienti in stato crepuscolare”
22
gennaio
MA ANCHE NO: PIROSO DIFENDE LA SUA LIBERTA’ EDITORIALE. UN AVVERTIMENTO PER LA RAI IN VISTA DEL PASSAGGIO (AL POMERIGGIO)?

Ma anche no - Antonello Piroso
Cala il sipario su Ma anche no e per Antonello Piroso si apre lo spazio per un’(ultima?)avvertenza per i telespettatori. Oggi più che mai il contenitore era sembrato molto, troppo, sbilanciato sulla linea de Il Fatto Quotidiano. Già dalla scelta della concessione di un intero e lungo monologo concesso ad Andrea Scanzi, molto ’sponsorizzato’ dal programma, con un estratto della lezione-spettacolo su Giorgio Gaber portata in giro in tournée.
Se aggiungiamo il fatto che due delle tre firme invitate a puntellare le interviste con i vari ospiti rispondono alla testata di Marco Travaglio a qualcuno, lecitamente, poteva baluginare il sospetto che la scelta di campo di Piroso potesse essere una netta presa di posizione politica. Piroso schierato sulla linea emergente della politica esterna alle grandi biforcazioni? Ma anche no.
Sul finire di puntata è proprio il volto ormai navigato di La 7, ora in procinto di grande promozione in Rai, a rivendicare la libertà di scelta dei suoi interlocutori, a prescindere dal mero calcolo dei pesi di rappresentanza. Che ci sia un netto sbilanciamento verso il giornale forse più d’inchiesta del panorama attuale quindi è da interpretare semplicemente alla luce del fatto che vi scrivano molte delle penne più pungenti in circolazione.

6
gennaio
SIMONE ANNICCHIARICO: NON VOLEVO FARE ITALIA’S GOT TALENT, PENSAVO FOSSE UN CAPRICCIO DI ‘MARIA LA PAPESSA’. STOCCATE AI REALITY E A FIORELLO
gennaio 6th, 2012 15:01 Cristian Tracà

Italia's Got Talent- Belen e Simone Annicchiarico
E’ ormai un ‘amico di Maria’ ma a differenza degli altri sembra avere un profilo molto diverso: per nulla indifeso e impacciato con le parole, libertino e trasgressivo al punto giusto, pronto a smascherare i vizi della televisione e dei suoi protagonisti senza scendere nel trito lessico diplomatico di chi è interessato a vegetare nei salotti televisivi aggrappandosi ai valori dell’italiano medio. Piacevole sorpresa quella del Simone Annicchiarico che emerge da una lunga intervista a Diva e Donna, uno sguardo disincantato e una presa di posizione forte sui grandi meccanismi dello spettacolo televisivo contemporaneo. Una panoramica a 360 gradi degna di essere osservata per il crudo realismo del giovane conduttore di Italia’s Got Talent.
Cominciamo dalle sue parole sul giro stretto di compagni d’avventura a Italia’s. Sulla co-conduttrice Belen Rodriguez racconta:
“Che palle, ho pensato, la solita mossa commerciale. Sta Belen pure qua me la ritrovo. Poi il 29 agosto abbiamo registrato la prima puntata. Ho scoperto una ragazza simpaticissima, brava, puntuale, una vera professionista oltre che una f… della madonna, con grande autoironia. [...] Un feeling immediato. La conferma che le argentine sono italiane con due palle così… E pensare che avevo conosciuto la sorella e l’avevo trovata di un’antipatia micidiale. Se è così la sorella, pensa Belen, mi dicevo, sarà una iena…”
Mentre sulla mecenate-giudice Maria De Filippi:
“Maria mi aveva visto su La 7 [...] Vado all’appuntamento a Cinecittà, tranquillo, senza nulla da perdere, non volevo farlo questo programma. [...] Maria è una papessa nel microcosmo televisivo. Conoscendone il potere, pensavo a un suo capriccio occasionale. Invece mi ha detto due o tre cose di quelle che mi hanno spiazzato. [...] Ho capito che era una scelta meditata la sua. Che stavo davanti a una donna intelligente. Io per le persone intelligenti lavoro gratis. [...] M’hanno dato un pacco di soldi, pazienza”

5
gennaio
GRASSO E MULE’ VS BENEDETTA PARODI. RELEGATA A COTTO E MANGIATO PERCHE’ GIORNALISTA DISASTROSA?

