
Quattro persone, uno scantinato, un budget ridotto ma tanta passione: questa è Rai4. Nata il 14 luglio del 2008, la nuova rete giovane della Rai si è fatta strada tra critiche e applausi e in un solo anno è riuscita a raggiungere risultati sorprendenti: picchi del 3% di share in Sardegna e una media giornaliera (a livello nazionale) dello 0.30% e 50 mila telespettatori (fonte: AnimeClick).
Un trend in continua crescita che l’azienda pubblica, per il momento, osserva attentamente alla finestra. Carlo Freccero, presente con Dynit al Lucca Comics&Games 2009, non ha nascosto un certo rammarico per il paradossale trattamento che sta subendo a livello economico ma ha sottolineato che – al raggiungimento di determinati obiettivi (share dell’1% a livello nazionale) – le sue decisioni peseranno nelle scelte aziendali. Intanto tenterà di proporre un palinsesto economico e convincente, che punterà meno alle produzioni interne e più a serie tv e anime.
E proprio di serie tv e anime si è parlato all’incontro pubblico tenutosi all’Auditorium San Girolamo di Lucca. Con il successo di Code Geass: Lelouch of the Rebellion e Sfondamenti dei Cieli Gurren Lagann, Rai4 proporrà un secondo appuntamento settimanale, probabilmente in prima serata, con i più acclamati film d’animazione giapponese (tra cui i due lungometraggi di Ghost in the Shell, Appleseed e, forse, Akira). In attesa di spostare la fascia anime in un altro slot orario, i due sopra citati anime, Aria e RomeXJuliet verranno accompagnati dalla seconda stagione di Code Geass, in fase di acquisto, e dalla serie inedita Eureka Seven (dello studio Bones), il cui pilot andò in onda su MTV nel 2006.
Passiamo invece ai telefilm. Nonostante le incessanti richieste dei fan, nulla da fare per True Blood, serie vampiresca prodotta da HBO e rivelazione in ascolti in America, ritenuta – dai piani alti – troppo violenta e poco adatta al pubblico Rai. Confermata invece la terza stagione di Battlestar Galactica, le repliche delle prime due stagioni sotto le feste natalizie (per venire incontro alle nuove regioni alldigital) e la seconda stagione di Rome (inedita in Italia) nonchè l’arrivo del sci-fi Caprica e del poliziesco australiano Underbelly. Si sta inoltre valutando la ritrasmissione di tutte le stagioni di Lost con gli extra inediti.
Un presente fantasy quindi, “con un’offerta coerente e con una forte editorialità ”, ma un futuro da generalista con un programma comico, probabilmente affidato ad Ubaldo Pantani, fiction autoprodotte “fresche e di qualità ” (e non – ironicamaente si intende – “da malati come Carabinieri e Don Matteo”) e serie tv e anime multigenere.
2. Daniele Pasquini ha scritto,
5 novembre 2009 alle 14:55
Perchè tu, votando, hai scelto dei rappresentanti.
E’ semplice, fondamentalmente.
Il parlamento regolarmente eletto dal popolo sceglie i membri della commissione di Vigilanza Rai (che rispecchia in proporzione, come una qualsiasi commissione parlamentare, la situazione parlamentare – in altre parole se il 60% del parlamento è formato dalla coalizione di centro-destra, la commissione di Vigilanza Rai sarà formata per il 60% dalla coalizione di centro-destra). Tale commissione sceglie a sua volta 7 membri del consiglio di amministrazione Rai e un altro viene nominato dal Ministero dell’Ecomomia, che è il maggior azionista della Rai.
Il Ministero nomina inoltre il Presidente del CDA che deve obbligariamente appartenere all’opposizione e che deve ottenere dal CDA i 2/3 dei voti per assumere la carica.
Il CDA, al completo, nomina il Direttore Generale a maggioranza. Al DG spetta il compito di portare avanti l’azienda, scegliendo i direttori di rete tra l’altro. Le scelte del DG devono poi essere portato in CDA che, a maggioranza, deve approvarla.
Quindi se in Parlamento c’è la maggioranza di centro destra è piuttosto scontato che i dirigenti Rai vengano selezionati tra gli uomini del centro-destra.
Considera, comunque, che ci sono i vari patti politici. Ad esempio Rai3 è stata, è e rimarrà dell’area di centro-sinistra.
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Freccero è uno dei pochi (se non l’unico) scienziato della comununicazione televisiva, dove lo piazzi puoi star certo di avere un ritorno dal punto di vista della popolarità . Ed è per questo, comunque, che fu scelto alla guida della nuova rete Rai.
Non è a RaiDue nè a RaiUno per il semplice fatto che apprezza l’area di centro-sinistra.