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dicembre

GIULIO GOLIA A DM: LE IENE SONO MISTE, NON C’E’ PIU’ DIFFERENZA TRA DESTRA E SINISTRA. E RIVELA: HO PROVATO A PARTECIPARE A SANREMO MA MI HANNO SCARTATO.

Giulio Golia

Una lunga gavetta tra villaggi vacanze e piccoli ruoli in tv fino al 1998 quando entra a far parte del cast delle Iene di Italia1. Da lì la notorietà per un ruolo che continua tutt’oggi. Ora per Giulio Golia è arrivata una nuova sfida professionale. Da giovedì scorso l’ex Toto Fattazzo è conduttore di Focus1, programma di divulgazione scientifica di Italia 1. Proprio questo suo ultimo impegno è stato il pretesto per la nostra chiacchierata. Dal suo essere sognatore al mestiere di Iena, dal Festivalbar a Sanremo: tra una domanda e l’altra Giulio ci ha svelato qualcosa in più di sè e della sua carriera professionale passata e futura.

Allora Giulio soddisfatto della prima puntata di Focus 1?

Sì soddisfatto, certo si possono sempre migliorare delle cose, ma mi sembrava un prodotto carino.

Quando ti hanno detto che avresti dovuto condurre con un cane cosa hai pensato?

Abbiamo provato tante cose e l’idea è nata insieme. Il cane è come un bambino e la curiosità che ha un bambino non ce l’ha nessuno. Noi ci facciamo troppe paranoie.

Cosa significa invece essere una iena?

Non è che si è iene nel fare le cose, la iena è un po’ tutto: cattiva, buona, gentile e anche un po’ detective. Parliamo di un atteggiamento che si ha o non si ha.

I tuoi servizi hanno toni drammatici e moralistici come ha scritto Aldo Grasso?

Secondo me no, e faccio attenzione a non essere moralista assumendo un atteggiamento laico. Allo stesso tempo, visto che non si segue un copione, può capitare che ti trovi in situazioni che non ti aspetti e può accadere di dar sfogo a sensazioni tue interne. Di sicuro questo non succede ad un giornalista della carta stampata.

E invece, parafrasando ancora il critico, ti senti più intelligente dei concorrenti del Grande Fratello?

Davvero diceva così? Non so neanche quando l’ha scritto. Comunque  assolutamente no, non mi sento più intelligente di nessuno. Ho un’intelligenza che cerco di sfruttare al meglio e non dico di riuscirci sempre (ride, ndDM).

Chi è la iena più brava?

Ognuno di noi ha una sua strada; Lucci in determinate cose, Bugs e Pellizzari in altre, e via dicendo.

Sfatiamo un mito: le iene sono di sinistra?

No, sono miste. C’è chi è di destra, chi di sinistra, chi di centro, chi è di Pordenone, chi di Napoli. Sono miste anche perché, diciamolo pure, la differenza tra sinistra e destra non c’è più.

Visto il clima politico caldo mi viene da chiederti cosa pensi della protesta studentesca. Alle Iene ve ne state occupando?

Non so se se ne stiano occupando. Io ho seguito la vicenda nei Tg perché da un po’ sono chiuso nel frullatore di Focus. Non entrerei nel merito non avendo la conoscenze di tante cose ma dico che si sbaglia l’atteggiamento e la gente si è stufata di tante cose. Vuole essere ascoltata e vedere delle azioni concrete.

In un’azienda privata come Mediaset non c’è il rischio di autocensurarsi?

Devi essere intelligente a non farlo, certo c’è un editore e l’ultima parola è sua, ma se credi veramente in una cosa devi anche combattere.

Ti senti sfruttato appieno nel panorama televisivo?

Sono soddisfatto. Mai avrei pensato di arrivare dove sono arrivato. E’ stato un gioco diventato lavoro che man a mano ho cercato di affinare.

Sei stato il conduttore dell’ultima edizione del Festivalbar…

Un’esperienza molto carina e positiva fatta insieme alla Canalis e Silvestrin. Siamo stati bene, abbiamo dato con serenità il massimo, cercando di non accavallarci negli spazi. Poi sicuramente il Festivalbar ti dà una grossa carica. Era un’icona, anche se lo spettacolo è sempre stato fatto dagli artisti. Certo, con una conduzione carina magari è meglio ma il funzionamento dipendeva dai cantanti.

Come ti sei trovato nei panni di intrattenitore?

Bisogna provare tutto, io sono partito come intrattenitore e non so cosa andrò a fare. Forse sarò a casa a fare il ragioniere o un altro tipo di mestiere. Non lo so, so che più cambi e più hai stimoli.

Dove ti vedi tra 10 anni?

Non so dove mi vedo domani, figurarsi tra 10 anni. Se poi mi dici dove ti vorresti vedere ti rispondo che i sogni sono tantissimi e potrei iniziare a parlare ora e finire tra 10 giorni. Io sono sognatore ma anche un po’ fatalista quindi per me non serve pianificare. Potrei essere ancora iena, aver fatto un film come regista o come attore, oppure potrei essere a casa a fare la calza o aprire un canile municipale.

A Sanremo 2011 ci saranno i tuoi colleghi Luca e Paolo. A te piacerebbe?

Non ci ho mai pensato e secondo me non sono in grado. Se mai dovessi andarci lo farei con una canzone perchè ho una band. In verità ci ho provato tecnicamente l’anno scorso/due anni fa con una canzone che era carina e piacque molto, ma non ha passato le selezioni. Nella canzone diciamo che “mi autodenunciavo”. Comunque è ancora lì, ma quest’anno non era il caso di riprovare.

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2 Commenti dei lettori »

1. mats ha scritto:

23 dicembre 2010 alle 16:15

Beh, visto che il Festivalbar 2007 (peraltro l’ultimo) da lui condotto è stato un fiasco…



2. mcooo ha scritto:

23 dicembre 2010 alle 22:56

Peccato per Sanremo…tanto oggigiorno mica ci vanno Big Big….



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