Aldo Grasso, Benedetta Parodi e Fabio Caressa
“#Grasso su B. #Parodi dice alcune verità (parlo per scienza diretta), altre non può saperle. Prima o poi le svelerò.”
A cinguettare, con fare sibillino, è Giorgio Mulè, ex direttore di Studio Aperto, in riferimento a quanto asserito da Aldo Grasso, a proposito di Benedetta Parodi, nella sua consueta rubrica su Corriere Tv.
Non bastassero i maliziosi nomignoli di “Gabanelli di Studio Aperto” o di “Fabio Volo della cucina”, il popolare critico è tornato a parlare (oggi in video, lo scorso 28 dicembre sul Corriere cartaceo) della Parodina per un “suggerimento”: trasformare I Menù di Benedetta in una sitcom familiare perchè Casa Parodi sarebbe la prosecuzione esemplare di Casa Vianello.
“Quando, tra una frittura e un impasto, ci racconta del cambio degli armadi e si erge a moglie ideale, quando le cadono per terra i biscotti appena sfornati, ebbene in quel momento il suo programma cambia genere e diventa una sitcom”, dice Grasso sul Corriere.
Tutto questo non prima di una ‘doverosa’ premessa al vetriolo sulla carriera della Parodi giornalista:
[...] “quando conduceva Studio Aperto, e lasciatemelo dire era un mezzo disastro, di lei si ricordavano solo le papere, il modo un po’ così, gioioso, quasi infantile di raccontare la cronaca cioè non era proprio adatta a fare la conduttrice del telegiornale. E infatti le fu affidata una rubrica al termine del telegiornale, la famosa rubrica Cotto e Mangiato, secondo alcuni una promozione, secondo altri una retrocessione” [...]
31
dicembre
LELE MORA TENTA IL SUICIDIO IN CARCERE: “NON CE LA FACCIO PIU’”

Lele Mora
Lele Mora ha tentato il suicidio. Il manager dei vip ha cercato di togliersi la vita nella tarda mattinata di venerdì, ostruendosi le vie respiratorie con dei cerotti. La notizia arriva dal carcere milanese di Opera, dove l’impresario è detenuto da circa sei mesi in regime di custodia cautelare con l’accusa di bancarotta fraudolenta. A divulgarla, il segretario generale della Uil Penitenziari, Eugenio Sarno, in una nota.
“Il tentato suicidio è stato posto in essere con cerotti regolarmente detenuti in cella. Ovviamente l’intervento dell’agente di sorveglianza è stato efficace ed immediato. Considerate le modalità più che ad un reale tentato suicidio è forse più appropriato riferirsi ad un gesto dimostrativo“ scrive Sarno
Secondo l’esponente della Uil Penitenzieri, il manager avrebbe provato a suicidarsi forse per attirare l’attenzione sul suo caso giudiziario. Per le accuse di bancarotta, il talent scout ha patteggiato una pena 4 anni e 3 mesi, e ha chiesto al tribunale del riesame di ottenere gli arresti domiciliari. Tuttavia, i giudici non si pronunceranno prima del 4 gennaio.
“Chiedo scusa per quello che ho fatto, ma non ce la faccio più” ha detto Lele Mora al direttore del carcere di Opera, Giacinto Siciliano. Nelle ultime settimane, le sue condizioni di salute si sarebbero aggravate.

23
dicembre
ROCCO SIFFREDI CERCA IL SUO EREDE IN UN REALITY (PORNO?). QUALCUNO ACCETTERA’ LA SFIDA?

Rocco Siffredi: un reality per cercare l'erede
Se Luciana Littizzetto qualche anno fa, a margine della stima improvvisata da Cassano sul numero delle sue donne, commentava: ne ha viste più lui che un bagno dell’Autogrill non osiamo immaginare come commenterà l’ultima idea di Rocco Siffredi, il macho italiano che tiene da anni alta la bandiera tricolore nel mondo dell’hard ma che non trova sostituti alla sua altezza (o lunghezza, se preferite).
Rocco adesso fa sul serio e sfida i benpensanti attraverso un’ennesima fantasia particolare: bandire un concorso per nominare un suo erede servendosi del genere più discusso del nuovo millennio, il reality (e per di più hard?). Proposta succulenta per carità, bisogna trovare però solo l’anima pia del broadcasting disposta a investire nel progetto. Attualmente il panorama televisivo italiano non sembra così propenso a sfatare tabù.
Sia il satellite che il digitale arriva infatti ad abbracciare come massimo confine dell’osè qualche piccola produzione americana con un eros molto patinato e artificiale, robetta che trascolora dinanzi alla tradizione erotica italica del maestro Brass. E’ più probabile e percorribile forse un circuito pay on line che andrebbe a inserisi nella folta platea del genere hard a pagamento acquistabile su internet, ma che si configurerebbe come ennesimo sorpasso dei new media sulla ‘vecchia’ televisione.

19
dicembre
CRISI DEGLI ASCOLTI: NEL 2012 RACCOLTA PUBBLICITARIA SOTTO GLI 8 MILIARDI. IN CRESCITA SOLO LA7

La7, unica emittente a non accusare un calo nella raccolta pubblicitaria
Crisi degli ascolti, un 20% di oggi che va considerato un successo per le ammiraglie, frammentazione a vantaggio dei canali digitali terrestri. E’ un po’ la tiritera di quest’ultimo periodo, nel post Auditel che pubblichiamo ogni giorno non c’è commentatore che non sottolinei l’oblio numerico in cui sta precipitando la tv generalista. Ma questa fase di “vacche magre” cosa comporta, in termini economici, per i grandi network italiani?
L’analisi divulgata quest’oggi da Piazza Affari non conforta Rai, Mediaset e Sky. Rispetto al 2010 infatti la raccolta pubblicitaria subirà un calo stimato intorno al 3.5% con gli investimenti che passeranno dagli 8,6 miliardi di euro agli 8,3 dell’anno in corso. Il raffronto deve comunque tenere presente che sulla raccolta di dodici mesi fa hanno influito (non poco) i Mondiali di Calcio disputati in Sud Africa.
Se, comunque, quello del 2011 riesce ancora ad essere un bilancio tutto sommato accettabile, il futuro degli investimenti pubblicitari si preannuncia tutt’altro che roseo. Il 2012, in base al trend in corso nell’ultimo trimestre che coincide con i periodi di garanzia e l’inizio della stagione televisiva vera e propria, potrebbe essere infatti l’anno in cui l’ammontare complessivo della raccolta pubblicitaria potrebbe scendere sotto gli 8mld di euro.
18
dicembre
LA PROCESSIONE IN TV NON SALVA I CINEPANETTONI: PER DE SICA E PIERACCIONI ESORDI DELUDENTI AL BOX OFFICE

Sabrina Ferilli e Christian De Sica
Era inevitabile che, come ogni anno nel periodo natalizio, la tv venisse invasa dalle star del cinepanettone: il veterano Christian De Sica in testa, tallonato di buon grado da Leonardo Pieraccioni e rispettivi soci, invadono il tubo catodico ad ogni angolo per ricordare al pubblico di memoria corta che al cinema li aspetta il solito pacco del cinepanettone.
Non che agli italiani servisse un promemoria: il film di Natale è sempre lì, fa parte dei riti natalizi, esce nelle sale a metà dicembre e la sceneggiatura è sempre più o meno uguale a quella dell’anno prima. Quindi, salvo che per presentare l’ultima new entry del cast, sono pochi i motivi validi che ne giustifichino la processione per ogni genere di salotto tv. Anche perché, dati alla mano, la comparsata promozionale di cinque minuti in cui la star vorrebbe dare il meglio di sé, ormai non giova granchè agli incassi della pellicola.
I primi responsi dal botteghino sono a dir poco devastanti per i due cinepanettoni in sala: nei primi due giorni di programmazione sono solo 923.000 gli Euro incassati da E’ arrivata la Felicità di Pieraccioni, e 911.000 quelli di Vacanze di Natale a Cortina con Christian De Sica, entrambi battuti da Il Gatto con gli Stivali (1.133.000 Euro) ma soprattutto più che doppiati dal secondo capitolo di Sherlock Holmes – Gioco di ombre, arrivato a 2.071.000 Euro. Una sconfitta sonora e impensabile fino a pochi anni fa.












Martedi 13 Dicembre 2011 Davide Maggio sarà ospite di 



